I sacerdoti della verità costituzionale

morosin primo pianoFranco Gallo, Presidente della Corte Costituzionale italiana, è venuto in Veneto ove, nella capitale, Venezia, il 14.06.13 ha tenuto una lezione sul tema “Possibilità e limiti della revisione Costituzionale”.

Gallo è un uomo del sistema:

a)     ieri, ministro delle finanze nel governo Ciampi, ovvero nel periodo in cui lo strumento della spesa pubblica corrente (causa dell’abnorme debito pubblico) è stato usato non sempre coerentemente con i principi fissati dall’art. 81 della Costituzione;

b)     oggi, Presidente della Corte Costituzionale (organo di chiusura politica del sistema), la quale ha da poco emanato una sentenza che ha salvato le pensioni d’oro dal prelievo del 5% sopra i 90.000,00 € e poi a crescere del 10% e 15%.

Ebbene, questo principe dell’apparato e della legalità italiana è venuto a istruirci sul testo della Costituzione del 1948 che, a suo avviso, non potrebbe essere toccato dalla revisione nel suo nucleo centrale relativo ai “principi supremi” perché “il potere di revisione della Carta è un potere derivato” e, in quanto tale, sarebbe un potere costituito senza competenze costituenti.

Il Gallo ha decantato e illustrato la sua teoria asserendo che la Corte, ora da lui presieduta, ha già delineato una “gerarchia delle fonti all’interno dello stesso testo costituzionale” individuando i “principi supremi” in cinque punti:

1)      la sovranità popolare;

2)     l’unità e indivisibilità della Repubblica;

3)     il diritto alla tutela giudiziaria per tutti;

4)     l’indipendenza della magistratura;

5)     i diritti inviolabili dell’uomo.

Il vate del diritto costituzionale italiano ha, quindi, sentenziato che <<in assenza di elementi normativi che stabiliscano quali sono i “principi supremi” la loro determinazione è rimessa alla Corte Costituzionale stessa e non al legislatore ordinario>>. Sic!

A suo avviso, quindi, in subiecta materia, il legislatore avrebbe un limite costituzionale alla sua naturale discrezionalità legislativa.

In sostanza, non il popolo sovrano, e nemmeno i suoi delegati in Parlamento, ma un collegio di sommi sacerdoti sarebbero gli unici depositari della “verità costituzionale”.

Fortunatamente la Carta dell’ONU non mi pare si concili con questa singolare teoria che odora del peggior passato e manifesta, vistosamente, tutti i limiti di una rigidità antistorica e pericolosa, prodromica ad un crollo verticale del sistema.

Forse a questo pensatore bisogna ricordare la distinzione tra “validità delle norme”, ovvero ciò che attiene alla forma, ed “effettività degli enunciati”, o costituzione materiale, come la chiamava Costantino Mortati. Le norme che rimangono vive solo sulla carta sono nei fatti prive di valore per la collettività.

E’ un guaio se lo Stato Apparato ed i suoi sacerdoti si pongono al di fuori e al di sopra dello Stato Comunità.

Lo Stato, come diceva Thomas Hobbes (1588-1679) nel suo Leviatano, è un mero custode della volontà popolare, non il suo padrone.

Solo il popolo è l’Ente generatore e costituente del vero potere dal quale anche lo Stato Apparato trae la sua legalità pro-tempore.

Lo insegnava anche Piero Calamandrei che “i diritti di libertà sono diritti supercostituzionali”, ovvero diritti che vengono prima e stanno sopra alla stessa Carta Costituzionale.

In ordine, poi, al rilievo del Presidente Gallo che il referendum per l’indipendenza del Veneto sarebbe incostituzionale replichiamo osservando che la Carta Costituzionale italiana all’art. 10 recita che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute” e tra queste c’è anche il diritto all’autodeterminazione dei popoli, per cui è la Corte Costituzionale italiana che non ha, fortunatamente, titolo di pronunciarsi su un tema estraneo alla sue competenze.

La questione come si capisce è di estrema rilevanza e di grande attualità politica atteso che il Veneto si sta accingendo a discutere e votare il progetto di legge 342/2013 che ha per oggetto l’indizione di un referendum per l’indipendenza del popolo e del territorio del Veneto dallo Stato italiano.

Il referendum sull’indipendenza del Veneto è stato da noi concepito e prospettato come atto extra ordinem rispetto all’ordinamento italiano essendo il “titolo” invocato, per sua natura giuridica, ontologicamente intra ordinem all’ordinamento internazionale ove è la Carta dell’ONU (art. 1 comma 2 e art. 55) ad essere la fonte normativa primaria cui la Corte Costituzionale italiana deve piegarsi, anche in relazione all’art. 10 già citato, riconoscendo la propria incompetenza.

Sul tema siamo disponibili ad un confronto dialettico e ad un adeguato approfondimento, ma è bene che si sappia subito che l’eventuale giudice della legittimità del referendum per l’indipendenza del Veneto è solo la Corte internazionale di giustizia alla scopo eventualmente incaricata dall’ONU e non la Corte del Gallo.

Noale/Venezia, li 18.06.2013
Avv. Alessio Morosin
Presidente Onorario di
Indipendenza Veneta

COMUNICATO STAMPA: “Assieme verso l’indipendenza”

Conferenza referendum per l’indipendenza del Veneto 25-06-2013

pizzati veronaMartedì 25 alle ore 11.30 presso l’Hotel Ambasciatori a Mestre parteciperò ad una conferenza stampa assieme ad Antonio Guadagnini, Stefano Valdegamberi, Fabrizio Comencini e l’avv. Andrea Arman.

Con l’obiettivo del referendum per l’indipendenza del Veneto in vista, i veneti sanno fare squadra. E’ con molto piacere che parteciperò a questa tavola rotonda per esprimere una unità di intenti tra diversi movimenti attorno ad un lavoro incominciato da Indipendenza Veneta poco più di un anno fa.

Ci aspettano dei mesi intensi per raggiungere l’obiettivo della consultazione referendaria sull’indipendenza politica del Veneto, ed è ora di mettere da parte divisioni dovute a sterili logiche elettorali e rimboccarci le maniche concentrandoci sul fine comune. Per far si che i veneti possano esprimersi tramite un referendum istituzionale perché il Veneto diventi uno stato europeo dobbiamo focalizzarci sull’importanza delle attività da svolgere.

Bisogna informare milioni di veneti di quanto importante sia votare per l’indipendenza e non possiamo avere intralci dannosi tra chi ha a cuore questo proposito. Per questo io ed Antonio Guadagnini martedì annunceremo l’abbandono di una causa riguardo l’utilizzo di un simbolo elettorale tralaltro non più in uso. Non sono le simbologie che contano ma le persone che condividono uno stesso obiettivo.

Ora guardiamo avanti. A luglio il consiglio regionale avrà la possibilità di dare voce ai propri cittadini, e la questione qui non è l’indipendenza, ma la democrazia. Interpellare la cittadinanza non è vietato, specie in un referendum di natura consultiva. Decine di migliaia di veneti lo chiedono tramite petizioni presentate sia a Venezia che a Bruxelles. Lo chiedono dozzine di sindaci tramite ordini del giorno comunali, e questa settimana anche il primo comune di centro sinistra richiederà alla Regione di approvare il progetto di legge 342 presentato da Valdegamberi. Anche chi è contrario all’indipendenza del Veneto, come un consiglio comunale con maggioranza di centro sinistra, ha deciso di non ignorare il principio di democrazia specie se il progetto in discussione è di iniziativa popolare.

Moltissimi cittadini hanno aderito per svolgere l’attività di scrutatore al referendum a titolo gratuito per abbassare i costi del referendum ed evitare critiche di spreco di risorse pubbliche. Altrettanti cittadini sono disposti a finanziare i costi della propaganda elettorale per far si che tutti i veneti siano adeguatamente informati. Ci aspettano dei mesi entusiasmanti dove i veneti potranno dimostrare di essere a tutti gli effetti un popolo alla pari di altre realtà europee, ma dobbiamo fare ancora molto.

Facciamolo assieme.

Lodovico Pizzati
Segretario – Indipendenza Veneta

Niente gioco all’italiana, semo Veneti!

ivano-durante“Visto che siamo in finale, giochiamo più coperti del solito, attendiamo un pò di più, togliamo un attaccante”. Questa frase me le sono sentite dire più di una volta anni fa, nei tornei di calcio e di calcetto. La mia replica era la seguente: “Ma se siamo arrivati fin qui giocando in una certa maniera perchè dobbiamo cambiare in finale? Cosa c’è di diverso, paura di perdere? Nella mia esperienza ogni volta che si accettava di snaturare il proprio gioco le possibilità di sconfitta aumentavano, viceversa, mantenendo la propria identità le probabilità di vittoria aumentavano.
La mentalità attendista, la scarsa organizzazione della fase offensiva, (anche se negli ultimi anni qualcosa è cambiato), l’atteggiamento opportunista, sono caratteristiche tipiche del calcio all’italiana. Qualche volta si portano a casa i risultati, ma più spesso si perde, rischiando anche brutte figure.
Anche noi Veneti ci siamo un pò abituati a questa mentalità, non siamo più abituati ad attaccare, temiamo lo scontro diretto. Questo deve cambiare! Oggi, venendo alle questioni politiche dobbiamo mettere da parte la paura ed eccessivi tatticismi, sfondando questo muro di cartapesta rappresentato dalla politica italiana. I politici locali come nazionali, non sono abituati alle offensive dirette, alla trasparenza di intenti, alla focalizzazione sull’obiettivo. Conoscono la strategia del mimetizzarsi, del nascondersi per poi colpire, dei falli tattici e delle simulazioni, non giocano a carte scoperte. Pur rispettando l’avversario mantenendo un atteggiamento equilibrato, oggi è il momento di dare il colpo di grazia a questo gigante dai piedi di argilla. Non dobbiamo perderci in eccessivi tatticismi ma esprimere tutte le nostre potenzialità e talenti per lo sprint finale. Prepariamoci per un estate incandescente! Ottobre è dietro l’angolo, l’obiettivo è reale, l’obiettivo è raggiungibile, se lo vogliamo dal profondo di noi stessi nessuno ci potrà fermare.

Ivano Durante
Indipendenza Veneta

Indipendenza del Veneto, costituzione italiana e Diritto Internazionale

L’orientamento della giurisprudenza italiana e dibattito costituzionale alla vigilia della nascita della nuova Repubblica Veneta

Gianluca BusatoNell’odierno dibattito attorno alle questioni costituzionali italiane collegate alla risoluzione 44/2012 della Regione Veneto e al progetto di legge regionale veneta 342/2013 che una volta approvato sancisce l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto, premesso che il referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto sarebbe indetto in rispetto degli artt. 25, 26 e 27 dello Statuto della Regione Veneto, secondo taluni emergerebbe apparentemente un conflitto tra l’applicazione di due articoli della Costituzione italiana.

Gli articoli in questione sono il numero 5, che prevede, in inciso, che la repubblica italiana sia una e indivisibile e l’art. 10 che recita che l’ordinamento italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute.

Come prima constatazione va detto doverosamente che un referendum consultivo non ha il potere di determinare di per sé stesso la nascita della nuova Repubblica Veneta e quindi nulla osta da un punto di vista costituzionale alla sua celebrazione. D’altro canto esso è propedeutico alla successiva dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto che ovviamente scaturirebbe dalla vittoria dei sì, grazie al mandato popolare di cui sarebbe investita la Regione Veneto e quindi un dibattito costituzionale è logico che possa emergere.

A tal proposito, nella dottrina alcuni studiosi sostengono la tesi secondo la quale, nell’ipotesi in cui una norma consuetudinaria immessa nel nostro ordinamento per effetto dell’articolo 10 comma 1 della costituzione si riveli in conflitto con un’altra disposizione interna di pari rango che tuteli dei valori fondamentali, quest’ultima debba prevalere.

Ciò potrebbe far pensare che l’approvazione da parte della Regione Veneto di una legge regionale che indice un referendum per l’indipendenza del Veneto possa entrare in conflitto con l’art. 5 della stessa costituzione e che essendo questo di pari rango debba prevalere sull’art. 10, grazie a quella che il Conforti definisce “clausola di salvaguardia dei valori essenziali che ispirano la Costituzione”.

La questione è stata in realtà già affrontata da varie sentenze di corte costituzionale e cassazione che si sono trovate più volte a pronunciarsi sulla questione, con un progressivo mutamento di giurisprudenza che nei tempi più recenti ha affermato con sempre maggiore insistenza che lo jus cogens (tra cui il diritto di autodeterminazione dei Popoli) in quanto superiore di rango, prevale sulle consuetudini “ordinarie” .

La giurisprudenza finora si è pronunciata diverse volte in particolare in merito al conflitto tra l’art. 10 e l’art. 24 della costituzione.

In particolare il conflitto spesso riguarda l’articolo 10 nella misura in cui adatta la norma consuetudinaria che riconosce l’immunità degli Stati stranieri e degli agenti diplomatici dalla giurisdizione civile, in quanto ritenuta incompatibile con il principio fondamentale del diritto alla tutela giurisdizionale dei propri diritti e interessi legittimi, sancito dall’articolo 24 della Costituzione.

Già in una prima fase storica a risolvere il dubbio interpretativo ci ha provato la stessa Corte Costituzionale italiana nella propria sentenza 18.6.1979 n. 48 (“caso Russel”), laddove, dopo aver salvato le norme consuetudinarie sull’immunità trova comunque modo di stabilire un importante principio per il quale in caso di contrasto tra norme internazionali immesse nell’ordinamento mediante l’articolo 10 comma 1 Cost. e principi fondamentali dell’ordinamento italiano, saranno questi ultimi a prevalere, limitando però significativamente la portata di questo principio circoscrivendolo alle consuetudini formatesi successivamente all’entrata in vigore della Costituzione e, quindi, escludendo, in tal caso, le norme sulle immunità.

Tale pronunciamento rende pertanto implicita la prevalenza del principio di autodeterminazione dei Popoli solennemente sancito all’art. 1 c. 2 e all’art. 55 dello Statuto dell’Onu firmato il 26 giugno 1945 a San Francisco, a conclusione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’Organizzazione Internazionale ed entrato internazionalmente in vigore il 24 ottobre 1945.

Questa distinzione tra consuetudini precedenti e successive all’entrata in vigore della Costituzione è stata ripresa nella Sentenza della Corte di Cassazione (sezioni unite) del 3 agosto 2000 n. 530, che ancora una volta l’ha utilizzata per “salvare” le norme internazionali sull’immunità degli Stati dalla giurisdizione civile.

Essa riguardava il tristemente famoso caso dell’incidente del Cermis, avvenuto nel 1998 vicino Cavalese dove un caccia della Marina statunitense durante un volo di addestramento a bassa quota recideva i cavi di una teleferica che, precipitando da un’altezza di centinaia di metri, causò la morte di venti persone.

La questione fu portata dagli USA e dal Governo italiano davanti alla Corte di Cassazione con regolamento preventivo di giurisdizione, e la Suprema Corte accoglieva le eccezioni sollevate e dichiarava il difetto di giurisdizione del giudice italiano per effetto dell’applicazione dell’articolo 10 comma 1 Cost., nella misura in cui immette nell’ordinamento italiano la norma consuetudinaria relativa all’immunità degli Stati stranieri dalla giurisdizione. Così si pronuncio la Cassazione nella Sentenza n. 530/2000 cit., in RDI 2000 cit., p. 1157:

“…La regola consuetudinaria così ricostruita preesisteva all’entrata in vigore della Costituzione italiana, ed ha assunto valore cogente nel nostro ordinamento in virtù della clausola di adeguamento automatico alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute dettata dall’articolo 10 comma 1 Cost…”

e prosegue, più avanti:

“…Ne deriva che quella regola è stata recepita nel nostro ordinamento nella sua interezza e che per essa non si pone, né si può porre, la questione della compatibilità con il nostro sistema costituzionale.

Ciò alla stregua del principio, affermato dal giudice delle leggi nella sentenza 12 giugno 1979 n. 48, secondo cui, per le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute anteriori alla data d’entrata in vigore della Costituzione, la disposizione di cui al 1° comma dell’articolo 10 della Carta costituzionale ne determina l’applicazione automatica piena e senza limiti; e il problema della coerenza delle omologhe norme con i principi fondamentali della Costituzione (…) si pone solo per le norme che siano venute ad esistenza dopo quella data”

Fu però il caso “Ferrini” che introdusse un mutamento della giurisprudenza ancora più importante rispetto al problema dei rapporti tra la norma consuetudinaria sull’immunità degli Stati stranieri dalla giurisdizione civile e la tutela di valori fondamentali dell’ordinamento internazionale, quali le norme di jus cogens relative alla tutela della dignità umana e dei diritti inviolabili della persona, tutte immesse in Italia dall’articolo 10 comma 1 Cost.

Il signor Ferrini conveniva in giudizio la Repubblica federale di Germania davanti al Tribunale di Arezzo chiedendo il risarcimento dei danni da lui subiti a seguito della sua cattura da parte delle truppe tedesche, per essere stato deportato in Germania, dove aveva dovuto svolgere lavori forzati per l’industria bellica tedesca.

La Repubblica federale di Germania eccepiva l’insussistenza della giurisdizione del giudice italiano sulla base della norma consuetudinaria che riconosce l’immunità degli Stati stranieri dalla giurisdizione civile.

Il Tribunale di Arezzo e la Corte di Appello di Firenze rigettarono la domanda di Ferrini applicando la norma consuetudinaria che riconosce l’immunità agli Stati per atti iure imperii, quali erano,secondo i giudici italiani, da considerarsi quelli invocati dal ricorrente, in quanto atti compiuti dallo Stato straniero nell’esercizio della sua sovranità.

Le norme di jus cogens, secondo Ferrini, avrebbero dovuto ritenersi prevalenti per il principio gerarchico, per cui la norma di rango superiore si applica in caso di conflitto con una di rango inferiore.

La Corte di Cassazione ritenne fondato il ricorso, introducendo quindi un’interpretazione ancora più estensiva dell’applicazione di norme di diritto internazionale.

La Corte esprime chiaramente l’esigenza che norme diverse dell’ordinamento internazionale, tutte aventi carattere generale e sottendendo valori fondamentali, quali quello dell’uguaglianza degli Stati e quello della tutela dei diritti inviolabili della persona, siano interpretate sistematicamente ai fini della risoluzione di eventuali antinomie:

“…Le norme giuridiche non vanno infatti interpretate le une separatamente dalle altre, poiché si completano e si integrano a vicenda, condizionandosi reciprocamente nella loro applicazione…”.

E nella misura in cui la norma sull’immunità degli Stati:

“… ostacola la tutela di valori, la cui protezione è da considerare invece, alla stregua di tali norme e princìpi, essenziale per l’intera Comunità internazionale, (…omissis…) non può esservi dubbio che l’antinomia debba essere risolta dando la prevalenza alle norme di rango più elevato…”

Tale sentenza ha quindi introdotto in modo importante nella giurisprudenza il concetto di prevalenza delle norme e dei principi di diritto internazionale di rango più elevato, tra le quali il diritto di autodeterminazione dei Popoli.

In conclusione, possiamo affermare che il dibattito attorno alla costituzionalità del referendum di indipendenza del Veneto troverà sicuramente modo di interessare i costituzionalisti che non mancheranno di pronunciarsi sul punto, ma alla vigilia dell’approvazione da parte della Regione Veneto del referendum sull’indipendenza del Veneto la tendenza della giurisprudenza appare ben chiara sulla prevalenza delle norme di ordine superiore del diritto internazionale in virtù dell’applicazione dell’art. 10 c. 1 della costituzione.

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta

LA SUPER COMETA DEL NUOVO MILLENNIO E L’AVVENTO DELLA NUOVA REPUBBLICA VENETA

ivano-duranteDa ottobre 2013 potrebbe essere visibile ad occhio nudo la super cometa Ison, nuovo straordinario corpo celeste che potrebbe avere una luminosità 100 volte superiore a quella di Venere e forse anche della Luna. Sarà probabilmente visibile fino a metà gennaio 2014. Non ho particolari conoscenze di astronomia ma questo straordinario e raro evento mi solletica la fantasia. Il periodo di maggiore visibilità inizierà nell’autunno 2013 in concomitanza al referendum per l’indipendenza del Veneto. Un segno del cielo? Persino gli astri sono allineati: questo autunno rinasce la Repubblica Veneta.

Ivano Durante
Socio Fondatore – Indipendenza Veneta

incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt

UN REFERENDUM A COSTO ZERO

“Il referendum per l’indipendenza del Veneto ce lo paghiamo noi, anche lavorando gratis ai seggi”

pizzati veronaIn vista del voto in consiglio regionale per indire il referendum per l’indipendenza del Veneto, la critica principale riguarda lo “spreco” di denaro pubblico ed una eventuale contestazione della Corte dei Conti.

La replica immediata è stata “il referendum lo paghiamo noi” prospettando finanziamenti privati da parte di imprenditori veneti che vedono la consultazione referendaria come un investimento per un futuro di benessere per le imprese e per il lavoro veneto.

La spinta pro referendum non si limita al fund-raising, ma intende anche abbassare drasticamente i costi operativi del referendum. Martedì scorso è stata lanciata una raccolta adesioni per fare gli scrutatori di seggio a titolo gratuito. I volontari dovranno fare domanda di iscrizione nell’albo scrutatori del proprio comune a partire da Settembre, ma nel frattempo è fondamentale aderire subito per presentare al Consiglio Regionale una stima del risparmio reso possibile grazie all’ALBO DI MERITO di cittadini che intendono offrire il proprio servizio di scrutatori rinunciando ai 150 euro di rimborso. E’ possibile aderire e avere il privilegio di contare i SI a favore della nuova Repubblica Veneta compilando il modulo a fondo pagina.

Nei primi tre giorni abbiamo raccolto oltre 400 adesioni per un totale risparmio di 56.850 euro, e in questa pagina potete consultare l’aggiornamento, comune per comune, degli scrutatori volontari:

https://indipendenzaveneta.net/referendum-a-costo-zero/

Il nostro obiettivo è di raggiungere la totalità di scrutatori necessari in diversi comuni prima della discussione in Consiglio Regionale, e dichiarare che in alcuni comuni il referendum per l’indipendenza del Veneto è già a costo zero.

Quale comune sarà il primo a raggiungere la quota di scrutatori volontari? Dipende da voi: fate il passaparola, inoltrate il seguente modulo coinvolgendo amici e parenti ad aderire. L’indipendenza del Veneto riusciamo a farla solo coinvolgendo direttamente migliaia di cittadini veneti. La nuova Repubblica Veneta si costruisce dal basso, e con la determinazione e la dinamicità del lavoro veneto non ci fermerà nessuno. Con questo referendum di iniziativa popolare daremo esempio di efficienza a tutto il mondo. Questo è il modello veneto.

Lodovico Pizzati
Segretario – Indipendenza Veneta

ADERISCI ANCHE TU COMPILANDO IL SEGUENTE MODULO E POTRAI RACCONTARE AI TUOI NIPOTI QUANTI “SI” HAI PERSONALMENTE CONTATO PER LA NASCITA DELLA NUOVA REPUBBLICA VENETA

    Pre-Adesione all'albo degli scrutinatori volontari per il referendum di indipendenza del Veneto

    Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di iscrivermi all’albo degli scrutinatori del mio comune di iscrizione nelle liste elettorali e di mettermi a disposizione a titolo gratuito e volontario per svolgere il compito di scrutinatore in occasione del referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto che sarà indetto con l’approvazione del progetto di legge regionale 342/2013.

    Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Indipendenza Veneta al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web www.indipendenzaveneta.net/privacy

    Albo Scrutatori per Referendum sull’Indipendenza del Veneto

    lodovico pizzati 2Il costo del referendum per l’indipendenza del Veneto pareva essere l’ostacolo maggiore per approvare la consultazione referendaria che verrà prossimamente discussa in Consiglio Regionale. I giornali hanno ripetuto la cifra erronea di 20 milioni. In realtà abbiamo ora la conferma che questo numero si basa sui costi di un referendum comunale moltiplicati per tutta la popolazione veneta. Questa è una stima sbagliata perché non tiene conto di importanti economie di scala, e presto pubblicheremo un post dettagliato sui veri costi del referendum regionale.

    A prescindere dal costo totale, sappiamo che il grosso della spesa è dovuto ai circa 150 euro per scrutatore e circa 200 euro per presidente di seggio. C’è un seggio elettorale per ogni 900 elettori, e quindi poco più di 4000 seggi in tutto il Veneto. Ogni seggio ha un presidente (confermato dalla Corte d’Appello), un segretario (nominato dal presidente di seggio), e tre scrutatori.

    Per diminuire i costi del referendum abbiamo lanciato un appello ai cittadini di offrirsi come scrutatori volontari per questo storico referendum. Siamo certi che ci sono migliaia di veneti disposti a fare lo scrutatore gratis, perché sarà un onore poter contare i SI a favore di un Repubblica Veneta. Ora, per evitare incomprensioni, il nostro non è un appello ad autogestire il referendum al di fuori dei canali istituzionali. I volontari dovranno iscriversi all’albo scrutatori e venire accettati dal proprio Comune di residenza. Per questo invieremo una mail con istruzioni dettagliate a chi ha compilato il modulo reso disponibile online.

    Intanto, solo durante il primo giorno di questa azione (il 18 giugno) abbiamo ricevuto diverse sottoscrizioni, e vi elenco solo i comuni per i quali abbiamo ricevuto scrutatori volontari (in parentesi il numero di scrutatori per comune):

    PROVINCIA DI BELLUNO (5): Belluno (2), Limana, Ponte nelle Alpi, Vigo di cadore.

    PROVINCIA DI PADOVA (65): Arzergrande, Borgoricco, Cadoneghe, Camposampiero, Campo San Martino (6), Candiana, Cittadella, Correzzola (2), Curtarolo, Este (4), Galliera Veneta (3), Grantorto, Loreggia, Massanzago, Mestrino, Monselice (3), Montagnana, Montegrotto Terme, Noventa Padovana, Ospedaletto Euganeo, Padova (4), Piazzola sul Brenta, Pieve di Curtarolo, Piombino Dese, Ponte San Nicolò, Pontelongo, Rovolon, Saccolongo, San Giorgio delle pertiche, San Martino di Lupari (3), Selvazzano Dentro (3), Solesino, Teolo, Tombolo (4), Trebaseleghe, Veggiano, Vigodarzere (2), Villa del Conte, Villafranca Padovana, Vo’.

    PROVINCIA DI ROVIGO (3): Adria, Villanova Marchesana, Rovigo.

    PROVINCIA DI TREVISO (87): Altivole, Asolo, Cappella Maggiore, Carbonera (2), Carità di Villorba, Casale sul Sile (2), Castelfranco Veneto (4), Castello di Godego, Castelminio di Resana, Catena di Villorba, colfosco di susegana, collalto di susegana, Colle Umberto, Conegliano (4), Cordignano (2), covolo di pederobba, Fanzolo di Vedelago (2), Farra di Soligo, Istrana, lanzago di silea, Mansuè, mareno di piave, Maser, Montebelluna, Moriago, Nervesa della Battaglia (3), Oderzo, paese, ponzano veneto, Preganziol, Quinto di Treviso (2), Resana (3), Riese Pio x (2), Roncade (2), San Biagio di Callalta, San vendemiano, Signoressa di Trevignano, Spresiano, Susegana (2), Treviso (14), valdobbiadene, Vallà Di Riese, Vedelago, Venegazzù di Volpago del Montello, Vittorio Veneto (3), volpago del montello (5), Zero Branco (4).

    PROVINCIA DI VENEZIA (35): Caorle, Cavarzere, Ceggia, Chioggia (2), Marcon (2), Musile di Piave (2), noale, Ottava Presa di S.Stino di Livenza, Peseggia di Scorzè, s. michele al tagliamento bibione, salzano, San Dona di Piave (2), san Stino di Livenza (6), Santa maria di sala (2), Scorzè (2), Venezia Capitale (9).

    PROVINCIA DI VERONA (25): Badia Calavena, Boschi Sant’Anna, Bovolone, Grezzana, Legnago, Minerbe (3), Pescantina, Peschiera del Garda, Pressana, Roncoall’Adige, San Giovanni Ilarione (2), san Giovanni Lupatoto (2), San Zeno di Montagna, Vago di Lavagno, Verona (7), Zimella.

    PROVINCIA DI VICENZA (63): Asiago, Bassano del Grappa (6), bolzano vicentino, Breganze (2), Brendola, Caltrano (2), Camisano Vicentino, Cassola, Castelgomberto, Chiampo (2), cornedo vicentino (2), Creazzo, Lonigo (2), marostica (3), Montecchio Maggiore (4), montegalda, Monticello Conte Otto, Mussolente, Orgiano (2), Poiana Maggiore (6), Pove del Grappa, San Giuseppe di Cassola, Sandrigo, Santorso, Sarego, Schio (2), Sossano, Torri di Quartesolo, Trissino (2), Valdagno (3), Vicenza (5), Villaverla.

    La provincia con più adesioni è Treviso (87 volontari) residenti su 46 comuni diversi (circa la metà dei 95 comuni trevigiani), e la seconda città con più adesioni è Venezia (9 volontari). In un solo giorno abbiamo raccolto quasi 300 adesioni (i moduli del secondo e terzo giorno non sono ancora stati catalogati), che è già un cinquantesimo dei circa 15000 scrutatori e segretari di seggio necessari per avere un referendum quasi a costo zero.

    Come le adesioni crescono inizieremo ad annunciare i primi comuni che hanno tutti i loro seggi coperti da scrutatori volontari raccolti tramite questa nostra iniziativa.

    Solo in Veneto è possibile fare un referendum a costo zero, e questo grazie allo spirito di volontariato per una giusta causa e la qualità dell’impegno e lavoro che ci rendono un popolo unico al mondo.

    Lodovico Pizzati
    Segretario – Indipendenza Veneta

    PS. Inviate il modulo qui sotto a più conoscenti possibili. Solo riducendo il costo del referendum sarà fattibile farlo e ottenere così un mandato dal Popolo Veneto per far rinascere la Repubblica Veneta.

      Pre-Adesione all'albo degli scrutinatori volontari per il referendum di indipendenza del Veneto

      Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di iscrivermi all’albo degli scrutinatori del mio comune di iscrizione nelle liste elettorali e di mettermi a disposizione a titolo gratuito e volontario per svolgere il compito di scrutinatore in occasione del referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto che sarà indetto con l’approvazione del progetto di legge regionale 342/2013.

      Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Indipendenza Veneta al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web www.indipendenzaveneta.net/privacy

      Big Bang indipendentista

      bernardini busato
      Paolo Bernardini e Gianluca Busato 2008

      Pochi sanno che la ragione per cui mi sono attivato in politica è grazie a (o per colpa di) Paolo Bernardini. Nel lontano 2008 ho visto questo professore universitario presidente del Partito Nasional Veneto, la prima realtà politica che ha rotto il ghiaccio della partecipazione elettorale con un programma dichiaratamente indipendentista, dopo che questo ideale era stato depenalizzato con la legge 85 del 2006. Se si espone in prima persona lui come professore ordinario, mi sono detto, ho il dovere di farlo anch’io. Era ora di rompere questo tabù, era ora di scrollarsi di dosso la mentalità servile dell’autonomismo, era ora di imboccare apertamente l’unico percorso ragionevole per sconfiggere la colonizzazione fiscale, e questo percorso richiedeva persone che si esponessero in prima persona. Per questa ragione mi sono iscritto al piccolissimo PNV un mese dopo la sua fondazione, perché per quanto microscopico a livello numerico, combaciava perfettamente con i miei ideali. Aveva gli ingredienti fondamentali per scatenare un big bang indipendentista: un percorso chiaro e logico, persone preparate e tanto entusiasmo.

      Vi proponiamo qui un omaggio al Prof. Bernardini: il video della presentazione del suo libro presentato ad Este il 14 giugno. La presentazione per Bernardini non poteva farla altro che Gianluca Busato, che ci racconta come ha conosciuto Paolo Bernardini nel 2007. Dopo aver letto un suo articolo, trovandosi in sintonia di pensiero in mezzo ad un deserto di ideali, non ha resistito a contattarlo. Da questo incontro i nostri hanno preso atto che gli attuali partiti autonomisti italiani non potevano essere riformati, ed occorreva fondare un movimento politico che parlasse chiaro e tondo di indipendenza, senza tentennamenti e giri di parole. Da questi due, assieme a Claudio Ghiotto, Ivano Durante, Alessia Bellon, Stefano Venturato, Moreno Breda e alcuni altri, è partita la scintilla che ha coinvolto sempre più gente: dal sottoscritto, a Gianluca Panto, fino ad Alessio Morosin. Il resto è storia.

      Lodovico Pizzati
      Segretario – Indipendenza Veneta

      incorporato da Embedded Video

      YouTube Direkt

       

      Arzignano approva legge referendum per l’indipendenza!

      xorxi roncolatoCon immenso piacere vi annuncio che anche il consiglio comunale di Arzignano questa sera, 19 giugno, ha approvato l’ordine del giorno per sollecitare la Regione Veneto ad approvare la legge regionale per indire il referendum sull’indipendenza del Veneto (progetto di legge 342).

      La votazione ha avuto il seguente esito: 11 favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti.

      Ringrazio particolarmente il consigliere comunale della Pdl, Attilio Dal Maso, per aver presentato l’ordine del giorno, ed il consigliere comunale della Lega, Giorgio Roncolato (foto), per il discorso di appoggio. Conosco Xorxi dal lontano 1999 ed è senzaltro grazie alla sua conoscenza di storia e cultura veneta, oltre che alla sua preparazione riguardo la necessità dell’indipendenza politica, come unica svolta dalla crisi italiana, che il consiglio comunale di Arzignano ha votato a favore.

      Ora i comuni favorevoli al referendum per l’indipendenza del Veneto sono 13: Castellavazzo (BL), Gallio (VI), Segusino (TV), Trissino (VI), Cassola (VI), Longare (VI), Abano Terme (PD), Badia Calavena (VR), Resana (TV), Legnago (VR), Montebelluna (TV), Quinto di Treviso (TV) e Arzignano (VI).

      Arzignano è il secondo comune (dopo Montebelluna) al di sopra di 25mila abitanti ad approvare la legge referendaria.

      Lodovico Pizzati
      Segretario – Indipendenza Veneta

      pizzati verona

      i costi del referendum

      Raccolta adesioni per costituire l’albo degli scrutinatori volontari per il referendum di indipendenza del Veneto

      flavio mauro lodoIeri Mauro Marobin ed io abbiamo fatto un incontro con il segretario della Liga Veneta. La ragione dell’incontro era il referendum sull’indipendenza del Veneto ed il costo operativo di portare 3-4 milioni di veneti al voto. Verona rappresenta poco più di un ventesimo della popolazione veneta ed è per questo che la città scaligera offre una buona stima sulla spesa totale che verrà inevitabilmente discussa in consiglio straordinario. Dal dialogo è emerso che senz’altro la stragrande parte del costo è dovuto alla spesa per gli scrutinatori, e che indubbiamente avendo scrutinatori volontari (a costo zero) il prezzo del referendum si abbasserebbe drasticamente.

      Ora, sapendo quanto importante è il referendum per l’indipendenza del Veneto, e sapendo quante migliaia di cittadini veneti sono disposte ad attivarsi pur di avere la possibilità di votare a favore di una Repubblica Veneta sovrana ed indipendente, ritengo fattibile avere scrutinatori volontari in TUTTI i 581 comuni veneti. Il nostro obiettivo adesso diventa la raccolta di adesioni di volontari per iscriversi all’albo scrutinatori del proprio comune e garantire che ad ogni seggio ci siano persone disposte a gestire i lavori di seggio gratis. Trovo difficile pensare che l’ostacolo principale per l’indipendenza del Veneto saranno i veneti stessi che vogliono farsi pagare per contare i SI durante lo spoglio. Credo sia un privilegio poter contare i consensi per la nascita della nuova Repubblica Veneta, e questo lavoro dovrà essere assolutamente fatto a titolo gratuito da migliaia di volontari disposti a scrivere la prima pagina di un nuovo capitolo della storia del Popolo Veneto.

      Per questo invito tutti ad offrire la propria disponibilità compilando il modulo qui sotto. L’obiettivo è di raccogliere migliaia di adesioni già da subito, e far valere la determinazione veneta ad avere una consultazione referendaria a costo zero, e così presentare la lista in Consiglio Regionale quando dovranno approvare l’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto. La miglior maniera per zittire chi ostacola l’indipendenza del Veneto per motivi di spreco di denaro pubblico è di portare una lista di scrutinatori volontari, perché il grosso del costo è solo questo.

      Compiliamo questo modulo e facciamo il passaparola in ogni comune (perché bisogna essere residenti nel comune dove si vuole fare gli scrutinatori volontari). A chi aderisce manderemo prossimamente le istruzioni per iscriversi all’albo scrutinatori del proprio comune e pubblicheremo una mappa dei comuni già coperti e quelli su cui bisognerà concentrarci.

      Questo referendum passerà alla storia, non c’è ostacolo che tenga.

      Lodovico Pizzati
      Segretario – Indipendenza Veneta

        Pre-Adesione all'albo degli scrutinatori volontari per il referendum di indipendenza del Veneto

        Con la seguente dichiarazione sottoscritta, dichiaro la mia volontà di iscrivermi all’albo degli scrutinatori del mio comune di iscrizione nelle liste elettorali e di mettermi a disposizione a titolo gratuito e volontario per svolgere il compito di scrutinatore in occasione del referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto che sarà indetto con l’approvazione del progetto di legge regionale 342/2013.

        Con la sottoscrizione della presente, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (legge sulla “privacy”) autorizzo Indipendenza Veneta al trattamento dei miei dati personali secondo le modalità indicate nella nota informativa pubblicata all'indirizzo web www.indipendenzaveneta.net/privacy

        Legnago approva legge referendaria

        Legnago-StemmaLegnago (VR) è l’undicesimo comune ad approvare il progetto di legge 342.

         

        E’ un comune di 25 mila abitanti in provincia di Verona, il secondo comune di queste dimensioni a sollecitare la Regione Veneto ad approvare il referendum per l’indipendenza veneta. Ringraziamo il sindaco  e tutto il consiglio comunale per aver approvato  l’ordine del giorno che, assieme a molti altri consigli comunali, ci porterà alla nuova Repubblica Veneta.

        Sono ora 11 i consigli comunali a favore della legge referendaria: Castellavazzo (BL), Gallio (VI), Segusino (TV), Trissino (VI), Cassola (VI), Longare (VI), Abano Terme (PD), Badia Calavena (VR), Resana (TV), Montebelluna (TV) e Legnago (VR).

        Possono sembrare pochi, ma nell’insieme rappresentano già 125mila cittadini veneti!

        odg 342 - 11

        Montebelluna approva referendum indipendentista

        Montebelluna-StemmaMontebelluna è il decimo comune ad approvare il progetto di legge 342, che appena passerà in Consiglio Regionale del Veneto darà la possibilità ai cittadini veneti di esprimersi a favore della completa indipendenza politica del Veneto.

        Montebelluna è un comune di 30mila abitanti. E’ il primo comune di queste dimensioni a sollecitare la Regione Veneto ad approvare il referendum per l’indipendenza veneta. Ringraziamo il sindaco Marzio Favero e tutto il consiglio comunale per aver approvato con 10 favorevoli, 4 contrari e 1 astenuto l’ordine del giorno che, assieme a molti altri consigli comunali, ci porterà alla nuova Repubblica Veneta.

        Sono ora 10 i consigli comunali a favore della legge referendaria: Castellavazzo (BL), Gallio (VI), Segusino (TV), Trissino (VI), Cassola (VI), Longare (VI), Abano Terme (PD), Badia Calavena (VR), Resana (TV) e Montebelluna (TV)

        E domani altri comuni si accoderanno a questa marcia istituzionale verso Venezia.

        Lodovico Pizzati
        Segretario – Indipendenza Veneta

        pizzati ospedaletto

        Resana (TV) approva legge referendaria

        resana consiglio comunaleAnche il comune di Resana (TV) ieri, 10 giugno 2013, approva l’odg per sollecitare il consiglio regionale a passare il progetto di legge 342 per indire il referendum sull’indipendenza del Veneto.

        Ringrazio il sindaco Loris Mazzorato e l’intero consiglio comunale che all’unanimità hanno lanciato questo importantissimo segnale. E’ da oltre un anno che il sindaco Mazzorato segue con grande interesse il percorso referendario promosso da Indipendenza Veneta, presenziando a diverse serate del nostro movimento, e questo è lo spirito per far valere gli interessi della cittadinanza, comune per comune.

        Ora la classifica dei comuni favorevoli al referendum per l’indipendenza veneta sta crescendo in accelerazione, e molti altri si aggiungeranno nei prossimi giorni alla seguente lista:

        Comuni vicentini (4): Gallio, Trissino, Cassola, Longare

        Comuni trevisani (2): Segusino, Resana

        Comuni bellunesi (1): Castellavazzo

        Comuni padovani (1): Abano Terme

        Comuni veronesi (1): Badia Calavena

        Ogni comune conta, ogni cittadino deve farsi valere. Il consiglio straordinario si avvicina.

        Lodovico Pizzati
        Segretario – Indipendenza Veneta

        lodovico pizzati 2