CHIUDIAMO LA PRATICA ITALIA

morosin su tv7 triveneta

Francesco Cossiga, il 24.04.2002, da senatore, emerito Presidente della Repubblica Italiana, presentò il “Disegno di legge costituzionale” n. 1360 nel quale, dopo aver affermato e preconizzato di ritenere “non praticabile la via della riforma in senso federalista dello Stato italiano” osservando che “l’Italia è composta di Regioni, Comunità e Nazioni senza Stato”, ha prospettato come unica soluzione possibile “il cosiddetto federalismo asimmetrico proprio del Regno di Spagna, dove paesi come la Catalogna, i Paesi Baschi e la Navarra sono vere e proprie nazioni senza Stato”.

Il pensiero di Francesco Cossiga trova fondamento nella considerazione, condivisibile, che così come uno Stato costituito non potrà mai diventare uno Stato costituente (altrimenti rischierebbe di mettere a rischio la propria sopravvivenza) così uno Stato centralista e unitario non potrà mai trasformarsi in uno Stato federale.

Lo Stato federale può nascere solo dal foedus (patto) di Entità libere, indipendenti e sovrane, che decidono autonomamente di unirsi in una federazione (o confederazione) concedendo al nuovo soggetto federale, così costituito, parte della propria sovranità prevedendo però anche un meccanismo di uscita dalla federazione.

E’ la libertà che attraverso processi democratici deve determinare la vita delle entità sovrane, gli sviluppi della loro organizzazione istituzionale, i processi e gli strumenti di autogoverno nell’unico interesse della collettività dei soggetti che le hanno volute.

Il Veneto di oggi è senz’altro una Nazione senza Stato che soffre di una inclusione forzata nello Stato italiano non più corrispondente ai bisogni dei cittadini veneti.

Per altro canto, l’Italia del neocentralismo asfittico è, almeno dal 2002, sulla strada della dismissione/cessione della propria sovranità nel senso che, con la nascita dell’euro e la conseguente archiviazione/rinuncia alla titolarità esclusiva di coniare la propria moneta (la lira), essa ha disaggregato dal proprio assetto istituzionale di potere una delle massime espressioni storiche di sovranità, quella, appunto, di battere moneta, diventando quella che lo storico Paolo Luca Bernardini ha definito “una entità politicamente spettrale ed incerta”.

Per il Popolo Veneto, che si è retto in Repubblica indipendente per 1100 anni, ed è universalmente riconosciuto storica Nazione sovrana d’Europa, non è più possibile né pensabile, né procrastinabile rimanere collegato, come una realtà coloniale sfruttata, fagocitata e derubata (più di quanto lo fu l’India di Gandhi dall’Inghilterra) ad una Italia le cui pseudo-istituzioni ormai sono, nei fatti, fallite, in balìa e appannaggio di una burocrazia mastodontica, vorace e pervasiva quanto inetta, arrogante, inefficiente, spregiudicata, accentratrice e dominatrice della vita reale dei cittadini/sudditi.

Se, negli anni ’80, in Italia si cominciò a parlare di federalismo asimmetrico (formula meglio approfondita e delineata negli anni ’90 dalla scuola Catalana di Ferran Requejo), oggi questa possibile soluzione istituzionale per porre, almeno in parte, rimedio alle gravi differenze e disparità tra le varie realtà territoriali della penisola italica non è più attuale né praticabile.

Oggi, per noi Veneti, bisogna archiviare la “pratica Italia” e ridare centralità ai “cittadini Cincinnato” in nome della semplificazione che ha: 1) il suo controllo nella verifica dei risultati utili e concretamente idonei a soddisfare gli interessi dei cittadini, e 2) il suo metodo operativo ispirato solo dal principio della etica della responsabilità.

L’Italia, lo dico con tristezza ma con molto realismo, come la vediamo noi del Veneto, non appare capace di autoriformarsi dal suo interno e, infatti, tanto le costanti riedizioni delle Commissioni bicamerali per le riforme costituzionali quanto le recenti proposte di Convenzioni per la modifica della costituzione non hanno trovato e non trovano, alla fine, alcuna attuazione o, comunque, non approdano ad alcun risultato utile.

Insomma, l’Italia oggi è tecnicamente fallita, istituzionalmente inaffidabile, politicamente uno zombie e poi, da sempre, territorialmente disarticolata in realtà del tutto disomogenee in quanto storicamente portatrici di interessi, culture, tradizioni, esperienze di governo e legislazioni assai diverse, distinte e distanti tra di loro.

Il progetto di federalismo asimmetrico o “federalismo plural ” della citata scuola catalana fonda le sue basi sui valori universali del liberalismo democratico e costruisce la sua elaborazione teorica partendo dalla contrapposizione razionale e virtuosa tra “el paradigma de la igualdad y el paradigma de la diferencia” per tenere insieme delle realtà plurinazionali.

Questo processo, lungamente elaborato in Spagna, non può più prospettarsi, nemmeno in astratto, in Italia atteso che nella penisola vi è una chiara avversione e, oggi, una evidente impraticabilità di tale soluzione.

Per tali ragioni, il Veneto, attuale regione italiana ma storica Nazione sovrana d’Europa, ha capito che deve cercare in modo democratico, pacifico e con lo strumento elettorale/referendario una propria soluzione, ovvero il recupero di quello status d’indipendenza e di sovranità di cui ha goduto e disposto per oltre un millennio, avvalendosi di quel “diritto supercostituzionale” (come lo definiva Piero Calamandrei) che è il diritto all’autodeterminazione dei popoli previsto e regolato dalla Carta dell’ONU quale disposizione cogente e imperativa direttamente applicabile all’interno degli Stati aderenti alle Nazioni Unite.

Alessio Morosin
Presidente Onorario – Indipendenza Veneta

 

11 risposte a “CHIUDIAMO LA PRATICA ITALIA”

  1. Perfettamente d’accordo con l’avvocato Morosin.
    Ieri ero presente alle Pasque Veronesi e ho avuto la forte sensazione che lo Stato Italiano abbia definitivamente abdicato alla sua autorità, per quel poco che ne è rimasta. Il giorno della Festa della Repubblica Italiana in piazza Bra volavano le note del Juditha Triumphans di Vivaldi mentre la gente uralava “San Marco!”: per quello che mi riguarda ho assistito al funerale della Repubblica Italiana.
    Stiamo costruendo qualcosa di nuovo ma dobbiamo stare in campana contenendo l’entusiasmo perchè partire con il piede sbagliato è un’eventualità tutt’altro che remota. I veri detentori del Potere sono molto molto intelligenti e noi dobbiamo esserlo altrettanto.

  2. Voglio solo portare a conoscenza di chi già non avesse letto dell’ennesimo atto di uno stato illegale e baro che non guarda più nemmeno ai trattati internazionali.
    http://triestelibera.org/it/2013/06/eversori-di-stato-guardia-di-finanza-contro-il-territorio-libero-di-trieste-e-il-trattato-di-pace/
    Voglio esprimere un ringraziamento e una vicinanza a tutti coloro che come voi lottano ogni giorno per portarci verso un futuro migliore.
    Grazie e che San Marco ci aiuti.

    1. Grazie Paolo,
      é un articolo illuminante.
      Qualcuno lotta fino al carcere per i propri diritti… contro uno stato baro senza morale e senza valore.
      Manifesto tutta la mia solidarietà a chi soffre in nome della Libertà offrendo un prezioso esempio alle nuove generazioni.

      Matteo da Brescia

  3. tra le altre cose il Presidente Cossiga disse testuali parole : il bilancio dello stato italiano e’ falso dal 1948 …….che sia da credergli …………..probabilmente si .

    1. il 90% di quelli a cui è stato spiegato bene, e quindi han capito, che la via del diritto internazionale è fattibile.
      ma quanti sono quelli all oscuro di tutto, o che pensano che sia un tentativo di secessione che fà gran ridere i romani ?

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