La Risoluzione 44

Non è facile intuire la grandezza degli avvenimenti degni di essere menzionati nei libri di storia, nel momento stesso in cui si verificano. Riusciamo invece a coglierli qualche anno dopo, guardandoli all’indietro, quando i loro contorni e soprattutto i loro effetti ci sono più chiari e definiti.
L’approvazione della Risoluzione 44 il 28 novembre 2012 in una riunione straordinaria del Consiglio Regionale del Veneto è uno di questi.
Si è trattato di un atto storico per una serie di ragioni che vedrò ora di illustrarvi.

-Per la prima volta dalla nascita della Regione Veneto, avvenuta nel 1971, il Consiglio Regionale ha discusso e approvato un provvedimento voluto, proposto e addirittura scritto, direttamente da semplici cittadini veneti, esterni al Palazzo e privi di qualsiasi carica istituzionale.
-Per la prima volta i membri del Consiglio Regionale del Veneto (non tutti, per la verità, perché 24 di essi hanno ignominiosamente disertato l’aula), hanno preso una decisione svincolati completamente dalle logiche e dalle briglie di potere e di partito romano-milano centriche avendo nel cuore e nella ragione il desiderio di esaudire esclusivamente la volontà dei propri concittadini e
della propria Terra.
-Per la prima volta, il Consiglio Regionale del Veneto ha deciso di non rivolgersi al potere centrale italiano con il capo chino, la mano tesa e tremante in posizione di inferiorità gerarchica e con animo in soggezione, ma presa, seppur faticosamente, coscienza di essere alla guida di un popolo che rivendica a gran voce il proprio diritto all’autodeterminazione per far nascere al più presto una nuova Repubblica Veneta sovrana e indipendente, ha alzato lo sguardo e con fiera determinazione si è rivolto da pari a pari agli unici soggetti istituzionali con cui può e deve interloquire: l’Unione Europea e il Consesso intero delle Nazioni del pianeta, l’ONU.

Inutile dire che ai 29 favorevoli vanno il plauso, il sostegno e la riconoscenza attuale a a venire non tanto del nostro movimento, che poco conta, quanto di tutto il popolo veneto. Ma sottolineo che tutti i 36 consiglieri presenti in aula meritano rispetto: anche i 5 che si sono astenuti, e i 2 che hanno votato contro. Per i 24 che per ignoranza o timore o una commistione di entrambi, hanno scelto di non partecipare, valgano, e forse è troppo onore, le parole che il sommo poeta dedica ai cosiddetti “ignavi” della cui triste schiera facevano parte personaggi quali Celestino V, Esaù e Ponzio Pilato:

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di loro, ma guarda e passa

Voglio ora fare chiarezza in merito ai contenuti della risoluzione. Sono due le osservazioni sul dispositivo approvato che vengono ripetute da alcuni esponenti politici, non si sa se per ignoranza o per mala fede, nel tentativo di sminuire la valenza del provvedimento in merito al conseguimento dell’indipendenza.

Il testo prodotto da Indipendenza Veneta, pubblicato il 30 settembre 2012 (vedi qui) e consegnato al Consiglio Regionale il giorno 6 ottobre a Venezia, è stato emendato, dall’assemblea che lo ha approvato, in alcuni suoi punti.
In modo particolare i consiglieri hanno deciso di togliere, nella parte finale, le parole: “fino anche alla dichiarazione di indipendenza” e sempre nella parte terminale del provvedimento, quella in cui si esprime chiaramente ciò che si decide, hanno aggiunto il desiderio di volersi avvalere del parere consultivo di una commissione di giuristi senza alcun onere a carico della Regione. Risulta quindi che nella Risoluzione approvata, il popolo veneto: “…impegna il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione avvalendosi a tale scopo del parere consultivo di un’apposita commissione di giuristi senza alcun onere a carico della Regione;”

impegna altresì il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto a tutelare in ogni sede competente, nazionale ed internazionale, il diritto del Popolo Veneto all’autodeterminazione.

Riteniamo che le modifiche introdotte siano ragionevoli. Il Consiglio Regionale del Veneto non conosce la decisione del popolo veneto in merito alla propria autodeterminazione. Non sa come vuole decidere del proprio futuro. Per quanto riguarda il Consiglio, il popolo veneto potrebbe anche desiderare di far parte di uno stato italiano ancor più centralista di quanto sia adesso. Indipendenza Veneta sa che a larga maggioranza desidera dare vita ad una nuova Repubblica Veneta sovrana e indipendente. Il Consiglio Regionale no! Ma il punto di importanza capitale è che il Consiglio vuole conoscere questa volontà!
Riassumendo: con la Risoluzione 44 il Consiglio e i massimi vertici regionali, il Presidente della Giunta e il Presidente del Consiglio, riconoscono il diritto del popolo veneto di decidere di sé e per sé; tuteleranno tale diritto in ogni sede; vogliono conoscere senza pregiudizi o forzature quale sia la volontà delle genti venete.
Anche la decisione di avvalersi di una consulta di giuristi è una scelta ragionevole. Non esiste un manualino d’istruzioni per i processi di indipendenza. Le nascite di un nuovi stati sono eventi eccezionali e ognuna di esse è un caso a sé, con le proprie peculiarità. Non può esservi spazio per leggerezze, errori o irregolarità. L’individuazione dei soggetti internazionali da coinvolgere, la compilazione giuridicamente inattaccabile del quesito referendario, le modalità di svolgimento della votazione, il procedimento di monitoraggio internazionale richiedono competenza e precisione.
E se qualche perplessità può essere manifestata in merito all’assenza di un termine preciso per l’emissione di un parere della commissione, beh, significa che forse si sottovaluta la determinazione di Indipendenza Veneta.
La Risoluzione 44 ha un’importanza che la stragrande maggioranza degli attori della politica e dell’informazione non ha ancora percepito ed è tempo che questo velo d’ignoranza sia squarciato.
E’ un felice compito che ci assumiamo con responsabilità e risolutezza per accelerare ancor di più nel percorso che abbiamo tracciato. Il traguardo si avvicina rapidamente.

Gianfranco Favaro
Direttivo Indipendenza Veneta

27 risposte a “La Risoluzione 44”

    1. Carissima Monica,

      E’ un grande piacere rileggerti in questi spazi.
      Spero che questo tuo commento, sia di ottimo auspicio anche per altre ragioni.

      Ti abbraccio amichevolmente, estendendo questo mio sincero saluto a tutta la tua bellissima famiglia.

      CrisV 🙂

  1. Bella esposizione e molto chiara Signor Favero.Ci siamo conosciuti alla fine della giornata di fondazione di IV a Treviso in maggio,hotel maggior consiglio.Ci ha presentati Crisvi.
    Lui dice che l’importanza della data dell’approvazione della risoluzione 44 del 28 novembre rimarrà nella storia del popolo veneto e nei suoi futuri libri scolastici.Di solito indovina dove gli altri arrivano molto dopo.

  2. Signor Favero, non sono d’accordo con lei riguardo parte dell’articolo:

    La risoluzione non chiede l’indipendenza ma il rispetto del popolo veneto che chiede semplicemente di potersi esprimere tramite referendum se vuole o no l’indipendenza!
    Basta girare e parlare con la gente per capire il desiderio di staccarsi definitivamente dal parassita Italia!
    Vorrei ricordare che dei 29 favorevoli vi è il consigliere Cortelazzo che è contro l’indipendenza, infatti vorrebbe fare il referendum per autonomia o balle varie, dimenticandosi che oltre 10 anni fa il parlamento italiano bocciò la richiesta di maggior autonomia fatta dal Veneto.
    In quanto ai 5 astenuti e 2 contro sono paragonabili ai 24 assenti:criminali.
    In un periodo storico come questo, con le imprese che si trasferiscono addirittura in Austria e Svizzera, con il Veneto colonizzato in tutte le sue istituzioni statali, quindi trattato come una colonia da sfruttare fino all’ultimo euro(infatti la spudorata GDF fa controlli severi solo al nord mentre al sud si continua ad evadere- A Napoli vi è un’evasione accertata di 2.5 miliardi di euro l’anno, d’altronde se pagano la camorra è logico che non paghino le tasse-ecco perchè abbiamo la tassazione più alta), vi sono oltre 31 consiglieri regionali che non ritengono giusto affrontare la questione pubblicamente affinchè i veneti possano decidere.
    Ribadisco che, i consiglieri contro il referendum sono dei criminali ed i loro nomi andrebbero messi assieme a Stalin , un domani nata la Repubblica Veneta, in un bel monumento da mettere in ogni città veneta.
    E non vi può esservi alcuna scusa,timore od altro ad aver spinto i 24 consiglieri contro il popolo veneto se non menefreghismo, mancanza di rispetto, soprattutto con i veneti che si suicidano mentre ogni giorno milioni di euro dal Veneto prendono la strada per roma e non tornano più indietro.
    Cassa del mezzogiorno negli anni ’70 ed ora i FAS(fondi aree sottosviluppate) non possono più essere sostenuti dai veneti. Spero che i signori consiglieri mettano la testa a posto una volta per tutte, e comincino a pensare alla propria gente.
    Complimenti a IV per il risultato ottenuto, ora però siamo in mano alla regione, che pare non abbia fretta a fare il referendum. In febbraio si andrà a votare, poi??????????????

  3. Ottimo articolo Gianfranco, complimenti. 🙂

    Esponi in modo documentato e corretto, l’importanza storica di quella giornata indimenticabile.
    Le tue affermazioni sono incontestabili, anche se, oltre agli storici nemici esterni all’indipendentsmo, siamo stati spesso attaccati, anche da coloro che dovrebbero invece gioire di questo indiscutibile successo, che consta in un grande passo avanti per la nostra indipendenza.
    Tuttavia, una buone dose d’ignoranza da parte di certo Venetismo, corrisponde per altri versi al proprio interno, a un meschino doppiogiochismo, che si fa indegnamente schermo con il gonfalone marciano.

    Come riferisce anche Carla, questa data rimarrà indelebile nei prossimi testi didattici, della futura Repubblica Veneta.
    E’ solamente una questione di tempo.

    Buone cose .

    CrisV 🙂

  4. “Nessuno potra’ trarre alcun vantaggio dai separatismi nel mondo moderno, che, piaccia o no, va nel senso della globalizzazione”. Parole di Van Rompuy, Presidente del Consiglio d’Europa (a proposito di Scozia e Catalogna, del Veneto probabilmente non ha neppure sentito parlare). Questo non perche’ mi piacciano le sue parole, ma per avvertire chi ha tanta fiducia che l’Europa accettera’ un Veneto indipendente. E poi anche l’Europa dove andra’ a prendere i soldi per Grecia, Italia del Sud, Albania e altri Paesi simili?

      1. Non dimentichiamoci che, se otterremmo l’indipendenza il potere sarà del popolo che è molto più realista. Con DD si ripristinerà la giustizia cosa che attualmente manca in Veneto. Parola di venetista!

  5. Mi dispiace ma non è la prima volta che il consiglio regionale si riuniva per una decisione così…….ma comunque spero che la vostra strada sia in discesa…..wsm

    1. Quando, dove, come ??? 🙁

      Dimostrare sempre quanto si afferma, caro Edoardo, perchè a chiacchiere sono capaci tutti, ma in quanto a fatti, solo Indipendenza Veneta si dimostra concreta in termini indipendentisti.
      La gente non è sciocca e si avvicina a grandi numeri al nostro concetto d’Indipendenza !

      Finora ho riscontrato solamente astio, livore e profonda invidia conditi da somma ignoranza, da parte dei nostri ” cugini di campagna ” made in .org

      Ricambio il tuo WSM

      CrisV

      http://www.youtube.com/watch?v=qtnVFOpNW5c

  6. Io direi che la delibera del consiglio regionale del 28/11 u.s. è solo l’icoronamento di un percorso/progetto partito molto da lontano. Di queste persone (Gian dice IV conta poco) ce ne dovremo ricordare, per l’onestà intellettuale e l’intelligenza messa in campo a baluardo del popolo Veneto.
    Ma sappiamo che il consiglio regionale del Veneto è formato da politici che obbediscono alle indicazioni dei partiti italiani e quindi cercheranno di sviare, sminuire e contrastare il nostro referendum.
    Confidiamo e ne siamo certi che Indipendenza Veneta saprà far valere la ragione prima ancora degli interessi dei Veneti.

  7. non mi ricordo l’anno, caro crisvi……e io non sono con i vostri cugini di campagna……….ma c’è stato un incontro in regione per l’autodeterminazione del popolo veneto ma poi non si è fatto nulla…….

  8. Il documento approvato dal Consiglio regionale nel 1998 che invocava una democratica e libera consultazione referendaria – ha ricordato – mette in mora la Regione Veneto: siamo in ritardo di 14 anni. Ecco visto nella pagina web del consiglio regionale veneto……….cmq io son un indipedentista in generale…..e guardo sia voi che i vostri cari amici dell’altro movimento indipedentista…..WSM………comunque tutti a venezia il 25 aprile………

    1. Ok Edoardo, 🙂

      Prendo atto di quanto affermi e leggo con calma il documento che hai trascritto in copia.
      Mi riservo un giudizio in seguito al confronto tra le due risoluzioni ( quella di quest’anno presentata da IV e quella del 1998 )

      Ok per il 25 Aprile 2013, purtroppo però, i ” cugini di campagna “, sembra non perdano occasione di ostacolare, anche con loro documenti ” brutta copia ” e dichiarazioni profondamente fuoriluogo, il grande percorso indipendentista di IV.

      A tout à l’heure

  9. RISOLUZIONE
    CONSIGLIO REGIONALE VI LEGISLATURA
    85* Seduta pubblica – Mercoledì 22 aprile 1998 Deliberazione n. 43 Prot. n. 3631

    OGGETTO: RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MOROSIN, GOBBO, COMENCINI, BEGGIATO, FOGGIATO, MUNARET TO, POERÉ E ROCCON RELATIVA A:

    “I POPOLI DI IERI E DI OGGI ED IL DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE”.
    (Risoluzione n. 42)
    IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO PREMESSO CHE:

    PREMESSO CHE:

    1) è principio universalmente riconosciuto quello secondo il quale la legittimità di un ordinamento sovrano risiede solo nel “consenso del popolo”;
    1) il “Popolo Veneto”, attualmente aggregato e parte dell’ordinamento statale italiano, non è una entità astratta e fantastica ma una realtà storica, millenaria- viva e attuale già giuridicamente organizzata in modo sovrano, in un preciso ambito territoriale ove ancor oggi si parla la stessa lingua si accresce la stessa cultura, si valorizzano le stesse tradizioni, le stesse abitudini collettive, si difendono gli alti valori della comunità familiare, della nazione, dell’attaccamento al lavoro e alla solidarietà, della legalità e della giustizia_ nella libertà; (vedasi: “II Millennio di Storia Veneziana – cenno storico riassuntivo” G. Lorenzetti – doc. 11A – e Bibliografia (parziale) sulle istituzioni e sulla Repubblica di Venezia – doc. 1/B);
    3) il “Popolo Veneto” é giuridicamente riconosciuto tale anche dall’attuale ordinamento positivo italiano il quale con la legge 22 maggio 1971, n. 340, all’articolo 2 esplicitamente riconosce il suo diritto all’”autogoverno” (vedasi la legge citata – doc. 2);
    4) è nella facoltà del “Popolo Veneto“ invocare e rivendicare il diritto alla verifica referendaria (di conferma o smentita) – in modi e forme legali e democratiche (regolate anche da atti o patti internazionalmente concepiti e sottoscritti) – dell’atto di adesione del Veneto all’ordinamento statuale italiano del 1866;
    5) proprio l’articolo 10 della Costituzione italiana prevede che l’ordinamento giuridico dello Stato si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute (vedasi il testo della Costituzione del 1° gennaio 1948 – doc. 3);
    6) anche l’adesione del Veneto al Regno italiano con il referendum del 22 ottobre 1866 è maturata con uno strumento di consultazione diretta; vedasi doc. 4 e precisamente:
    a) il testo del quesito posto al “Popolo della Venezia” (doc. 4/A);
    b) l’esito della consultazione -(doc. 4B);
    c) il Regio Decreto 4 novembre 1866 (doc. 4/C);
    d) la Convalidazione dei decreto d’unione (doc. 41D);
    e) la testimonianza relativa alla segretezza e libertà del voto (doc. 4/E);
    7) oggi il “Popolo Veneto” intende rivendicare pacificamente, legalmente e democraticamente lo stesso diritto alla consultazione referendaria sul medesimo quesito sostanziale;
    8) l’aspirazione ad esercitare tale diritto di consultazione diretta e ufficiale dei “Popolo Veneto” poggia, tra l’altro, sulle numerose norme del diritto internazionale che prevedono e ribadiscono il diritto all’autodeterminazione dei popoli, diritto naturale, e come tale intangibile, inalienabile e imprescrittibile, di ogni popolo libero;
    9) l’autodeterminazione dei popoli è diritto solennemente proclamato e riconosciuto:
    – dalla “Carta” dell’ONU all’articolo 1 comma 2 e all’articolo 55 (vedasi doc. 5);
    – dalla “Risoluzione” n. 1514 (XV) del 14 dicembre 1960 della Assemblea Generale ONU (vedasi doc. 6);
    – dal “Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici” adottato a New York il 19 dicembre 1966 (doc. 7/A) e ratificato dall’Italia con legge 25 ottobre 1977, n. 88.1 (vedasi doc. 7/B);
    – dalla “Risoluzione” n. 2625, (XXV) del 24 ottobre 1970 della Assemblea Generale ONU – Allegato (vedasi doc. 8);
    – dall’”Atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa” firmato a Helsinki il 1°agosto 1975 parte (VIII) articoli 29-30 (vedasi doc. 9);
    – dalla “Dichiarazione” adottata dalla Conferenza internazionale di Algeri dei 1 – 4 luglio 1976 – articolo 5 – (vedasi doc. 10);
    10) iniziative di difesa, esercizio ed. attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli sono state:
    a) già attuate, recentemente, in Scozia ed in Galles con il ricorso alla consultazione referendaria delle rispettive popolazioni per la creazione di autonomi parlamenti;
    b) già auspicate da altri popoli europei come quello catalano il cui Parlamento ha approvato una specifica “Risoluzione”, in data 18 dicembre 1989, la quale riafferma solennemente il diritto del “Popolo Catalano” all’esercizio di tale diritto (velasi doc. 11);
    c) già sollecitate nella precedente legislatura con la mozione n. 53 del 4 giugno 1991 (velasi doc. 12) ed oggi largamente sostenute dai cittadini veneti e dai cittadini di altre regioni del nord Italia. Si osserva che i Presidenti di Veneto, Piemonte, Lombardia hanno assunto iniziativa di approfondimento giuridico con pareri di ammissibilità costituzionale favorevoli per l’indizione di consultazioni popolari dirette nel senso indicato;

    tanto premesso e richiamato,
    APPROVA
    la seguente Risoluzione:

    “II “Popolo Veneto”, nell’esercizio del suo naturale e legittimo diritto di autogoverno, storico e attuale, richiamando tutte le ragioni storiche, politiche e giuridiche citate in premessa, previamente
    RICONOSCENDO
    la attuale legalità costituzionale italiana che lo vede parte formalmente autonoma nella attuale unità dello Stato;
    INVOCA
    il proprio diritto ad una democratica e diretta consultazione referendaria per la libera espressione dei diritto di autodeterminazione nel quadro e con gli strumenti previsti dalla legalità, anche internazionale, vigente e nel contempo
    SOLLECITA
    gli organi costituzionali e istituzionali della Repubblica italiana a definire ed approvare con sollecitudine apposite norme di legge per regolare i modi e le forme di esercizio del diritto di autodeterminazione, diritto sulla base del quale nel 1866 il “Popolo Veneto ” – titolare naturale della propria sovranità e della sua disposizione – ha aderito all’ordinamento statuale italiano attraverso lo strumento di consultazione diretta referendaria.”.

    VOTAZIONE per appello nominale, effettuata in conformità al disposto dell’articolo 66 del Regolamento dei Consiglio regionale dopo l’indicazione del Presidente del Consiglio circa il significato del “SI” e dei “NO”:

    Assegnati
    n.
    65

    Presenti
    n.
    55

    Votanti
    n.
    53

    Astenuti
    n.
    2
    (De Checchi e De Togni)
    Hanno risposto “SI” n. 29 consiglieri
    (Mazson, Milani, Morosin, Munaretto,
    Pasqualetto, Piccolo, Poirè, Pra, Qualarsa, Roccon, Mario Rossi, Zigiotto, Bazzoni, Beggiato, Bergamo, Bolla, Bozzolin, Braghetto, campa, Casarin, Chisso, Comencini, Costanzo, De Borri, De Poli, Foggiato, Fontana, Galan e Marangon)

    Hanno risposto “NO” n. 24 consiglieri
    (Miotto, Paolucci, Pirrami, Resler, Rolando, Ivo Rossi, Scaravelli, Sprocati, Tesserin, Uboldi, Vanni, Variati, V arisco, Zanon, Adami, Armano, Bellotti, Boato, Buttura, Cacciaci, Campion, Canella, Gabanizza e Galante)

    Ecco trovato……..

    1. Io non me ne intendo di atti referendari ma da quello che leggo mi sembrano due cose ben diverse rispetto l’approvazione della risoluzione 44.
      Questo che ha riportato qui lei parla di chiedere permesso all’Italia.La risoluzione 44 non ricordo lo dica.Comunque sentiremo cosa ne pensa Crisvi che di questioni legali ne mastica meglio.Un trattore e una ferrari non sono la stessa cosa solo perchè hanno un motore e quattro ruote.

    2. Edoardo, la differenza fondamentale sta tutta nella parte finale, con quel “sollecita” che chiede a organi istituzionali italiani, i quali, se la memoria non mi imbroglia, hanno cassato la risoluzione ritenendola incostituzionale.
      Anche nella 44 il punto chiave è alla fine dove “impegna” a rivolgersi alla EU e alla ONU.

      Questo atto è importante perché certifica la volontà ad autodeterminarsi da parte dell’organo che è presunto essere rappresentativo del popolo veneto.
      Vale per quello che è, cioè carta, se non c’è un seguito che deve per forza arrivare dalla popolazione.

  10. A volte un dettaglio può rovinare l’intera opera (di per sè pregevole)..
    Il grave errore é stato indicare come interlocutori “gli organi costituzionali e istituzionali della Repubblica italiana”.
    Ora ci appelliamo ad organismi internazionali, come deve essere fatto per avere la possibilità di concretizzare le nostre istanze.
    L’importante é ora tener duro e insistere quotidianamente con chi di dovere!!
    Mi raccomando!!

    Matteo da Brescia

    1. Appellarsi a quali organismi internazionali? All’ONU: va be’, non conclude quasi mai nulla di utile, pero’ e’ vero che uno Stato, se vuole essere riconosciuto, dovrebbe rivolgersi a tale organizzazione. Alla UE? Anche se arrivera’ a riconoscere un Veneto formalmente indipendente (per ora, come gia’ detto, Van Rompuy e’ contrario), imporra’ tutte le sue oppressive regole, nonche’ contributi da versare a Bruxelles, dato che il Veneto e’ considerata una regione ricca. Va bene non dover piu’ dare cosi’ tanti soldi al Sud, ma anche darli a Bruxelles non mi sembra giusto. La verita’ e’ che il Veneto dovrebbe avere qualche alleato a livello internazionale. Non so dove potrebbe cercarli, in Russia o in Cina? (Sempre meglio che in certi Paesi europei)

      1. Cari Marzia ed Edoardo, posso capire la vostra preoccupazione: si tratta di una cosa così grossa che si ha perfino paura di sperare. Però questa volta davvero pare che ci siamo. Che si sia trovata la strada giuridica.
        Alla fine di tutto, poi, dico una cosa: conviene, alla UE, lasciarci andare a fondo con l’Italia?
        Sarà ben meglio un uovo oggi che una gallina mai più.
        Pagherei senz’altro più volentieri le tasse a Bruxelles, anche se non mi va bene proprio tutto, piuttosto che a Roma…

  11. hai ragione Matteo…….anche io ho raccolto firme per indipendenza veneta pur non facendone aprte e avvertendo tutta la gente che conosco…..se non ci daranno la possibilità allora dobbiamo invadere pacificamente Venezia il giorno 25 aprile per dimostrare all’Italia che noi veneti siamo uniti……..WSM

  12. X EDOARDO :

    Eccomi qui Edoardo,

    Perdona il ritardo , ma desideravo valutare l’importanza della comparazione con l’estrema meritoria concentrazione.
    Ti voglio comunque ringraziare, per avermi offerto la possibilità di analizzare nel dettaglio le profonde differenze tra i due documenti. ( risoluzione 42/1998 vs. risoluzione 44/2012 ).

    Innanzitutto, in ambo gli atti formali, risalta la firma del nostro Avv. Morosin.
    Ti rammento pertanto, la sua conferenza all’hotel Pigalle, di Tezze sul Brenta, in cui il nostro, evidenzia come la risoluzione 44, stabilisce per l’indipendentismoVeneto, un periodo epocale, privo di precedenti e similari, ritenendo pertanto implicitamente superate eventuali precedenti istanze.

    http://indipendenzaveneta.net/tezze-alessio-morosin-il-percorso-internazionale-per-lindipendenza-veneta-si-e-avviato/

    Analizziamo ora le differenze strutturali, che dal mio punto di vista emergono in modo saliente :

    • Al punto 2 viene stralciata questa dicitura : “il “Popolo Veneto”, attualmente aggregato e parte dell’ordinamento statale italiano, “. Ciò viene accentuato propriamente, per definire il criterio d’indipendenza popolare e sovrana, che il nostro popolo rivendica.
    • Al punto 6 si disconosce formalmente l’annessione del 1866 al regno d’italia, indicando la stessa quale “ operazione truffaldina “.
    • Il punto 10 è la vera svolta rispetto al suo omologo precedente . Esso richiama in particolare :
    1. La corte Costituzionale di Giustizia che evoca il principio del diritto dei popoli all’autodeterminazione, riconosciuto dalla Carta delle Nazioni Unite
    2. Il testo della dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio 2008

    • Il punto 11 esprime la comparazione con le volontà internazionali di Scozia e Galles per un referendum INDIPENDENTISTA. Parla altresì negli stessi termini dell’identico diritto per la regione Catalogna nei confronti della Spagna. Inoltre : “Si osserva che i Presidente di Veneto, Piemonte, Lombardia hanno assunto iniziativa di approfondimento giuridico con pareri di ammissibilità costituzione favorevoli per l’indizione di consultazioni popolari dirette nel senso indicato; “ ( Indipendenza e non autonomia come nel 1998 )
    • Al punto 12 si legge chiaramente la parola INDIPENDENZA, cosa mai citata nel precedente documento del 1998 : “spetta quindi al Consiglio regionale del Veneto accertare al di là di ogni ragionevole dubbio la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione, anche sino all’indipendenza; “
    • Il punto 13 è totalmente nuovo e richiama in particolare la precedente risoluzione 42 del 1998 laddove : “sollecitava gli organi costituzionali e istituzionali della Repubblica italiana a definire ad approvare con sollecitudine apposite norme di legge per regolare i modi e le forme di esercizio del diritto di autodeterminazione, “

    Sulla dicitura RICHIAMATI rispetto alla risoluzione 42 si osserva : “nonché la consolidata giurisprudenza degli Organismi internazionali che riconoscendo il diritto dei Popoli all’autodeterminazione ne tutelano il diritto alla libera espressione della propria volontà al proposito, “

    Infine al punto RIBADISCE si trova una funzione nodale della presidenza regionale con il termine in grassetto : IMPEGNA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E LA GIUNTA DELLA REGIONE VENETO :
    “il proprio diritto ad una democratica e diretta consultazione referendaria per la libera espressione del diritto di autodeterminazione nel quadro e con gli strumenti previsti dalla legalità, anche internazionale, vigente e nel contempo
    impegna il Presidente del Consiglio regionale del Veneto
    ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto

    ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione sino anche alla dichiarazione di indipendenza;
    impegna altresì il Presidente del Consiglio regionale del Veneto
    ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto

    a tutelare in ogni sede competente, nazionale ed internazionale, il diritto del Popolo Veneto all’autodeterminazione. “

    CONCLUSIONI :

    da quanto si evince dalla comparazione dei due documenti :

    1. Il Veneto non palesa più la sua sudditanza dalle leggi e regolamenti della Rep. italiana e particolarmente dalla sua carta costituzionale.
    2. Si parla per la prima volta di INDIPENDENZA, togliendo termini precedenti come AUTONOMIA. (quindi viene abrogato il riconoscimento di ulteriore sudditanza nei confronti dell’italia )
    3. Viene chiaramente indicata l’annessione del Veneto del 1866 all’italia quale “ operazione truffaldina “.
    4. Viene citato il testo della dichiarazione d’INDIPENDENZA del 2008
    5. Si comparano le identiche realtà europee sulla volontà di un referendum popolare INDIPENDENTISTA ( Scozia-Galles e Catalogna ), similmente rafforzata anche dal punto 12.
    6. Si impone allo Stato italiano di definire tempi e modi per l’autodeterminazione indipendentista del Veneto.
    7. Si rafforza la presenza del diritto internazionale all’autodeterminazione dei popoli rispetto al documento del 1998.
    impegna il Presidente del Consiglio regionale del Veneto
    ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto
    8. ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione sino anche alla dichiarazione di indipendenza;

    Quindi ci si rivolge ad organi sovranazionali e non più italiani come in precedenza per indicare il proprio principio auto determinativo – INDIPENDENTISTA.

    Come dice Carla, un trattore e una Ferrari in comune hanno solo 4 ruote e un motore, ma anche questi non sono gli stessi.
    Rispetto la soluzione 42/1998, la 44/2012 è estremamente più evoluta in special modo in termini indipendentisti, citando IMPEGNI precisi per Giunta e Presidenza regionale e scaricando l’italia come interlocutore, rivolgendosi in special modo, agli organi internazionali che riconoscono l’autodeterminazione dei popoli, in considerazione anche dei patti autodeterminativi sottoscritti con i rappresentanti italiani.

    Ciao e grazie ancora.

    Crisv 🙂

    1. Grazie Crisvi…….sfortunatamente non c’ero a Tezze sul Brenta perchè lavoravo……mi sarebbe piaciuto venire……ok ho pensato che avessero degli aspetti uguali…..comunque posso porti ancora una domanda? In quebec hanno bloccato l’istanza indipedentista del popolo che abita là……..puoi indagare e spiegarmi questo? perchè L’Italia farà qualcosa per evitare che il veneto se ne vada……..scusa i miei timori ma secondo me quella serpe sta covando qualcosa……WSM..p.s sperando che il leone sia più forte

      1. Ciao Edoardo,

        Da quanto ne so io, il Quebec, provincia federativa del Canada a grande maggioranza francofona, ha già indetto ben due referendum indipendentisti popolari, sia negli anni ’80 che ’90. In entrambi i casi gli indipendentisti hanno perso.

        Nel 2011 i partiti indipendentisti, hanno perso seggi a favore del partito socialista-democratico. La gente quebecchese, lentamente, sta abbandonando il concetto irredentista.

        Paradossalmente, i 7,5 milioni di residenti del Quebec, hanno dei privilegi d’autonomia interna e dei vantaggi a rimanere con il Canada, che non sono affatto secondari e, come notorio. il popolo guarda per prima cosa al suo benessere.

        Il Canada è oggi una delle pochissime aree felici del pianeta.
        Molto più felice dei vicini USA.
        Ottimo sistema socio-sanitario, rispetto multiculturale, economia generalmente florida, istruzione eccellente, con fattori di disoccupazione e di corruzione, praticamente inesistenti o bassissimi.

        In due parole, perchè andarsene da una Nazione simile ?
        E ‘ come noi Veneti fossimo il 5° cantone in Svizzera, avessimo ulteriori privilegi e la maggioranza dei nostri cittadini fossero contrari al separatismo.
        Potremmo biasimarli ?

        Un cordiale saluto.

        CrisV 🙂

        1. PS: In realtà i cantoni Svizzeri sono 26, ma io intendevo quelli linguistici .
          Francese – Tedesco – Italiano – Romancio – e ipoteticamente Veneto.

  13. Like often the olympic! I do not consider the poster earlier realized that you’ll have to jump in the cuff it to be through the knee. Now i am 5’10 by having kilometer extensive limbs and most probably DOES re-evaluate a few joint. Accentuate your figure is like a ideal so obtain compliments consistently! I actually offer them jeggings/leggings/skinny jean.

Lascia un commento