SERVE UN CAMBIAMENTO EPOCALE CHIAMATO INDIPENDENZA VENETA

gianluca_panto_bigLe nostre imprese detengono i capannoni ma le attività non producono più reddito da almeno 4 anni.
Troppo comodo tassare cespiti che non rendono alcunchè nelle attività industriali e sono invendibili perchè il mercato è totalmente ingessato.
Questa non si chiama più democrazia ma esproprio-crazia.
Solo Chavez potrebbe aver fatto PEGGIO di Monti

Ecco perchè il 2013 riserverà cattive notizie per le imprese, un vero bagno di sangue : nel nuovo anno infatti i comuni non potranno più ridurre l’aliquota dello 0,76% sugli immobili ad uso produttivo (capannoni, magazzini) ma solo alzarla di massimo 3 punti. E’ l’eredità in materia d’imposte sugli immobili lasciata dalla Legge di Stabilità 2013, promossa dal Governo Monti e votata all’unanimità da PD e PdL. Proprio coloro che in questi giorni promettono a destra e a manca riduzioni o addirittura l’eliminazione dell’Imposta municipale unica con tanto di rimborso di quanto pagato nel 2012.

L’ex Finanziaria stabilisce infatti che a partire dal 2013 il gettito Imu sugli immobili del gruppo catastale D (appunto quelli ad uso produttivo) vada per intero nelle casse dello Stato. L’aliquota base rimane allo 0,76% come nel 2012, ma la novità è che non sarà più possibile ribassarla ma solo alzarla fino all’1,06%.

Il rialzo andrà a gravare sulle imprese che posseggono capannoni, magazzini, opifici. Ma potrebbe riguardare anche gli immobili produttivi connessi alle attività agricole, che nel 2012 avevano un’aliquota ridotta dello 0,2% (riducibile dai comuni allo 0,1%). Se la norma contenuta nella Legge di Stabilità venisse estesa anche a questa tipologia di immobili allora l’aliquota salirebbe allo 0,76%, con la possibilità di un ulteriore rialzo come per gli altri immobili ad uso produttivo.

Ma i comuni rialzeranno l’aliquota? A rigor di logica la tendenza dovrebbe essere quella di tenerla allo 0,76%, ma dato che il gettito fino a quel livello andrà interamente allo Stato (e non nelle casse comunali) l’unico modo che hanno loro per avere risorse è un rialzo .
Il messaggio è chiaro: colpire le imprese per rimpinguare la cassa.
E intanto fare promesse da campagna elettorale.

Non ci sono alternative , serve un cambiamento epocale chiamato Indipendenza Veneta.

Gianluca Panto

4 risposte a “SERVE UN CAMBIAMENTO EPOCALE CHIAMATO INDIPENDENZA VENETA”

  1. Gianluca, ma quando gli industriali veneti scenderanno in campo aggregandosi ad IV che chiede di dare dignità al popolo veneto?
    -I veneti contribuiscono a mantenere il sud,ladro e truffatore.
    -In Veneto abbiamo tutti DG pubblici meridionali che creano la classica burocrazia italiota.
    Classico esempio fu il racconto di un avvocato che, stufo di non poter chiudere una causa di separazione consenziente, si recò dal giudice(meridionale)e si sentì rispondere: .
    Questa è la cultura che distrugge il nostro Veneto.
    Mentre i veneti hanno la voglia di fare, coloro che comandano in Veneto sono il contrario.
    Quindi smettiamola di aver paura di essere tacciati di razzisti e riappropriamoci del nostro territorio, perché è giusto che in Veneto giudici, questori, pretori ed altre cariche pubbliche siano date a cittadini veneti.
    Riguardo l’IMU, cari industriali, SVEGLIA, perché oramai lo sanno tutti che i governi italiani di tutti gli schieramenti vanno a prendere i soldi da chi è disposto a darli come i fessi veneti, perché, è inaccettabile pagare esose tasse quando metà italia non le paga, quindi, ancora una volta, industriali veneti SVEGLIA.
    A Napoli è accertata un’evasione fiscale di 2.6 miliardi di euro, solo il 50% paga l’imposta delle immondizie.
    Per non parlare delle continue truffe ai danni delle ASL, e quel pazzerello di Zaia vorrebbe che ognuna delle regioni del nord si prendesse cariche di una delle 4 regioni del sud che ha un buco di 5 miliardi nella sanità? Ora che le nostre industrie chiudono, il pazzerello chiede soldi ai veneti per pagare le ruberie altrui? Povero governatore………..lo votai in passato, ma ora fa solo pena!
    E’ tardi per l’indipendenza perchè i danni subìti in Veneto sono gravi ed irreparabili, però,meglio tardi che mai. Sarà dura ma solo con l’indipendenza ci salveremo perché l’italia non la salverà nessuno.
    Gli industriali dovrebbero portare a Venezia i loro operai non per far piacere a IV ma per contribuire alla salvezza del nostro paese il Veneto.
    In quanto all’IMU, cominciate a non pagarla. Abbiate il coraggio che hanno i meridionali, solo quello vi chiedo.
    Cari imprenditori veneti, è ora della scelta: o rassegnarvi a chiudere e trasferirvi all’estero, o riacquistare la vostra dignità di persone e combattere affinchè il vostro paese riacquisti la libertà che da sempre l’infame italia ci nega.
    Ora più che mai abbiamo bisogno di unità!

  2. Daniele e Gianluca perche non tirate in ballo anche tutti i sindacati che li considero i traditori dei lavoratori.invece di essere i portavoce dei lavoretori hanno messo lavoratori contro lavoratori,vendendosi ai politici x una sedia che rende.per me non dovrebbero esistere categorie di serie A e B.Non solo ma proteggendo i lavoratori lavativi e fanulloni.

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