VALDEGAMBERI PRESENTA IL PROGETTO DI LEGGE 342 IN COMMISSIONE REGIONALE

Lodovico Pizzati: “è un’accelerazione verso il referendum di indipendenza”

2013-05-07 15.50.33Oggi pomeriggio, con la presenza del segretario di Indipendenza Veneta Lodovico Pizzati, la Commissione Affari Istituzionali del Consiglio Regionale del Veneto ha esaminato il progetto di legge 342 presentato dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi per l’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto da tenersi il prossimo 6 ottobre.

Si tratta di un grande passo in avanti verso l’approvazione della legge referendaria in Consiglio Regionale e che rappresenta un salto di qualità politico, con l’ingresso in sede istituzionale di un progetto che è stato concepito e ideato da Indipendenza Veneta, con la manifestazione che aveva visto la presenza di diverse migliaia di cittadini veneti lo scorso 16 febbraio a Venezia.

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha presentato il disegno di legge per permettere l’attuazione della risoluzione 44/2012 e per accelerare il processo che riguarda l’esigenza di salvaguardia della volontà popolare.
“La questione va affrontata secondo le regole della democrazia e senza cadere nelle facili demagogie, seguendo le norme del diritto internazionale”, ha dichiarato Stefano Valdegamberi.
“L’approvazione della legge referendaria va concepita non in chiave isolazionistica, bensì secondo uno spirito europeo, che veda l’attuazione del processo di integrazione che non può più essere quello meramente finanziario e delle banche, ma deve ora riguardare i Popoli Europei. Il processo di attuazione del federalismo in Europa deve comprendere realtà territoriali omogenee che abbiano una base storica e delle affinità e che non rispondano a invenzioni artificiali come poteva essere la Padania. In tal senso il territorio veneto ha visto una storia di 1.100 anni di indipendenza della Repubblica Veneta che oggi non possiamo dimenticare e costituisce una base anche per il futuro, specie nel momento in cui i processi di delega di sovranità degli stati nazionali riguardano da un lato l’Unione Europea e dall’altro proprio l’avvicinamento del governo al territorio. Non è una visione retrogada, ma una visione di sviluppo dell’Europa del futuro.”

Il segretario di Indipendenza Veneta Lodovico Pizzati ha dichiarato: “dopo aver partecipato alla presentazione in Commissione risulta chiaro che più si approfondisce il tema e più ne uscirà una decisione trasversale e condivisa a favore di un’iniziativa che vuole semplicemente dare voce ai cittadini.”
Ha quindi concluso Pizzati: “a prescindere dalle posizioni sull’indipendenza, immagino che tutti vogliano che i veneti diano il loro giudizio su quanto sia inadeguato lo stato italiano nei confronti dei cittadini di questa Regione.”

Ufficio stampa
Indipendenza Veneta

64 risposte a “VALDEGAMBERI PRESENTA IL PROGETTO DI LEGGE 342 IN COMMISSIONE REGIONALE”

  1. Evvvvvaaiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!
    Ogni giorno una buona notizia. Ogni giorno un passo più vicini al traguardo indipendenza.
    Sono contento di essere veneto e di collaborare con IV.
    Forza IV!

  2. L’ unione fa la forza, ne sono pienamente convinta, dobbiamo continuare cosi’, coraggio! facciamoci conoscere!!!!! vivere no morire e continuare a pagare tazze al governanti attuali giù i soldi devono rimanere nella nostra regione forza gente facciamoci sentire……

  3. Le parole di Valdegamberi sono sorprendentemente condivisibili e se il 6 Ottobre saremo chiamati ad esprimerci avremo una grande opportunità che non bisogna sprecare.Una volta approvata la legge io però riterrei più opportuno spostare di qualche mese la data per la consultazione referendaria consultiva in modo da abbinarla alle europee per evitare il rischio di scarsa affluenza al voto ( saremo solo noi a promuoverlo e in più avremo pochi mesi e anche estivi ). Il referendum abbinato alle europee potrebbe darci la possibilità di ottenere una maggioranza assoluta dei cittadini veneti ( dando maggior peso politico al referendum consultivo ) e in più di eleggere qualche euro deputato indipendentista utilissimo per trovare gli appoggi europei e internazionali per vincere il braccio di ferro che inevitabilmente ci sarà con Roma. Se a ottobre per le sopra citate ragioni dovessimo confrontarci con una modesta affluenza anche se orientata per la maggioranza all’indipendenza avremmo ottenuto sicuramente un buon risultato ma non risolutivo.

    1. Anch’io penso che l’idee giusta sarebbe quella di abbinare il referendum alle elezioni europee. Così Zaia e soci non avrebbero nemmeno la scusa dei costi delle votazioni in tempo di crisi

      Sarebbe a mio parere un mossa davvero efficacie. Magari anche i più scettici e rassegnati avendo la cartella in mano potrebbero avere la “curiosità” o l’istinto di votare a favore dell’indipendenza.

      Ostinarsi sulla data del 6 ottobre mi sembra l’unico punto debole del meraviglioso programma di indipendenza veneta.

      Insomma in cambio di un voto clamoroso per l’indipendenza sopporto volentieri di “stare in italia” qualche mese in più.

        1. Peccato non fossi presente ieri sera a Sossano, Adriano…………..

          Serata MEGA ! 🙂

          Anche se a parere di molti ( io compreso ) è mancato il microfono al pubblico.
          15 minuti totali sono un tempo ridicolo, per far esprimere la gente riguardo i problemi che la attanagliano.
          La serata è terminata con le mani alzate della gente che voleva esprimere le proprie idee, senza offrirgliene la possibilità.

          Comunque gli organizzatori mi hanno promesso, che la prossima volta il tempo per il pubblico sarà più esteso !

          CrisV 🙂

    2. io ritengo invece che non sia opportuno abbinare il referendum a qualsiasi altra conultazione dove alla ribalta sono sicuramente i partiti tradizionali che si scateneranno a caccia di poltrone per le quali confonderanno le idee ai più coinvolgendo amici e simpatizzanti nel senso del partito di appartenenza…
      sono dell’idea che prima si fa il referendum meglio è, naturalmente con adeguata pubblicizzazione attraverso i media e i comuni e sperando che i nostri capi e quanti hanno capacità oratorie chiare e coinvolgenti si prodighino nel contattare la gente in incontri conferenze piazze… è difficile che chi conosce la prospettiva rimanga poi indifferente e diserti il voto…

      1. Le elezioni europee sono abbastanza neutre rispetto alle classiche elezioni italiane. La gente non va per fanatismo o tifo da partito, anche perchè le coalizioni si rifanno a modelli diversi e più misurati nei toni, poichè non vi è un vero potere diretto da amministrare.

        Potrebbero avere l’influenza che dici tu, anche se sono in disaccordo, poichè si esprimono le preferenze e credo che in pochi rischierebbero posizioni contrarie forti per inimicarsi l’elettorato, che lo vedrebbe come una persona che non fa gli interessi del territorio. Ma d’altro canto è inutile negare che danno danno la garanzia di chiamare alle urne un numero molto più elevato di votanti dato lo stato attuale della “coscienza indipendentista del nostro territorio”. Coscienza che si può cambiare con efficacia da qui ad un anno, ma per me con grande difficoltà tra agosto (che è il periodo plausibile con cui la burocrazia possa approvare e applicare la legge referendaria) e ottobre. Cioè in due mesi. Due mesi in cui devi guadagnare la fiducia e lottare con la censura e il boicottaggio.

        Io cerco di essere realista, pragmatico. La data del referendum è un punto essenziale da non sottovalutare. Essere precipitosi può fare molti più danni di quello che si pensa. Fallire il 6 ottobre perchè non si ha raggiunto il quorum, significa uccidere tutte le possibilità di indipendenza per 50 anni. Primo perchè non ti verrà più data un’altra possibilità così avendo perso tutta la credibilità (sbandieri che i veneti vogliono l’indipendenza e poi vanno a votare in 4 gatti), secondo perchè si avrà estirpato qualsiasi tipo di fiducia e speranza nei veneti.

        Questo è umilmente il mio punto di vista. I vecchi adagi come “la fretta è cattiva consigliera” rifletto bene i mali della nostra società.

  4. Io dico, che se noi Veneti non ce la facciamo questa volta magari per una maledetta e quanto mai stupida scarsa affluenza e informazione, affermo a malincuore che ci meritiamo questa attuale itagliota. E’ FINITO……. E’ FINITO IL MOMENTO DI ESSERE IL VENETO PANTALON. INDIPENDENZA VENETA E’ L’UNICO MOVIMENTO IN GRADO DI CAMBIARE LE SORTI DEL VENETO PERCHE’ FONDATO DA PERSONE CHE USANO IL CERVELLO PRIMA DI USARE LA BOCCA !!!! FORZA RAGAZZI !!

  5. Ovviamente prima bisogna far approvare il progetto di legge 342 , il che non è scontato visto che in consiglio regionale non c’è un indipendentista che sia uno , poi ragionare sulla strategia più utile per ottenere l’indipendenza e temo che la classe politica veneta e italiana farà di tutto per evitare l’abbinamento del referendum ad una consultazione trainante come le europee perché il risultato potrebbe sfuggirgli di mano. Il voto ad ottobre verrebbe avversato ,come dice Tini , dicendo che è uno spreco di denaro e che soprattutto è consultivo e non cogente . Comunque se la data fosse il 6 Ottobre sarà una sfida più difficile ma non impossibile.

  6. Se il consiglio regionale non approva il disegno di legge 342, dovrà assumersi le sue responsabilità così come il governatore Zaia, ricordiamoci che nel 2015 ci saranno le regionali e noi ci ricorderemo di loro ma sopratutto dovranno rendere conto a quei cittadini che fiducionsi del loro operato si troveranno in BRAGHE DI TELA come tanti, anzi troppi in questo periodo. Io auspico il buon senso da parte di tutti i componenti del consiglio regionale e sopratutto nel POPOLO VENETO che non può più sopportare una situazione del genere, ci hanno declassato da SOVRANI a sudditi e con la loro stupidità politica penseranno che non cambierà nulla e che le cose si sistemeranno da sole, e loro (stato italiano compreso) potranno continuare a godere dei pivilegi che indebitamente si sono ” poveri illusi ” .
    W INDIPENDENZA VENETA W IL POPOLO VENETO

  7. Evviva! In Veneto sta avvenendo quello che è già realtà in Catalunya, ovvero la convergenza di tutti, dx sx centro, verso l’obiettivo comune: INDIPENDENZA!
    Forza fratelli Veneti!

  8. Quanto è passato dalla protocollazione all’esaminazione di questo progetto di legge? E ora quanto deve passare di nuovo prima di avere una risposta, possibilmente chiara ed inequivocabile? E con questi tempi qua si vorrebbe già fare un referendum così importante già il 6 ottobre? E la commissione sulla fattibilità che fine ha fatto? Serve ancora a qualcosa (se mai sia servita a qualcosa)? E poi, l’attuale regione veneto è un artificio dello stao italiano: la Repubblica di Venezia comprendeva un’area ben più estesa dell’attuale territorio veneto. Dunque, che si fa?

    1. è stato confermato che oggi saranno chiamati al referendum i veneti cioè quanto sono iscritti a votare nel Veneto… ad esito positivo e a cose fatte chi potrebbe vietare ai veneti oltre confine di chiedere l’annessione? già oggi sono attivi referendum di paesi limitrofi a regioni a statuto speciale per esservi annessi viste le condizioni più favorevoli di cui queste godono… non sarà la stessa cosa perchè si tratterà di cambiare stato ma la forza nasce sempre dal basso cioè dalla gente, non scordiamocelo!
      e la nuova Repubblica sarà ovviamente favorevole, mentre oggi le regioni a statuto speciale non sono favorevoli ad annettersi i paesi vicini che lo richiedono… ecco la differenza: queste godono di privilegi consolidati, quella si fonda sul diritto.

      1. Mi pare che la si stia facendo un po’ troppo facile. Lo stato italiano come recepirà un referendum di questo tipo? Accetterà che il veneto e poi successivamente anche atri territori diventino indipendenti, senza chiedere nulla in cambio? Lo stato italiano purtroppo è sovrano, e per arrivare ad indre il referendum per l’indipendenza bisogna necessariamente fare una trattativa.

        1. ma lo stato non c’entra in questo caso perchè è la regione che indice il referendum e ne ha la potestà, prevista dalla legge sulle competenze trasferite alle regioni in base all’ultima riforma che le riguardava… infatti è la legge 342 della regione che ci aspettiamo… e il referendum è consultivo e, chiaro, se i veneti in maggioranza si esprimono e il risultato sarà positivo, sarà tutta un’altra storia… è un percorso già previsto dagli esperti di IV, cui faranno seguito le definizioni con lo stato Italia..

        2. è in regione che possono scegliere di non far il referendum.
          poi SE vincon i Si al referendum, interverranno le leggi del diritto internazionale, come giudice/arbitro esterno che gestirà le trattattive veneto/italia.e verrà spartito tutto , pure i debiti

  9. Sono commosso che queste parole siano uscite dalla bocca del consigliere regionale Valdegamberi, dell’UDC. Finalmente una dimostrazione di vera Democrazia, dove invece di giudicare prematuramente in base a gretti pregiudizi, uno parla solo su base di verità storica. Finalmente qualcuno si è reso conto che l’indipendenza del Veneto non è questione politica, di Destra, Sinistra o Centro, bensì qualcosa che interessa la gente. Qualcuno si è finalmente liberato della stupida ideologia che chi vuole l’indipendenza è di un certo ideale politico, capendo invece che è un popolo a volerlo, e non un partito.
    Dopo, se uno vuole, può essere anche di Destra, Sinistra o Centro in un eventuale stato veneto, non cambia nulla.
    Ma sant’idDio, finalmente qualcuno ci è arrivato!

  10. Grazie a tutti, tenete in vita la speranza di milioni di persone deluse e affrante da questo stato canaglia.
    Mi permetto di sottolineare come l’unione, nonostante le differenze politiche (e di interesse) faccia la forza, mentre le divisioni tra indipendentisti producano effetti negativi anche molto pesanti (liste elettorali respinte per voti validi insufficienti).

    Una domanda sul Referendum: é possibile indire la consultazione senza l’obbligo del QUORUM? Il voto a maggioranza secca + 1 per me sarebbe meglio, invoglierebbe comunque molta gente ad andare a votare e se il desiderio di indipendenza è così condiviso il risultato sarebbe un successone!

    Matteo da Brescia

    1. mi sembra di aver letto che il referendum è valido nei suoi risultati se andrà a votale il 50 per cento degli aventi diritto, e mi sembra impossibile che almeno la metà dei veneti non sia interessata all’argomento…

        1. hai ragione…ciascuno deve fare quello che può per divulgare la notizia che in fondo è la nostra speranza di salvezza…
          io intavolo il discorso con tutti quelli che ho occasione di incontrare e l’articolo “il buon senso prevarrà” l’ho mandato ad una trentina di miei conoscenti che sono scettici perchè sempre pensano alla costituzione… come fosse un cappio!… ce lo hanno messo al collo ma le mani le abbiamo libere e possiamo togliercelo…

        2. Hai ragione, credo tuttavia che su un’area delimitata come il Veneto si possa attivare una ottima campagna pubblicitaria ed informativa…
          Magari con attività itineranti, paese per paese.. un po’ come sta facendo da mesi IV, però potenziata con eventi in Piazza nelle grandi città d’estate.
          Che dite di un bel mini-tour musicale estivo per l’indipendenza nei capoluoghi di provincia??

          Matteo da Brescia

      1. Buongiorno Caterina,
        ritengo che il quorum sarà abbondantemente superato, tuttavia la mancanza di tale requisito, a mio modesto parere, contribuirebbe a dare coraggio a molti indecisi.. che magari non credono nel raggiungimento del numero minimo..

        Matteo da Brescia

  11. Per quanto riguarda il referendum per legge potrebbe essere anche senza quorum, in quanto non è un referendum abrogativo ma affermativo, modello ” Svizzerà ” ma I.V. ritiene giusto che sia necessario mettere la regola del 50% + 1 in quanto potremmo dimostrare che non abbiamo paura di confrontarci. Per il debito pubblico fatto dalla burocrazia statale in combutta con la politica Italiana, anche quì potremmo fare a meno di pagarlo e adirittura una volta indipendenti potremmo chiedere all’Italia di restituirci il nostro credito nei suoi confronti accumulati in questi anni, ma essendo noi VENETI, e quindi Popolo coerente, potremmo essere disposti anche a prenderci la nostra quota parte di debito pubblico, che in base al nostro PIL al numero della popolazione eccc… potremmo tranquillamente pagarlo in 10 anni senza rinunciare a nulla di quanto ci spetta, e così non faremo nessun torto al bellissimo territorio Italiano, che non centra con stato e politica quella è un’altra storia

    1. Pagare la nostra parte di debito pubblico? Ma stiamo scherzando? Se ogni anno è stato stimato che il veneto ha un disavanzo positivo di circa 20 miliardi che debito dobbiamo pagare?

      Non siamo stati noi a mangiarsi i miliardi in Italia. Noi il debito lo abbiamo pagato sempre, anche per altri. casomai dovrebbero restituirci i soldi.

      Pagare la quota di debito pubblico sarebbe un autogol clamoroso, si darebbe l’immagine che facciamo parte del sistema da cui vogliamo andarcene perchè appunto dichiariamo essere una regione virtuosa che si governerebbe in maniera egregia senza i legacci dello stato.

      E perdonatemi il termine faremo anche la figura dei coglioni (non c’è un altro termine), altro che popolo coerente siamo un popolo di polli, di ingegnui se arriviamo a pensare certe cose. E’ come se vengono a rubarti in casa, e poi quando scopri il malvivente di turno gli dai anche la mancia…

      No, una cosa del genere io non l’accetterò mai. Non so se esistono regole che determinano situazioni del genere, ma questo significherebbe vendere anche la dignità. Accetterei meglio per assurdo una guerra civile.

      1. Condivido in pieno la tua opinione, i nostri politici in caso di richieste in questo senso da parte dello stato italiano doverbbero rispondere con decisione un bel “niet” e richiedere la restituzione di gran parte dei soldi versati
        dal Veneto che non sono in alcun modo ritornati nella nostra regione (disavanzo).

      2. Non sono affatto d’accordo con te, Tini !!! 🙁

        In primo luogo, una guerra civile, produrrebbe solamente lutti, impoverimento della popolazione, barbarie, atti di sciacallaggio, dolore, patimenti e vergogna di fronte al mondo intero.

        In seconda analisi, pur confermando che noi Veneti, mai abbiamo contribuito al debito pubblico italiano, dichiaro che in qualità di cittadino Veneto,sarei disposto ad accollarmi anche la quota parte debito delle regioni sprecone, pur di vedere trionfare la liberazione del mio popolo Veneto dalla sudditanza semi-schiavista italiana.
        Semi-schiavista, perchè in realtà siamo schiavi economici inconsapevoli in mano ai plutocrati economico-bancari e alle loro frange massoniche.

        In ogni caso, la rivoluzione civile è fuori discussione a titolo e norma dei nostri irrinunciabili punti statutari.
        Primo tra i quali, percorso civile, pacifico e democratico verso l’indipendenza.
        Chi non è concorde con queste norme, conosce già la risposta di Indipendenza Veneta.

        Ad maiora.

        CrisV 🙂

        1. Crisvi, il termine “per assurdo” credevo fosse eloquentemente un’esagerazione, un’iperbole. (Ma le figure retoriche non le insegnano più?). E’ ovvio che nessuno vuole atti di violenza… Se vuoi un esempio eccessivo ma non violento, allora dico che piuttosto di pagare la parte del debito del resto d’italia voto NO all’indipendenza. A me queste cose fanno venire i fantomatici 5 minuti. Ma lo abbiamo nel DNA il fatto di pagare sempre? Ci inculano e ringraziamo? Eh no…

          Io capisco essere liberi e indipendenti, ma questo non significa che devo ancora calare le braghe… Basta. E’ ora di finirla di essere polentoni. E’ ora che di tirare fuori l’orgoglio.

          Otterremo l’indipendenza, e alle nostre condizioni. Se per caso si arriva a trattare una pagamento di parte del debito finisce che l’italia avrà di nuovo la scusa di chiedere soldi sempre. Generalmente i veneti non sono tanto bravi a trattare sui pagamenti, finisce che dobbiamo pagare fino alla fine dell’eone fanerozoico. E non cambierà mai nulla, saremmo sempre schiavi con l’illusione.

          E’ ora di finirla. In un eventuale trattato internazionale alla voce, risarcimento debito ci si scrive “COL CAZZO”. Saremmo noi a dover chiedere un risarcimento, siamo noi la vittima dello sfruttamento.

          1. Pensiamo ad ottenere l’indipendenza, poi per il debito pubblico sarà il popolo a decidere.

          2. Mi necessitava la tua precisazione Tini, in quanto i termini retorici non sono nella totale comprensione della nostra estesa platea d’utenti.

            Personalmente avevo notato il tuo ” per assurdo “, ma il ” tra le righe ” non mi bastava !

            Non mi piace invece il tuo NIET, sull’Indipendenza se non esclusivamente per mezzo del sistema ” tax free “.
            Personalmente, non sono più un giovane di primo pelo, che vive d’ideali irrealizzabili nella loro purezza e pur non essendo certamente un uomo di compromessi, mi sono reso conto che politica e diplomazia sono pregni di compromissioni, che facilitano il risultato finale.

            Io ti ripeto, che pur d’ottenere l’indipendenza sovrana della Nuova Rep. Serenissima, mi farei carico percentualmente della parte di debito pubblico che il Veneto non dovrebbe subire, ma che essendo oggi parte integrata dell’Italia, ne viene di fatto assoggettato.

            Se non sbaglio, sono 230 miliardi di euro, in 10 anni copriamo tutto.
            In seguito, lavoreremo solo per noi e per la nostra gente Veneta.
            Oltre al maggiore esborso, dobbiamo considerare i minori sprechi, che oggi con l’Italia ci vengono addebitati nostro malgrado.

            Per il resto sono d’accordo con Adriano.
            Deciderà il popolo.
            Liberi e indipendenti, oppure con il debito pubblico che cresce e affiancati con l’Italia ?
            In questo caso, personalmente ho solo certezze !

            Ad Maiora.

            CrisV 🙂

  12. Il problema del debito pubblico è evidentemente parte delle trattative per ottenere l’indipendenza quindi sarà un gradito problema. Giunti a quel punto ritengo che il Veneto sarà per la prima volta in una posizione di forza nei confronti dell’Italia e con il contributo di arbitri internazionali verrà trovata una giusta soluzione. Più che il problema del debito preoccupa il deterioramento del nostro tessuto economico e della stagnazione dell’economia che sono forse la parte più importante del rapporto debito/PIL.

    1. Il Veneto non è in una posizione di forza: se vuole ottenere l’indipendenza deve scendere a qualche compromesso con l’Italia, che può sempre disconoscere il referendum. Sugli arbitrati internazionali non farei troppo affidamento.

        1. Risposta a Marzia :

          Perchè l’Italia, così come viene concepita oggi, nel suo sistema parassitario e centralista, è solamente un residuato ottocentesco, che non riesce ad evolvere. Se ne rendono conto persino i politici più ottusi, salvo i fanatici.

          Essa dovrà pertanto riformarsi drasticamente, cedendo la sovranità decisionale al popolo, per non perire in una sollevazione popolare, non solo Veneta, ma spontaneamente organizzata in molte altre parti dello stivale.

          Credo che Napolitano sarà l’ultimo Presidente di questo Stato, così come lo conosciamo oggi.

          La storia insegna che nessun imperatore, nessun re, nessun despota, nessuna democrazia decadente, sono mai riusciti a sopravvivere a un popolo intero, che ha deciso di spezzare le catene della tirannia !

          Saremo in 10.000 e ci fermeranno, in 100.000 ci bloccheranno, in 500.000 ci rallenteranno.
          Ma quando supereremo il milione, niente e nessuno potrà osteggiare l’autodeterminazione del popolo Veneto.
          Neppure l’onnipotente ( virtualmente ) massoneria, con il suo onniveggente occhio che tutto vede e predispone in modo occulto.

          CrisV 🙂

          PS : Il verde oltre che colore sacro dell’islam, lo è anche per la massoneria.

          1. Premesso che l’Italia come viene concepita oggi non mi piace (e non mi sembra neppure un residuato ottocentesco, ma peggio), Lei mi sembra un po’ ottimista circa il recupero della sovranita’ da parte del popolo. Purtroppo ora non solo in Italia, ma nella maggior parte del mondo si cerca di eliminare la sovranita’ popolare. Sarei contenta se la tendenza si invertisse. Forse sara’ necessario anche un certo collegamento con il malcontento in altre parti dello stivale, come Lei stesso lascia intravvedere nel suo commento.

          2. Cara Marzia,

            una piccola scialuppa d’ottimismo, nell’oceano dei soprusi verso la sovranità popolare, può salvaguardare quella schiera di persone che credono in questi fondamentali valori e soprattutto, lottano per difenderli.

            Non ho mai visto nessuno ottenere qualcosa senza lottare e impegnarsi per averla.

            Ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare la sua parte per ristabilire i giusti equilibri !

        2. E’ il Veneto che dovrebbe scendere a compromessi con l’Italia. L’Italia ha la sovranità poitica sul territorio veneto, dal veneto attinge molte risorse, e non lo lascierà andare via come niente fosse. Come ho già detto, l’indipendenza è possibile, ma bisogna trattare con l’Italia, e non illudersi che la cosa venga eventualmente risolta da arbitrati internazionali. Bisogna seguire l’esempio della Scozia che ha trattato con il Regno Unito. L’Italia purtroppo ha la sovranità sul veneto, e per riconoscerne un eventuale referendum di distacamento bisogna coinvolgere anche l’Italia, e nonpensare che possiamo farcelo e dircelo.

      1. Ma quali compromessi.
        Se Zaia avesse un pò di coscienza, e ne dubito, si fa il referendum e se vincesse il si, si iniziano le procedure per la formazione del nuovo Stato Veneto.
        Che l’italia intervenga pure con la forza, ma i veneti che votarono per l’indipendenza, almeno molti di loro si ribelleranno, non pagando più le tasse prima di tutto, ed allora interverrà l’ONU.
        Avremo l’opinione pubblica mondiale con noi, soprattutto specificando il perché vogliamo staccarci da un paese malfattore che ci ha sempre trattato da colonia, imponendoci la cultura mafiosa.

    2. Hai ragione, siamo un pò in ritardo per l’indipendenza, perché i danni fatti da Monti sono incalcolabili, e Zaia un domani dovrà renderne conto al popolo veneto, basti pensare che, nonostante l’evasione fiscale di molte imprese, il Veneto regalava a roma 20 miliardi di euro l’anno. Ciò non era sufficiente, il ministero assunse dei finanzieri meridionali e li mandò in Veneto a setacciare tutte le imprese, molte delle quali dovettero chiudere non potendo più evadere parte delle tasse,tutto ciò mentre al sud si continua ad evadere spudoratamente.
      Ecco perché ritengo Zaia un infame perché complice dell’italia nella distruzione del tessuto economico veneto.
      La priorità del Veneto è calare le tasse a livello dell’Austria per poter trattenere le imprese sul territorio, cosa che con l’italia non potremmo mai fare, infatti l’europa proibisce all’italia la riduzione delle tasse, figuriamoci calarle drasticamente. Sono cose che Zaia conosce molto bene, ecco perché lo ritengo responsabile dei suicidi della nostra gente.
      E’ un incosciente. Si provi a raccontare la storia del Veneto ad un tedesco, inglese, americano, giapponese, etcc., e vi confermeranno che se fossero governatori farebbero prima di subito il referendum.
      Si ottenga il referendum e l’indipendenza, poi riguardo al debito vi sono istituzioni internazionali che giudicheranno davanti a fatti.

      1. E’ inutile che prendersela con Zaia: lui è coerente, come pure il partito di cui fa parte. Non si sono proposti di portar il veneto all’indipendenza, o meglio, di fare un referendum in questo senso. Dunque non lo fanno. Semmai bisognerebbe prendersela con quelli che li votano e che, sono sicuro, fra 2 anni li rivoteranno ancora, anche se di indipendenza se ne parlerà vagamente in casa lega. Cito solo Tosi che ha detto ‘bisogna finirla di parlare di secessione’. Se questi sono indipendentisti?! Il problema è che la gente qua in veneto è troppo conservatrice come abitudini di voto, sono ancora convinti che votare lega serva a qualcosa.

        1. Zaia è il governatore dei veneti e come tale dovrebbe fare gli interessi dei veneti e non dei campani, siciliani o altri popoli d’italia.
          Quando le imprese venete chiudono per l’alta tassazione imposta dall’italia e la gente si suicida, un buon governatore deve prendere drastiche decisioni nell’interesse della sua gente, soprattutto quando è al corrente che il Veneto negli ultimi 30 anni ha regalato qualche centinaia di miliardi di euro in tasse all’italia.
          Se fosse veramente coerente con il popolo veneto, Zaia stesso proporrebbe l’indipendenza poiché egli stesso è consapevole che l’italia è fallita; basta aver sentito le sue ultime interviste per comprendere che egli stesso è al corrente che il sud italia ha portato al fallimento l’intero paese.
          Se fosse coerente avrebbe accettato la sfida dell’avvocato Morosin sul dibattito televisivo sull’indipendenza.
          Forse ha paura opure se ne frega dei veneti.
          Una cosa è certa: non sta facendo una bella figura di fronte alla gente oggi, e di fronte al mondo domani, quando si saprà la vera storia del Veneto e chi ha provocato il debito pubblico italiano, perché prima o poi arriveremo all’indipendenza, in un modo o nell’altro!
          Zaia è tutto fuorché coerente.

        2. Dimenticavo; Tosi è un infame che abusa dell’ignoranza e stupidità di troppi veneti purtroppo. Si sta comportando come Formigoni, sapendo che può contare sulla magistratura veronese che non gli metterà i bastoni tra le ruote per gli affaretti che sta facendo come sindaco.
          Purtroppo il sistema mafiosa ha invaso i tribunali veneti; sarà dura disinfettare un giorno!

      2. Lei ha detto bene. “L’Europa proibisce all’Italia la riduzione delle tasse”. Cio’ non diminuisce la responsabilita’ di tanti politici italiani, pero’ e’ per questo che secondo me l’Europa si opporra’ all’indipendenza del Veneto, o mettera’ delle regole capestro. Prima vogliono confiscare le risorse dei popoli, Veneti compresi, e soprattutto non dover mantenere loro Napoletani ecc.

        1. Bisogna uscire al più presto da ue e da euro: sono questi i nostri problemi. Ovviamente, bisognerebbe uscire anche dall’italia, e questo è il problema maggiore.

  13. Sono diversi mesi che vi seguo e faccio il tifo per voi, e per quello che posso fare nel mio piccolo cerco di portare ad altri quest’idea che ho sempre pensato associata a qualcosa di ancora più ampia della mera indipendenza, e cioè anche alle tradizioni, alla storia alla lingua di un popolo che, con rammarico, penso abbia perso questa sua identità forte.
    Per quanto riguarda il fatto che Zaia non ha ancora preso una linea forte e decisa, da una parte non gli do torto. Mi spiego meglio è vero che come rappresentante dei veneti da lui ci si aspetterebbe una linea forte che appoggi in pieno l’idea di indipendenza, ma dall’altra non lo biasimo in quanto non c’è una volontà popolare netta, nulla togliendo il merito al grandissimo lavoro di indipendenza veneta e del 50% e più già raggiunto nei sondaggi a favore dell’indipendenza.
    Ritengo che ora sia il tempo, sperando che il meteo lo consenta, d’uscire dalle sale riunioni che nella maggioranza dei casi porta si a far conoscere il movimento e l’idea, ma la fa conoscere e apprezzare ancor meglio a quelli che simpatizzano per quest’idea che sanno già cos’è più o meno e vogliono aver una certezza in più. Ma il zoccolo duro di quel 40% e più che dice no all’indipendenza bisogna andarselo
    a prendere coinvolgerlo lasciando che parli che faccia veda quali sono le resistenze che non gli fanno abbracciare questa nobile causa.
    E l’unico modo è che le riunioni avvengano nelle piazze ove chiunque anche involontariamente può ascoltare, invitandoli così a fermarsi e a intervenire esponendo così domande dubbi e perplessità.
    Così facendo non servirà più sollecitare sindaci e consiglieri perché presentino ordini del giorno a sostegno del progetto di legge, in quanto lo faranno da soli se non sono sordi al grido delle piazze che inneggeranno all’indipendenza e a San Marco, Essi, e comprendo anche Zaia in primis, non avranno più timore o paura alcuna quando folle di persone radunate nelle piazze inneggeranno a San marco e alla loro libertà.
    E allora, e concludo, si assisterà davvero al cambiamento al risorgere come la fenice di un popolo che per me è solo deluso da anni di troppe promesse non mantenute soprusi sia nel piano culturale che economico, ma nel profondo chiunque appoggia questo progetto.

    Per angusta ad augusta
    Paolo

    1. i primi a raccogliere le pressioni della gente, a interpretarle e a trasferirle lì dove si decide sono i sindaci e perciò non sono d’accordo che non sia necessario pressarli, anzi credo il contrario perchè sono loro oggi il megafono della voce dal basso…non certo la stampa! e neppure, salvo pochi episodi, le tv… sempre generaliste e asettiche anche quando diffondono fatti che ci coinvolgono.
      La gente non ha più l’abitudine di frequentare la piazza, ci va in ordine sparso per le feste, o uniti per funerali… anche Grillo un po’ alla volta perderà il suo appeal…speriamo che sempre più senta invece il richiamo dell’indipendenza e s’innamori di un’altra bandiera che è poi la nostra antica, gialla e rossa, quella di San Marco!

    2. Zaia in un’intervista affermò che qualora si facesse il referendum, 80% dei veneti sarebbe favorevole all’indipendenza, ma che attualmente con le leggi vigenti non si può fare il referendum.
      Volere è potere ed il momento non è critico ma drastico per i veneti.
      Zaia è consapevole di chi ha provocato la crisi in italia, inutile girarci attorno: doveva appoggiare pubblicamente il referendum e darsi da fare affinché lo si facesse il prima possibile.

        1. Umberto Bossi fece un bel lavoro in passato, istruendo i veneti sulla differenza tra nord e sud, ed infatti la lega prese una marea di voti.
          I giovani veneti trovano facilmente lavoro in Germania mentre in Veneto si fa la fame.
          Un altro punto a favore che fa comprendere che il problema è l’italia non la crisi.
          Poi basta parlare con la gente per farsi un’idea.
          E’ logico che di matti come la Puppato ce ne sono,non solo in Veneto ma in tutti i paesi del mondo,ciò non toglie che se approveranno il referendum, la gente farà la fila per votare e staccarsi dall’italia perché è stufa, o pensi che i veneti siano imbecilli!

        2. Scusa ma stavo lavorando su un’altro pc ed ho letto male l’ultima parte del messaggio.
          Il 20% contrari, forse anche meno sono i malati come la Puppato.

  14. arrivare al referendum e fare di tutto perchè il risultato sia positivo, questo è l’obiettivo: se usciamo dall’Italia, rimanendo tranquilli dove siamo sapremo risolvere tutti i problemi, perchè sarà messa in campo la saggezza, il buon senso, l’equilibrio e l’efficienza operativa di cui i veneti e i governo che si va a costituire sarà caratterizzato.
    Tutti i rapporti attuali con l’Italia, nelle strutture, poste, trasporti, banche, negli apparati pubblici, scuola, giustizia, sicurezza, nell’immediato continueranno a funzionare come sempre e tutti gli aspetti economici connessi saranno esaminati insieme… discorso complesso e delicato sarà per le forze armate italiane e internazionali presenti nel nostro territorio…ma con pazienza si troverà la quadra.
    Se poi passiamo ai crediti pensionistici accumulati da tutte le categorie che hanno sempre versato a casse centralizzate, ecco, anche quelli andranno conteggiati a scomputo se mai si dovessero pagare ai titolari senza far conto dell’erogazione da Roma e saremo noi ampiamente a credito, altro che in debito, come vorrebbero farci credere… dove sono confluite trattenute e contributi pagati? e quanto rendono realmente lì dove sono andati a finire se permettono di pagare a Mastropasqua uno stipendio di 90mila euro al mese?…
    Insomma, lasciamo fare ai nostri economisti che sicuramente sanno il loro mestiere e finalmente lo faranno a difesa nostra..
    Non dobbiamo farci metter paura da nessuno…andiamo sicuri verso l’Indipendenza!
    Viva San Marco! Viva la libertà!
    .. restassimo in braghe di tela? chi se ne importa…sapremo cavarcela come sempre!

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