L’indipendenza millenaria della Repubblica Serenissima

Schermata 2013-04-27 alle 08.51.32L’indipendenza della Serenissima, una repubblica durata 1100 anni, è l’oggetto della mia lezione di Sossano. Apparentemente, sembra un tema auto-evidente, se non un vero e proprio truismo. Ovvio, che la repubblica fu indipendente, altrimenti non sarebbe stata tale. Ma la realtà storica insegna diversamente. L’indipendenza anche per la Serenissima fu una conquista se non quotidiana, quantomeno costante nei secoli. A partire dalla lotta di liberazione dai primi padroni e mentori, ovvero l’Impero Bizantino, fino alla lotta, persa, contro un altro (futuro) impero, quello napoleonico, in certo modo e per alcuni continuatore di quello bizantino stesso. In fondo, è la corona di Carlo Magno di cui si tratta, divisa in due…La mia lezione sarà dunque dedicata ai modi con cui Venezia per 1100 anni si mantenne, appunto, indipendente, di fronte a forme diverse di aggressione, da Genova alla Lega di Cambrai, dalla congiura di Bedmar agli Ottomani. Insomma, la libertà non è mai scontata, l’indipendenza che noi ora cerchiamo di ottenere, e che finalmente raggiungeremo, non è stata così semplice neppure per la Prima Repubblica Veneta, durata 1100 anni, come non lo sarà per la seconda, quella di Manin, durata poco più di un anno.

Paolo Luca Bernardini
Socio Fondatore – Indipendenza Veneta

lindipendenza millenaria della repubblica serenissima

10 risposte a “L’indipendenza millenaria della Repubblica Serenissima”

  1. Paolo , l’indipendenza è certamente un percorso politico ma è anche una conquista culturale. Purtroppo la scuola italiana relega la storia della serenissima come la storia di una delle repubbliche marinare e sembra che i veneti abbiano fatto di tutto per far parte dell’Italia mentre le battaglie di Custoza e soprattutto di Lissa sono li a testimoniare che forse i veneti già nel 1866 avevano dei dubbi sullo stato sabaudo. Ti ringrazio per tener sempre vivo anche l’aspetto storico culturale e come hai fatto tu a rete veneta pubblicizzò la mostra di Padova Venetkens ( http://www.venetiantichi.it ).

    1. Ho letto che i veneti combatterono volentieri contro il regno sabaudo a Lissa e a Custoza, perché avevano avuto notizia di come venissero trattate male le popolazioni del sud dai piemontesi.
      Poi, cacciare gli austriaci per finire sotto ad altri che non conosci, penso che perfino all’epoca i veneti fossero malfidenti.

      1. Intervieni anche tu Adriano, durante questo interessante percorso nei secoli Serenissimi.Visto che abiti abbastanza vicino al paese di Sossano.

        La cornice è una splendida villa Veneta sei-settecentesca, di recente restauro.

        Vedrò di esserci anch’io. 😉

        CrisV 🙂

  2. Di fatto nel 1866, a Lissa il timoniere della F.Max ammiraglia della flotta , medaglia d’oro al valor militare era un certo Vincenzo Vianello di Pellestrina che spronato dal comandante Tegethoff : “daghe soto Nino dai che la ciapemo” !! speronava la “Re d’italia” ammiraglia della flotta italiana causandole uno squarcio di 6 metri sul fianco di sinistra ed il suo rapido affondamento , con oltre 500 marinai a bordo, quasi tutti annegati .
    Va ricordato che la flotta austro-veneta a Lissa era per consistenza ed armamento circa la metà di quella italiana ma la differenza che le diede la vittoria era nelle capacità marinare dei suoi uomini, forti di una tradizione marittima ultramillenaria ….
    In quello stesso anno 1866 l’esercito austro-veneto (composto da circa la metà di veneti) sconfiggeva a Custoza l’esercito italiano , pur disponendo anche in questa occasione di una notevole inferiorità nel numero degli uomini e di mezzi epperò !!…..
    La storia è quella che è, non quella che può piacere a qualche itagliano …..

    1. Noi meritammo il rispetto di Vienna che mai ci avrebbe consegnati ai suoi e nostri nemici…
      Avremmo dovuto fare un referentum vero allora (indipendenza o Italia) come Vienna chiedeva garante Napoleone III, il quale invece tradendo entrambi ci consegnò armi e bagagli ai Savoia … dio lo perdoni!
      Il 2 giugno avrò occasione di essere a Verona dove per iniziativa delle Pasque Veronesi completeranno la commemorazione del 17 aprile del 1797 in onore di quanti del popolo caddero per la patria resistendo allora a Napoleone I che fu l’inizio dei nostri guai, e sfileranno nei costumi storici le truppe venete, che al tempo purtroppo non furono inviate, in onore oggi della Serenissima Repubblica tra gli stendardi di San Marco, in barba alla Repubblica italiana che altrove si darà da fare a far sventolare tricolori…
      Teniamoci stretta la nostra gloriosa bandiera…San Marco ci proteggerà.

      1. Ciao Caterina, allora il 2 giugno a Verona?
        riguardo la Francia,Napoleone fece gli interessi del suo paese per coprire tutto ciò che venne razziato alla Serenissima nel 1797,ci regalò all’italia.
        I francesi non regalarono nulla; vi fu un patto segreto con il regno d’italia.

        1. almeno una volta ci voglio essere…ci arrivo dal sud la sera prima, prima di rientrare al mio paese, dove invece organizzano per l’occasione al Teatro Da Ponte una manifestazione tricolorata con lettura degli articoli della costituzione!…abbiamo a che fare con questa propaganda ancora da noi…bisognerà che si organizzi quanto prima una conferenza dei nostri bravissimi capi di IV…è un’altra la nostra Repubblica di riferimento!.
          Delle Pasque Veronesi non ne sapevo niente fin che non ho letto il libro di Francesco Mario Agnoli, un magistrato che da quando si è messo in pensione si è dedicato ad approfondire il fenomeno delle insorgenze non solo del nord contro Napoleone, ma anche del Sud contro i “piemontesi”, dandone il valore che era giusto avessero.
          Più passano gli anni più mi convinco che è la memoria che ci rende vivi, e ci illumina rispetto al futuro da costruire…

  3. Complimenti come sempre per il prof. Bernardini. Spero che dopo qualche giorno questa lezione possa essere visibile o almeno ascoltabile dal web per tutte quelle persone che non riusciranno a partecipare. E’ sempre un piacere conoscere e approfondire ulteriormente la conoscenza della nostra storia ascoltando relatori come il prof…

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