Inno

mary helen balbinotVorrei invitare ad ascoltare l’Inno JUDITHA TRIUMPHANS di VIVALDI (musicista Veneziano) scritto per glorificare la vittoria della Serenissima a Corfù contro i Turchi; video da sempre riconosciuto da tutti i Veneti come proprio e che Indipendenza Veneta ha scelto come musica di rappresentanza. Prendetevi due minuti per ascoltare, sentire (coi sensi)  e vibrare al suono di queste note….fatto? Bene!

Ora  dopo averla ascoltata non si può che amare un movimento che ha come musica ispirante un’opera le cui note parlano al cuore, un’opera scritta in un periodo storico in cui nel  nostro territorio SERENISSIMO,  alti ideali ispiravano le nostre genti.

Il 16 febbraio come ai tempi di Vivaldi per le calli di Venezia echeggiavano note che parlavano all’anima. Il 16 febbraio le  calli di Venezia  vibravano sotto la voce di INDIPENDENZA, sotto la voce di LIBERTà!

Un movimento che ha come musica ispiratrice un inno  che fa vibrare l’anima in un modo coì sublime, può solo coronare il suo progetto in maniera orchestrale…Indipendenza Veneta non ha più ostacoli! W Indipendenza Veneta, W Noi!

Mary Helen Balbinot
Indipendenza Veneta

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20 risposte a “Inno”

  1. Indubbiamente Juditha Triumphans è un capolavoro musicale ma per la nuova repubblica Veneta io troverei più adatto l’allegro della Primavera di Vivaldi . La Primavera racchiude tutte le caratteristiche più alte della musica veneta , luminosità , semplicità e chiarezza . Inoltre è un canto corale ( non marziale ) che ha oltrepassato qualsiasi confine internazionale. Non so per quale brano Vivaldi darebbe la sua preferenza ma sono sicuro che sarebbe orgoglioso che a 300 anni di distanza i veneti stanno discutendo quale sua opera sara l’inno della terra Veneta.

  2. Di fronte a tante sfide e problemi quotidiani potrebbe apparire secondario, eppure un inno e una bandiera con cui condividere un sentire comune di popolo sono importanti. Bene quindi la proposta dell’inno.
    Cosa ne pensate dell’inno “Na Bandiera Na Lengoa Na Storia” arrangiato proprio sulla musica Juditha Triumphans dal bravissimo Luciano Brunelli, già premiato con il Leone d’Oro 1999 per la bellissima “Perasto 1797” (Ti co nu, nu co ti)?
    WSM

  3. Io preferisco la Juditha Triumphans nella versione originale di Vivaldi anche se ripeto la Primavera renderebbe l’inno veneto il più bello e conosciuto del mondo.

  4. Le note di Vivaldi sono l’inno ideale per la nuova repubblica veneta. Personalmente, terrei il testo originale in latino per marcare la continuita’ con la Dominante. W San Marco!!

  5. In realta questo non e’ un inno ma una marcia trionfale. E’ importante sapere che rappresenta la vittoria del Cristianesimo sull’Islam. Se Corfu’ fosse caduta i Turchi avrebbero conquistato l’Europa intera. I Veneti hanno salvato la Cristiana in ben due casi, il primo nella battaglia di Lepantato ed il secondo a Corfu con il generale Mathias Von Der Shulemburg. Il barbaro trace citato e’ Oloferne. Questa e’ la storia di Giudhitta e Oloferne, buona lettura e buona riflessione. http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Giuditta#La_storia

    1. grazie della bella panoramica attraverso le scritture, la storia e l’arte…. e poi si potrebbe proseguire nella mitologia, nella psicanalisi e nelle attribuzioni di genere: vittoria, città, repubblica, impero, stato…
      Nell’immediato, recuperiamo la storia… sarà bello poi potersi dedicare ad approfondimenti e concorsi di idee per aggiornamenti, anche se ritengo che la tradizione è sempre da considerare come la struttura portante per un edificio.

  6. Bello ma sa di troppo antico. Per un nuovo Stato ci vuole un inno nuovo e con parole che si possono pure capire e cantare, altrimenti non e’ più un inno. Intanto facciamo la secessione, l’inno verrà automaticamente da solo.

  7. Molto giusto il discorso di Leandro.

    Dev’essere un inno con frasi patriottiche e comprensibili a tutti e che ricalchi i valori e le tradizioni della nostra beneamata Patria Serenissima.
    Compresa la nostra lingua.

    L’inno esiste già e lo promuovemmo nel 2008, ancora quando ero uno dei soci di Raixe Venete-Veneto Nostro.
    Un centinaio di patrioti finanziò quest’opera.
    Ascoltatelo, le parole sono bellissime e a mio parere, molto profonde.

    http://www.youtube.com/watch?v=YxfxuDiGgyo

      1. Lieto d’esserti stato utile Caty. 🙂

        Parlando con molti di voi, sia in treno che in corteo, ho appurato che in gran parte, siete iscritti da poco al movimento IV e sentite parlare da meno di un anno di Venetismo e Indipendentismo.
        La memoria storica delle varie fasi del nostro percorso identitario, è uno dei vantaggi di noi ” antichi ” del Venetismo.

        Stiamo dando vita a un progetto epocale della nostra nuova Patria Veneta e neppure potete immaginare la portata di questo nostro percorso. Anche se cominciate già ad apprezzarne i primi eccellenti risultati..
        Tutti noi, siamo la forza motrice di questa grande innovazione storica, identitaria e politica. Crediamoci e non molliamo !

        INDIPENDENCE POWER !!!

        Ciao

        CrisV 😉

  8. L’inno è bellissimo, sia per la musica di Vivaldi che per il testo, parola di musicologo. Uno degli inni più belli che ci siano, anzi il più bello, dato che è il mio! Non concordo con Luca sulla Primavera, musica abusata in altre circostanze (es. carnevale) e troppo poco solenne. Non concordo neppure con Enrico che dice che è una marcia. Mi pare anzi che di militare non abbia niente.
    Mi dà fastidio invece che non ci sia il leone di San Marco sulla bandiera, e ancor più che ci sia sul simbolo della Liga Veneta, che si vede anche sui manifesti elettorali, dove c’è scritto sotto pure “repubblica”. Come se la Liga avesse qualcosa a che fare con la Repubblica Veneta. E’ un imbroglio!

  9. Per me melodia di Artista Veneto, scelto tramite referendum già ad Ottobre per dare continuità al PROGETTO . . . 24-25 Febbraio SEMPLICEMENTE INDIPENDENZA VENETA . . . AVANTI . . .

  10. Nessun inno, canzone o opera potrà forse condensare tutta la nostra storia e il nostro amore per la Serenissima, perché è impossibile eguagliare la sua grandezza e racchiudere in un brano i nostri sentimenti. Solo chi è veneto può capire l’emozione davanti alla bandiera di Venezia. Par tera, par mar: San Marco!

  11. Ha ragione Roberto quando dice che l’allegro della Primavera è molto abusato ( è stato utilizzato anche per l’acqua ferrarelle ) però faremmo a meno di utilizzare il leone di san Marco perché è il simbolo delle assicurazioni generali o della marina italiana . Sul fatto che sia poco solenne non sono d’accordo in quanto è un capolavoro talmente attuale che senza tema di smentita rappresenta la musica veneta nel mondo .

  12. Hai ragione Mary è un bel confronto di idee . Comunque quando sarà ora le varie opzioni saranno proposte ai veneti e forse per la prima volta l’inno sarà scelto dal popolo. La primavera sarebbe un inno innovativo solo d’ascoltare e non da cantare il che ci distinguerebbe tra tutti gli stati. Immaginate il gonfalone di san Marco che sale sulle note di un brano che non ha altri riferimenti che alla natura .

  13. Ho trovato quello che cercavo 🙂 http://www.youtube.com/watch?v=K_ur9AraEe8&feature=related
    Gl’inni nazionali, si sa, sono un prodotto della nefasta rivoluzione di Francia e del suo nazionalismo esasperato.
    Gl’“inni nazionali” non c’erano nelle società tradizionali, nelle quali Stato e Nazione quasi mai coincidevano,
    esistendo Stati plurinazionali (come l’Impero d’Austria e, perfino, la Francia monarchica) o più Stati entro un’unica
    Nazione, come nel caso degli Stati preunitari della Penisola italiana. Inoltre, spesso, il termine Nazione indicava il
    luogo di nascita, onde si diceva di taluno che fosse di nazione bresciana o veronese ecc.
    Parlare dunque d’Inno Nazionale Veneto, a proposito del brano finale della Giuditta trionfante di Antonio Vivaldi,
    cui si riferiscono il link di cui sopra e il testo qui sotto (nell’originale latino e nella sua traduzione italiana) è un falso
    storico; ed è ― di là dalle buone intenzioni ― un procedimento aberrante e del tutto anti-tradizionale, quello di
    cambiare e involgarire le parole, nel segno di uno spirito libertario-egualitario moderno e di arrangiare lo spartito.
    La Tradizione, come dice la parola stessa (dal latino tràdere, consegnare, trasmettere) consegna, non inventa; nel
    presupposto che ciò che trasmette sia vero e, perciò, destinato a valere oggi, domani e sempre, non meno di ieri.
    Essa dunque osserva un religioso rispetto del passato, dei suoi princìpi, della sua dottrina e persino delle sue forme,
    in quanto ne esprimono la sostanza. Meno che meno adultera o fa una parafrasi involgarita di un testo tanto nobile,
    che rimanda alle glorie della Serenissima, quelle autentiche, non inquinate da chauvinismo neo-rivoluzionario.
    Se un domani la risorta Repubblica del Leone, che dovrà essere cattolica e tradizionale o non sarà ― lo si abbia
    questo ben chiaro ― vorrà adottare queste musiche quale proprio inno ufficiale, di Stato (non mai quale “inno
    nazionale”, ch’è un concetto giacobino, ripugnante alla concezione tradizionale dello Stato) potrà legittimamente
    farlo, ma ciò avverrà certamente riprendendo il brano nella sua versione sacrale originale; e lo farà non con
    un’imposizione o per invenzione di chicchessia, ma in nome di una consuetudine (e torniamo di nuovo al concetto
    di tradizione) osservata da tutti, in forza della quale ciascuno si riconoscerà naturalmente in quel brano che, dunque,
    acquisterà un carattere patriottico di ufficialità.
    Ecco allora le parole del finale di questo Oratorio Militare Sacro vivaldiano: Salve invicta Juditha formosa … con
    elogio dell’eroina dell’Antico Testamento, Giuditta, prefigurazione della Vergine Santissima (si noti l’attribuzione
    alla prima del titolo di Spes nostrae salutis o di Regina maris che sono distintivi squisitamente mariani). Da Giuditta
    e dalla Vergine Santissima il brano trasla alla nobile Repubblica Marciana, con apoteosi finale della grandezza della Serenissima (Adria), quale Stato patrizio cattolico che trionfa sul Turco (barbaro trace) e assicura il regno della
    pace perpetua. Spero sia utile. WSM.

    1. P.S. non e’ farina del mio sacco ma l’ho tratto da un sito. P.S. pubblico qui il testo tradotto citato nell’articolo, e cioe’ la traduzione che hanno tentato di fare. Salve invitta Giuditta prosperosa,
      Spléndor di Patria, speme di nostra salute.
      Tu ver esempio di somma virtute,
      Sarai sempre nel mondo gloriosa.
      Debellato così il barbaro Trace
      Sia trionfante Regina del mare.
      E placata così l’ira divina,
      l’Adria viva e regni in pace.

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