I sacerdoti della verità costituzionale

morosin primo pianoFranco Gallo, Presidente della Corte Costituzionale italiana, è venuto in Veneto ove, nella capitale, Venezia, il 14.06.13 ha tenuto una lezione sul tema “Possibilità e limiti della revisione Costituzionale”.

Gallo è un uomo del sistema:

a)     ieri, ministro delle finanze nel governo Ciampi, ovvero nel periodo in cui lo strumento della spesa pubblica corrente (causa dell’abnorme debito pubblico) è stato usato non sempre coerentemente con i principi fissati dall’art. 81 della Costituzione;

b)     oggi, Presidente della Corte Costituzionale (organo di chiusura politica del sistema), la quale ha da poco emanato una sentenza che ha salvato le pensioni d’oro dal prelievo del 5% sopra i 90.000,00 € e poi a crescere del 10% e 15%.

Ebbene, questo principe dell’apparato e della legalità italiana è venuto a istruirci sul testo della Costituzione del 1948 che, a suo avviso, non potrebbe essere toccato dalla revisione nel suo nucleo centrale relativo ai “principi supremi” perché “il potere di revisione della Carta è un potere derivato” e, in quanto tale, sarebbe un potere costituito senza competenze costituenti.

Il Gallo ha decantato e illustrato la sua teoria asserendo che la Corte, ora da lui presieduta, ha già delineato una “gerarchia delle fonti all’interno dello stesso testo costituzionale” individuando i “principi supremi” in cinque punti:

1)      la sovranità popolare;

2)     l’unità e indivisibilità della Repubblica;

3)     il diritto alla tutela giudiziaria per tutti;

4)     l’indipendenza della magistratura;

5)     i diritti inviolabili dell’uomo.

Il vate del diritto costituzionale italiano ha, quindi, sentenziato che <<in assenza di elementi normativi che stabiliscano quali sono i “principi supremi” la loro determinazione è rimessa alla Corte Costituzionale stessa e non al legislatore ordinario>>. Sic!

A suo avviso, quindi, in subiecta materia, il legislatore avrebbe un limite costituzionale alla sua naturale discrezionalità legislativa.

In sostanza, non il popolo sovrano, e nemmeno i suoi delegati in Parlamento, ma un collegio di sommi sacerdoti sarebbero gli unici depositari della “verità costituzionale”.

Fortunatamente la Carta dell’ONU non mi pare si concili con questa singolare teoria che odora del peggior passato e manifesta, vistosamente, tutti i limiti di una rigidità antistorica e pericolosa, prodromica ad un crollo verticale del sistema.

Forse a questo pensatore bisogna ricordare la distinzione tra “validità delle norme”, ovvero ciò che attiene alla forma, ed “effettività degli enunciati”, o costituzione materiale, come la chiamava Costantino Mortati. Le norme che rimangono vive solo sulla carta sono nei fatti prive di valore per la collettività.

E’ un guaio se lo Stato Apparato ed i suoi sacerdoti si pongono al di fuori e al di sopra dello Stato Comunità.

Lo Stato, come diceva Thomas Hobbes (1588-1679) nel suo Leviatano, è un mero custode della volontà popolare, non il suo padrone.

Solo il popolo è l’Ente generatore e costituente del vero potere dal quale anche lo Stato Apparato trae la sua legalità pro-tempore.

Lo insegnava anche Piero Calamandrei che “i diritti di libertà sono diritti supercostituzionali”, ovvero diritti che vengono prima e stanno sopra alla stessa Carta Costituzionale.

In ordine, poi, al rilievo del Presidente Gallo che il referendum per l’indipendenza del Veneto sarebbe incostituzionale replichiamo osservando che la Carta Costituzionale italiana all’art. 10 recita che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute” e tra queste c’è anche il diritto all’autodeterminazione dei popoli, per cui è la Corte Costituzionale italiana che non ha, fortunatamente, titolo di pronunciarsi su un tema estraneo alla sue competenze.

La questione come si capisce è di estrema rilevanza e di grande attualità politica atteso che il Veneto si sta accingendo a discutere e votare il progetto di legge 342/2013 che ha per oggetto l’indizione di un referendum per l’indipendenza del popolo e del territorio del Veneto dallo Stato italiano.

Il referendum sull’indipendenza del Veneto è stato da noi concepito e prospettato come atto extra ordinem rispetto all’ordinamento italiano essendo il “titolo” invocato, per sua natura giuridica, ontologicamente intra ordinem all’ordinamento internazionale ove è la Carta dell’ONU (art. 1 comma 2 e art. 55) ad essere la fonte normativa primaria cui la Corte Costituzionale italiana deve piegarsi, anche in relazione all’art. 10 già citato, riconoscendo la propria incompetenza.

Sul tema siamo disponibili ad un confronto dialettico e ad un adeguato approfondimento, ma è bene che si sappia subito che l’eventuale giudice della legittimità del referendum per l’indipendenza del Veneto è solo la Corte internazionale di giustizia alla scopo eventualmente incaricata dall’ONU e non la Corte del Gallo.

Noale/Venezia, li 18.06.2013
Avv. Alessio Morosin
Presidente Onorario di
Indipendenza Veneta

22 risposte a “I sacerdoti della verità costituzionale”

  1. Franco Gallo è come quei giuristi che fino a 3 secoli fa negavano la libertà di un uomo giustificandola dietro parole, carte e commissioni. Questa gente è ridicola. La libertà di un popolo come quella di un individuo non necessita patenti [deleted].
    La libertà di un Popolo è come la libertà di un uomo, non necessita di alcuna carta di diritto o certificato.
    E’ ora di smetterla di fare i diplomatici. Prendiamoci ciò che è nostro. Fate avere il primo capitolo del libro “L’idea indipendentista” a [deleted] Gallo.

    DI CHI È LA LIBERTÀ DI UN POPOLO?
    Perchè un popolo è libero? Perchè un popolo ha diritto ad autodeterminarsi?
    Tre secoli fa alcuni filosofi e giuristi iniziarono una profonda discussione sulla libertà degli esseri umani. I legalisti si misero a cercare le origini legali della libertà degli esseri umani. V’era il problema di giustificare universalmente il diritto legale di un essere umano ad essere padrone di se stesso, ad essere libero, ad autoproclamarsi ed essere proclamato libero. Non dimentichiamo che in molte parti del mondo, v’erano società in cui molti individui erano costretti ad esibire documenti comprovanti il loro diritto ad essere liberi e che la schiavitù ed apartheid erano giustificate legalmente in modo diffuso.
    Alla fine prevalse la tesi del diritto naturale che è quella tutt’ora accettata in tutto il mondo. Un essere umano nasce libero per natura e ciò non abbisogna di altra giustificazione. Nell’epoca moderna non occorre esibire alcun documento che comprovi il proprio status di essere libero.
    Dopo 3 secoli, stiamo invece ancora discutendo di chi è la libertà di un popolo. In molte parti del mondo si organizzano commissioni giuridiche per cercare di giustificare la libertà e legalità di un popolo ad autodeterminarsi. Oggi dopo 3 secoli, si sta compiendo lo stesso percorso legalista per stabilire di chi è la libertà di un popolo!
    Dopo 3 secoli, la risposta sarà e deve essere per analogia la stessa di 3 secoli fa senza bisogno di menti illuminate: “La liberta di un popolo è di quello stesso popolo, che ha il diritto di decidere del suo presente e futuro, e che ha il diritto di autodeterminarsi”.
    Proprio per il diritto naturale, migliaia di popoli, miliardi di parlanti oltre 6000 lingue, hanno il diritto naturale di decidere per se stessi e quindi liberarsi della schiavitù instaurata attraverso gli stati nazionali che hanno dominato tutti gli aspetti della vita umana negli ultimi secoli.
    Senza mezze parole, migliaia di popoli hanno il diritto all’indipendenza ed al ricoscimento internazionale alla stregua di quelli che conosciamo come stati nazionali. Migliaia di popoli hanno diritto ad autodeterminarsi e gli stati nazionali tradizionali debbono cedere il passo alle nazioni dei popoli.

  2. Gallo conferma che il solo principio che ispira la “casta burocratica ” è la difesa degli interessi ,dello status quo e dei privilegi che gli apparati si sono garantiti .
    Così come hanno cassato come incostituzionale il piccolo contributo loro richiesto , ( 5% sui redditi sopra i 90.000 euro di pensione, pensione ottenuta non con i contributi versati ma con il sistema retributivo , sistema che prevedeva di prendere i contributi da tanti lavoratori di livello basso e se questi non bastavano fare debito pubblico, per dare laute pensioni ai vertici dello stato ), così tenteranno in ogni modo di opporsi all’indipendenza del Veneto, perché verrebbero a mancare 20 miliardi di euro che il Veneto versa a Roma.
    Ma non hanno ancora realizzato come , oltre alle ragioni del diritto internazionale che sono comprese per lo più dai giuristi , il movimento di popolo democratico pacifico e legale che si sta sviluppando per l’indipendenza del Veneto, ha una enorme e inarrestabile forza data non solo dal diritto ma dalla consapevolezza di avere una ragione sostanziale e dalla necessità di sperare in una società più giusta dove far vivere i propri figli .

  3. i soloni dell’empireo costituzionale si credono Dei e seminano morte… per questo fuggiamo! e prima possibile, dove non possono raggiungerci, cioè nella nuova Repubblica Veneta, nostro baluardo contro i deliri di onnipotenza di totem parlanti…

  4. Un’unica precisazione per il punto a) che non ne cambia comunque il senso in positivo… Non è stata la spesa pubblica ad essere abnorme durante il governo Ciampi, ma gli interessi sul debito dovuti al divorzio Banca d’Italia-Tesoro. E’ stato quello che ha determinato il mancato controllo sui tassi dei titoli di debito e il suo aumento incontrollato. Una legge che ci ha consegnato alla speculazione, che ha stampato molti soldi molti dei quali sono stati poi investiti all’estero… Un vero e proprio furto legalizzato ai danni di un Paese.

    1. Complimenti per la puntualizzazione Michele. La gravissima responsabilità di Carlo Azeglio Ciampi è quella di essere stato governatore della Banca d’Italia quando, nel 1981, l’allora Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta firmò la suddetta legge che sanciva l’impennata del debito pubblico.

      1. Andreatta fu anche il pigmalione di un altro demolitore delle pubbliche risorse.
        Un individuo che cacciarono a pedate dalla Presidenza del Consiglio, mangiandogli la mortadella in faccia in diretta televisiva, perfino alcuni dei suoi alleati di governo.

        Quel Prodi che oltre a riempire di tasse imprese e partite IVA, ci inserì nell’euro senza le minime precauzioni, per evitare le corse al rilancio dei prezzi, intervenuti dopo l’entrata in vigore della moneta unica europea.
        Oggi Prodi ha confermato il proprio ritiro dalla scena politica.
        Avrà come consolazione le sue tre pensioni in sommatoria per circa 18.000 euro al mese.

        Visto che non contribuiamo al debito pubblico nazionale, potremmo battere moneta propria ( nuovo ducato Veneto ? ), rapportandola e collegandola alla media di un paniere di monete forti internazionali ( dollaro; euro; franco svizzero ).

        Ad Maiora

        CrisV 🙂

        PS : Lo sapete a quanto ammonta il costo delle superpensioni dei boiardi di Stato italiani a noi contribuenti ? 13.000.000.000 di euro ( tredici miliardi )
        Sapete per quanti superprivilegiati centralisti che votano in buona parte PD ?
        Centomila !!!
        Centomila privilegiati contro milioni di pensioni da fame, oppure inadeguate a garantire un’esistenza dignitosa e serena.
        Per mantenere questi centomila eletti versano contributi ben 2.200.000 ( duemilioniduecentomila contribuenti ).
        Uno dei più conosciuti di questi privilegiati ? LAMBERTO DINI !!!
        Per lui tre pensioni comulative composte da : 18.000 euro da bankitalia + 7.000 euro dall’IMPS + 19.000 dal Senato italiano. = Totale 44.000 euro al mese di pensione.
        Un altro nome ? GIULIANO AMATO ( quello che i partiti centralisti, volevano come Presidente della Repubblica )
        22.000 euro INPDAP + 9.500 dal Parlamento = 31,500 euro al mese di pensione.
        Fare il politico, in Italia è sempre un affare………..ma a danno di chi lavora e versa veramente i contributi.

  5. L’ultimo canto stonato e afono del Gallo italiano, quando il cielo è ancora buio. (Buio pesto signor Gallo, il VOSTRO buio che ci avete calato addosso per 147 anni… )

    Subito dopo, finalmente, nel cielo si apre uno squarcio dorato. L’ALBA.
    L’alba della REPUBBLICA VENETA.

  6. Questa gente mostra una cultura giuridico-istituzionale di ferro, ma gravi lacune nello studio della storia e della geografia – nonché nel rapporto con il “mondo reale”. Dai Paesi Bassi del XVI secolo in poi, chi ha mai potuto fermare la volontá di un popolo di essere padrone ed artefice del suodestino? Nemmeno con la forza, nemmeno i piú grandi imperi moderni e contemporanei (spagnolo, britannico, francese, sovietico) ci sono mai riusciti alla fine: al massimo, hanno potuto procrastinare per anni l’inevitabile, con gravissime perdite umane e materiali.

  7. L’indipendenza del Veneto, oltre alla Libertà bene supremo, mi darà anche la soddisfazione non piccola di lasciare sgomenti e senza sangue tutti questi schifosi parassiti.

  8. Per la questione della parte di debito pubblico veneto, credo che essendo tale debito cumulato da parte della mal amministrazione, ed essendo il veneto una regione il cui pil è positivo, non si debba nulla allo stato italiano, debitore è chi il debito fa!

  9. Morosin è SEMPRE il più grande: preparato, autorevole e pungente quando ci vuole. I parassiti dello stato italiano sono pallidi figuri, resi ancor più pallidi da figure della levatura nel nostro Alessio.

  10. Avete ragione, Morosin è un GRANDE.

    Ma anche tutti gli altri nostri relatori, pur con stili diversi, sono eccellenti.

    L’alta qualità dei nostri rappresentanti, si sposa con la diversità delle loro requisitorie.
    Una parte poi lavora nelle retrovie, per definire tutte le basi strategiche delle nostre azioni future.
    Ritengo che anch’essi debbano ricevere il nostro plauso meritorio.

    Mentre noi discutiamo propositiviamente, ogni nostro pensiero, ogni nostra azione, vengono perfezionati, con l’unico obiettivo di favorire la nostra Indipendenza.

    Ad maiora.

    CrisV 🙂

    PS : Continuate a iscrivervi ( e a far iscrivere amici, parenti e conoscenti ) alle liste degli scrutatori volontari non retribuiti.
    L’Indipendenza ha bisogno di OGNUNO DI NOI !!!

  11. sapere e vedere persone che è vedova in più in pensione e percepisce di più di mille € e percepisca
    il 60 x 100% di pensione del defunto marito Ora risposata solo in chiesa con un pensionato ancora in gamba e lui va a lavorare in nero tutto questo comportamento non e rubare???????? E quanti casi c’è ne sono di questi casi

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