I VENETI SI RIBELLANO ALL’USURA

Parlare di vittime dell’ usura significa parlare di  distruzione del tessuto produttivo Veneto

E’  con   dispiacere che apprendiamo di chi è caduto nella trappola di un ignobile pasticcere che nel padovano prestava soldi .

E’ stato smascherato grazie alla denuncia di un imprenditore che si era rivolto a lui , nel 2008, per salvare l’azienda .

L’usuraio ,approfittando in maniera ignobile dello stato di necessità ,a fronte di 50 mila euro di prestito ha preteso la restituzione di 5 mila euro al mese con tasso di interesse del 20% .

In quattro anni l’imprenditore ha sborsato la bellezza di 400 mila euro.

Sorge spontanea la domanda : perché nessuna banca ha rischiato 50 mila euro di fronte all’evidente solvibilità dell’azienda ?.

Per noi è chiaro che se un imprenditore paga al suo aguzzino 400 mila euro in soli 4 anni l’impresa è più che solida.

Ci sembra evidente che il rischio bancario all’epoca non sia stato tale da motivare il rifiuto  delle banche al prestito.

Di fatto il sistema italia-banche-malaffare  con metodo e determinazione ha operato nel tentativo , non ancora riuscito , di distruggere l’economia Veneta.

La spinta per rivolgersi agli usurai è frutto di un sistema punitivo che ha lo scopo di piegare l’economia del popolo Veneto capace di vivere senza assistenzialismi.

Un popolo che onora i propri impegni e mette a frutto le risorse di cui dispone .

I Veneti sono esempio riconosciuto ,  a livello mondiale ,di laboriosità che difficilmente trova pari.

Se l’italietta fosse invece un paese serio si sarebbero messe in atto tutte le azioni utili a far pressione sul sistema bancario per l’aiuto alle imprese in momentanea difficoltà come il nostro imprenditore padovano.

Ma il belpaese corrotto preferisce che attraverso i prestiti a tasso usuraio , anche  in Veneto , si ripuliscano i proventi delle attività illecite.

Lo stesso sistema pubblico, sappiamo, ha danneggiato le nostre imprese non pagando il dovuto .

Lo stesso ministro  dello sviluppo Zanonato , di fronte agli imprenditori a Padova, ha dovuto ammettere che non ci sono soldi per i debiti che il l settore pubblico ha contratto con le imprese private. Con fare arrogante si è seccato dei mormorii di protesta in sala !

Tutto ciò smentisce le roboanti dichiarazioni fatte dal governo romano che , su richiamo della Comunità Europea , affermavano di poter onorare i debiti pubblici entro  qualche mese.

Non possiamo accettare  che questo  staterello italiano ci trascini nella rovina :

Indipendenza Veneta adesso perché non c’è più tempo !

 

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Teresa Davanzo

Direttivo Nazionale

Indipendenza Veneta

10 risposte a “I VENETI SI RIBELLANO ALL’USURA”

  1. “perché nessuna banca ha rischiato 50 mila euro di fronte all’evidente solvibilità dell’azienda ?”

    Probabilmente perché “sulla carta” il possibile guadagno (=interessi) non giustificava il rischio d’insolvenza. -E probabilmente se non ci fossero le leggi “anti-usura” che impongono un tetto massimo agli interessi applicabili, quell’imprenditore avrebbe trovato un istituto finanziario che disposta a concedergli un credito a interessi molto più bassi di quelli dello strozzino e senza il timore di tragiche conseguenze in caso di insolvenza.
    Poi ci sarebbe da aggiungere anche il fatto che la giustizia di questo stato fallimentare non riesce nemmeno ad avere una garanzia di riuscire a riscuotere un credito in tempi umani. E questo disincentiva i prestiti.

  2. Se posso portare l’esempio tangente legalizzata…. nei scorsi giorni l’Asso Artigiani ai quali la nostra azienda è affiliata, senza entrare nello specifico tecnico, ci comunica di dover pagare una “multa” (circa 300€) su giacenze di magazzino vecchie e ormai fuori produzione del valore stimato di circa 1500€.
    L’azienda ormai allo stremo (si lavora di più a livello cartaceo, proprio in periodo di crisi dove la produttività è bassa, e i costi aumentano naturalmente), ha deciso di non pagare, e l’associazione ha invitato l’azienda alla regolarizzazione della questione per evitare controlli approfonditi (“che vengano pure a controllare, nulla ho da nascondere!”-le parole del titolare”).
    Vedete in che sistema mafioso siamo messi?
    E sono le leggi che funzionano così…per quanto tempo si pensa sia ancora sostenibile una situazione del genere? E’ ora che la gente smetta di credere in quello che mai potrà realizzarsi,e prendere di petto l’indipendenza come possibilità di costruire un nuovo stato a tutela di tutti e con le caratteristiche moderne del nuovo millennio.
    Che paese d……………
    Saluti

    1. ci son ditte che apettano i controlli per he non posso esser congrue ai ‘fantastici’ studi di settore, altri he NON pagano le tasse e quando arriverna le multe FORSE ci saran un lo di soldi per darne una parte, poi quel che succede succede…
      e lo stato lo vedrà tra 6 mesi quel che succede oggi

  3. Beh, ma na cronachetta del genere a lexevo anca sul giornae dea serva che crompo in edicoea. Pensavo che gavessi un fià de sugo in pì par consar a pastasuta…

  4. Duecentomila euro destinati per la formazione continua delle piccole e medie imprese liguri. Sono il frutto dell’accordo siglato questa mattina tra l’assessore alla formazione e al bilancio della Regione Liguria, Pippo Rossetti e il presidente del fondo paritetico interprofessionale, FormAzienda, Enrico Zucchi che si prefigge di razionalizzare le risorse per la formazione provenienti dai fondi europei e nazionali, evitando sovrapposizioni e rispondendo in modo più coerente ai bisogni delle imprese e dei lavoratori.

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