E la gondola va: il 16 febbraio a Venezia 10.000 veneti firmeranno la legge per indire il referendum per l’indipendenza veneta

La consultazione referendaria si terrà il 6 ottobre 2013.

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“Vuoi che il Veneto diventi una repubblica indipendente e sovrana? Sì o no?”. Non poteva essere più chiaro il quesito all’art. 1 della proposta di legge regionale di iniziativa popolare per l’indipendenza del Veneto presentata ieri da Indipendenza Veneta, con la la sintesi che contraddistingue i grandi passaggi della storia. Il documento sarà sottoscritto con grande solennità il prossimo sabato 16 febbraio a Venezia da migliaia di cittadini veneti che per l’occasione sfileranno lungo le calli della città lagunare, con partenza alle ore 15 sotto il ponte di Calatravain piazzale Roma.
Gli organizzatori prevedono un afflusso senza precedenti, con 5-10.000 partecipanti, con decine di pullman già prenotati e i treni che si annunciano pieni per una giornata storica, che vedrà una grande presenza dei media internazionali.
Dopo che lo scorso 28 novembre il consiglio regionale del Veneto ha approvato la risoluzione 44, scritta e concepita da Indipendenza Veneta, per il referendum di autodeterminazione del Popolo Veneto, ora la Commissione giuridica, insediatasi per volontà sempre di Indipendenza Veneta e composta dall’Avv. Luca Azzano Cantarutti, dall’Avv. Alessio Morosin, dal Prof. Paolo Bernardini, dal Prof. Carlo Lottieri e dal Prof. Alessandro Vitale, ha presentato il testo del Progetto di Legge veneta che indice il referendum per l’indipendenza del Veneto.
Il testo di legge presentato stabilisce che la consultazione referendaria si tenga il 6 ottobre 2013. Il quorum richiesto prevede la partecipazione della maggioranza assoluta degli elettori veneti e per la nascita della nuova Repubblica Veneta basterà che il sì ottenga il 50% + 1 dei voti validi. La legge proposta prevede anche la copertura finanziaria per tramite del residuo fiscale veneto che lo stato italiano non riversa sul territorio veneto e che equivale a circa 20 miliardi di euro ogni anno, secondo le stime del ministero del tesoro.
Mentre i politici italiani danno il loro triste spettacolo elettorale che preoccupa gli investitori di tutto il mondo, ancora una volta la sorpresa viene pertanto dall’azione politica di Indipendenza Veneta, improntata sulla concretezza e sull’assunzione di responsabilità verso i cittadini veneti, che sono sempre più colpiti da una situazione economica grave che pone in grave difficoltà le famiglie e le imprese.
L’iniziativa del movimento indipendentista veneto si inserisce nel quadro europeo che vede emergere la voglia di indipendenza in sempre più regioni, dalle Fiandre, dove i partiti fiamminghi ormai rappresentano la grande maggioranza della popolazione, alla Catalogna e alla Scozia, dove nel 2014 si terranno i referendum per l’indipendenza. Venezia diventa quindi il nuovo baricentro del terremoto istituzionale che in brevissimo tempo ricomporrà una Federazione Europea all’insegna di nuove e più moderne realtà statuali.
Il segretario Lodovico Pizzati ha dichiarato: “è proprio la gravità della situazione socio-economica del Veneto che impone ai nostri rappresentanti istituzionali in regione di approvare con estrema urgenza la legge per l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto. Siamo certi che ciò avverrà in tempi rapidi e con una maggioranza netta. Dopo tutto si tratta semplicemente di dare la parola ai cittadini veneti, che ricordiamo vogliono l’indipendenza veneta a grande maggioranza. Si tratta du un atto di democrazia fondamentale, che rappresenta un dovere istituzionale e civico in un momento tanto delicato per il nostro Veneto. L’indipendenza veneta è l’unica tutela per il nostro benessere, nel segno della legittimità internazionale.”
Il 16 febbraio prepariamoci quindi riassaporare lo spettacolo unico delle gondole indipendentiste che solcheranno il Canal Grande.

Ufficio stampa
Indipendenza Veneta

15 risposte a “E la gondola va: il 16 febbraio a Venezia 10.000 veneti firmeranno la legge per indire il referendum per l’indipendenza veneta”

  1. Proprio ieri era la giornata del ricordo delle tremenda pulizia etnica e della cacciata dalla propria terra, subita da centinaia di migliaia di Giuliani, Istriani e Dalmati: Veneti come noi. Con l’italia COMPLICE. Veneti, no ve boje mia el sangue?

    1. uniti si vince,popolo veneto, leghisti veneti di buon senso unitivi a noi,solo cosi saremo liberi da roma e dai politici corroti.VIVA IL VENETO STATO.

    2. Tre giorni fa è stato siglato un protocollo di intesa tra Regione Veneto ed Istria.
      Un accordo per unire le forze e partecipare insieme alla valorizzazione dei luoghi, delle tradizioni e dei monumenti Veneti presenti in Croazia. Una occasione per rilanciare il turismo dei nostri vicini di casa, una speranza per mantenere in vita il cuore Veneto al di là di Trieste.
      L’Europa dei Popoli sarà ridisegnata da sentimenti di collaborazione nel nome di un passato comune e di un progetto concreto di crescita e benessere.
      Come Stato indipendente il Veneto potrà fare ancora di più di quanto faccia ora… potrà riprendere quel ruolo che l’Infame (Bonaparte) ha strappato col sangue e che i successori non hanno voluto restituire…Forza Veneto!!!

      Matteo da Brescia

      Riporto il link del Protocollo d’Intesa:
      http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/Download.aspx?name=2294_AllegatoA_243970.pdf&type=9&storico=False

    3. Zarlino afferma:
      “Veneti, no ve boje mia el sangue?”
      ———————–
      Sì, a mi me boje sul serio e saria pronto anka a ciapare el sciopo in man par riavere indrio stè terre venete ma ormai xè massa tardi.

  2. Non dimentichiamoci mai che il Veneto è sempre stato considerato una colonia non parte d’italia.
    Si dovrà riscrivere la storia, quella vera non quella falsa italiana.
    Difficile dimenticare ciò che fecero i comunisti di Tito ai nostri connazionali.

  3. Sono anch’io di origini venete,vorrei poter partecipare anch’io, ma abito a Torino, sono con voi con tutto il mio pensiero,vi auguro con tutto il cuore che riusciate nel ostro intento!

  4. Da Lombardo vi auguro di riuscire nell’impresa, e vi invidio…

    Una domanda tecnica. Il referendum si farà sicuramente o occorre che ci sia l’ok da parte di qualche organo dello stato italiano? Perchè, se così fosse, il benestare non arriverà mai…

    1. da quel che mi risulta, la possibilità di referendum è previsto nello statuto della regione, anzi delle regioni, mentre l’oggetto del referendum è garantito da riconoscimento internazionale di un diritto, e perciò sovranazionale… e comunque in uno stato che si definisce democratico, la richiesta certificata dei cittadini dovrebbe avere valore cogente, come per i referendum della repubblica italiana, e così per le regioni… io la vedo così, e se i giuristi che sono alla nostra guida hanno tracciato questo percorso possiamo star tranquilli che è quello giusto…
      Sabato tutti a Venezia per supportare la richiesta di referendum per l’Indipendenza!

      1. Mi sono espresso male: intendevo dire, il percorso previsto da chi ha indetto il referendum prevede una qualche forma di autorizzazione italiana? Perchè, se così NON è (e me/ve lo auguro) allora il 6 ottobre prossimo sarete sicuramente indipendenti… 🙂 con buona pace di tutti quelli che si stracciano le vesti riempiendosi la bocca di retorici paroloni… E poi vi seguiamo anche noi Lombardi… 😉

        1. Ciao Verdi,

          Benvenuto nel nostro blog. 🙂

          Bypasseremo la costituzione italiana, con le normative internazionali, controfirmate e sottoscritte per accettazione, dai rappresentanti istituzionali italiani.

          Dette normative superano per rilevanza, la stessa costituzione italiana.

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