LE ASPETTATIVE DEI GIOVANI

Cristiano Scatolin è un giovane uomo di 31 anni originario del veronese, che fino a poco tempo fa, mai avrebbe immaginato di sentirsi chiamato in prima persona ad impegnarsi attivamente ed investire il proprio tempo per un obiettivo sociale e politico così importante : interpellare il Popolo Veneto in ordine alla possibilità di autodeterminarsi,  come unica via al declino dello Stato Italiano,  grazie all’adesione nel movimento referendario di Indipendenza Veneta.

In momento storico in cui i giovani rassegnati rifuggono dalla politica, ed espatriano all’estero in cerca di fortune alterne disconoscendo così l’Italica patria, Cristiano conferma che l’interesse verso il percorso indipendentista proposto da Indipendenza Veneta, si è trasformato in breve tempo in una vera passione  e a lui come a molti altri giovani, è accaduto che aver risposto a questa “ chiamata vocazionale “  lo abbia portato ad occuparsi del suo territorio, con impegno di forte valenza morale e responsabilità a cui aggiunge, è difficile sottrarsi.

Per Cristiano è una questione di consapevolezza e presa di coscienza, di senso civico nei confronti della sua comunità tutta, ed infatti coordina e anima l’area nord di Verona per Indipendenza Veneta, ma il suo sguardo è volto anche verso il futuro, quando avrà famiglia e questo impegno avrà assunto il significato di un investimento generazionale.

Venerdì 26 luglio 2013 Cristiano Scatolin ha dato testimonianza del suo impegno partecipando come ospite alla trasmissione televisiva in diretta nazionale  ” Notizie Oggi ” su Canale Italia condotta dal Dott. Massimo Martire. Ha commentato a caldo uno dei titoli in prima pagina de “ Il Giornale “   – Gli evasori non sono più cattivi – e cioè le dichiarazioni del viceministro Fassina in merito all’evasione fiscale per sopravvivenza;  una dichiarazione molte forte afferma Cristiano Scatolin, che però rispecchia lo stato d’animo di una popolazione allo stremo, sfruttata sino all’osso dallo Stato Italiano.

Cristiano crede in un futuro Veneto in cui il potere amministrativo legislativo sarà gestito principalmente dai Comuni, e dove il rapporto tra cittadino e amministratore  sarà molto più diretto, e di conseguenza le risorse economiche finanziarie comunali  trattenute all’80%  e gestite a favore del pieno sviluppo del territorio in cui si trovano.

Il Veneto dunque decida ! dichiara ancora Cristiano, perché quando si dà la parola al popolo si compie un atto di democrazia pura che non ha né bandiere né colori politici.

Un ragazzo eccezionale dunque ?

C’è da auspicarsi che le giovani generazioni e quelle future siano così : ancora con molte aspettative,  appassionate e impegnate, con in serbo valori importanti come la libertà e la democrazia e una forte e decisa fiducia nel futuro.

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Beatrice Pege

Ufficio Stampa

GLI AUTONOMISTI INDIPENDENTISTI DOLOMITICI a Venezia per i lavori di Consiglio che verteranno sul referendum per l’indipendenza del Veneto

GLI AUTONOMISTI INDIPENDENTISTI DOLOMITICI a Venezia per i lavori di Consiglio che verteranno sul referendum per l’indipendenza del Veneto

È con soddisfazione che gli autonomisti  dolomitici hanno appreso dell’iniziativa unitaria indipendentista a sostegno di quel referendum per il distacco del Veneto da Roma, che sarà oggetto di discussione martedì prossimo in consiglio regionale. Ricordiamo che solo attraverso l’indipendenza del Veneto sarà possibile realizzare la nostra Regione Dolomitica. Annunciamo inoltre che rappresentanti  del PAB (ora confluito politicamente nel movimento Indipendenza Veneta) saranno presenti martedì prossimo a Venezia per presidiare i lavori del Consiglio con amici e colleghi di tutto il Veneto. Una forte presenza sottolineerà ai rappresentanti politici che affronteranno la questione, quanto il tema dell’indipendenza sia attuale, partecipato ed auspicato da una vasta popolazione. I Bellunesi di qualsiasi fede politica che aspirino al distacco del Veneto dall’Italia e che vorranno partecipare all’evento potranno approfittare del seguente treno:
Stazione di Belluno Ora Partenza 11:31 oppure
Stazione Ponte Nelle Alpi-Polpet 11:40
Stazione Per L’Alpago 11:49
Stazione Santa Croce del Lago 11:56 Arrivo a Venezia 13:22
Comunque per chi volesse arrivare in auto e raggiungere il meeting point a piedi ricordiamo:
1° Appuntamento presso piazzale antistante la stazione di Venezia centrale ore 13.30
2° appuntamento di fronte a Palazzo Ferro Fini (sede del Consiglio Regionale) ore 14.30 (inizio lavori di consiglio)
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Paolo Bampo
28.07.2013

SENZA DISTRAZIONI, AVANTI VERSO L’INDIPENDENZA VENETA.

veronaivSalve a tutti Voi,
mi chiamo Marco Zaninelli, ho 51 anni, e sono padre di una bambina di 2 anni e mezzo.
Vivo e lavoro a Lazise sul lago di Garda  (Verona) nel settore del turismo.
Ho conosciuto l’indipendentismo una domenica mattina nel maggio 2010 passeggiando nelle vie di Desenzano (Brescia) dove, lungo la via principale del paese c’erano degli stand di varie tipologie e con lo sguardo perso, ho intravisto lo stand di un gruppo particolare. Al ritorno della passeggiata ho letto che si trattava di un gruppo di persone che caldeggiava l’indipendentismo nella provincia di Brescia ed un ragazzo mi ha adescato chiedendo di firmare per le imminenti amministrative di Desenzano. Io gli ho risposto che non ero di Desenzano ed allora mi ha chiesto di dove fossi e rispondendogli che ero di Lazise,  mi rispose, che esisteva un movimento nella mia regione, che si chiamava “Veneto Stato” . Così nel pomeriggio stesso mi sono fiondato su internet ed ho cercato il movimento e  trovandolo, non ci ho pensato due volte ad iscrivermi online a tale movimento. Dopo qualche giorno sono stato contattato da Massimiliano Berchioni, il quale mi invitava ad una riunione a Verona alla quale ho  quindi partecipato molto volentieri ed ho conosciuto le prime persone che sono lo stesso Massimiliano Berchioni, poi Zanoni Gottardo, Francesco Galvani, Turco Gianmaria e Gianluigi Sette, persone queste, che mi hanno iniziato al movimento indipendentista di Verona. Dopo pochi mesi si è venuta a creare una spaccatura nel movimento e ho dovuto fare una scelta: cosa ho scelto? Il movimento, che mi dava più garanzie di persone tranquille, motivate, affiatate e determinate a raggiungere l’obiettivo principale, cioè l’indipendenza del Veneto. A maggio del 2012 sempre con le solite persone a Treviso abbiamo fondato insieme ad altre 150-200 persone il movimento “INDIPENDENZA VENETA” ed è iniziata così la vera avventura; mi hanno chiesto di partecipare alle amministrative di maggio 2013 e nei mesi di febbraio dello stesso anno ho deciso di candidarmi a sindaco della mia città. Nel cercare le persone più adeguate per formare la lista, ho trovato forti resistenze da parte dei giovani di Lazise, insieme alla paura ed al menefreghismo, ma sempre con determinazione ho trovato una squadra di giovani, che si sono messi in gioco con il sottoscritto, non dimenticando che io avevo già partecipato a due precedenti campagne elettorali. Dunque sapevo cosa poteva accadere, ma con la squadra, che sono riuscito a mettere in piedi, ho trovato alleati, amici e persone semplici, che hanno fatto di tutto per poter vincere la tornata elettorale. Abbiamo perso, ma il movimento aveva vinto, perché nel paese di Lazise ormai tutti sapevano, che cosa è l’indipendentismo ed in particolare l’indipendentismo di INDIPENDENZA VENETA, che vuole un percorso “legale, pacifico, democratico” ed io aggiungo DETERMINATO. Finita la campagna elettorale cosa succede: assemblea straordinaria per diatribe interne, non sono riuscito a partecipare all’assemblea, ma vi assicuro che il mio cuore era con Voi durante la discussione e le votazioni delle mozioni messe in campo. Siamo alla fine di luglio ed ho fatto una scelta: rimango con INDIPENDENZA VENETA, perché chi ci governa, dai Presidenti fino al ultimo Consigliere del comitato Nazionale, sono persone PACIFICHE DEMOCRATICHE e DETERMINATE. Mi auguro altresì che il movimento “INDIPENDENZA VENETA” continui la sua strada iniziata a maggio del 2012, senza creare spaccature nel NOSTRO movimento  per la riuscita del nostro obiettivo principale : L’INDIPENDENZA DEL VENETO,  da conquistare democraticamente con legalità e pacificamente. Viva San Marco
                                                                                                           Lazise  28 Luglio 2013
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Marco Zaninelli
Socio fondatore
Coordinatore d’area Lago di Garda (Vr)

 

Sono 37 i comuni che approvano l’O.d.g. al P.D.L. 342, concepito e scritto da Indipendenza Veneta

IMG_7083Aggiornamento 26  luglio 2013.

Si aggiunge il Comune di CHIAMPO – VI

 

INDIPENDENZA VENETA, ogni giorno si dimostra sempre di più forte e convinta nella spinta di tutto il Veneto verso l’indipendenza.

Formazione 37  Comuni che appoggiano la proposta di legge Referendaria:

  • Provincia di Belluno: Castellavazzo
  • Provincia di Vicenza: Gallio, Trissino, Cassola, Longare, Sossano, Malo, Arzignano, Barbarano Vicentino, Orgiano, Mussolente, Chiampo
  • Provincia di Treviso: Segusino, Resana, Montebelluna, Quinto di Treviso , San Vendemiano, Villorba, Zero Branco, Volpago del Montello, Vedelago, Vidor, Castello di Godego, Morgano
  • Provincia di Verona: Legnago, Costermano, Badia Calavena, Roncà, Caprino Veronese, VERONA, Arcole.
  • Provincia di Padova: Abano Terme, San Martino di Lupari, Villa del Conte, Tombolo, Mestrino, Campo San Martino

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Sono 36 i comuni che approvano l’O.d.g. al P.D.L. 342, concepito e scritto da Indipendenza Veneta

IMG_7083Aggiornamento 25  luglio 2013.

Si aggiungono  i Comuni di Morgano – Mestrino – Mussolente – Campo San Martino.

 

INDIPENDENZA VENETA, ogni giorno si dimostra sempre di più forte e convinta nella spinta di tutto il Veneto verso l’indipendenza.

Formazione 36  Comuni che appoggiano la proposta di legge Referendaria:

  • Provincia di Belluno: Castellavazzo
  • Provincia di Vicenza: Gallio, Trissino, Cassola, Longare, Sossano, Malo, Arzignano, Barbarano Vicentino, Orgiano, Mussolente
  • Provincia di Treviso: Segusino, Resana, Montebelluna, Quinto di Treviso , San Vendemiano, Villorba, Zero Branco, Volpago del Montello, Vedelago, Vidor, Castello di Godego, Morgano
  • Provincia di Verona: Legnago, Costermano, Badia Calavena, Roncà, Caprino Veronese, VERONA, Arcole.
  • Provincia di Padova: Abano Terme, San Martino di Lupari, Villa del Conte, Tombolo, Mestrino, Campo San Martino

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CONFERENZA STAMPA VENEZIA – PALAZZO FERRO FINI – GIOVEDI’ 25 LUGLIO ORE 12.00 “IL VENETO DECIDA” ( PARTE 2 )

CONFERENZA STAMPA

VENEZIA – PALAZZO FERRO FINI –

GIOVEDI’ 25 LUGLIO ORE 12.00

“IL VENETO DECIDA”

( PARTE 2 )

 

foto ciambetti valdegamberi carntaruttiCome abbiamo già riferito, oggi è stata presentata l’iniziativa chiamata “ IL VENETO DECIDA”, che riunisce a sostegno del progetto di legge referendaria 342,  i movimenti politici e le associazioni culturali venete.

“Abbiamo incoraggiato i Consiglieri regionali a votare convintamente e senza pregiudizi ideologici, il progetto di legge 342, che indice il referendum per l’indipendenza del Veneto – dichiara il Presidente di Indipendenza Veneta Luca Azzano Cantarutti – avendo la consapevolezza che martedì 30 luglio, data del voto in aula, non saranno soli ma avranno il sostegno di Indipendenza Veneta e delle altre realtà politiche e culturali Venete,  che oggi si sono schierate in favore del Referendum. Ringrazio l’assessore Ciambetti (non il consigliere Corazzari, come in precedenza erroneamente indicato, ndr), che ha dichiarato il proprio sostegno ed ha portato anche i saluti del Presidente Luca Zaia, il capogruppo della Lega nord Federico Caner che ha apprezzato lo spirito unitario che contraddistingue “IL VENETO DECIDA” dopo anni di frammentazioni nel mondo veneto, ed il consigliere del PDL Remo Sernagiotto, che ha inviato il proprio saluto e sostegno. Ho ascoltato con attenzione il capogruppo della Lega, Federico Caner, che ha dichiarato l’appoggio al pdl 342 del gruppo della Lega Nord ed ha rilevato,  la necessità e l’opportunità, che il referendum venga sostenuto da finanze private e non pubbliche. E’ una proposta meritevole di approfondimento, tanto che il Consiglio direttivo di Indipendenza Veneta l’ha posta ancora nella riunione dell’ 11 luglio scorso.

Un grazie particolare va al consigliere Valdegamberi, primo firmatario del pdl 342, che ha ribadito il proprio convinto impulso al progetto di legge referendaria elogiando “IL VENETO DECIDA”  al quale ha aderito, riconoscendone la valenza di aggregazione dei Veneti che progettano il futuro della propria terra superando le ataviche divisioni.

I Consiglieri regionali, potranno ora votare sapendo che il mondo culturale e politico veneto si è finalmente riunito per chiedere l’indizione del referendum per l’indipendenza”.

A margine della conferenza stampa, gli incontri sono proseguiti con un proficuo scambio di opinioni ed approfondimenti in vista della riunione del Consiglio regionale di martedì 30 luglio.

 

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Ufficio stampa Indipendenza Veneta

 

 

CONFERENZA STAMPA ” IL VENETO DECIDA ” : Palazzo Ferro Fini – Venezia – Giovedì 25 luglio 2013 ore 12.00

IL VENETO DECIDA

Il Veneto si unisce attorno al referendum indipendentista

 

IL 25 luglio 2013 costituisce una data destinata a rimanere negli annali dell’indipendentismo veneto.

Questa mattina a Venezia, nella sede del Consiglio regionale del Veneto a Palazzo Ferro Fini, è stata presentata l’iniziativa denominata Il Veneto decida, nata per sostenere il diritto dei Veneti di poter decidere del proprio futuro attraverso il referendum per l’indipendenza.

Indipendenza Veneta, Liga Veneta Repubblica, Veneto Stato, 16° Reggimento Treviso e Raixe Venete hanno dichiarato all’unisono l’unità di intenti che, dopo anni di divisioni e frammentazioni, va ad unire sigle di movimenti politici, culturali e identitari che sino ad oggi non erano riusciti a trovare momenti di sintesi, giungendo divisi ad ogni appuntamento importante.

Ora invece l’appoggio alla Legge referendaria 342, concepita, scritta e sostenuta da Indipendenza Veneta (primo firmatario Valdegamberi), diventa trasversale e coinvolge non solo il mondo politico ma anche culturale ed identitario di tutto il Veneto, vista la presenza delle due storiche associazioni identitarie, Raixe Venete ed il 16° Reggimento Treviso.

Il documento oggi presentato, “IL VENETO DECIDA” rimane comunque un segnale forte anche e soprattutto sotto il profilo politico, poiché in appoggio alla legge referendaria sono intervenuti – oltre ai movimenti promotori – anche consiglieri regionali della Lega nord (Cristiano Corazzari), che ha portato anche i saluti e gli auspici del Presidente Luca Zaia, del PDL (Remo Sernagiotto) ed il primo firmatario della Legge referendaria, Stefano Valdegamberi (Futuro Popolare)

A rappresentare Indipendenza Veneta sono intervenuti Luca Azzano Cantarutti, Pietro Bortolin, Nicola Vianello e Stefano Guercini, anche in rappresentanza del presidente onorario Alessio Morosin (ammalato) e del vice Segretario Giuliomaria Turco, assente per motivi di lavoro, che hanno sottolineato come Indipendenza Veneta sia stata capace di unire i Veneti attorno al progetto referendario.

“Da molti anni i Veneti reclamavano l’unione di intenti fra tutti coloro che rivendicano il diritto dei Veneti di decidere del proprio futuro – dichiara Luca Azzano Cantarutti – e finalmente oggi si è concretizzata. Il progetto di legge referendaria 342 vede ora il sostegno di un ampio schieramento veneto, politico, culturale e sociale, e certamente porterà sul tavolo del Consiglio regionale il peso della società veneta che chiede a gran voce di poter decidere!”.

 

“Il Consiglio Regionale non si arroghi la responsabilità di impedire o ritardare il diritto dei veneti di decidere democraticamente sul quesito dell’indipendenza del popolo e del territorio veneto. Il 30 luglio 2013 si discuta e voti il PdL 342: ogni rinvio è proceduralmente ingiustificabile e politicamente inaccettabile. Il popolo veneto è sovrano e l’autodeterminazione è istituto del diritto internazionale che non necessita di vaglio italiano” ha dichiarato Alessio Morosin

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Ufficio stampa di Indipendenza Veneta

“A NORD EST 7 SU 10 SONO CONVINTI: PAGHIAMO MOLTO, LO STATO DA’ POCO”

E’ il titolo di un articolo pubblicato nel Gazzettino dell’11 giugno 2013 nel quale viene evidenziato che i cittadini di quest’area geografica continuano a percepire un forte squilibrio tra ciò che versano e quello che viene restituito dallo Stato per la spesa pubblica

Il Gazzettino prosegue: “Andando indietro un pò il residuo fiscale del Veneto, nel 2007 ammontava a 18,80 miliardi di euro, semplificando è come se ogni Veneto pagasse 3.908,00 euro in più rispetto ai servizi che riceve. La riduzione di 1/3 di questo divario libererebbe risorse per circa 6,3 miliardi di euro e per ogni Veneto vi sarebbe un beneficio di 1.303 euro. Con le risorse che si libererebbero si sarebbe potuto ridurre a zero il prelievo nel Veneto dell’Irap, della tassa automobilistica e degli altri tributi “minori” della Regione, e ridurre del 10,8% il prelievo  Irpef”

Ecco che si torna quindi a parlare del residuo fiscale  del Veneto. Il residuo fiscale è in sostanza la differenza tra le tasse pagate dal Veneto e quanto torna nel territorio stesso in termini di spesa pubblica e quindi di servizi

Quanto non torna in Veneto in termini di spesa pubblica e quindi di servizi corrisponde sostanzialmente ad una ulteriore tassazione dei redditi prodotti

Nel  2011 il residuo fiscale del Veneto è stato, in miliardi di euro 16,21 (http://www.dps.tesoro.it/cpt/tavole_statiche.asp (Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica)

Considerando una popolazione in Veneto al 01.01.2012 di n. 4.853.657 unità  (http://demo.istat.it/pop2012/index1.html) , corrisponde pro capite ad un residuo fiscale di euro 3.340,89.

Da notare che tale dato è espresso al netto degli interessi del debito pubblico. Debito pubblico  che il Veneto non ha creato in quanto la spesa pubblica anche per i servizi del territorio è stata sempre inferiore rispetto alla contribuzione data allo Stato

OGGI SU ROVIGOOGGI.IT

INDIPENDENZA VENETO L’assemblea di Palazzo Ferro Fini si pronuncerà il 30 luglio sulla proposta di legge di Valdegamberi e Lega nord per il referendum sull’autodeterminazione del popolo veneto, la commissione dei tecnici ha finito

I saggi non danno un parere unanime, la palla passa al consiglio

leggi articolo istituzione della commissione di esperti


 

Venezia  – Tocca alla politica decidere sulla scivolosa materia del referendum per l’indipendenza del Veneto. I saggi giuristi nominati da Zaia in persona non hanno avuto un parere unanime sulla questione dell’autodeterminazione.

Domani, martedì 23 luglio, la commissione Affari Istituzionali si pronuncerà sul progetto di legge presentato da Stefano Valdegamberi e dai consiglieri dellaLega nord che propone una consultazione popolare sull’indipendenza del Venetoil prossimo 6 ottobre 2013. Dopo la raccolta di 20 firme tra maggioranza e opposizione per la convocazione del consiglio straordinario a cura dello stessoValdegamberi il consiglio regionale ad hoc è stato infatti convocato per martedì 30 luglio 2013 alle ore 14.30.

Perché i saggi non sono d’accordo? Il verbale riassuntivo dei lavori svolti del 16 luglio illumina le posizioni. La questione è duplice: da una parte la Costituzione italiana sancisce l’indivisibilità della Repubblica, ma non mancano le eccezioni come la cessione dell’Istria alla Jugoslavia nel 1975, dall’altra il diritto internazionale non si oppone all’autodeterminazione di un popolo come il Kosovo nei confronti della Serbia e recentemente il parere della Corte suprema canadese sulla secessione unilaterale del Québec.

Quindi ci sono i giuristi più venetisti, che “spingono” per indire il referendum: l’avvocato Luca Azzano Cantarutti del foro di Rovigo insieme al professor Andrea Favaro docente di diritto canonico San Pio X dello Studium generale Marcianum di Venezia, per i quali la consultazione popolare regionale “non è vietata dalla legge” basta vedere come organizzarla, magari anche attraverso forme di volontariato ai seggi o in concomitanza delle elezioni europee 2014 per limitare l’eventuale responsabilità di danno erariale.

Dall’altra tutti gli altri che sconsigliano di istituire la legge regionale per indire il referendum dell’autodeterminazione poiché l’articolo 5 della Costituzione lo impedisce, e si rischia l’illegittimità costituzionale, e suggeriscono di negoziare maggiori spazi di autonomia con Roma. Il professore Luigi Benvenuti del foro di Venezia e ordinario di  diritto amministrativo a  Ca’ Foscari inoltre mette in dubbio che esista “un popolo veneto, come gruppo nazionale coeso”. Il professore Mario Bertolissi del foro di Padova e ordinario di diritto costituzionale all’università di Padova auspica un sondaggio di opinione tra i cittadini che permetta di verificare “la consistenza dell’aspirazione del popolo veneto all’indipendenza o a una maggiore autonomia in seno all’ordinamento nazionale”.

Per gli avvocati Maria Patrizia Petralia, dirigente degli affari legislativi della Regione, e Alessandro Rota, dirigente della segreteria della prima commissione del consiglio regionale, solo il “regionalismo differenziato” può portare ad una maggiore autonomia del Veneto, magari partendo dal risultato di un referendum.

Il da farsi dunque è tutto nelle mani di Zaia e del consiglio.

 

“Veneto è chi il Veneto fa ” riflessioni di fine giornata di Pietro Bortolin

…..sveglia 04,45, in auto alle 05,15, appuntamento su Canale Italia alle ore 06,00 dove inizia la diretta, due ore di trasmissione:tante, tantissime persone chiamano anche gridando la propria rabbia ed impotenza, o solamente la mancanza di risposte e soluzioni, o solamente il bisogno di gridare, gridare perchè  nessuno può vivere con 470€ di pensione e……se sei in tre ancora meno! MA quale dignità può avere una persona che per una vita ha lavorato e poi si trova a “vivere” con 470 € al mese? Ma soprattutto CHI potrà mai sentirsi rappresentato, tutelato, affiancato da uno stato con la minuscola che protegge se stesso ed i propri privilegi ma non si cura minimamente dei propri cittadini?
……e poi via, Verona, in centro, colloqui e telefonate di lavoro; alle 15,00 in ufficio a Noale, fino alle 19,30 a pianificare, risolvere, ascoltare, perchè in un momento dove tutti hanno qualcosa da dire,magari senza importanza, MANCA CHI ASCOLTA…….e diventa importante!
Alle 20,00 foglio delle cose da fare domani mattina e…….seratona  in famiglia, la mia famiglia!
22,41 e di tutta la giornata mi resta una immagine che da questa mattina, ore 05,30 non mi lascia: via Ronchi, verso Loreggia, un ragazzo in tuta da lavoro che pedala, immerso nei suoi pensieri prima di una giornata di lavoro……e non posso fare a meno di pensare alla più grande azione di marketing dell’estate 2013: il ministro Kienge!
Pagine e pagine sui giornali, polemiche, oranghi e altri bestiari vari (con tutto rispetto degli oranghi ovviamente) e non riesco a ricordare una sola cosa che il ministro abbia fatto o detto di suo. e poi su FB suoi connazionali, più sciocchi dei tanti che sono caduti nella trappola per distogliere l’attenzione dall’immobilità del governo italiano (sempre in minuscolo) che al grido Kienge presidente, hanno innescato tafferugli e disordini.
Fossi un connazionale del ministro, uno dei tantissimi che si fanno il mazzo dalla mattina alla sera, che trovi nei centri commerciali con la famiglia a far la spesa, con il loro carrello con lo stretto necessario dentro, ma stracolmo della fierezza di un Popolo lontano che ha dovuto emigrare per vivere, proprio come noi, come il Popolo Veneto da l1866 in poi, sarei indignato, scandalizzato, perchè un mio connazionale si è talmente integrato nel sistema italiano da diventare parte di quel meccanismo assurdo, vetusto e fallito che è l’apparato istituzionale italiano.e sarei indignato perchè il ministro sta facendo parlare di se non per qualcosa di buono che sta facendo, ma perchè con un’azione di marketing eccezionale è stata messa in quella posizione solamente per distogliere l’italiano estivo da tutto, tanto, quello che non va in questa italia fallita e sprecona, attenta solamente a pochi ed arrogante con tutti gli altri!
Fossi quel ragazzo in bicicletta, nigeriaNo come la Kienge, proverei vergogna per quella integrazione negativa e griderei al mondo Veneto:                                                                                                    VENETO E’ CHI IL VENETO FA;  MI SO VENETO !

IMG_7083Pietro Bortolin

Membro Tesoreria Indipendenza Veneta

 

ATTRATTI DALLA LIBERTA’

ATTRATTI DALLA LIBERTA’

La libertà indica in generale, facoltà di vivere, di muoversi, di agire, secondo la propria volontà e la propria natura, senza essere sottoposti a limitazioni e costrizioni.

La libertà è stata definita nell’antichità come “autodeterminazione in assenza di condizioni e di limiti”. La libertà è la manifestazione non repressa della vitalità. La libertà si identifica anche con la spontaneità delle tendenze, nel senso che l’uomo è libero quando può realizzare i suoi desideri.

Solitamente si dice che “la libertà di un individuo finisce dove inizia quella dell’altro”.  Non è così, al contrario, la libertà individuale è confermata da quella altrui, cioè, maggiore è il numero delle persone libere, maggiore sarà la libertà individuale. E’ quindi un interesse personale dell’individuo ampliare le libertà altrui, poiché in questo modo si ampliano anche le proprie. Indipendenza Veneta si ispira a questo principio e vuol essere volano di una riorganizzazione politico-economica che sta interessando tutta l’Europa.

In qualunque forma si manifesti, la libertà è legata al principio dell’autogestione: libertà di autogestirsi e autogestire i problemi e le risorse della collettività. In breve, spetta alla collettività delusa e non più ai suoi rappresentanti eletti, i quali hanno miseramente fallito nel loro unico compito (ridurre drasticamente gli sprechi dello Stato), trovare la soluzione alternativa al declino di italica matrice, per determinare il futuro cammino del virtuoso popolo veneto.

Il sistema borghese dominante, ha banalizzato e ridicolizzato il concetto di libertà. Ci si crede liberi, ad esempio, di avere quante auto si voglia, tanti cellulari; essere liberi di scegliere cosa comprare nei negozi alla moda, che programma vedere alla TV, dove recarsi in vacanza o che CD acquistare; liberi di andare alla messa domenicale, di leggere i giornali, di votare, di sposarsi e divorziare.

Questa è in buona sostanza la nostra libertà percepita, ma siamo anche “liberi” di doverci assoggettare ai meccanismi costruiti e imposti da chi governa e comanda nella nostra società, i quali regalano il dono artificioso di far sentire libero chi vi partecipa, quando in realtà il nostro mondo non si regge su verità effettive, ma imposte, comandate, rese indiscutibili per norma di legge.

La libertà si può realizzare solo ed esclusivamente quando l’essere umano smette di essere sottomesso ad una qualsiasi autorità irrazionale, sia essa un altro essere umano oppure un concetto più o meno astratto (stato, patria, razza) e rivaluta nel contesto storico in cui si trova cosa è buono e cosa non lo è più. Cambiare ciò che non funziona è la cosa più normale del mondo. Il sistema Italia è stato un esperimento mal riuscito. E’ fallito sotto gli occhi indifferenti dei cittadini creduloni e non reggerà fino alla fine del 2014. Purtroppo sono stati commessi molti errori, il sistema si è avvitato su se stesso ed ora alla classe politica impotente non rimane altro da fare che mettersi al riparo “curando” unicamente i propri interessi.

Indipendenza Veneta guarda oltre, si ispira alla libertà di scelta e propone ai veneti di decidere in modo democratico quale direzione dare al futuro della nostra terra. Primo passo: sentirsi un popolo unito ed al prossimo referendum sulla costituzione del nuovo Stato Veneto, votare tutti SI!

 

IMG_7083Dott. Davide Pozzobon

Socio Fondatore IV

Responsabile formazione

 

RISPOSTA DOVEROSA A TUTTI I COMMENTI SUL MIO ARTICOLO: “ASPETTARE…”

PAOLO PENDENZA (640x206)

Cari Amici,

ho letto con molto piacere naturalmente  i Vostri commenti (ed ho il piacere di nominarVi : Giovanni; Monica; Caterina; Luca; Mv1297; Paul; Pierin; Roberto Z.; Luca Gava; Gottardo; Fabio; 1381; Fabrizio C; Max; Margherita; Nicola; un Zenedese; Veloghevodito;). Mi piacerebbe veramente incontrarVi tutti, magari al prossimo Congresso, per poter non tanto chiarire bensì trasferire i concetti espressi in modalità più consona ed obiettiva di quanto fatto, in relazione ai miei pensieri svolti su computer e stampati nel sito. Vedete ho letto che qualcuno di Voi dimostra rabbia, delusione, incazzatura, sfiducia, amarezza per tutto quello che sta succedendo. Anch’io sono con Voi, credetemi, però nella vita di tutti noi, c’è sempre bisogno di ascoltare, pensare, respirare e quindi manifestare tutto ciò che è somma delle predette qualità. La strada maestra è questa. Tutti noi indistintamente siamo partiti, (io nell’Agosto 2012),  per volere quello per cui combattiamo, ma il “modus operandi” deve essere quello giusto, proprio perché direttamente proporzionale al fine, per evitare così qualsiasi appunto, critica e dispetto da parte di coloro che ci osteggiano. E’ un momento delicato, molto delicato questo, ragazzi miei, ma proprio perché è così, noi dobbiamo tenere a bada, come si doma un cavallo imbizzarrito, sia i nostri facili entusiasmi ed i nostri desideri, nonostante siano tutti giustificati e sacrosanti. Quindi la mia “PAZIENZA” non è altro che un monito, un invito, un richiamo, un appello ed un grido di solidarietà che vuole abbracciare tutti, dato che il nostro percorso non ha alternative alla luce della velocità, che fin qui abbiamo avuto e dei risultati altrettanto epocali e mai visti prima con nessuna altra formazione. Ho sempre ritenuto che dobbiamo essere sempre grandi strateghi e meno tattici. Perderemo così qualche battaglia, è normale, ma non perdiamo di vista che dobbiamo vincere e vinceremo la sfida.  Assolutamente! Tanto poi la ragione alla fine insegna come qualcuno, disse : “ DI NECESSITA’  VIRTU’ ”

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A tutti un caro saluto

Dr. Paolo Pendenza

Indipendenza Veneta Verona

 

Articolo del Prof. Carlo Lottieri: Perche’ in Veneto si può ( e si deve ) votare il referendum

Perché in Veneto si può (e si deve) votare il referendum

votoLa realtà economica e sociale del Nord sta progressivamente e velocemente disgregandosi. La crisi sembra ormai senza uscita ed è esattamente in questo momento storico che la Commissione giuridica incaricata dalla Regione Veneto ha consegnato le proprie valutazioni in merito alla possibilità di un referendum consultivo che interpelli i veneti in merito al tema dell’indipendenza. I sei studiosi – costituzionalisti, amministrativisti, filosofi del diritto, professionisti del diritto positivo – hanno esaminato la questione da varie prospettive senza giungere una risposta condivisa, ma offrendo invece una varietà di valutazioni.

Va detto che quando ci si chiede se i veneti possono darsi istituzioni proprie e del tutto indipendenti (uscendo dalla Repubblica italiana), ci si sta confrontando con temi che almeno in parte esulano dalle conoscenze di un giurista positivo: sia egli un internazionalista o un costituzionalista. Nel momento in cui vi sono città e regioni che vedono scomparire una prosperità faticosamente costruita nel corso di decenni di duro lavoro, e per questo rivendicano il diritto a essere “padrone a casa propria”, è chiaro che c’è in gioco molto di più che non semplici questioni di dottrina o giurisprudenza. Per di più, quanti sostengono la battaglia veneta per l’autodeterminazione e immaginano un’Europa composta da piccole entità indipendenti (sottoposte a una forte concorrenza istituzionale), lo fanno in nome di principi che non possono essere ignorati, anche se certamente minano alla radice la moderna nozione disovranità, che è stato il vero cardine dell’istituzione che ha dominato gli ultimi cinque secoli della storia d’Europa: lo Stato. Sullo sfondo delle considerazioni sviluppate dai giuristi veneti c’è allora loscontro tra la libertà e la forza, tra le ragioni del voto e le pretese di apparati sostanzialmente autoritari che faticano a uscire di scena, nonostante la lunga scia di crimini che hanno tracciato nel corso della loro esistenza, distruggendo risorse e cancellando speranze.

Va detto: secessione e Stato moderno sono nozioni incompatibili, e questo per la semplice ragione che, nella loro astratta dogmatica, gli Stati si rappresentano come necessariamente unitari, salvo poi prendere atto che in varie circostanze hanno luogo disgregazioni e distacchi. Ma i processi indipendentisti hanno spesso successo de facto, anche se neppure sono pensabili de jure per chi pretenda di restare prigioniero delle categorie elaborate dalla giuspubblicista moderna. Questa scissione tra il dogma e la realtà è comunque solo l’ultima riprova del fatto che le nostre istituzioni pubbliche poggiano su una qualche teologia politica: su una mistica del potere senza la quale non potrebbero reggere. Quando l’attuale Costituzione parla della Repubblica italiana come di un’entità “una e indivisibile” è ben chiaro agli storici delle idee come quella formula sia di matrice giacobina e provenga, di conseguenza, da una cultura intollerante: che nei fatti non ha più vero diritto di cittadinanza all’interno del confronto pubblico. È la sopravvivenza di un passato già sconfitto. È quindi curioso che quelle tre parole vengono talora presentate come l’argomento decisivo contro ogni richiesta di autogoverno, come l’asso pigliatutto, come la prova provata che non vi sarebbe alcuno spazio per la minima discussione su ogni ipotesi d’indipendenza di una comunità. Il discorso sarebbe insomma chiuso ancor prima di aprirlo. Ovviamente non è così e per più di un motivo.
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D’altra parte, è sufficiente domandarsi cosa ha portato il Veneto in Italia. Sul piano dei fatti, il Veneto è diventato italiano a seguito dell’esito della guerra austro-prussiana, ma dal punto di vista formale (giuridico) il Veneto è entrato a far parte del Regno d’Italia a seguito del voto popolare dell’ottobre del 1866. Sono i referendum, veri o fasulli che fossero, che hanno sancito la legalità dell’ingresso dell’annessione. Ma la logica ci impone di ritenere che se un voto ha unito, allo stesso modo un voto può dividere. D’altra parte, non è infatti ammissibile che il popolo possa, al tempo stesso, detenere il potere costituente e poi rinunciarvi definitivamente. Come non è lecito per un singolo darsi liberamente in schiavitù, analogamente non è possibile che un’intera popolazione possa consegnare se stessa e la propria discendenza (comprendendo in ciò anche quanti sono venuti a vivere in quel territorio successivamente) a un determinato ordinamento politico. Come alcuni giuristi della Commissione veneta hanno sottolineato, l’Italia non può sottoscrivere le norme internazionali sul diritto di autodeterminazione e alzare il dito – per fare qualche esempio – contro il Marocco per la situazione del Sahara occidentale, contro l’Azerbaigian per la situazione del Nagorno-Karabakh o contro la Nigeria per quello che riguarda il Biafra, senza che questo abbia conseguenze al proprio interno. Non possiamo esporre la bandiera del Tibet sui municipi della nostre città, contestando la politica di Pechino, e poi rifiutarci d’interpellare con il voto gli abitanti del Tirolo meridionale o di qualunque altra parte della Repubblica.

Per giunta, la questione al centro del confronto che ha visto protagonisti i “saggi” della Commissione è la possibilità, per la Regione, di consultare i veneti. C’è ancora, dunque, libertà di espressione e parola in Italia? È possibile per Luca Zaia e gli altri consiglieri veneti interpellare la propriazaiapopolazione, usando lo strumento del referendum consultivo? Rispondere “no” vorrebbe dire cancellare dal nostro ordinamento ogni principio dilibertà e pluralismo. A ben guardare, lungi dal dirigersi verso logiche eversive e illegali le popolazioni venete chiedono solo al diritto di riscoprire il suo significato più autentico: quello di un ordine di regole che aiuta la convivenza, e non già l’ostacola.

Entro questa Europa che vede Scozia e Catalogna dirigersi verso un voto che potrebbe decidere la loro indipendenza, pure il Veneto sta insomma iniziando ad alzare la testa: e le conclusioni della Commissione sono un altro passo nella giusta direzione, dal momento che – per chi sappia leggere e comprendere – esse dicono che la consultazione si può fare. Perché oggi è il tempo di darsi istituzioni modeste e vicine, rispettose e liberali, chiamate a rispondere direttamente alle esigenze della persona e costrette a competere con altre realtà che sono al loro fianco. Il grande successo economico dellecittà indipendenti (da Singapore a Montecarlo) o delle piccole realtà regionali (dai cantoni svizzeri all’Estonia, dal Lussemburgo alla Slovacchia) sono la riprova di come gli Stati nazionali e di grandi dimensioni abbiano fatto il loro tempo. Non soltanto sono costruzioni artificiose che negano lelibertà fondamentali. Essi sono anche intralci quasi insuperabili per quanti vogliano offrire una prospettiva ai propri figli e nipoti. Lasciamo allora il loro destino nei mani dei votanti: facciamo sì che sia un semplice voto a certificarne la sopravvivenza o, com’è ragionevole attendersi, la fine definitiva.

ASPETTARE E’ ANCORA UN’OCCUPAZIONE. E’ NON ASPETTARE NIENTE CHE E’ TERRIBILE

Cari Amici, cari Veneti e cari Compagni di viaggio,

siamo oggi al 21 Luglio 2013 ed in una parola  ASPETTARE E’ ANCORA UN’OCCUPAZIONE. E’ NON ASPETTARE NIENTE CHE E’ TERRIBILE. Infatti la data di convocazione del consiglio regionale è per il 30 Luglio 2013. E fin qui tutto bene: già vedevo gente essere felice e quindi brindare al successo….. In effetti non è così. La natura di questa convocazione  si identifica con un atto dovuto alla luce della richiesta  di convocazione straordinaria del consigliere dottor Valdegamberi, seguita da altre 19 firme di altri consiglieri veneti. Ora per farla breve e non cadere in confusione, si deve dire che a causa di motivazioni di tecnicismo in relazione a tempi regole e scadenze, non si configura una immediatezza così semplice e chiara inerente alla votazione della proposta di legge per il referendum. Questo non vuol dire che non si fa,  bensì vuol dire che si allungano i tempi (e tutto questo era alquanto prevedibile) nel senso che si ritiene data utile sarà il 10 o 11 Settembre 2013 per votare tale legge. Purtroppo queste sono le regole di ogni società, che anche noi dobbiamo osservare ed accettare, proprio per la legalità, la democraticità e la giustizia, valori questi ai quali abbiamo sempre ispirato ed ispiriamo il nostro comportamento. Noi dobbiamo sempre andare avanti uniti, coesi, determinati e finalizzati con la borraccia della speranza, la quale, buona come colazione, ma pessima come cena,  può renderci liberi, a differenza della paura che ci rende prigionieri. Pensiamo al nostro viaggio che seppur da poco iniziato (maggio 2012) ci ha permesso di decollare pur tra mille difficoltà; siamo ora nella fase di volo nel quale stiamo planando  in assetto costante e dobbiamo completare l’ultima parte necessaria ed inevitabile dell’atterraggio per chiudere in bellezza. E’ questo il momento di essere come dicevo prima calmi, determinati, convinti perché stiamo avvicinandoci all’aeroporto della nostra vita e stiamo solamente cercando di identificare quale far le tante piste presenti sia la più idonea, la più giusta e la più conveniente, per appoggiare le ruote dei nostri carrelli pronti a toccare la nuova terra!

Amici, sono fiducioso e confido in Voi tutti con nessuna eccezione, sicuro e convinto che questa ultima parte di questo nostro viaggio è molto vicina, anche se abbiamo molte scorte come carburante, non dimenticate. E così finirà la nostra attesa e ci troveremo nella realizzazione del sogno avveratosi, perché l’attesa è una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio. La realizzazione dell’attesa è una freccia che oltrepassa il bersaglio.

A tutti un caro saluto

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Dr. Paolo Pendenza  Ufficio Stampa

Indipendenza Veneta  Verona