FERMIAMO IL CROLLO VENETO

Ormai il crollo dei consumi in Veneto non fa più notizia, neanche quel -7,8% registrato nello scorso trimestre. Non fa più notizia perché ormai è l’ennesimo calo consecutivo. Sono dati invece che dovrebbero farci ragionare, e non poco, perché si tratta del termometro dell’economia interna del nostro territorio. Per lo stato italiano questo dato non importa perché i dati del consumo in Veneto sono ancora alti rispetto ad altre realtà italiane, ma non ha considerato, forse perché ancora non lo conosce, che il territorio Veneto vive grazie al commercio e grazie alle tante piccole attività che sono nate intorno a questi dati, realtà che purtroppo stanno svanendo lasciando il posto a negozi e capannoni sfitti, a famiglie che sono rimaste senza lavoro, e che di certo non verranno mantenute con l’assistenzialismo riservato ad altre realtà italiane.

Ormai il vortice negativo nel quale siamo caduti può solo che accelerare, ed è per questo che credo fermamente che l’unica soluzione possibile, l’ultimo salvagente rimasto è riuscire a far nascere la nuova Repubblica Veneta dove grazie ad una diminuzione della pressione fiscale potremmo avere stipendi più generosi con i quali potremmo finalmente far invertire quel trend negativo dei consumi, e le aziende potranno tornare a reinvestire sul futuro della nostra gente e del nostro territorio.

Non sarà facile, ma insieme riusciremo a far risplendere l’eccellenza Veneta in tutto il mondo, saremo un esempio di democrazia, di responsabilità e di merito. Per farlo, abbiamo bisogno di tutti voi, ed il primo passo è barrare il SI al referendum per l’indipendenza del Veneto promosso, scritto e concepito da INDIPENDENZA VENETA.

Buon risveglio a tutti.

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Cristiano Scatolin

Coordinatore Indipendenza Veneta area Verona Nord

53 risposte a “FERMIAMO IL CROLLO VENETO”

  1. Caro Cristiano, la tua è un’attenta analisi che fotografa ormai la realtà che ci investe in maniera irreversibile. Cosa dire? Le cose che ho scritto su alcuni notiziari veronesi alias “LA NAVE AFFOBDA, NON RESTA CHE INDIPENDENZA VENETA” sono gemelle di quelle da te menzionate. Allora mi chiedo e chiedo a tutti i lettori cosa serva, per quelli che ancora non l’hanno fatto, per prendere coscienza ed attivarsi in tutti i modi per l’unica finalità ed alternativa? Da buon medico, così mi ritengo, quando mi trovo di fronte ad una patologia terminale,insanabile ed inappellabile devo e prendo il bisturi per poter far proseguire la vita del resto del corpo ancora sano, che può sopravvivere. Questo quando succede, sicuramente non è bello, ma la serietà e la professionalità e soprtatutto l’amore per la vita ti consiglia e ti obbliga a delle scelte importanti. Coraggio, forza ,capacità, dignità e volontà : questa è l’unica ricetta. Oggi non possiamo più chiedere cosa lo Stato può fare per noi, dobbiamo invece chiederci cosa lo Stato sta facendo a noi! Restiamo uniti:

    1. in giro a supermercati c’e’ un po di gente solo al discount…
      da notizie ansa son calate pure le vendite di medicine, e non penso che siam tutti piu sani

  2. Caro Cristiano, la tua è un’attenta analisi che fotografa ormai la realtà che ci investe in maniera irreversibile. Cosa dire? Le cose che ho scritto su alcuni notiziari veronesi alias “LA NAVE AFFONDA, NON RESTA CHE INDIPENDENZA VENETA” sono gemelle di quelle da te menzionate. Allora mi chiedo e chiedo a tutti i lettori cosa serva, per quelli che ancora non l’hanno fatto, per prendere coscienza ed attivarsi in tutti i modi per l’unica finalità ed alternativa? Da buon medico, così mi ritengo, quando mi trovo di fronte ad una patologia terminale,insanabile ed inappellabile devo e prendo il bisturi per poter far proseguire la vita del resto del corpo ancora sano, che può sopravvivere. Questo quando succede, sicuramente non è bello, ma la serietà e la professionalità e soprattutto l’amore per la vita ti consiglia e ti obbliga a delle scelte importanti. Coraggio, forza ,capacità, dignità e volontà : questa è l’unica ricetta. Oggi non possiamo più chiedere cosa lo Stato può fare per noi, dobbiamo invece chiederci cosa lo Stato sta facendo a noi! Restiamo uniti:

  3. Nel 1982, un mio amico di Modena, F.B., professore plurilaureato e membro dirigente del CNR, abitante allora a Roma ed occupantesi di vulcanologia, su mio pressante invito, mi portò con la mia famiglia a visitare la solfatara di Pozzuoli. Lo fece molto mal volentieri e non ne avevo in quel momento ancora capita la ragione. Arrivati alla solfatara, ci invitò a visitarla molto rapidamente: lui avrebbe atteso in automobile, COL MOTORE ACCESO… PERCHE’ NON SI FIDAVA A SPEGNERLO!
    Alla mia richiesta di chiarimenti su tale comportamento inusuale, mi disse che tutta la caldera di Pozzuoli, oltre che il sistema del Vesuvio, sarebbero potuti esplodere da un momento all’altro e che, ovviamente, i politici lo sapevano perfettamente. Più volte, sollecitati dal CNR, se n’erano sempre altamente fregati. Poi F.B. aggiunse: “Ernesto, può succedere da un momento all’altro: a seconda del vento, potremmo avere anche un milione di morti e io vorrei essere lontano.”
    Ora, si trattava e si tratta di un professore qualificatissimo e di una tranquillità assoluta, non di un pazzo svitato.
    Quindi qualcuno avrà pur detto ai politici, nel 1982, che il rischio era altissimo: se succedesse ora, i morti sarebbero almeno due milioni e come se non bastasse, nella zona circumvesuviana si continua a costruire abitazioni.
    Vogliamo quindi che questi politici si preoccupino della diminuzione delle vendite nel Veneto? Ma quando mai? Rimane il dubbio se siano ignoranti o delinquenti. Io, da parte mia, ho risolto il dilemma.
    Riassumendo, parlare del Veneto a questa gente è fiato sprecato, o meglio, carta e penna sprecati,

    Loro sperano sicuramente che la nuova prossima eruzione distrugga defintivamente ciò che resta ancora di Pompei, in modo che l’Unesco la smetta di rompere le scatole. I funerali, tuttavia, sarebbero di stato. Due milioni di funerali di stato, con piagnoni che commentano per televisione: TG1, TG2 e TG3 a reti unificate, tanto per consolare gli imbecilli e le vacche che buttano latte.
    Sappiamo già che questa ultima parte del mio scritto è quella più verosimile e più probabile.
    Possiamo dire solo: WSM.
    Non ci resta che sperare nella Repubblica Veneta.

  4. Faccio seguito al mio articolo precedente:
    il disastro del Vesuvio prossimo venturo farebbe aumentare le tasse e la benzina per 50 anni, con somma soddisfazione di qualche politico assassino, ma nessuno andrebbe ad investigare sul motore d’automobile che, sin dal 1982, rimaneva acceso e nessuno sarà sicuramente responsabile di alcunché.
    Chi lo avrebbe mai detto?
    Chi lo poteva immaginare?
    Se lo avessimo saputo…
    Poi qualche giudice incriminerà qualcuno per non averlo detto prima mentre, prima che succedesse il fatto, qualche altro giudice aveva incriminato qualcun altro per procurato allarme e turbamento della quiete pubblica.

          1. Il senso, che forse sfugge, era il seguente:
            “Se non si preoccupano di un fatto come quello di Pozzuoli, comunicato dal CNR, figuriamoci se si preoccupano delle vendite nel Veneto.”
            Tutto qua. Pierin dovrebbe chiedersi cosa fare per rimediare alla diminuzione delle vendite nel Veneto: cosa suggerisce?

  5. Uno dei primi atti di un Governo Indipendente dovrebbe comprendere una completa, pesante e perfino devastante revisione dell’ordinamento giuridico, perché lo sviluppo – economico e sociale – di uno stato è pesantemente condizionato dalle leggi.
    Di più: nell’organizzazione stessa dello stato, intesa come regolamenti e procedure attuative, si nascondo i germi della crescita o del declino di un popolo. Da cittadini, ci viene spontaneo, comodo e facile additare il vertice delle istituzioni, come responsabile dei mali e dei vizi che ci piegano e ci opprimono. Ma è nei livelli operativi che si perpetrano le peggiori azioni nei confronti dei cittadini.
    Perché una legge potrà essere giusta, efficace e produttiva – o ingiusta, inefficace e improduttiva – a seconda di come essa verrà attuata.
    E lo sviluppo economico, che tanto ci manca e di cui possediamo le chiavi nella nostra tradizione, non potrà concretizzarsi senza il supporto di leggi semplici e chiare e di una struttura dello stato snella, trasparente ed efficace.
    Nella nostra storia passata, abbiamo memoria del corretto e giusto modo di legiferare, nell’interesse dello stato come del singolo. Non dimentichiamolo.

    1. ci son tante cose che il nuovo governo dovrà avere nuove o diverse.
      forse fin troppe.
      e non abbiamo la piu pallida idea di come saranno.
      ordinamento giuridico,gestione sanità, forze dell ordine, scuole, istruzione…

      certo il primo passo è aver l “arbitraggio” del onu nel formare intanto un nuovo stato e non etter piu itaGlia. dopo di che verranno le altre cose.

      anzi propongo un sistema di votazione a democrazia diretta su TUTTO, un po come l estonia che ha rilasciato pearte del codice di voto in opensource
      http://punto-informatico.it/3851073/PI/Brevi/estonia-codice-del-voto-elettronico.aspx

      IV prendi nota, potrebbe esser una cosa interessante. voti facili, sicuri, alla portata di tutti i Veneti che posson su TUTTO dire la loro !!

      1. Ci sono diversi esempi, in Europa, di democrazia diretta. E altri ancora su fisco, difesa e tanti altri argomenti.

        Rimanendo però sul tema economico, aggiungo un altro tassello: il nuovo stato dovrà essere “.2.0”, ovvero dovrà ricorrere il più possibile a sistemi di gestione informatizzati. Questo per due motivi: in primis, l’utilizzo della tecnologia permette di risolvere rapidamente il gap infrastrutturale che ancora pesa sul nostro territorio. Secondo: le nuove generazioni nascono già alfabetizzate dal punto di vista tecnologico. E’ più conveniente ed economico (perché di fatto “a termine”) predisporre servizi di assistenza ai non informatizzati (gli anziani, per esempio), piuttosto che rallentare la penetrazione tecnologica.

        Rendiamoci conto di una cosa: l’accesso alla banda larga, nel 2013, è paragonabile alla disponibilità dell’energia elettrica o dell’acqua potabile all’inizio del ‘900. Il nostro territorio è ancora – da questo punto di vista – arretrato e questo non ci permette di sfruttare adeguatamente la tecnologia per ottimizzare e salvaguardare i processi.

  6. Xero juti a chi ca no se juta da lu lu solo
    Veneto libaro vol dir, basta far da vache da monxa
    Basta altruixmo, basta colonixasion, ogniòn se ciucia le so responsabilità
    Pulitani, Romani, Marochini, Nijeriani, Bangladixi fora dai totani e spasio pa i Veneti in Veneto.
    El nostro no xe rasixmo, la xe justisia, la xe ecoità, la xe responsabilità e pi de tuto molemoghela farse intortar.

    1. no, il tuo E’ razzismo.
      quello che fan gli indiani o africani NON lo fanno gli italiani, fighettj che voglion lavori facili e ben pagati… i Veneti che Lavorano SONO anche bangladesi,nigeriani,albanesi. ed è giusto che restino.

      piuttosto fuori dalle biip i sindacalisti anche se veneti da milleanni.

      1. Ancora stereotopi!
        Non è per nulla vero che noi veneti non vogliamo fare certi lavori, il problema è che certi lavori sono pagati molto male. Un esempio? I veneti sono stati sempre dei grandi muratori, ma con l’arrivo di albanesi, rumeni e quant’altro, i nostri rimangono a casa senza lavoro. E a fare il lavoro da muratore, non ho mai visto un nigeriano o bengalese con la schiena piegata.
        State attenti a concludere sempre a dire che noi certi lavori non li facciamo più. Vedasi le ragioni, prima di aprire la bocca.
        In ogni caso, a ben guardare, il razzismo nei confronti dei veneti è ben visibile in certe mansioni a livello pubblico, però vedo che questo discorso non importa, vero?

        1. come i grillini che interrogati sul loro non restituir i soldi presi han risposto ‘gli altri rubano da piu tempo’…
          sei tu poco realista. i giovani veneti son ‘fighetti’ italianizzati che piuttosto di far i lavori che fan gli extracomunitari stan senza lavoro. volgion solo scrivania computer poca fatica e bei soldi. a far i lavori sporchi o logoranti son arrivati da lontano gli extra perchè il posto c era.

        2. ” i nostri rimangono a casa senza lavoro”
          ghe ze sempre stà la disoccupasion. e ze grasie ai giovani che no vol lavorare che ze restà posti da riempire … de mori.

  7. Io credo che serva un moderatore in questo sito per smistare i commenti. Il nostro sogno, il nostro obiettivo di diventare indipendenti non può essere continuamente frustrato da persone retrograde, xenofobe, arroganti, che in virtù di una presunta libertà di espressione danneggiano tutte le donne e gli uomini meravigliosi di IV. O forse vogliamo diventare come i leghisti che in oltre 20 anni non hanno concretizzato nulla per noi?
    E poi a che serve scrivere in un dialetto incomprensibile? Non è lingua veneta, a volte alcuni scrivono in un agglomerato di parole insensate.

    Il biglietto da visita è importante… dobbiamo guardare avanti, al futuro, all’evoluzione, non alla “polenta”: se si mangia solo quella si rischia la pellagra come i nostri antenati.

    1. @Giovanni.
      Condivido il post di Giovanni al cento per cento. Purtroppo, più di qualcuno interpreta Indipendenza Veneta con lo stile Calderoli.
      E pensare che sarebbe stato talmente semplice: invece di attaccare la ministra con offese tipo Orang-Utang, bastava denunciare il fatto che, sostenendo la clandestinità, ha commesso apologia di reato, sino a quando il parlamento non volesse cambiare la legge.
      La ministra ha giurato fedeltà alla Repubblica e non può dire che certe leggi sarebbero migliori se fatte come suggerisce lei. Avrà pure un senso quel giuramento o rientra tra le stupidaggini dell’ex Regno di Sardegna?
      Ma forse per Calderoli era troopo semplice.
      Per noi, tanto meglio: speriamo che qualcuno della Lega capisca e nella ‘gabina elettorale’ cambi il suo voto.
      Il moderatore servirebbe, secondo me, per i prossimi vent’anni almeno.
      Tessera 1633

      1. Conosco bene quella legge, amo parlare in veneto, apprezzo i vari accenti che rinverdiscono la nostra terra. Mi piace sentire come cambia l’inflessione nel giro di 5 km, capire da dove derivano le parole della nostra cara lingua… il Veneto è MERAVIGLIOSO.

        ma, sinceramente, già tanti blaterano fuori di qui.. iv deve essere una speranza, un luogo dove si costruisce aperto a tutti, anche ai non Veneti di origine ma che si sentono tali. Cosa capisce (non dico un Siciliano) un bolognese di certi post? Dai su, siamo seri e parliamo solo se abbiamo davvero qualcosa da dire. 🙂

        1. probabilmente un Bolognese oltre a non capire i vari dialetti, non capisce nemmeno la necessità d indipendenza (anzi sarà contro perche poi lui pagherà di piu) e nemmeno sà dell esistenza di questo sito e di IV.

          1. Tanti Bolognesi vivono qui e si sentono a casa qui in Veneto, pur non capendo molto della lingua Veneta. Che facciamo, li tagliamo fuori? Non discriminare nessuno è un pilastro del nostro movimento ed è la cosa che più mi piace di iv.

  8. A proposito del cacciar via gli altri dal Veneto: ci troviamo oggi in una situazione di concorrenza tra l’extra-comunitario e l’operaio veneto. Questo non dovrebbe essere un problema se:
    gli extra-comunitari entrassero solo se chiamati da qualcuno che gli ha già assicurato un posto di lavoro e che si sia impegnato a trovargli un’abitazione, inoltre, l’extra-comunitario può entrare solo se in regola con la sanità e se non ha commesso reati al suo paese. Entra quindi solo colui che appartiene a un paese del quale ci si può fidare per l’attendibilità dei documenti e col quale siano stati presi accordi. Per i primi cinque anni dal loro arrivo, quindi, avendo già un lavoro, non dovrebbe commettere reati.
    Se commette reati, anche solamente colposi o in tal periodo perde il lavoro, spiacenti ma deve tornare a casa sua.
    Per i primi cinque anni inoltre non può portare con sè mogli o figli.
    La sanità ulteriore gli sarebbe assicurata perchè sta pagando i contributi: infatti, lavora.
    Per i primi cinque anni ovviamente non può entrare nelle liste di coloro che possono chiedere una casa.
    Per i primi cinque anni il datore di lavoro deve pagare una tassa supplementare per ‘utilizzo di extra-comunitari’ che va al fondo pensioni (INPS, non ai politici).
    Allo scadere dei cinque anni una commissione decide di rinnovargli il permesso, sentiti anche i colleghi che avranno pur visto qualcosa, oltre che essere sempre in banca per pagare le tasse…
    A proposito, l’INPS NON PUO’ essere gestito dai politici, per ovvi e ormai chiarissimi motivi.
    Quindi il discorso va inevitabilmente in una direzione che l’attuale Italia non accetterà MAI, altrimenti, come può fare, dato che vuole suicidarsi?
    Per quanto riguarda il problema di Lampedusa, sembra che qualche burocrate (che sicuramente non guadagna più di un operaio, 1200 euro al mese… no, scusate, volevo dire dodicimila), a differenza di Malta e di molti altri, in un attacco di buonismo (coi soldi degli altri, naturalmente) abbia firmato delle carte per cui se l’extra-comunitario arriva in Italia, beh, allora ce lo dobbiamo tenere.
    E inoltre, come se non bastasse, questa storia era stata insabbiata: è riemersa perchè un funzionario tedesco ha detto:
    “Gli italiani hanno mandato ad Amburgo un cospico numero di extra-comunitari, versando loro 500 euro a testa per contentino: non lo potevano comunque fare,non per i 500 euro, bensì perchè hanno firmato delle carte dove si impegnavano a tanerseli.”
    Quindi: Chi ha dato ordine di pagare i 500 euro? Coi soldi di chi se non nostri? Chi, se è vero, ha firmato quelle carte? Perchè la notizia è stata insabbiata? Perchè Malta respinge tutti? E la Spagna? E la Francia?
    Non solo non lo sappiamo, ma se ne fregano di farcelo sapere. Ci resta una cosa sola: WSM.

    Leggi come quelle illustrate sopra si trovano, anche se non esattamente così, nella Confederazione Elvetica. Il tanto disprezzato Mussolini, che aveva sicuramente i suoi difetti, aveva pensato a leggi analoghe ed inoltre potevano arrivare in Italia solo i cittadini dell’Impero Italiano(Etiopia, Libia, Somalia, Eritrea).
    Ci sono allora a Roma attualmente degli individui che VOGLIONO farsi del male? No… sanno perfettamente quello che fanno e in particolare sono convinti che più saranno gli extra-comunitari e meno gli operai italiani accamperanno diritti. Prima hanno creato l’articolo 18 e la Scala Mobile, poi, dietro front dei sindacati, nel silenzio omertoso: pugnalano la gente che lavora alle spalle.
    I Carabinieri sanno tutto: volete che non sappiano degli extra-comunitari che lavorano in nero? Con ogni probabilità sono obbligati dai politici a chiudere gli occhi, per pressioni che a noi non è dato sapere.
    O pensate che il carabiniere sia colpevole? a 1200 euro al mese? No, è quello che prende i colpi di pistola al posto dei politici.
    Di nuovo, WSM.

  9. il consiglio dovrebbe essere a fine luglio…

    Domani c’e’ quello di verona per approvare il progetto di legge…non male se passasse, primo capoluogo di provincia..

    FabrizioC

    1. Non male ? direi straordinario con uno come Tosi.

      Se passasse, credi sarebbe grazie a IV oppure a PB2013 ? ( non chiamatelo P2013 sembra un’assonanza triste con la loggia P2 🙁 )

      Ad Maiora.

      CrisV 🙂

      1. Perdona la franchezza Crisvi, ma mi sembra di notare dell’astio ultimamente nei confronti di IV. O sbaglio? C’è qualcosa che dovremmo sapere anche noi? Tu sembravi uno dei sostenitori più integerrimi, che aveva fiducia cieca nelle doti umane dei “ragazzi” di IV…

        1. Stai scherzando Tini ?

          IV è in piccola parte anche una mia creatura.
          Come posso volerle male ?
          Ho suggerito persino il nome quando mi hanno chiesto un consiglio.
          Avevo anche proposto una frase semplicissima a prova d’elettore idiota per il referendum e praticamente non è quasi stata modificata.
          Sono stato il primo a sostenere con forza la formula della Democrazia Diretta sul modello Svizzero.
          Adesso tutti ne parlano, ma solo io la proponevo come forma di governo effettivo in tempi non sospetti.
          Mi sono interessato per la 342 con tre comuni e tre sindaci diversi…….tre centri ! E molto probabilmente non è finita qui.

          Voler male a IV ???
          No di certo, ma sono disposto ad aggregarmi con chiunque mi garantisca l’Indipendenza in tempi brevi e per far questo dobbiamo convincere 5 milioni di Veneti. ( almeno quelli in età elettorale )
          Da soli faremmo molta fatica e se ci giochiamo male questa carta, rischiamo di perdere per sempre la partita e l’incontro per l’Indipendenza.

          Sai invece cosa detesto ? Le primedonne in vena di protagonismi che sono disposte a mandare in frantumi il buon lavoro comune, pur di sviluppare le proprie ambizioni.

          Ad Maiora.

          CrisV 🙂

      2. i su altri post c’è l ordine del giorno rivisto dalla lega appunto per esser ambiguo e votato contro. fate voi come deve votare. non può assolutamente appoggiare IV, l UNICA ‘scappatoia’ che gli si prospetta è il percorso trasversale pb2013 tutto puntato su democrazia e la giustizia nel dar voce ai suoi veronesi e diritto di voto.
        ma è sottile la linea, son curioso di sentire/leggere l odg.

  10. Ciao Crisvi, sinceramente penso che l’unione fa la forza non la divisione. sai poi alla fine quello che conta e’ votare SI. Non entro in merito alle ultime vicende, ma una persona come ALESSIO MOROSIN dove la trovate ????????? Dobbiamo essere uniti per il fine vincente.

    1. Morosin è carismatico e chiaro,
      serve unione con le altre forze, con la grandissima massa degli astenuti, i sinistri, destri… ma … IV è limitata essendo un partito politico, non possono e non verranno qui e dar sostegno gran parte dei veneti.

      1. non sono d’accordo con te…Indipendenza Veneta nasce come movimento politico, perchè quando ci si propone di incidere sull’organizzazione sociale è per forza un’azione politica, ed ha percorso anche la strada delle competizioni elettorali diventando con ciò un anche un partito pensando di poter aumentare la visibilità, cosa che è avvenuta, anche se l’occupazione dei media dei partiti tradizionali hanno di molto limitato gli spazi… Plebiscito 2013 può considerarsi una sua filiazione per raggiungere tutti quelli che, nauseati dalla politica italiota partitocratica, non vogliono più neppure sentir parlare di partititi. ma anche tutti quelli che si vogliono tenere il loro e magari non vogliono cambiare niente…
        però non basta ancora. .. dobbiamo continuare a inventare stratagemmi per diffondere l’idea rivoluzionaria dell’indipendenza, che vuol dire libertà e salvezza.
        Ma se già 30 comuni ad oggi hanno confermato l’appoggio al referendum vuol dire che siamo sulla strada giusta… e vinceranno i veneti che finalmente finalmente potranno decidere per se stessi!

        1. ” raggiungere tutti quelli che, nauseati dalla politica italiota partitocratica, non vogliono più neppure sentir parlare di partititi. ma anche tutti quelli che si vogliono tenere il loro e magari non vogliono cambiare niente…”

          esatto. i secondi sono quelli che in IV non possono/volgiono entrare, ma del loro supporto/aiuto ce nè bisogno. anche dei pensionati senz internet 😀

    2. Morosin è in gambissima, nulla da eccepire.

      Tuttavia, il lavoro di squadra non s’impernia con un solo uomo.

      Sarà che io sono sempre stato abituato a lavorare per obiettivi e in squadra coesa, se parlo così.
      Lavoro di tutti = meriti di tutti
      Ti ricordi la storia dell’ano sbeffeggiato dagli altri organi, quando si mise in sciopero, che danni causò all’organismo ?

      Anche il più piccolo ingranaggio, serve a far funzionare perfettamente il nostro transatlantico indipendentista.
      L’ultimo dei militanti è per me importante quanto il primo dei dirigenti.
      PB2013, tra non molto potrà contare su fondi copiosi, che IV, mai potrebbe ottenere.
      L’imprenditoria Veneta pretende unità e coesione, per investire nella politica Indipendentista.

      Qualcuno ha riformulato la politica nazionale degli ultimi vent’anni, con i propri patrimoni immensi.
      Perchè non apprezzare tanti imprenditori Veneti, che investono nel progetto Indipendentista purchè condiviso ?
      Che mi frega, se quello al mio fianco che combatte con me per la libertà del mio popolo, è anche esponente, o elettore del PDL, del PD, o della Lega ???

      Siamo tutti Veneti, innanzitutto !!!

      Ad maiora.

      CrisV 🙂

      1. Perdonami Crisvi, ma mi sembrava che i tuoi ultimi commenti fossero più distanti e meno frequenti del solito, insomma sembrava ci fosse qualche mal di pancia 🙂

        Mi era solo salito il terrore che qualche litigio da prima donna, come l’hai definita tu, potesse far naufragare quello che fin ora si era ottenuto.

        Ora sono molto più sereno.

        In ogni caso devo ringraziarti per le notizie che riporti nel sito e essendo ormai diventato il faro di noi internauti. Spero un giorno di riuscire ad incontrarti per una calorosa stretta di mano.

        WSM!

        1. Riguardo ai litigi, prime donne ect, tutto ciò non può più fermare il percorso e i risultati raggiunti fino ad oggi, che ripeto, sono grandi.
          Qualcuno potrà buttarsi a mare o caderci, ma la nave verso l’indipendenza non affonderà mai, ormai è costituita da moltissimi, e non più solo da chi l’ha ideata. Questa è la forza dell’unità!
          Nella mente dell’essere umano è più facile enfatizzare piccoli problemi, che elogiare grosse conquiste. Questo perchè si danno per scontate le cose buone . Purtroppo non è così e bisogna saper avvalorare tutti i traguardi che giorno per giorno, ora dopo ora riusciamo a concretizzare.
          I piccolo screzi dell’ultimo periodo nulla sono rispetto a quello che da 2-3 mesi è successo. Al 7 aprile vi era un solo comune, Castellavazzo se non sbaglio, oggi siamo a 31, 500mila persone rappresentate, più del 10% dela popolazione veneta! La strada è quella giusta e il non fare del governo italiano è uno degli aiuti più grandi :)-

  11. non voglio neanche sapere qual’è l’oggetto del contendere, dico solo che devono stare tutti molto attenti alle proprie azioni, una divisione adesso sarebbe la fine di ogni progetto indipendentista per anni. E sarebbe oltremodo ridicolo considerando che stiamo parlando di un partito/movimento che ancora non ha il sostegno elettorale necessario ad affrontare la questione nel caso fallisse il piano A (raggiungere il referendum col sostegno delle attuali forze politiche). è ora di mandare giù i rospi, guardare avanti e se necessario rinunciare alle velleità personali. il fine è molto più importante e, nonostante le difficoltà, è più vicino adesso di quanto non lo sia mai stato! Personalmente penso che un comitato come PB2013 sia necessario quanto lo è IV, che deve avere l’intento di creare anche una piattaforma politica da proporre in futuro.

  12. non sarebbe male se qualcuno che conta nel movimento cercasse di chiarire la situazione, dei bisantinismi all’italiana ne habbiamo piene le scatole.
    non credo sia sbagliato il discorso che fa plebiscito 2013 (che ha come obiettivo il referendum ) in fondo fa confluire da diversi partiti consenso per ottenere il referendum (attenzione questo non significa propriamente volere l’indipendenza, ma significa rispettare in maniera democratica il desiderio dei veneti ). quindi il merito di plebiscito sarà esclusivamente di contribuire all’ottenimento del referendum, (insomma un cavallo di troia).
    cosa diversa mi pare di capire è indipendenza veneta ( che ha come obiettivo principale l’indipendenza ), la posizione attuale del partito ( ultime elezioni ), inpedisce agli altri partiti di schierarsi apertamente senza correre di rischio di bruciarsi ( certo non fa molto onore stare con un piede in due scarpe),
    chi è per l’indipendenza non fa un gran servizio ai veneti se si nasconde dietro questi giochini,
    se vogliamo uno stato migliore dobbiamo essere aperti,sinceri, ma sopratutto coraggiosi, e non giocare all’italiana.
    premetto questa è solo una mia iterpretazione personale

    saluti
    ps non scriviamo stupidaggini ! nel sito

    1. cito
      dobbiamo aver la forza ,mista, di arrivare al voto
      poi nasceranno altre piattaforme per informare i Veneti sia di andar votare sia perchè votare SI. perchè di persone all oscuro ce ne sono 8 su 10 …

  13. Appunto !! 8 su 2 quale sara’ la campagna informativa dopo l’approvazione…….. e’ su questo che si disegnera’ la storia oppure no. DIAMOCI UNA BELLA SVEGLIATA

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