BARROSO RISPONDE A INDIPENDENZA VENETA

Laitenberger, capo di gabinetto della Commissione Europea, scrive a Pizzati riguardo la petizione all’Unione Europea

Johannes Laitenberger

Venerdì 23 novembre il segretario di Indipendenza Veneta, Lodovico Pizzati, ha ricevuto una lettera da Johannes Laitenberger, capo di gabinetto del presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, riguardo l’intenzione del movimento indipendentista di coinvolgere la Comunità Europea nel percorso referendario per l’indipendenza del Veneto.

Nella lettera Laitenberger specifica che il Trattato dell’Unione Europea (TEU) rispetta le identità nazionali, incluso l’autogoverno regionale e locale. Laitenberger specifica inoltre che su questioni di indipendenza il presidente Barroso rispetta il percorso democratico. La lettera conclude affermando che per esprimere una posizione riguardo la petizione di Indipendenza Veneta (sostenuta dalle 30 mila firme che il movimento indipendentista ha intenzione di raccogliere entro Natale) la Commissione Europea deve prima conoscerne i contenuti.

“Anticiperemo all’Unione Europea il testo della petizione che già oltre 10 mia cittadini veneti hanno sottoscritto.” dichiara il Prof. Pizzati “La nostra intenzione era di presentare il tutto a fine anno quando il target di 30 mila firme era stato raggiunto, ma dato che la Commissione Europea ha espresso questo interesse scrivendoci, lunedì 26 novembre invierò a Bruxelles il testo della petizione.”

Lodovico Pizzati a Castelfranco

Indipendenza Veneta ha già presentato una Risoluzione di iniziativa popolare in Regione Veneto il 6 ottobre perché i rappresentanti istituzionali del popolo veneto coinvolgano la comunità internazionale per monitorare il referendum per l’indipendenza veneta. Mercoledì 28 novembre i consiglieri regionali si riuniranno in consiglio straordinario (convocato per volere di oltre due terzi dei consiglieri) per discutere e votare la Risoluzione ideata e presentata da Indipendenza Veneta.

“I trattati internazionali non solo sottolineano il diritto di autodeterminazione di un popolo, ma impegnano gli stati sottoscrittori a promuovere e tutelare il processo di autodeterminazione” spiega Pizzati. “La nostra petizione alla UE altro non fa che pretendere questa tutela internazionale, ma come sottintende giustamente la Commissione Europea il referendum deve essere il popolo stesso a volerlo, e non può essere un qualcosa imposto dall’alto.”

Per questa ragione la decisione del Consiglio Regionale straordinario di mercoledì 28 novembre è cruciale. Come rappresentanti istituzionali del popolo veneto i consiglieri regionali possono agire a favore di un referendum consultivo, ma senza questa intenzione politica da parte dei veneti, l’Unione Europea non può nulla e le 30 mila firme di sostegno raccolte da Indipendenza Veneta cadrebbero nel vuoto.

Ufficio Stampa
Indipendenza Veneta
@indipendenzavnt

18 risposte a “BARROSO RISPONDE A INDIPENDENZA VENETA”

  1. Io non so… non voglio credere e pensare che l’esito del Consiglio Straordinario indetto dalla Regione Veneto per il 28 Novembre possa essere negativo per il progetto di IV…
    Sarebbe l’unico ostacolo ad impedire il raggiungimento del traguardo che il popolo veneto persegue e chiede a gran voce per pieno diritto riconosciuto internazionalmente e in ogni sede costituzionale, dall’ ONU, all’EU e italiana, come diritto sovracostituzionale.
    Sarebbe una grande responsabiltà da parte di chi, dal popolo è stato delegato e posto al governo del popolo stesso, il rispondere, motivare e giustificare al “plebiscito” qualora gli fosse negato il diritto all’interrogazione, per mezzo di un referendum, per esercitare un proprio diritto,
    Dall’esito dipenderà la sorte e il futuro dell’attuale e delle future generazioni verso le quali si dovrà render conto.
    Non voglio credere che le decine di suicidi, lo stato di depressione, di abbandono e di scoramento di un
    popolo…
    un popolo che non può più sostenere il presente e si vede precluso il futuro in questa triste strada senza ritorno…non voglio credere che lo sfaldamento e la distruzione del tessuto sociale, economico e produttivo non siano situazioni ed emergenze sufficienti per sostenere e favorire il progetto e il percorso di atodeterminazione, come previsto costituzionalmente.
    Un popolo pacifico che chiede che sia applicata la legalità per poter operare la rinascita e riconquista della sua millenaria identità …
    ….Non voglio pensare….

    Un cittadino dall’etnia e dalle radici venete.

    1. In effetti la decisione che prenderanno il 28 novembre a questo punto e’ piuttosto importante. Lo stato italiano non ha bloccato il percorso democratico perche’ tanto finora sono sempre stati i veneti stessi (tramite i loro rappresentanti eletti) ad autocensurarsi.

      1. La votazione del 28 sarà palese?
        Se i nostri consiglieri regionali fossero onesti, dovrebbero tutti essere favorevoli al referendum, perchè nella situazione disastrosa nella quale ci troviamo, solo il popolo ha diritto di discuterne e di decidere per l’indipendenza o no.
        Chi è contro il referendum è peggio di Hitler.

  2. I doppiopetti grigi europei stanno nicchiando.

    Vogliono lasciare la patata bollente sul tavolo, in attesa si sbollisca.

    Se Zaia non procederà in funzione della volontà popolare, avrà un intero popolo Veneto compattamente e , credo, ferocemente avverso !
    La vedo brutta per lui e per gli altri consiglieri regionali, in caso di negazione.

    Non prendetevela se le cose dovessero risultare deludenti, è tutto previsto, sarà il popolo, una sconfinata massa di persone in movimento, a darci realmente l’indipendenza.

    Il sistema non è mai stato una massa inamovibile, mentre un popolo compatto è sempre stato una forza irresistibile.

    E’ solo una questione di tempo.

    CrisV

    https://www.youtube.com/watch?v=itvu_Uu4-jY&feature=related

        1. Mi dispiace ma questo non è il principio e il percorso legale, non violento, sul quale si basa e si ispira il movimento di IV…
          Ti disapprovo in pieno CrisV e…non credo di essere il solo.
          Mi incuriosirebbe conoscere il parere del direttivo….

          1. Chi ha parlato di violenza Cianela ? 🙁

            Tu comprendi oppure no, l’arte della retorica in forma metaforica ?

            Anche nel filmato peraltro, non si vedono morti e spargimenti di sangue, ma solo la distruzione delle sedi del sistema e il potere che abbassa le armi, di fronte ad una massa irresistibile.
            E’ anch’esso un messaggio subliminale, figurato, che va oltre l’apparenza del filmato in sè.
            Questo secondo me è un film per persone intelligenti, che t’impone di riflettere oltre lo stesso filmato, catturando la peculiarità del messaggio celato in esso.
            Il libro poi, è ancora più profondo.

            Mi conosci molto poco, se pensi che io istighi alla violenza.
            Anche perchè sarebbe assolutamente controproducente per i nostri obiettivi.

            Panta rei

            CrisV

          2. ” L’Eta, il gruppo separatista basco, e’ pronto a negoziare il suo ”scioglimento” con i governi spagnolo e francese e lo fa con un comunicato diffuso in sintesi sul sito del giornale basco Gara e che viene pubblicato integralmente nell’edizione odierna. Dopo l’annuncio, un anno fa, della fine della quarantennale lotta armata, il gruppo vuole ora discutere di ”modi e scadenze per riportare a casa prigionieri e esiliati politici baschi, di modi e scadenze del disarmo, dello scioglimento dello strutture armate e della smilitarizzazione dell’Eta”. La trattativa su questi punti potrebbe portare alla ”fine definitiva del conflitto armato ”.

            Questa è l’ennesima dimostrazione che un conflitto armato, non porta a nulla, ma anzi, danneggia grandemente il percorso verso l’indipendenza.
            Oltre all’ETA, l’IRA, i gruppi terroristici degli anni 70-80, i gruppi rivoluzionari armati internazionali.
            La storia insegna !
            TUTTI hanno fallito con i loro sistemi stragisti e violenti !
            Eccezion fatta per Cuba e Nicaragua, che ebbero tuttavia un larghissimo consenso popolare, nell’ascesa al potere di gruppi rivoluzionari.
            Entrambe queste nazioni, sono tuttavia nelle mani di veri e propri regimi.

            No, la rivoluzione che propongo io, sarà intellettuale, civile, democratica, pacifica, gandhiana.

            Dobbiamo modificare noi stessi, per arrivare ad un cambiamento epocale, di un sistema concettuale di nazione. Il primo cambiamento, la prima miglioria, arriva dall’introspezione personale.
            Tanti cambiano = Molte cose migliorano.

            La storia dimostra, che la violenza ha sempre portato a sconfitte.
            La Nuova Repubblica Veneta, nascerà invece da una enorme vittoria, creata dal consenso del suo popolo, dalla sua gente migliore.

  3. sono d’accordo bisogna modificare la mentalità delle persone, cominciando dalle parole che si sono logorate,sono state ridotte solo a “termini”devono tornare a essere dei simboli.

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