IL CUORE E LA RAGIONE

Tutti a Venezia verso la proclamazione di indipendenza

Il cuore e la ragione sostengono l’azione politica di Indipendenza Veneta.

Dopo il successo degli incontri di questa settimana a Vedelago, Treviso e Tombolo davanti a centinaia di Veneti che chiedevano di raggiungere presto l’indipendenza, il movimento chiama tutti i Veneti ad unirsi per un grande evento a Venezia.

Sabato 6 ottobre alle ore 15 ritroviamoci tutti insieme, anche con le famiglie, a Piazzale Roma per raggiungere Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale Veneto, ove sottoscriveremo la RISOLUZIONE che chiediamo sia approvata dal Consiglio Regionale Veneto.

La RISOLUZIONEproposta da INDIPENDENZA VENETA, dopo aver richiamato la coscienza e la storia del Popolo Veneto ed aver ricordato i principi fondanti dell’ordinamento giuridico internazionale, ribadisce  il diritto dei veneti di esprimere tramite referendum la volontà di indipendenza.

Impegna il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Clodovaldo Ruffato, ed il Presidente della Giunta Regionale del Veneto Luca Zaia ad avviare subito RELAZIONI ISTITUZIONALI con tutte le Istituzioni dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, per portare loro il desiderio di indipendenza dei Veneti, chiedendo garantire l’indizione del referendum che accerti la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione SINO ANCHE ALLA DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA.

Partecipate con noi ad una bella passeggiata a Venezia per sostenere la voce dei Veneti che chiedono l’indipendenza.

Sosteniamoci, tanti, tutti uniti con la forza del cuore e della ragione!

Luca Azzano Cantarutti
Presidente Indipendenza Veneta

88 risposte a “IL CUORE E LA RAGIONE”

  1. ciao,

    il rischio… a cui bisogna già pensare è che saranno Ruffato a Zaia a portare avanti i rapporti con gli organismi internazionali… e noi sa un cavolo…
    Devono essere affiancati da una delegazione di indipendenza Veneta.

    Non c’è totalmente da fidarsi de quei

    1. Concordo con te Ivano, anche perchè secondo me,colgono al balzo la palla lancitagli ,per provare a fare la macro-regione (piemonte-lombarbia-veneto-emilia-friuli),e con questi bisogna stare molto attenti.é indispensabile una una delegazione di I.V. Guerrino F.

    2. Ivano, hai ragione dal momento che solo l’anno scorso l’Italia ha incassato dal Veneto 70 miliardi di euro e ne ha restituito solo 50, quindi ha guadagnato 20 miliardi.
      L’Italia potrebbe benissimo spendere 100, 200 milioni di euro, o anche di più(che sono i soldi dei veneti)per corrompere i consiglieri regionali. Per questo ritengo che il referendum lo si debba fare anche se la regione darà parere negativo.

  2. Testo articolato, non scontato, non banale, non parolaio. Un ottimo lavoro, che dimostra l’elevato grado di approfondimento e riflessione raggiunto da IndipendenzaVeneta.
    Se posso permettermi un suggerimento, dopo la marcia e la raccolta firme del 6 ottobre, mantenete in ogni caso aperto il canale della sottoscrizione popolare, affinché la mozione possa guadagnare il maggior supporto popolare possibile. Se non sbaglio in Scozia hanno fatto così e tuttora continuano a mantenere aperto il canale dell’adesione formale dei cittadini a sostegno dell’indizione del referendum del 2014.
    Un caro saluto,
    Alex Storti

    1. Caro Alex,

      il documento potra’ essere firmato solo da chi si reca a Venezia il 6 ottobre. Ci sono alcuni di noi che purtroppo sono in viaggio di lavoro e non potranno mettere il proprio nome su questo documento storico, ma purtroppo e’ cosi’. Lo so che se portiamo il documento in giro per i gazebo raggiungiamo anche 100mila firme. Ma io voglio che a firmare siano solo i veneti convinti abbastanza da venire in capitale per fondare la nuova repubblica veneta, se no da seduti comodi a casa questi eventi storici non avvengono. Varranno di piu’ un migliaio di firme fatte a Venezia che 100 mila andando per mercati.

      1. Ciao Lodo,

        In ogni caso, non penso che a priori, IV escluda la possibilità futura d’allargare la raccolta firme per questo documento anche sulle piazze.

        A proposito non mi è chiaro se queste firme le possono apporre solamente gli iscritti al partito, oppure se le stesse sono allargabili a ogni cittadino Veneto con ideologia indipendentista.

        1. Ci saranno altre iniziative per le piazze (na roba ala volta 🙂 )
          Riguardo chi puo’ firmare sabato 6, naturalmente non e’ un evento limitato a chi e’ iscritto a Indipendenza Veneta, ma non e’ nemmeno limitato a chi e’ indipendentista.
          Nel senso che si firma per far valere il diritto di autodeterminazione, per dichiararsi cittadni e non sudditi, per far valere il percorso democratico (e referendario) al di sopra di imposizioni anacronistiche.

      2. Caro Lodovico, in linea di principio posso essere d’accordo, il problema è che la manifestazione è stata organizzata con preavviso molto ridotto, quindi un po’ di elasticità, a mio modesto avviso, non guasterebbe. Tutto qua.
        In ogni caso, la mia piena solidarietà e vicinanza. Da lombardo e milanese amico dei Veneti, un caro saluto,
        Alex

  3. Zaia sta già manipolando la cosa per i fatti suoi, e fa danni perché la Lega è supersputtanata seppure ci sia una fortissima inclinazione verso l’indipendenza da parte dei Veneti.
    E’ necessario fare risaltare la differenza, mettere nell’angolo Zaia.
    Portare questa risoluzione può essere pericoloso, perché viene usata da chi ha il comando in mano.
    E’ necessario trovare una soluzione a questo problema, subito.

    1. Caro Claudio,

      per forza questa risoluzione verra’ usata da chi ha il comando in mano, ma la situazione e’ talmente critica che non possiamo permetterci di aspettare elezioni. L’indipendenza bisogna farla ora, e non deve importarci se saranno altri a metterci il cappello per sopra.

      1. Sono anch’io sensibile alle preoccupazioni espresse circa la possibile strumentalizzazione della nostra azione politica, ma concordo pienamente con la scelta responsabile di Lodovico. E’ una scelta di cuore, che considera, nell’emergenza, il male minore. Potremmo comunque tenere il fiato sul collo agli sciacalli; non si scherza con il nostro progetto!

        1. Ciao Davide,

          Non dobbiamo preoccuparci di quanto la lega faccia autonomamente, oppure in simbiosi con altri movimenti e associazioni indipendentiste Venetiste.

          Ad esempio non mi tocca minimamente la riscoperta del ” cuore Serenissimo ” di Bitonci e Ciambetti durante le marce Venetiste o internazional-indipendentiste.
          Chi abbraccia una fede, non rimane legato a altre religioni.

          Il nostro perscorso E’ e RIMANE unico e non plagiabile.
          NON temiamo paragoni !
          IV è unica e irripetibile ! Per questo mi piace.
          E’ passato il tempo dei banchetti limitanti e delle urla di piazza.
          Il nuovo Veneto muove i suoi primi passi, ma di gran lena.

      2. Io sono assolutamente d’accordo con l’esigenza di farla subito e sulla necessità di essere in tanti a Venezia.
        Siccome do per scontato che sarà un successo, suggerisco già di pensare al dopo, quando verranno avviate le consultazioni.
        Non mi fido di questi signori, per quante belle parole possano dire di noi (vedi Ruffato) o vedi eventualmente Zaia. E’ gente che ha maturato per anni ed anni grandi capacità relazionali, per arrivare ai loro scopi. Sono abituati a galleggiare… ed a servire più padroni…ed hanno espressioni facciali non facilmente decifrabili.

      3. E’ evidente che non è il colore del gatto che ci interessa, ma è proprio per questo che dico che occorre trovare una soluzione subito.
        Senza dubbio ho la sensazione che i leghisti che cambiano idea all’ultimo minuto puzzino come il pesce vecchio, ma il mio commento è stato frainteso: io non sono preoccupato di chi ci mette il cappello sopra, sono preoccupato che qualcuno non ci metta la sabbia sopra!!
        Intendo dire che il rischio è che l’iniziativa possa essere sabotata, al limite per incompetenza.

  4. “non deve importarci se saranno altri a metterci il cappello per sopra”
    Esatto! lo scopo non è prendere il 51% dei voti alle elezioni venete, lo scopo è diventare indipendenti.
    Pressing costante e lobbying indipendentista sfrontata

      1. PERFETTO !!!

        Continuate a votare ( e a far votare ) a FAVORE dell’indipendenza Veneta.

        Stavolta gli italiani e italianofili si prendono uno sturbo 😀

        Mandate mail-invito a chiunque sia a favore della NOSTRA indipendenza. Anche ai rosiconi di VR-Stato al limite.

        Crisvi 😉

        1. he,
          mi gò xà votà ma scrivo el rexultà ogni tanto pa’ vedar se ghe xe calchiduni taliota che ghe dà on “giro” ai numari de boto.

          scripta manent (come’l dixe me pare: “ma toco par toco”).

  5. “L’indipendenza bisogna farla ora, e non deve importarci se saranno altri a metterci il cappello sopra” (Lodovico Pizzato). Queste sono belle parole e fanno la differenza tra chi ha un ideale e chi, al contrario, cerca solo gratificazioni personali.
    Mi spiace soltanto, da bresciano, che non mi sarà possibile – nonostante tre secoli e mezzo di storia comune – mettere la mia firma in calce al documento. Ma ci sarò con il cuore e con la ragione.

    1. Carlo, se riusciremo noi, tutte le regioni dl nord ci seguiranno.

      La nostra libertà sarà anche la vostra,ma la vedo dura perchè l’italia ha il danaro e le mafie dalla sua……

  6. SONO PROPRIO CURIOSO DI VEDERE SE IL PDL, CHE TANTO VI SOSTIENE (mandano i suoi scagnozzi a far numero nei vostri finti congressi), VOTERA’ A FAVORE IN CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO.

    1. Strano che uno come te TOPOGIGIO, che marcia in Scozia assieme ad assessori regionali, parlamentari a roma, ex sindaci e consiglieri comunali, tutti assolutamente leghisti e che riconosce ex democristiani ed ex UDC che sognano il parlamento romano, ricoprendo i vertici del proprio partitello pseudo-indipendentista, venga a dire a noi che facciamo culo&camicia con Berlusconi e i suoi.

      Come dice un mio amico ” very ” indipendentista :

      ” Quando che la merda monta in scagno, o che la spuza o che la fà dano. ”

      It’s Babylon one, mr Topogigio. 😀

    2. gigio… domanda a zanch quanti scagnozzi abbiamo quando facciamo incontri vicino a casa sua :-)!!! domandagli perchè è da 40 anni che fa politica e non raccoglie nemmeno 4 persone nel suo paese … domanda al cuculus canorus se ha provato un minimo di imbarazzo su come il zanch ha cercato di boicottare il nostro lavoro e soprattutto sui risultati da lui ottenuti con i sistemi da partito taliota, infine domandagli quanti dei ragazzi che lavorano in quelle zone per l’indipendenza Veneta han fatto politica prima d’ora … avrai risposte alla tue supponenze !

  7. Un documento ottimo! Verrò a firmarlo con piacere!
    Per quanto riguarda i dubbi sul futuro operato del Governatore o della giunta, certo dovremo viglilare e prevedere accordi in tal senso, ma tutto dovrà essere alla luce del sole e in ogni caso approvato dal popolo sovrano! Non dobbiamo più neanche pensarlo di doverci ancora “fidare” o di delegare, tutto ciò che riguarderà tutti sarà approvato da tutti!

  8. E’ l’ora della verità!
    A noi interessa arrivare all’indipendenza e questa risoluzione farà capire ai Veneti chi è con loro e chi è contro di loro.
    Il consiglio regionale sarà costretto a prendere posizione e avremo modo di vedere i vari partiti (soprattutto lega e pdl) da che parte staranno.
    Quindi ben che vada il documento verrà approvato e l’orizzonte dell’indipendenza sarà più limpido, male che vada avremo fatto chiarezza (come è nel nostro uso) e avremo la possibilità di far capire meglio alle persone di che sostanza sono fatti i nostri detrattori.

  9. Il problema più grande è il governo italiano che cercherà di corrompere i nostri consiglieri regionali; non dimentichiamoci che il Veneto rende, infatti l’anno scorso regalò 20 miliardi di euro di tasse al governo italiano. Sono tanti soldi che l’Italia perderà se permetterà il referendum. Dal momento che è la maggior parte dei veneti che vuole l’indipendenza, si dovrebbe fare il referendum anche se la regione sarà contraria. Non è giusto che per colpa di qualche consigliere noi dobbiamo rinunciare alla nostra libertà.
    Perchè, e mi rivolgo ai duri di testa, indipendenza=libertà del popolo veneto di gestire la propria vita, cosa che attualmente non avviene.

  10. Non bisogna guardare con sospetto chiunque appoggi la causa indipendentista senza appartenere ad un movimento indipendentista (es. i leghisti): il giorno in cui otterremo l’indipendenza, sarà per la vittoria in un referendum, a questo referendum voteranno a favore almeno il 51% dei Veneti.
    E’ ovvio che non tutti quelli che in questa maggioranza ci saranno persone che non appartengono a movimenti indipendentisti.

    Chi se ne frega se alcuni leghisti ad un certo punto iniziano ad appoggiare la causa pur rimanendo nella lega, tanto meglio, no?

    1. Sono d’accordo con te Davide, con un MA e un PERO’.

      E’ verissimo che ci sono moltissimi leghisti ferocemente delusi dal loro partito, specie dai vertici lombardi.
      Sicuramente questi vorranno abbracciare l’indipendentismo con lealtà. Secondo me si tratta per larghissima maggioranza della base leghista e dei suoi elettori.

      Ci saranno tuttavia anche i soliti furbetti del quartierino.
      Gente talmente abituata ai propri privilegi, che farà qualsiasi cosa per mantenerli almeno in parte.
      Non dobbiamo commettere gli errori degli altri ” indipendentisti “, proprio adesso che ci siamo ripuliti di un sacco di scorie e siamo in straordinario avanzamento in ogni provincia.
      Addirittura da noi si iscrivono militanti di VS.org con le nuove tessere stampate da .org, vi rendete conto ?

      Stiamo molto attenti a non integrare nuovamente gente sbagliata nel nostro movimento.
      Non voglio certamente assistere a un Viest2 tra un paio d’anni.
      Portiamo ancora addosso le cicatrici di questi scontri senza esclusioni di colpi.

  11. E’ difficile credere che i politici della regione Veneto possano
    appoggiare seriamente la campagna che Indipendenza Veneta sta portando
    avanti con coraggio e determinazione. E’ per lo più gente sdoganata dal potere romano che percepisce compensi impensabili in altri stati.
    Il loro capo fa parte di un partito che ha fatto molte promesse ma in 20 anni non ha smosso una foglia, in compenso ha conquistato una notevole numero di ‘cadrghe’ per i suoi adepti.

  12. Ho letto con interesse al manifesto, anche se di quelle risoluzioni per il lavoro che svolgo, ne ho già visto molte. Cerco di dare una mia opinione, rispettando, come si dovrebbe tutte quelle già lette.
    1) Ogni tanto ritorna il tema dell'”indipendenza veneta” come fosse un giocattolo che tutti possono utilizzare senza saperne il fine e il mezzo
    2) Per vent’anni o più a cominciare da Rocchetta con la Liga Veneta poi Lega Nord e altre sigle leghiste hanno marciato sulla secessione e sul concetto di autodeterminazione del popolo veneto e si è visto come è andata a finire con quattro sfigati che hanno occupato il campanile di San Marco
    3) L’indipendenza non equivale necessariamente a libertà, efficacia, o miglioramento dei servizi, tenendo presente che tutte le belle leggi citate, che peraltro le lo studiate al corso di diritto costituzionale 20 anni fa, quando ero a Padova. Anche nel movimento indipendentista veneto ci sono state spaccature ( vedi movimenti sindaci del Nordest, gruppi di azione), adesso si parla di macroregione tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, di riduzione di province.
    4) Un conto è l’indipendenza un conto è il concetto di autogoverno, cioè la capacità di gestire in casa nostra successi e fallimenti, senza chiedere aiuto a stato centrale e avere istituzioni che coinvolgono le “masse”
    5) Sono un grande fautore del vero federalismo fiscale e amministrativo, i cui decreti attuativi del D.lgs 29 non sono stati ancora emanati da quando è caduto il governo berlusconi ( vedi Commissione Antonini prof. a Padova che è di Conegliano.
    6) Capacità di gestire la politica fiscale in proprio, con potestà tributaria e capacita di spesa ( senza render conto a nessuno questo si) eliminazione del patto di stabilità, una serie di controlli interni ai nostri Enti Locali)
    7) Possibilità di fare provvedimenti amministrativi certi e in autonomia
    8) Coinvolgimento del concetto della “cittadinanza attiva”, non volgare e populista, nei posti dove nasce il germe della presa di coscienza civile ( scuola, università, seminari, gruppi spontanei ecc..) perchè la gente si avvicini a capite qualcosa di più del semplice “pagare le tasse”
    9) Quante volte siete andate a parlare con il vostro Sindaco, a quanti Consigli Comunali avete partecipato e preso appunti, avete sentito l’assessore ai Lavori pubblici che parla, quante volte siete andate all’entrata del vostro municipio a vedere l’albo pretorio ( ora per legge on line sulla home page di ogni sito di ogni Comune) e i provvedimenti che le vostre giunte hanno adottato. Partiamo dal basso per arrivare all’alto.
    10) E non parlati dell’ONU e delle sue dichiarazioni dove oramai a tutti è nota l’inutilità e il fallimento del suo funzionamento con in c.d diritto di veto oramai obsoleto e che rende incivile e infelice l’adozione delle decisioni internazionali. L’unica cosa buona è la dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo del 1948
    11) Come si pone indipendenza sul lato economico e delle sua articolazione.
    Vorrei continuare perchè sono temi che fanno parte del loro lavoro. Se ci sarà tempo mi metterò a servizio del mio popolo e l’ho già fatto per 3 anni essendo stato eletto segretario della circoscrizione di Ceneda dal 2000 al 2003
    Finisco dicendo che per cento motivi l’indipendenza veneta non si può attuare, più confacente sarebbe la Repubblica presidenziale con le Regioni che diventano sono come gli stati degli Stati Uniti o i Dipartimenti francesi
    Saluti a tutti

    .

    1. Ma crede che siamo tutti usciti dall’uovo oggi?

      L’indipendenza veneta si può fare, basta volerlo.
      Cito Wiston Churchill: “con l’appoggio del popolo è possibile fare tutto: cambiare un governo, sciogliere uno stato, costituirne uno nuovo.”
      E’ solo questione di supporto popolare, e di spina dorsale di chi conduce le trattative.

    2. Ciao Massimo. Go paura ke su tante robe forse te ghe raxon……ma, te se, serte volte la storia no la và come ke serti i garìa pensà.Xe xà capità ke xe bastà un picolo episodio e tuto xe cambià. Stame ben. W.S.M.

    3. Indipendenza vuol dire Libertà.
      Sei andato in giro negli uffici pubblici: inps,agenzia entrate, finanza,etcc..
      Ci si lamenta tanto della burocrazia,ma ti sembra che faccia parte della nostra cultura questa bestia?
      Abbiamo rinunciato ad infrastrutture da decenni per mantenere governi italiani che non esprimono i nostri ideali. La nostra gente va al sud a laurearsi o per ottenere la pensione di invalidità.
      Ma scherziamo? E’ questo che abbiamo imparato da un’Italia unita? E’ giusto?

    1. Dovresti vergognarti ad essere italiano non veneto.
      Come onestà nella p.a. l’Italia è al 67° posto nel mondo.
      Nel 2010 il governo italiano costò 1600 milioni di euro mentre i governi di Francia, Germania e Regno Unito non raggiunsero tale cifra.
      Quando nel 1992 decimarono la DC e il PSI per i grandi casi di corruzione, perchè non fecero una legge contro la corruzione?
      La fanno ora nel 2012 dopo aver messo il popolo alla fame ed aver creato un debito di 2000 miliardi. Possibile che non ti sei reso conto che i partiti politici altro non sono che associazioni a delinquere? non tutti a quasi.

    2. La vergogna è un bel sentimento, è come la luce spia che si accende quando il meccanismo sta funzionando male, ed è prerogativa delle persone positive. Però credo dovresti provare vergogna più per aver concesso a chi ha invaso la nostra terra e quotidianamente depreda te, me e le nostre famiglie, di aver manipolato allo stesso modo il tuo animo ed i tuoi pensieri, al punto da renderti cieco e sordo di fronte al rinato desiderio di libertà del popolo a cui appartieni, che è stato un faro guida per l’Europa intera, fiero, libero e fiorente per oltre mille anni, e ora invece schiavo, irriso e vessato da un manipolo di foresti che lo sta spingendo al suicidio morale e materiale.

      Chi ci occupa ha lavorato decisamente bene, e tu ne sei la prova.
      Ma non è mai troppo tardi per liberarsi dalla schiavitù.

      Saluti

  13. Sono d’accordo con tutti coloro che auspicano una Democrazia Diretta, come in Svizzera.
    Con tutti coloro che pretendono che il Nuovo Stato batta la propria moneta.
    Che smetta, il “Nuovo Stato”, di portare le guerre di aggressione in giro per il Mondo nell’interesse di pochi circoli economici e a danno della maggioranza dei cittadini del Pianeta.
    Ricordiamo che anche noi siamo stati “democratizzati” dai francesi in nome di “quella” democrazia, e, a duecento anni di distanza, questi sono i risultati: dobbiamo impegnarci per riconquistare la libertà; quella libertà che alcuni credevano fosse stata portata dai giacobini.
    All’epoca la “classe dirigente” fu propensa alle idee nuove di “Francia”: solo il popolo si ribellò; fu preso a cannonate dal Ponte di Rialto.
    Solo il popolo è baluardo della “libertà comune”.
    Meglio un errore votato dal popolo – (che può correggere con una votazione successiva) – che gli errori costantemente in malafede presi da individui, come ora, che pensano solo ed esclusivamente a impinguare le proprie tasche.

    1. La to ultima frase, par mi la xe come el Vangelo !!!Ghe xe in giro massa jente ke co la scusa de far na roba invesse la ghin fà nantra.No me so mai fidà de quei(fasso ‘n esempio stupido) ke i vol na robare volendo butar xo la porta a spalà, savendo ke’l paron de casa el gà un s-ciopo, solo par farse vedar pi brao dei altri. Preferisso quei ke i serca de farse el dopion dea ciave. La pi bea sodisfassion de un ladro xe laxar sui jornali la notissia la matina drio.Aver i skei in scarsela sensa aver la spala rota!!!! Spero de essar stà ciaro. La “MALAFEDE” serte volte la pol essar “DEVASTANTE”. HUMANUM FUIT ERRARE,DIABOLICUM EST PER ANIMOSITATEM IN ERRORE MANERE !!!!! W.S.M.

  14. Xe da sperar sto cambiamento. Non credo proprio che la cosa non sia fattibile, anzi. Lo si capisce dal voler minimizzare dei media, della classe politica; hanno paura. Cominciano a rendersi conto che la cosa può accadere, che venendo fatto secondo istituzione non può essere fermata e che se un domani il Veneto batterà nuovamente la bandiera col Leon Moeca saranno davvero guai finanziari. Il solo PIL di Vicenza batte quello dell’intera Grecia, ci rendiamo conto della ricchezza che produce la nostra Regione? L’unica cosa che mi preoccupa di questo progetto è il “day after”… chi prenderà in mano le redini? Possiamo essere certi che si potrà chiamare nuovamente “Serenissima”? Sono veneto, amo Venezia, che ha dato i natali a me e alla mia famiglia, tuttavia devo asserire che molti miei corregionali sono degli ottusi ignoranti xenofobi. Ho il dannato desiderio di vivere in una nazione sviluppata come un paese nordico con la genialità tipica della nostra gente. E’ una cosa totalmente alla nostra portata (vedi l’antico arsenale, prima vera ideologia di fabbrica performante). Temo però che dalla super efficienza economica si possano sviluppare anche caratteristiche estremiste che poco si conciliano con la libertà. Ricordiamoci che i veri veneti, coloro che resero una piccola baia il baluardo della modernità e della giustizia, non avevano preconcetti verso gli altri popoli. E fu proprio questo che permise alla Serenissima di essere amata anche lì dove il potere l’aveva preso a suon di cannonate. Perché i popoli che cadevano sotto il suo dominio si ritrovavano dominati, con gran sorpresa, non da una politica tirannica ma bensì dalla più evoluta Repubblica dell’epoca. Mi chiedo, si sarà capaci di fare altrettanto un domani, in quel “day after”, quando il sogno sarà divenuto realtà? E’ solo un mio pensiero, grazie dell’attenzione accordata. “Popolo marinaro popolo libero”

    1. Squero, mi dispiace deluderti ma il Veneto è la migliore regione d’Italia per l’integrazione degli stranieri.
      Per eliminare quei pochi xenofobi, la soluzione è semplice: applichiamo le regole di un paese civile, perchè avere immigrati che lavorano nelle cooperative per 3,4 euro l’ora ed i veneziani disoccupati crea xenofobia. Avere immigrati mantenuti dai comuni crea xenofobia.
      Immigrati clandestini crea xenofobia. Queste assurdità che ti ho elencato non accadono in Svizzera, Austria ed altri paesi; in Italia si.
      Ti ricordo che il nord est produttivo è la dimostrazione della nostra buona identità culturale. Ora le nostre imprese chiudono e si trasferiscono addirittura in Austria e Svizzera, perchè la tassazione è arrivata al 70% mentre in Austria è al 25%. Non ho mai visto un pessimista vincente, quindi dobbiamo essere uniti e guadagnarci l’indipendenza perchè con l’Italia come vedi, affogheremo nella miseria più nera.

    2. @ Squero :

      Indipendenza Veneta, nasce anche per creare la nuova classe dirigente del futuro.

      Abbiamo uomini e donne validissimi e ne aggiungeremo molti altri ancora, che ci garantiranno il loro leale supporto ai bisogni ed esigenze del nostro popolo.

      Oggi comunque abbiamo un compito prioritario su tutto :
      OTTENERE L’INDIPENDENZA.

      La costituzione Veneta, possiamo scriverla anche il giorno dopo.

      Una cosa ti garantisco.
      Ci ispireremo allo stile repubblicano della Serenissima, che ha ben governato per circa 1.300 anni ( personalmente propendo per l’inizio della Rep. Veneta, con l’insediamento del ” magister militum ” simile al capitano reggente sanmarinese nel 503 D.C. ), modernizzandolo con un sistema di Democrazia Diretta ( DD ) sulla tipologia Svizzera.
      Il potere e il controllo dei vertici apparterranno al popolo.
      I governanti saranno praticamente gli amministratori della cosa pubblica, con delega a legiferare e mandati a termine.

      Anche il potere giudiziario verrà adeguato alle esigenze del terzo millennio.
      In uno Stato dove non esiste giustizia celere e certa, non esiste vera democrazia.
      I vergognosi processi trentennali non dovranno esistere nella nuova Naxion Veneta.

    3. Cari Adriano e Squero,

      non concordo con voi su quello che io considero un falso problema: il “razzismo”.
      Al tempo del fascismo ti davano le botte, (e l’olio di ricino), se gravava su te il dubbio che fossi un comunista, successivamente, caduto il fascismo, erano ancora botte se eri sospettato di aver simpatie per il defunto regime; nota che, i “picchiatori”, erano sempre gli stessi.
      Secondo me questa è la necessità di incutere spavento nei governati da parte di chi si è preposto di comandare.
      Guai se il popolo solleva la testa dalla merda dove i “reggitori” vogliono che debba rimanere per poter essere liberi di compiere le loro malversazioni.
      La “gente” deve SEMPRE avere paura di chi governa; è grazie a questo “sano” sentimento che i governanti possono avere la sicurezza di agire indisturbati.
      Ora, consumati come “abiti troppo usati” fascismo e comunismo, è venuta di moda, utile per la repressione popolare, la fiaba del razzismo.
      Non ci preoccupiamo che andando via dall’Italia lasciamo in “brache di tela” intere regioni italiane con i suoi abitanti, no, ci si deve preoccupare del benessere degli extra-comunitari.
      Insomma, se non sono italiani, sempre una palla al piede dobbiamo avere.
      Quale è il vantaggio di sottrarci a parassiti italiani, non tutti, a dire la verità, per favorire parassiti extra-comunitari, non tutti, a dire la verità?
      A chi giova?
      Quando si lavorerà esclusivamente per noi?
      La nostra Repubblica, si dice, era accogliente con gli stranieri, è vero, ma solo con quelli che portavano nuova ricchezza: con i lucchesi che avevano portato da Lucca l’arte di tessere la seta; con i “pistori” tedeschi che avevano fama di essere i migliori panettieri che si trovassero sulla “piazza”: todeschi, turchi, si, ma solo quelli che portavano nuovo benessere, ovvero ricchi commerci con l’obbligo di commerciare, però, all’interno di strutture statali come i fondachi.
      Tutta gente che, venendo a Venezia, portava ricchezza sulla quale l’Erario ci guadagnava, e quindi, di riflesso, tutta la popolazione.
      Cosa portano i nuovi immigrati con le pezze al culo?
      Niente!
      Cosa riservano loro i nostri governanti?
      Tutto!
      Levano la pensione a noi per inviarla ai parenti di questi immigrati nei paesi d’origine, ricevono sussidi per pagare l’affitto, che ai “nostri” non viene concesso, la refezione gratis per i loro figli nelle scuole: i nostri debbono pagare tutto, anche se poveri.
      Case popolari sono riservate a questa gente, i nostri che le hanno pagate sono per le strade!
      Come si fa a parlare di razzismo riferendosi al popolo che si lamenta per queste ingiustizie?
      Le nostre donne debbono andare a lavorare perché i soldi non bastano – non è mai stata fatta una politica a sostegno della famiglia in questo paese – non per gli italiani, almeno, ma adesso ci si preoccupa, le nostre donne debbono lavorare per pagare gli assegni familiari alle musulmane che per tradizione rimangono in casa: loro si riproducono e noi no!
      È un genocidio!
      Meglio tenerci gli italiani sul groppone con i quali, per lo meno, si ha una lingua in comune e una civiltà!
      Perché tutta questa fregola nell’accogliere questi estranei che continueranno a pesare sulle nostre spalle esattamente come quegli italiani dai quali ci si vuole separare?
      Vuoi vedere che si è arrivati al punto in cui non è più il popolo, se mai lo è stato, che si sceglie i governanti, ma questi ultimi che bocciato il popolo si precostituiscono un elettorato al loro livello: un elettorato da terzo Mondo per una classe politica da terzo Mondo?
      La commistione delle razze serve solo a perpetrare quelle tensioni che già esistono in Italia fra Nord e Sud; senza la possibilità, questa volta, di secedere, e da chi, e per andar dove?
      A meno che non si voglia dar esecuzione a quella idea che sta alla base del comunismo e che così illustrava il rabbino Baruch Levi in una lettere a Carl Marx nel 1848.

      Il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848:

      «Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante l’unificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e mediante l’istituzione di una repubblica mondiale, che accorderà dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova organizzazione dell’umanità, i figli di Israele diventeranno dappertutto, senza incontrar ostacolo, l’elemento direttivo (…). I governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con l’aiuto del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei, venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i popoli della Terra» 
      (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).

      Sarà così?
      Mario Monti, servo delle banche, strozza noi per arricchire, ancora di più, quegli Istituti che sono la causa dei nostri attuali guai!
      Già ricchissimi questi individui, al di la di quanto possano spendere in cento vite, tendono ad immiserire il Mondo intero perché alla miseria economica di solito segue quella morale facilitatrice di schiavitù.

      1. Si sono d’accordo, sul fatto degli stranieri sono stato solo un po frainteso perché non ho specificato il pensiero. Quando dico straniero io intendo quello che produce. A chi fa piacere vedere le case del comune date a zingari, extracomunitari o comunque stranieri, quando ci sono famiglie o poveri veci che ne hanno più diritto? A chi piace vedere africani che anche se non risultano occupati, hanno soldi per stare al bar tutto il giorno e le forze dell’ordine invece di indagare li lasciano spacciare o fare i magnacci? Domande retoriche certo, ma che hanno montato la già stufa popolazione veneta. Il mio pensiero era proprio questo, non è che un domani ci sarà una sorta di far west conto lo straniero senza badare se è onesto o meno? E questo solo perché come già detto, semo stufi! Spero che si farà come la “rigida” Finlandia, che ha fatto leggi specifiche sull’immigrazione e, devo dire, non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno. Ciao fioi!

      2. @ Carlo e Squero.

        Assieme all’indipendenza arriveranno regole certe, per il soggiorno e la permanenza degli stranieri nella Naxion Veneta.

        Inoltre, non saranno barattate le nostre tradizioni, con la scusa del rispetto di quelle altrui.
        Le sinistre e la Chiesa, prendendo a pretesto la tolleranza e l’integrazione a ogni costo, hanno causato gravi danni alle popolazioni autoctone stivaliere, compresi noi Veneti.

        Personalmente non sono disposto a rinunciare alle mie tradizioni, usi e costumi, per la tolleranza verso gli estremismi degli altri.
        Se vado in Arabia Saudita, o in Iran, so che per prima cosa mi debbo adeguare ai loro dettami.
        Spesso, direttamente in dogana, sequestrano crocefissi, medagliette della madonna, statuette di budda e altri simboli religiosi non islamici, anche in qualità di semplici suovenir.

        Non tollero che arrivino nel nostro Paese ( la Venetia ), individui che pretendono di travestire le proprie donne come il fantasma di Belfagor, facendole così girare per le nostre strade, piazze e centri commerciali, perchè è prima di tutto un affronto morale alle nostre donne, che si sono conquistate la parità e il diritto al voto, dopo secoli di lotte e sacrifici. Poi, non meno importante, il rispetto per la civiltà e la democrazia.

        Regole certe, carcerazioni effettuate sino al termine della condanna, permessi vincolati al grado d’integrazione e di onestà individuale dello straniero.
        Le religioni dovranno dimostrare ampio rispetto per i valori di pace e fratellanza universali.
        I seminatori di odio, non troveranno terreno fertile nella nostra Nazione Veneta.

        http://www.youtube.com/watch?v=NJ7ECvOf0Mo

  15. @Carlo + Squero, finalmente ghe xe qualkeduni ke ga el corajo de dire le robe come ke le xe. Me so sempre domandà come mai quà da nantri, i CLANDESTINI e i ZINGARI i pol fare quelo ke vole e invesse in giro par l’europa bisogna ke i staga tenti a arfiare.Solo da nantri i gà solo ke diriti e se te parli te ciapi da RAZZISTA.E nantri semi co i ne dixe cusita a se “caghemo dosso”.Xe solo colpa nostra se semo rivà a sto punto, parkè quei quatro dilimquenti ke ne gà “governà” fin desso in combutta coi skei del vaticano, no i ga fato altro ke fare legi jiste par lori e nantri “MUTI”.Ma desso basta, semo strastufi de essar missi de drio a tuti quei ke vien da fora(sia da tera sia dal mar).Me auguro ke se un jorno ghe sarà sta benedeta Republica Veneta, la finissa stà storia.No ocor mia fare come el duce, ma basta fare come i altri paesi europeie parar via tuti quei judici ke invesse de aplicar le legi i le INTERPRETA. Ciao. XE ORA DESO

    1. No xè razismo el nostro, ma AUTODIFESA !

      Chi invese se comporta ben e rispeta le nostre legi e regolamenti, pol integrarse perfetamente in tel ns. tesuto sociale.

      1. E xà ca semo drìo xontemo. Desso ke el nostro “amico” monti el gà voja de tirar via ‘ncora skei da la sanità (come ke ghin fusse restà tanti) parkè lu el gà i skei par curarse nele clinike private.Ga pì dirìti un amalà o un delinquente che xè dentro in galera???Nissuni dixe mai quanto ke el ne costa uno ke drio le sbare(i xe altro ke boni a dire cosa ke costa un’amalà).Se xe vero che el 70% de quei ke xe in galera i xe da fora, skedemoli(come ke i fà in america) e dopo na peà sue balote e ogniuno casa sua!!! A semo el RIFUGIO PECCATORUM dei dilinquenti.No xe mìa colpa nostra se i stà mejo nele nostre galere ke casa sua!!E nantri semi ghe dixemo”POARITI”,ma no se semo mia acorti ke un fià ala volta i poariti semo diventà nantri.Bisogna ke la jente la se sveje!!!Parkè XE ORA DESO!!

          1. Par “na peà sue balote” intendeo ESPULSIONE COME PERSONA NON DESIDERATA. Anca se no i xe stà condanà. Ghemo da far largo par quei ke narà dentro (e i sarà tanti……)

  16. Chiuso nel cassetto di una cattedra in un noto istituto di Treviso ricordo di aver notato qualche tempo fà un crocifisso tra batuffoli di polvere, cicche spente gomme masticate ed altro sudiciume. Probabile desse fastidio a qualcuno. Islamico od italiano? Della serie: avanti lo stato laico (sono sempre i non credenti a farsene banditori per tutti) come questo fosse garanzia della libertà per ciascuno mentre è soltanto la libertà di un partito all’interno del corpo sociale, di un partito recentissimo con precisi interessi e punti di vista. Spazziamo via secoli di storia (la nostra) e di fede cristiana (la nostra, quella che fino ad un paio di generazioni nessuno almeno in Veneto esitava a considerare l’unica vera) per compiacere l’uzzolo di pochi stravaganti che pretendono di insegnare agli altri i valori civili (i loro). L’identità veneta senza il cristianesimo si riduce a qualche paginetta di storia e alla ricetta dei risi e bisi.
    Continuiamo a tener chiusi fuori della porta interi gruppi e faremo il bene del Veneto.

    1. @Carlo, comm. delle 09.04

      Intervengo, con molto ritardo, sulla questione “Stato Laico”, ad esprimere un’opinione contraria alla tua, appartenendo, probabilmente, a quei “gruppi” che volentieri terresti “chiusi fuori della porta”.
      Ebbene, pur essendo veneta, e indipendentista,sono anch’io infastidita dal crocifisso negli uffici pubblici. Specialmente nella scuola.
      Questo non perchè lo trovi “poco ospitale” verso i musulmani, per i quali ti assicuro non nutro alcun trasporto, ma perchè è una forzatura, un mettere il cappello su una cosa di tutti, un voler limitare il senso critico in un ambito nel quale va, all’opposto, esercitato.
      Potrebbe valere, per assurdo, anche per la bandiera italiana: altro simbolo, per esempio, nel quale neppure tu ti riconosci.

      La tradizione, dirai: certo. Ma non tutte le cose della tradizione sono buone- guarda la Catalogna, che ha abolito la corrida, perchè la si considera, finalmente, uno spettacolo barbaro e indegno di un Paese civile.

      Le radici, obietterai ancora: ma le radici cambiano, a seconda di quanto a fondo si va a scavare. E noi siamo il prodotto di una storia molto più antica del Cristianesimo.

      La Chiesa Cattolica è Apostolica e ROMANA. Se il papa fosse rimasto ad Avignone, Roma sarebbero state pecore al pascolo su sfondo di rovine grandiose- e ci sarebbe stata di molto meno danno.

      Questo è quello che penso io. poi ognuno, debitamente informato ( vedi, per es., http://www.icostidellachiesa.it), la penserà come vuole: per me, nel rifondare uno Stato, sarà essenziale limitare i privilegi, faraonici veramente, che la Chiesa Cattolica è riuscita a spuntare in Italia.
      Pensa poi a Paolo Sarpi e alla sua battaglia contro l’ingerenza della Curia romana.

      Comunque, caro Carlo, alla fine, noi due si metterà la croce sul sì al referendum, e dopo, a cose fatte, barufarèmo con comodo sul resto… Ma volentieri, in un Paese più libero e giusto!

      1. Cara Alessandra,
        sono d’accordo con te sui privilegi eccessivi dei quali gode la Chiesa cattolica, ma il commento che hai letto e che ti ha spinta a questa tua risposta non è mio.
        Non so come possa essere capitato il mio nome a firma di quell’intervento: sono d’accordo con te su tutto.
        Non parliamo poi di Paolo Sarpi.
        Il fatto è che mi sono trovato, dopo il mio ultimo intervento del 10 ottobre impossibilitato ad inserire nuovi interventi: evidentemente il mio modo di pensare non piace a chi gestisce il sito.
        Provo ora nel tentativo di correggere l’opinione che ti sei fatta di me.
        Spero che questo messaggio passerà.
        Già ho avuto da scontrarmi, sul problema dell’immigrazione con il Segretario del Movimento che mi ha trattato, va da se, da razzista.
        Se vorrai contattarmi ti allego il mio indirizzo mail:
        depaoli.carlo@libero.it
        Saluti!
        Carlo De Paoli.

        1. carlo (con iniziale minuscola) sono io, ma non vi preoccupate, a scanso di equivoci non scriverò più. Alessandra dice “E noi siamo il produtto di una storia molto più antica del cristianesimo”.
          Traslitterato: Arrivano i barbari sognanti. Poche idee molto confuse.
          Ma vi rendete conto che vi devono votare le famiglie, la gente comune e non solo i liberi pensatori?

          Buon viaggio signori.

          1. Caro Carlo,
            (con la lettera minuscola), perché quando qualcuno, come ha fatto Alessandra, dice una verità che è incontrovertibile e cioè che l’ Umanità c’era già prima della “discesa” di Gesù sulla Terra, subito salta fuori un Carlo (con la “c” minuscola) a dire che gli interlocutori hanno le idee confuse?
            Gli uomini, prima di ricevere il “Divino messaggio”, si affidavano, per superare le loro paure e limiti ad altri “dei”; che a te piaccia o no.
            Grazie a questi dei, forse, si sono evoluti cercando di interiorizzare gli “insegnamenti” che la religione del momento raccomandava ai propri seguaci.
            Non solo, ma in Terre diverse, nei medesimi anni, ci sono state “Rivelazioni”, diciamo così, “concorrenti?, e, magari, in contrasto fra loro, anche feroce.
            Sono tanto convinto di ciò che non esito a ritenere responsabili, queste “Religioni”, della maggior parte delle guerre che l’ Umanità ha conosciuto nel corso della Storia.
            Io non cerco voti su questi argomenti: non ho mai votato ne supportato la Democrazia Cristiana, se mai l’ho sopportata.
            Il mio ideale di aggregazione fra le persone è quello, come ho già scritto, della Democrazia Diretta che consente a chiunque, in concorso con altri cittadini, di stabilire le politiche che riguardano ciascuno di noi, convinto, con questo, di offrire a ciascuno la facoltà di dire la propria e determinare, assieme ad altri, la politica che riguarda la conduzione delle nostre vite.
            Se ci pensi è un concetto prettamente cristiano perché va nel senso di lasciare a ciascun individuo la facoltà del libero arbitrio.
            Se si deve andare in Paradiso meglio andarci per meriti propri e non perché qualcuno ti ci ha spedito a calci in culo trattandoti, in questa vita, da pecorone.
            Stammi bene!
            Carlo.

  17. Connazionali veneti, i nemici del nostro paese sono gli stranieri che lavorano per bassi stipendi causando disoccupazione per la nostra gente;basti pensare alle cooperative. Altri nemici sono quelle persone che comandano a casa nostra, che veneti non sono, ma li dobbiamo subire perchè vincono i concorsi pubblici truffando. Andate in giro nei tribunali, questure, prefetture, finanza,etcc., quanti veneti vi lavorano? Eppoi ci lamentiamo che le cose non funzionano.
    Se il sud che è gestito dai meridionali non funziona, mi sapete dire il perchè dobbiamo aver dirigenti che provengono da quelle zone? Se voi volete avere stranieri, ben venga l’austriaco, il tedesco ma non il meridionale che a casa sua fa solo disastri, non vi sembra? Veneto ai veneti una volta per tutte…E pretendere di essere padroni a casa propria non è razzismo; mi rivolgo a chi ancora dorme……..

    1. Cusita me piaxe…..Na roba però (el xè un picolo RIMPROVERO), serchè de scrivare in lengua veneta…..magari suìto farè fadiga ma co gavì ciapà man……La xè cusita bela la lengua veneta… Ciao a tuti. W.S.M.

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