La paura di fallire

La Risoluzione per indire un referendum per l’Indipendenza Veneta è stata protocollata in Regione Veneto ed è ora in mano ai consiglieri regionali, nostri rappresentanti istituzionali. Abbiamo ottenuto questo risultato grazie ad una raccolta firme incominciata a febbraio 2012 che è stata intrapresa con questo preciso obiettivo in mente.
La primavera scorsa era visto come probabile ottenere questo successo? Direi di no, ed è stata una lieta sorpresa per tutti noi, me incluso. Era però un traguardo possibile? Assolutamente si. Ecco cosa caratterizza noi di Indipendenza Veneta: abbiamo un piano logico e preparato, abbiamo un percorso chiaro e lineare, abbiamo anche la consapevolezza delle numerose incognite di fronte a noi, ma soprattutto non abbiamo la paura di fallire nel cercare di raggiungere questo traguardo.
Lo stato italiano non sta proprio opponendo resistenza o divieti al nostro percorso, perché tanto sono i veneti stessi che si autocensurano. Non raccolgo le firme perché tanto verranno ignorate, non scrivo ai consiglieri perché tanto loro rispondono ai loro partiti e non ad un cittadino qualunque, non sottoscrivo una risoluzione perché tanto non verrà mai accettata dalla Regione, non voto a favore del referendum perché tanto poi l’Italia non ce lo fa fare… Questi sono blocchi mentali dettati dalla fobia di sentirsi dire di no, dalla paura di fallire.
Invece la vera condotta vincente è quella di agire, con intelligenza, ma con determinazione. Voglio vedere se 20 mila firme verranno ignorate da chi ha bisogno del consenso popolare, voglio vedere se una letterina di un singolo elettore non ha il suo piccolo peso, voglio vedere se un atto democratico come una risoluzione di iniziativa popolare verrà snobbata, e voglio proprio vedere se un governo italiano privo di titolarità democratica ha il coraggio di innimicarsi tutto il mondo civile censurando una rivendicazione di un organo regionale che ha il popolo in piazza alle spalle. Voglio proprio vedere.
Ora guardiamo davanti a noi, e consideriamo la migliore delle ipotesi: il Consiglio Regionale discute la Risoluzione di Indipendenza Veneta entro ottobre, il Consiglio Regionale vota per intrapprendere un dialogo con l’Unione Europea sulla tutela del diritto all’autodeterminazione di noi veneti, l’Unione Europea (con grande piacere) assicura una piena tutela per un legittimo referendum entro Natale, un referendum consultivo sull’Indipendenza Veneta viene organizzato per la primavera del 2013. E’ un percorso probabile? Ci sono senzaltro un sacco di incognite e rallentamenti che ci giocano contro. E’ un piano possibile? Io direi di si, specie se Indipendenza Veneta continua un’azione di pressing a 360 gradi, in Veneto e in giro per il mondo.
Adesso sta ai nostri rappresentanti istituzionali prendere una decisione responsabile. Non viene chiesto a loro di dichiararsi a favore o contro l’Indipendenza Veneta. Devono semplicemente discutere e approvare una risoluzione che afferma che questo tipo di decisioni spetta al popolo tramite consultazione democratica, e prendere contatti con la comunità internazionale per discutere seriamente quale sia la prassi corretta. Non viene chiesto loro di fare nulla di sovversivo o poco serio. Allora, dato che qualsiasi altra alternativa politica è delegata a Roma, perché non agire nell’unica maniera concessa ai rappresentanti del popolo veneto?

Proviamo.

Lodovico Pizzati
Segretario – Indipendenza Veneta

14 risposte a “La paura di fallire”

  1. Mi sono visto tutte le interviste, e ho notato che si parla solo di soldi e tasse. Nessun riferimento al popolo veneto, alla lingua veneta,alla storia veneta e via dicendo. Voglio proprio vedere, se sottoposti a una campagna mediatica pro-italia (stile centocinquantesimo anniversario), quanti veneti (che pensano ancora di essere italiani) diranno SI al distacco dall’italia. Proprio per questa carenza delle rivendicazioni identitarie si può dire che l’indipendentismo catalano è molto più solido e al riparo dalle influenze dello stato spagnolo rispetto a quello veneto. E infatti loro sono scesi in piazza in 2 milioni, e in Veneto sono scesi in piazza in duemila.

    1. cosa vuol dire? gli scozzesi erano “solo” in 30000 al Rally and March for Indipendence di Edimburgo il 22 settembre. I catalani ce l’ hanno proprio nel sangue di fare manifestazioni di massa con oltre un milione di persone. Spesso gli aderenti ad una manifestazione non ricalcano i desideri della gente (non è vero che se c’è poca gente ad una manifestazione non gliene frega niente a nessuno). Il veneto non è uno da manifestazioni di piazza perchè non ha il tempo di andarci e perchè è uno restio a mettersi in mostra. Eppure secondo me con l’ italia messa in questo stato nefando se potessimo votare ora come ora per il referendum i SI vincerebbero con un buon 60% senza tante manifestazioni. WSM

  2. Pietro, ti sarai viste tutte le interviste (che ti hanno mostrato, che hanno voluto mostrarti) ma non ti sei letto la risoluzione che abbiamo presentato.
    Questa risoluzione trova la sua stessa ragione legale e possiamo avvalerci del diritto internazionale proprio perchè rivolta al popolo Veneto.
    In occasione del nostro referendum (quindi con tutti i chiarimenti del caso) vi sarà l’opportunità di chiarire le motivazione del nostro popolo ed il risultato sarà grandioso, oltre che poter finalmente riscrivera la storia!
    Abbiamo dalla nostra parte motivazioni storiche e direi di conseguenza socio/economiche che faranno impallidire l’italia qualsiasi campagna mediatica mettano in atto, basta solamente che zaia & c. si “mettano in moto”.
    La paura di fallire deve essere sempre presente per non farci fare passi avventati, ma a tirare le fila e ad indicare la strada di Indipendenza Veneta ci sono persone che nella loro vita hanno sempre messo del proprio, hanno sempre rischiato in proprio e per questo hanno sviluppato quella sorta di anticorpi propedeutici ad evitare il fallimento.
    Avanti tutta!

  3. Lodovico,i veneti non sono pessimisti,sono solo rassegnati a subire impotenti.Ma la propaganda via radio ha dato coraggio,le apparizioni in tv hanno dato speranza,la scheda referendaria in mano darà determinazione e ci saranno il 95% di sì.State facendo un lavoro eccezionale,i risultati si vedono ogni giorno.

    1. Bravo Giuliano, 🙂

      E ‘confortante per chi dirige e coordina il nostro movimento, sapere che centinaia, forse migliaia, di sostenitori come te, apprezzano il mastodontico e straordinario lavoro, che il nostro direttivo sta realizzando.
      Persone come te, realizzeranno in tempi ragionevoli, le basi del nostro consenso popolare.

      Il leone marciano era addormentato da circa vent’anni di torpore verde-padano e centinaia d’iniziative inconcludenti di venetisti d’assalto verbale e folkloristico.

      Oggi, grazie a Indipendenza Veneta, il nostro leone TORNA A RUGGIRE !

  4. Vista la rabbia che c è in regione in queste ore per le ultime novità arrivate da roma,la si potrebbe usare per suggerire ai consiglieri regionali la giusta strada per la risoluzione di tanti problemi? 😉

  5. Se i consiglieri regionali avessero un minimo di buon senso, discuterebbero già ora e voterebbero da subito per il referendum, e in 2 settimane si dovrebbe votare. I motivi per votare tutti per l’indipendenza sono semplici:
    -Le imprese venete chiudono e si trasferiscono addirittura in Austria e Svizzera perchè le tasse sono 25% e 20% mentre in Italia sono il 70%.
    -Negli ultimi 30 anni il Veneto ha regalato a Roma oltre 500 miliardi di euro, e come ringraziamento, continuiamo a ricevere dirigenti ed impiegati in tutti i settori dello stato italiano in Veneto, che provengono dalle regioni più corrotte d’Italia, cosa che neanche 150 fa accadeva sotto l’Austria.
    Nessun popolo europeo ha subito simili umiliazioni come i popoli del nord Italia. Non occorre avere studiato per capire queste cose. Ogni giorno che passa, 50 milioni di euro di tasse, partono dal Veneto e non tornano più indietro, mentre molti nostri concittadini veneti si sono suicidati. Chi di noi lascerebbe il proprio figlio morire di fame per i figli degli altri?
    I nostri politici regionali lo stanno facendo, altrimenti avrebbero già stabilito una data per il referendum. L’Italia è irriformabile, e questo lo vediamo giorno dopo giorno. Mentre la gente è alla fame, i soliti politici pensano alle future alleanze…….

  6. A mio parere, tanti veneti non sanno quello che sta facendo Indipendenza veneta e non credono che sia possibile fare una cosa del genere
    In tanti anni di schiavitù roma ci ha plagiato per farci credere quello che vogliono loro e il loro mezzo indiscusso e la propaganda mediante i giornali ma sopratutto la tv.
    Quando parlo alla gente di questo fatto l’unica cosa che dicono in merito “le na bela roba ma no i te asa fare na roba del genere” ci vorrebbe una massiccia pubblicità fatta dai telegiornali e spiegare alla gente che se po fare e il perché

    1. se podaresi tirar drento tute le tv locai, e ste coà pò le meta i servisi fati par la cauxa anca so el so canale youtube, sarìa xà on bon paso pa’ ver pì voxe inte’l populo.
      le tv le se gà da rendar conto che le gà na responsabilità verso i veneti co le vol taxer par tema de l’itaja.

      dognimodo informar i media internasionai xe n’otima idea come gavì xà fato. anca i foresti i gà da saver che i venetiani i xe tornai al so posto merità da secui.
      se gà da tacar l’itaja da drento e da de fora.

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