La Catalogna accelera verso l’indipendenza e seppellisce l’autonomismo

Il referendum per l’indipendenza catalana avverrà entro il 2014

Lo scenario che emerge dalle elezioni catalane tenutesi oggi è chiaro. In Catalogna è emerso una larghissima maggioranza a favore dell’indipendenza catalana, con il 65% dei cittadini catalani che hanno votato per partiti favorevoli all’indizione di un referendum per l’indipendenza della Catalaogna. Non solo. Viene affossata per sempre ogni possibilità di intesa che preveda un governo favorevole alla banale autonomia della Catalogna.
Di fatto esiste un’unica maggioranza possibile, che può variare dall’intesa tra Convergencia i Uniò del presidente uscente Artur Mas con Esquerra Republicana de Catalunya, partito indipendentista di centro-sinistra che è l’autentica vincitrice delle elezioni catalane, dove ha conseguito il proprio migliore risultato della storia aumentando di 10 seggi, fino all’allargamento ad altre forze indipendentiste di sinistra ed ecologiste.
Resta invece esclusa ogni opzione di maggioranza con il PP (il Partido Popular di Rajoy al governo a Madrid) e quindi, di fatto, ogni opzione di governo catalano a favore di una semplice autonomia all’interno della Spagna.
Dal quadro delle elezioni di oggi vince insomma con grande forza l’indipendenza catalana e viene sepolta per sempre qualsiasi ipotesi autonomista. Grazie al voto odierno l’indipendenza catalana risulta inoltre accelerata rispetto al progetto iniziale del presidente uscente Artur Mas che prevedeva l’indipendenza entro il 2017. L’indipendenza della Catalogna avverrà quindi con grande probabilità entro il 2014.

Ciò è di buon auspicio anche per il Veneto, che mercoledì prossimo nella seduta straordinaria del Consiglio Regionale si appresta a votare la risoluzione per l’indipendenza veneta scritta dal nostro movimento.

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta

24 risposte a “La Catalogna accelera verso l’indipendenza e seppellisce l’autonomismo”

  1. A sentire i “maggiori” telegiornali da RAI a Mediaset fino a La7, si allontana invece la possibilità di arrivare alla richiesta di indipendenza in Catalogna. La nefasta disinformazione continua. Saluti. G. Zaro

    1. Vedremo cosa succederà se il consiglio regionale approva la risoluzione e concede di fare il referendum per l’indipendenza. Spero il più presto possibile. Se i consiglieri avessero un minimo di coscienza, dovrebbero spingere affinché si possa fare il più presto possibile il referendum, e i consiglieri contrari, se hanno un minimo di dignità, abbiano il coraggio di sfidare in un dibattito pubblico uno dei dirigenti di IV e dimostrare che l’indipendenza sarà un danno per i veneti.
      Abbiano il coraggio di presentarsi in pubblico almeno………..
      In quanto la stampa italiana, lo hanno già detto che non è libera.

    2. si hai ragioe tu….la solita disimformazione di tutte le testate giornalistiche e reti televisive nazionali hoh hanno saputo o voluto fare la somma dei numeri: circa il 70% dei voti va ai partiti per l’indipendenza. In veneto se fossimo + bravi di loro dovremo fare un fronte “comune” per avere un voto di maggior peso e più comprensibile alla gente, altrimenti rischieremo di disperdere i voti in mille rivoli….come probabilmente punteranno a fare i vari partiti italioti.

    3. Fortunatamente i numeri sono un dato non interpretabile e numeri alla mano, possiamo dire che la maggioranza dei Catalani è categoricamente separatista.
      Sulla tesi per cui l’indipendenza debba necessariamente fondarsi sull’acquisizione della maggioranza assoluta da parte di un partito indipendentista, tesi avanzata da tutti i media italiani, esprimo la mia perplessità.
      Spesso governi mono-partito dotati di ampia maggioranza si adagiano sugli allori, temporeggiano mirando all’ottimo, si dividono in sottogruppi, formano correnti, finchè non arriva una testa calda che fa saltare tutto.. (Fini docet).
      Viceversa una maggioranza risicatissima che si pone l’obiettivo di discutere e trattare ogni singola questione, si paralizza, barcolla, e alla fine cade.. (Prodi docet).
      Penso quindi che una coalizione finalizzata al comune obiettivo dell’indipendenza, di tipo costituente, che porti alla convergenza le anime maggiormente rappresentative del Paese, anche se ideologicamente distanti, col solo fine di sancire l’indipendenza e la definizione delle regole fondamentali, é a mio avviso il modo migliore per mettere alla luce uno stato equo e riconosciuto da un numero ampio di cittadini.
      Ormai in Catalogna sono alla resa dei conti: L’indipendenza si ottiene tutti insieme e subito o resterà un sogno non realizzato.

      Il percorso della Catalogna é utilissimo per la causa di IV.. é un importante precursore che può insegnare davvero molto e può fungere da vero rompighiaccio per il Veneto, le Fiandre e per la Scozia..

      CHIEDO UNA COSA AI DIRIGENTI DI I.V. :

      Possiamo,anche congiuntamente agli Scozzesi ed ai Fiamminghi, indirizzare una lettera ai leader Mas e Junqueras perché costituiscano una grande coalizione indipendentista???
      La questione è fondamentale per tutti gli Europei che credono nell’Europa dei Popoli!

      Grazie mille.

      Matteo da Brescia

  2. Signor Busato,
    Non posso che augurarmi che accada la stessa cosa anche in Veneto.
    Ma attenzione…i due partiti che raggiungono il 65% hano idee politiche differenti e partiti minori verranno forzse chiamati a dar manforte al progetto.
    Siamo capaci anche noi a fare una cosa di questo tipo???
    Ovvero…se ci fosse un partito di estrema sinistra indipendentista o uno ipernazionalista favorevoli all´indipendenza chi riuscirebbe a far spingere tutte le forze insieme?
    Nella speranza che ció si avveri…

    1. Quando faremmo il referendum, se ce lo concederanno i consiglieri regionali,tutti coloro che sono favorevoli, voteranno per l’indipendenza, poi una volta ottenuta si pesteranno i piedi nel futuro Stato Veneto.

  3. L’unica soluzione e’ : L ‘ indipendenza Veneta!! Popolo veneto venite ai nostri gazzebi per firmare contro questo insostenibile regime ! STATO LADRO!!!

  4. Da poco tempo ho cominciato ad interessarmi a IV anche se sono un leghista fin dall’inizio. Alla luce dedgli avvenimenti dell’ultimo anno credo che l’unica soluzione per il Popolo Veneto sia l’indipendenza, e con loro tutte le regioni e province che facevano parte della Serenissima. Credo però che bisogna puntare sul benessere e l’efficenza che l’indipendenza porterà e non con i soliti luoghi comuni di “Roma ladrona”. Puntando sul benessere ed efficenza, al “niente sperpero dei soldi dei contribuenti” ecc. ci dimostriamo gente seria che non si basa sui soliti slogan. Anche se tutti veri! Bene anche la coalizione di tutti i Popoli Europei, sarebbe una grandissima forza in seno al parlamento Europeo.

  5. Penso anch’io che una nuova epoca si sta aprendo per molti popoli europei.Anche il cammino di noi veneti sarà contraddistinto dall’indipendenza.Domani decideranno il nostro futuro.Spero che sia una scelta dettata dall’orgoglio di essere veneti e non dalla codardia di non prendere le decisioni giuste al momento giusto di politici ancorati alle loro sedie.L’indipendenza è un dovere.

    1. Cosa ne pensi del presidente del consiglio regionale Ruffato che, poverino, domani non può partecipare alla discussione e votazione pr concedere il referendum o no. Questo signore è il solito opportunista che aspetta il risultato poi si schiera dalla parte del vincitore. Perchè, nulla dovrebbe essere più importante di schierarsi e votare per il referendum, specialmente nella situazione che il popolo veneto si trova ora.

        1. Scusate, cosa pensate dell’idea di fare pressione sui leader dei due maggiori partiti catalani perché formino un patto “costituente” finalizzato all’indipendenza e alla stesura delle regole fondamentali del nuovo stato catalano? Magari congiuntamente ai nostri omologhi Scozzesi e Fiamminghi?
          Creare insomma un “effetto domino” nei vari Stati grazie ad un lavoro corale a livello europeo!

          1. Matteo, credo che i movimenti si stiano muovendo, perché insieme sarebbero più incisivi verso l’Europa dei burocrati.
            Se domani non ci fregano ed approvassero il referendum per l’indipendenza, siamo a cavallo. Bisogno solo darsi una mossa. Un mese al massimo di discussioni televisive regionali, eppoi a votare.
            I veneti alla fame non possono più permettersi il lusso di mantenere governi italiani ladri e spendaccioni.

          2. per me questa è una cosa da prendere in considerazione seriamente.
            matteo, ho piacere nel leggere proposte che vengono dal popolo serenissimo (non solo quello veneto conosciuto oggigiorno).
            è come se nulla fosse cambiato. gli stati moderni non sono riusciti a dividere del tutto il grande popolo serenissimo che rivuole la propria prosperità e possiede ancora l’onore della propria unione.

          3. Penso che qui dentro troveresti molti sostenitori sull’effetto domino per l’indipendenza.Crisvi parla sempre di “effetto domino indipendentista”.Lui ci crede tantissimo.”Rompere le catene di costituzioni nazionali obsolete con la forza dei popoli europei che dichiarano la propria indipendenza” è uno dei suoi motti.Parola più,parola meno.Quando tornerà in linea ce lo spiegherà meglio lui se vorrà.

          4. ” Per mezzo dell’indipendentismo internazionale, spezzare le catene imposteci da una Costituzione obsoleta, per non subire la tirannia di uno Stato deprimente e crudele, insensibile alle esigenze dei propri cittadini/sudditi “.

            Questa la mia frase-tipo, Darling 😉

            Credo fermamente nell’effetto domino indipendentista, come giustamente fanno notare Carla e Matteo.

          5. Vi ringrazio tanto per le vostre risposte, carissimi Adriano Giuliano, Vianeƚo, Carla e Crisvi, ho apprezzato ogni singolo commento.
            Mi auguro che I.V. si muova presto in tal senso, queste ore sono oggettivamente cruciali. Tra l’altro sarebbe un’inedita ed entusiasmante collaborazione tra popoli europei che farebbe finalmente vivere l’Europa come soggetto politico e non solo come “invenzione economica”.
            Uniti vinceremo.
            Matteo da Brescia

  6. Speremo ben par duman……Serto ke almanco la STAMPA la fusse un fià pi ciara……Par quasi ke la fassa a posta a far ancora pi casìn(un colpo i dixe AUTONOMIA e n’altra volta i dixe INDIPENDENSA; a parole i pararìa tuti a pro…..Ma no se capisse ben de cosa.Po Zaia…….el cambia idea un jorno si e uno anca.Ke disperassion….

    1. Che Ruffato non sia presente è già un brutto segno. Non dimentichiamoci un giorno, spero molto presto, di fare una lapide con il suo nome come persona noncurante del popolo veneto, assieme ai nomi di tutti coloro contrari a dare la parola ai veneti sulla decisione dell’indipendenza.
      Perchè una decisione così grande non spetta a loro, ma a tutto il popolo veneto.
      E’ dura perché hanno assorbito la cultura italiana……..

      1. Forse l’assenza di Ruffato non è poi così negativa. Se pensi che l’unico a lamentarsene è stato Tiozzo del PD (certo che un ciosoto che fa sti discorsi me fa vegnèr i penòti!), affermando che è l’unica bandiera del garantismo in quanto uomo che si è dato molto da fare in occasione della celebrazione dei 150 anni di Italia. Se tanto mi da tanto…buona visita in Spagna, Clodovaldo!

  7. Buongiorno a tutti.

    Desideravo ricordarvi, che stasera ore 21.00, c/o la sala conferenze adiacente al teatro modernissimo di Noventa Vicentina, gli avvocati Cantarutti e Morosin, terranno una loro esposizione, sulle ragioni legali che ci traghetteranno in un Veneto Indipendente !

    Tu Adriano che sei della bassa veronese, se non ricordo male, partecipa e chiedi agli organizzatori, chi io sia, per conoscerci personalmente. Ne sarò lieto. 😉

    Prego tutti i commentatori, di avvertire ogni persona potenzialmente interessata all’incontro.

    Al termine, microfoni aperti per le domande dal pubblico.

    CrisV 🙂

    1. Questo è il secondo incontro in terra Berica.

      Il primo avvenne a Lonigo il 6 novembre.
      Presenti oltre 100 persone verificate.

      I posti complessivi a sedere, esclusi i realtori erano 122.
      Nelle prime file erano vuoti una quindicina di posti a sedere, ma sul fondo-sala c’erano una decina di persone in piedi. Tutto il resto era occupato da ospiti interessati all’argomento.

      Non male se pensiamo che in giugno 2012, l’identica conferenza, condotta dai nostri ” imitatori cinesi ” 😉 😀 aveva raccolto poco più di 30 persone.
      Credo almeno 15 peraltro, fosse all’epoca il numero dei loro organizzatori.
      Ho infatti riscontrato diverse facce conosciute, del mondo indipedentista facente capo ai nostri rudi emuli.

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