I sindaci dell’Altopiano e Indipendenza Veneta

Riportiamo di seguito un’interessante lettera aperta della lettrice Annamaria Zerbetto, pubblicata sul giornale L’Altopiano lo scorso 10 novembre, nella quale si chiede ai sindaci altopianesi di attivarsi per l’indipendenza veneta

18 risposte a “I sindaci dell’Altopiano e Indipendenza Veneta”

  1. Bellissima, ben scritta e molto sentita la lettera di Annamaria.E’ un piacere che anche nell’Altopiano di Asiago i cittadini facciano propri i principi dell’indipendenza, dei valori Cattolici e dell’amore per la propria terra nativa.

  2. coei sindasi ghe piaxe mejo pasar in trentin che ver el populo indipendente. ovio che i vol coesto.
    i preferise ver na carega autonoma trentina (tanto ghe paga el veneto pì de tute le rexon tajane) e tegner ligà el so populo dandoghe el sucaro de coalche servisio piovego (cusì el sta sito).
    par dirla curta: on rejime fuedal moderno sconto drìo a na poitica ciamà “democrasia”.
    ciamei mone ti. i gà capio come vivar so le spae de staltri popui.

    me conplimento anca mi par l’articolo e el sentir de Annamaria Zerbetto.

    1. perchè ve la prendete tanto coi trentini?? Io faccio il tifo per voi e sarò ben felice se riuscirete a ottenere l’ indipendenza ma vi voglio ricordare che il Trentino riceve i 9/10 delle tasse(a dir la verità de men) e con questi gestisce i servizi che nelle altre regioni elargisce lo stato (giustizia, polizia, scuola sanità ecc..). Noi non rubiamo i soldi al veneto anzi ne diamo anche un bel pochi ai comuni confinanti (in gran parte veneti).

      1. Guarda che se fossimo stati autonomi, anche noi potemmo asfaltare le strade dei campi in modo che i trattori non sporchino la strada provinciale o statale come i Trentino.
        Non voglio fare la guerra a voi, ma per favore, voi non siete stati sfruttati come il Veneto.
        Basta vedere i dati alla corte di conti per sapere quanto il Veneto ci ha rimesso con l’Italia.

      2. ciao trentin
        no l’è no che la go sü co voialtri ve 😉

        a voi viene dato solamente il “contentino” di qualche servizio pubblico in modo tale che la vostra riconoscenza sottoforma di voti e consensi aiuti la dirigenza a mantenere… l’autonomia? oppure le careghe dirigenziali super pagate rispetto alle altre regioni?
        a voi fanno credere certamente che combatteranno a spada tratta in nome e per difendere l’autonomia.

        basterebbe fare una prova:
        dare alla dirigenza e manager trentini la stessa paga di quelli veneti, non solo, ma anche nella stessa quantità di posti-lavoro.

        mi fa piacere leggere che sei dalla nostra parte e per l’indipendenza veneta.
        anch’io ho stima del popolo trentino (un pò di più di quello che c’è nella provincia più a nord di voi) in quanto anche voi eravate un principato libero per secoli poi caduto (come noi) sotto napoleone ed infine inglobato nell’austria (come noi ancora).

        ma il punto non è scornarci. si trarra di osservare e valutare.
        visto che siamo costretti (almeno noi, per voi non so) a stare in italia, e soprattutto in questi ultimi decenni l’economia va male par tutti, non si capisce in base a quale legge o diritto una regione autonoma possa ricevere di fatto un rimborso economico dispari rispetto alle altre realtà.
        l’autonomia è una cosa (ed è bene che venga tutelata), ma no può essere mischiata con la spartizione del danaro pubblico.

        ti faccio un semplice calcolo (spero di non annoiarti):
        per semplificare il calcolo facciamo finta che l’italia sia fatta di 3 regioni.
        facciamo anche finta che siano tutti onesti e paghino le tasse allo stato centrale.
        ecco allora che
        1- il trentino paga 10
        2- il veneto paga 10
        3- lombardia paga 10
        totale 30

        lo stato centrale ne trattiene un tot per le sue spese e debiti. diciamo 12.
        quindi dal totale 30, rimangono 18 danari da ridistribuire.

        in una spartizione equa sarebbero tornati in ogni regione 6 danari.
        ma sappiamo che in italia non funziona così perchè le autonomie devono (?) ricevere una parcentuale prestabilita e a qualsiasi costo.

        per la spartizione dei 18 danari da ridistribuire si procede prima con in ritorno alle autonomie
        1- al trentino torna 9 (il 90% spettante e garantito)
        ne restano 9 così divisi
        2- al veneto torna 4,5
        3- alla lombardia torna 4,5

        se noti il trentino ha contribuito alla spesa nazionale con 1 danaro, il veneto e lombardia con 5,5 a testa.
        e cioè, in sostanza hanno versato “indirettamente” al trentino 1,5 danari a testa.

        è un trucco, viene detto che sono soldi trentini (in effetti il trentino ne aveva versati 10) ma per arrivare a quel 90% di fatto vengono presi i danari di ritorno di tutte le altre regioni.
        non voglio pensare a cosa potrebbe succedere se tutti dovessero avere garantito un ritorno del 90%.

        esiste al mondo una nazione che compie un tale sgarbo verso un popolo per favorirne un altro?
        l’italia di sicuro.

        non ce l’ho con voi ma con quella dirigenza costosissima che avete, che ha capito il trucco e che lo difende mettendolo sotto la “voce” autonomia. chiaramente godono del vostro appoggio parchè vi hanno dato l’assaggio di alcuni servizi.
        come disse Dellai, riguardo la spesa pubblica, qualche anno fa a proposito delle gallerie valsugana tra trento e civezzano: questo l’abbiamo potuto fare per merito dell’italia (ma il poveretto sa benissimo che quell’enorme lavoro non è frutto di soldi italiani, ma di altre regioni… veneto sporattutto).
        e così via per altre spese.
        vi siete mai chiesti come mai un dipendente trentino venga assunto con contratto nazionale (quindi la stessa paga di un siciliano p.e.) mentre i dirigenti e presidenti hanno page da capogiro? (con posti lavoro che spesso sono in più pur di far risultare la necessità di un ritorno di tasse del 90%, viste le… “spese”).

        anzi ti dico che sono incavolato anche con quei sindaci veneti che vorrebbero annettersi al trentino.
        non si rendono conto che alla fine quel 90% rappresenterà un esborso maggione per tutte le altre regioni (cioè, un ritorno delle tasse in veneto ancora più basso).

        anche se da un lato la scelta è comprensibile, vista la responsabilità che hanno verso la loro popolazione, il comportamento di questi sindaci veneti è assolutamente egoistico.
        sarebbe stato differente se invece avessero chiesto una loro indipendenza. almeno avrebbero conservato la dignità di esseri umani, gente che non si nutre dei suoi simili.

        sper che ne sen capidi 😉

        1. Se il Veneto non fosse sfruttato dall’Italia, non avremmo tutte le aziende che emigrano. I films della commedia all’italiana con la cameriera veneta che subisce i palpeggiamenti dai padroni, altro non rispecchia la cruda realtà di che cosa siano stati i veneti agli occhi dei vari governi italiani. Ciò che fa schifo,è sapere che i politici veneti del passato abbiamo permesso da decenni questo continuo trattamento della loro gente,invece di svegliarla e pretendere rispetto. L’abitudine la riscontriamo oggi nei politici attuali, che hanno permesso la chiusura di migliaia di imprese in Veneto per l’eccessiva pressione fiscale.
          Questa insensibilità verso il popolo veneto è scandalosa.
          Un politico serio dovrebbe rendersi conto da solo della situazione che si trovano i veneti, non certo per colpa loro!!!

        2. A essere precisi la nostra storia è piuttosto diversa dalla vostra, noi prima di Napoleone eravamo un principato vescovile legato parte dell’ impero dal 1027 quindi era abbastanza naturale che a fine guerra tornassimo all’ Austria.
          Per tornare al discorso della disparità di trattamento se tutte le regioni prendessero i 9/10 a me andrebbe benissimo e non penso k il Trentino ne risentirebbe negativamente.
          Il problema della tua analisi a 3 regioni è che Veneto e Lombardia ricevono solo 4,5 quindi la metà del Trentino ma quei 4,5 vostri in più che vanno a Roma non è che finiscono a Trento (altrimenti noi riceveremmo i 18/10) ma restano a Roma perchè son caduti 5cm di neve oppure vanno a coprire le voragini di debito della regione Sicilia o servono a portar via le immondizie da Napoli ecc…

          1. Trentin, il nostro Zaia evidentemente non conosce la storia italiana degli ultimi 40 anni.
            Mentre nel nord si investiva in infrastrutture ed industrie, nel sud i politici rubavano alla grande,la prova sta nelle numerose opere pubbliche iniziate per aver i soldi dallo Stato e mai terminate. Se il malaffare regnava nel sud,è perchè è parte culturale della società di quelle regioni.
            La prova la puoi avere, se fai una piccola ricerca, in tutte le false pensioni di invalidità rilasciate dalle commissioni sanitarie. Se poi andiamo a verificare le indennità di falsi braccianti(Stella&Rizzo-Giorgio Bocca-Daniela Minerva hanno scritto libri a riguardo),verrai a conoscenza delle assurdità che avvennero e tuttora avvengono, come queli che nello stesso anno prendono indennità di disoccupazione in 2 o più regioni. Insomma, truffare lo Stato italiano è abitudine nel sud, come è abitudine nel nord andare a lavorare. Con ciò non voglio dire che tutti al sud fregano lo Stato, ma in proporzione la Campania per falsi braccianti batte la Lombardia 38000 a 1. Statistica del governo italiano, non della Lega!!!
            Abbiamo tutti dirigenti dal sud perchè i concorsi pubblici sono truccati. Posso dirlo pubblicamente perchè prima di me lo scrissero i giornalisti nei loro libri!

          2. ti ringrazio per la risposta 🙂

            è questo infatti l’inghippo.

            tu dici:
            “Il problema della tua analisi a 3 regioni è che Veneto e Lombardia ricevono solo 4,5 quindi la metà del Trentino ma quei 4,5 vostri in più che vanno a Roma non è che finiscono a Trento (altrimenti noi riceveremmo i 18/10)”

            c’è un errore di interpretazione del calcolo e questo è il “trucco” che deve essere capito.
            è necessario prima ricordare la cosa a monte, cioè che le tasse da ripartire ammontano a 18 (nel mio esempio sopra) per tutti.
            questo deve essere tenuto ben presente: 18 (corrisponde al totale delle tasse che lo stato ridistribuisce).

            se una regione prende i suoi 9/10 di tasse versate è chiaro che alle regioni restanti resta meno perchè gli altri 9/10 devono essere divisi tra due regioni.
            quindi, la neve a roma e le immondizie a napoli e il debito pubblico ecc. saranno pagate maggiormente dalle regioni ordinarie (specialmente da quelle più produttive).
            infatti la regione autonoma contribuendo alla spesa nazionale con solo con il suo 1/10, lascia l’incombenza alle altre regioni.
            quindi non è che i circa 5/10 di veneto e lombardia finiscono a trento come intendevi tu, sono veneto e lombardia che ricevono meno “dando” 1,5/10 a testa a trento in modo tale che trento possa raggiungere il suo 9.
            ciò significa che le regioni ordinarie sono costrette a compensare in qualche modo quello che la regione autonoma vuole come ritorno: i 9/10 (6/10+3/10= 9/10).
            questa somma forse è più chiara così (stando sempre all’esempio spora):
            se ci fosse una spartizione equa dei 18, tutte e 3 le regioni dovrebbero ricevere 6.
            quello che accade invece è che per fare arrivare trento a 9 (i 9/10), le altre regioni devono cedere 1,5 a testa: 6+1,5+1,5=9.
            resta nelle loro casse 4,5 a testa: 6-1,5=4,5.

            la situazione finale per le regioni ordinarie (con 10 tasse pagate allo stato):
            -4 tratenuti dallo stato per spese-servizi-debiti.
            -1,5 trattenuti dallo stato per la regione autonoma.
            +4,5 rientrato.
            l’effetto è di 5,5 tasse non rientrate e 4,5 rientrate.

            situazione per la regione autonoma (con 10 tasse pagate allo stato):
            -4 trattenuti dallo stato per spese-servizi-debiti.
            +6 rientrato (come percentuale equa).
            +1,5+1,5 ricevuti delle regioni, per mezzo dello stato, che portano a 9.
            l’effetto è di 1 tassa non rientrata e 9 rientrate.

            immagino non sia piacevole rendersi conto di questo (spesso viene additato come ruberia).
            specialmente per le regioni autonome.
            ma io lo dico senza personalismi e rancori.
            è l’italia che ha fatto un errore enorme a ripartire una certa somma in modo diseguale.
            quando una spartizione è impari significa che uno paga per l’altro e con il passsare degli anni la divergenza aumenta sempre più.

            come ripeto l’autonomia deve essere tutelata e non è comunque il problema, ma il valore della percentuale per la ripartizione delle tasse non è legato all’autonomia, specialmente se questa è collocata in un ambito con realtà prive di autonomia.
            se l’italia fosse onesta dovrebbe ripartire il malloppo secondo il merito o la produttività delle singole regioni (ma questo è un mio parere).

            riguardo alla vostra storia, conosco la libertà che godeva il principato e l’eventuale tutela austriaca in caso di necessità, intendevo solo dire che abbiamo avuto una strada… quasi parallela 😉

    1. l’articolo xe beo, ma la roba che me lasa la boca suta xe che sti poitici no i ciapa mia la decixion de destacarse da i so partiti e ndar vanti co l’indipendensa (almanco che i fuse coerenti co el so partito e/o co l’inisiativa indipendentista).
      soravia i sarìa de exenpio, ma i gà inparà massa puito da i tajani e no i ghe pensa a canbiar.
      i sta là co i pìe su do “tochi” che galixa, pò co uno el va in xo i mola staltro.
      i me par “i veri convinti de le so idee”. zaia in primis.

      1. Vianello, una persona che fa politica dovrebbe essere al corrente di cosa stia succedendo in Italia e nel Veneto.
        Dovrebbe rendersi conto che è assurdo obbligare le imprese a trasferirsi in paesi come Austria e Svizzera, per l’eccessiva tassazione. Se i politici veneti non si sono ancora resi conto di ciò, vuol dire che non valgono niente o sono dei farabutti.
        Zaia dovrebbe per primo incitare i veneti all’indipendenza, non dire in tv che 7000 imprese hanno chiuso i battenti in Veneto e che vi sono 4 regioni del sud con un debito di 5 miliardi di euro, che noi veneti dovremmo come sempre contribuire a pagare, con i nostri vicini di casa magari che si suicidano per motivi economici. Un giorno Zaia, consiglieri regionali e politici come Tosi dovranno rispondere per aver permesso la distruzione del nostro Veneto, invece di ricorrere all’indipendenza, che è l’unica salvezza del Veneto.
        Quando una convivenza non funziona da anni ci si separa, invece di continuare a litigare e ricevere accuse di razzismo da popoli che hanno contribuito alla rovina dell’intero paese.

        1. si, sto discorso lo cognoso.
          chel che voleva dir xe che ogni tanto vien piovegà on poitico che’l fa o el dixe calcossa in favor pa’ l’indipendensa come se’l fuse oro colà… come se gavesimo da la nostra on “toco” (poitico) inportante.
          mi gò senpre vu dubi so sto tipo de xente e i so interventi.
          però, pensavo, i xe dubi no sertese…
          invese le sertese le xe senpre vegnue fora, pa’ sfortuna, a favor de i me dubi.
          i xe poitici, cofà ti dixi ti, che no ghe inporta gnente de’l so populo… de i so veneti (e no parlo sol che de economia che anche se la xe inportante no xe el fondaminto de on populo).
          pa’ ver credibilità e voti i fa de tuto, e i crede de ver la solusion in man par… “goernar”.

          el punto xe:
          dovemo ancora darghe poder?
          gavemo veramente necesità de lori?
          (oviamente pa’ ver l’indipendensa)

          no poso dirlo mi, ma se vien deciso de farghe portar vanti la cauxa a zaia p.e. e lu ACCETTA, alora se ghe stà sul cul fin che no’l conclude. el laorarà anca gratis cofà i raprexentanti da IV.
          se no la xe na tolta par el cul a lori, a tuti i iscriti e a tuti coei che i vol l’indipendensa.

    1. Ricordiamoci che niente viene dal niente, per ottenere l’indipendenza bisogna volerla. L’autodeterminazione dei popoli è riconosciuto dal trattato di New york al quale anche l’Italia vi aderì.
      Inutile propagandare stupidaggini, come esiste il diritto del popolo rom, esiste anche per il popolo veneto.
      BISOGNA SOLO MUOVERE IL CULO!!!
      Come disse il furbacchione Berlusconi: NON HO MAI VISTO UN PESSIMISTA VINCENTE.
      Basta mettere in pratica tale frase. In quanto al plagio, non abbiamo alcuna Wanna nel movimento, ma solo gente consapevole che l’Italia sta trascinando il Veneto nella miseria più nera e che l’unica salvezza è nell’indipendenza.

    2. tutti sono chiamati ad adoperarsi per l’ Indipendenza Veneta , se tra la lega dei “giochetti” c’è chi si prende le sue responsabilità ben venga , chi queste responsabilità le elude o le ostacola avrà da pagare un conto salatissimo ! I veneti no ze poentoni e co Indipendenza Veneta i gà trovà el volan pa far vaer el so peso ! destra sinistra lega e listine camuffate avvisati

      1. Fabrizio prima o poi otterremmo l’indipendenza. La voglia di libertà è in tutti i popoli del mondo.
        I politici che non fanno nulla ed ostacolano la voglia di giustizia e libertà che hanno i veneti, si ricordino che un giorno, ad indipendenza ottenuta dovranno pagare del male che arrecarono al popolo veneto.
        Propongo un dibattito pubblico stile Obama-Romney tra un dirigente IV e Tosi o qualsiasi politico contrario all’indipendenza.
        Poichè è in gioco la vita dei veneti, si faccia subito un dibattito pubblico.
        Mi sa che i nostri politici pensano più alla sedia che ai veneti.

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