“A NORD EST 7 SU 10 SONO CONVINTI: PAGHIAMO MOLTO, LO STATO DA’ POCO”

E’ il titolo di un articolo pubblicato nel Gazzettino dell’11 giugno 2013 nel quale viene evidenziato che i cittadini di quest’area geografica continuano a percepire un forte squilibrio tra ciò che versano e quello che viene restituito dallo Stato per la spesa pubblica

Il Gazzettino prosegue: “Andando indietro un pò il residuo fiscale del Veneto, nel 2007 ammontava a 18,80 miliardi di euro, semplificando è come se ogni Veneto pagasse 3.908,00 euro in più rispetto ai servizi che riceve. La riduzione di 1/3 di questo divario libererebbe risorse per circa 6,3 miliardi di euro e per ogni Veneto vi sarebbe un beneficio di 1.303 euro. Con le risorse che si libererebbero si sarebbe potuto ridurre a zero il prelievo nel Veneto dell’Irap, della tassa automobilistica e degli altri tributi “minori” della Regione, e ridurre del 10,8% il prelievo  Irpef”

Ecco che si torna quindi a parlare del residuo fiscale  del Veneto. Il residuo fiscale è in sostanza la differenza tra le tasse pagate dal Veneto e quanto torna nel territorio stesso in termini di spesa pubblica e quindi di servizi

Quanto non torna in Veneto in termini di spesa pubblica e quindi di servizi corrisponde sostanzialmente ad una ulteriore tassazione dei redditi prodotti

Nel  2011 il residuo fiscale del Veneto è stato, in miliardi di euro 16,21 (http://www.dps.tesoro.it/cpt/tavole_statiche.asp (Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica)

Considerando una popolazione in Veneto al 01.01.2012 di n. 4.853.657 unità  (http://demo.istat.it/pop2012/index1.html) , corrisponde pro capite ad un residuo fiscale di euro 3.340,89.

Da notare che tale dato è espresso al netto degli interessi del debito pubblico. Debito pubblico  che il Veneto non ha creato in quanto la spesa pubblica anche per i servizi del territorio è stata sempre inferiore rispetto alla contribuzione data allo Stato

3 risposte a ““A NORD EST 7 SU 10 SONO CONVINTI: PAGHIAMO MOLTO, LO STATO DA’ POCO””

  1. ecco perchè è assurdo che continuiamo a vivere in uno stato di avvilimento e di frustrazione!
    Usciamone, e torniamo a vivere! per noi stessi anzitutto, per le nostre famiglie, i nostri giovani, il nostro amato e bellissimo territorio da preservare per le generazioni future, prima che cada in balia di appetiti estranei e perversi, prima che muoia la civiltà dei veneti!…
    alla fine, gioveremo anche alle regioni vicine, e potremmo essere d’esempio per quelle più lontane che potrebbero imboccare un’altra strada, invece di starsene a succhiare e sperperare il latte da roma, quando dovrebbero attingere alle proprie intelligenze e alle proprie indubbie capacità per innestare dei processi virtuosi… è il centralismo romano il cancro mortifero e il modello da demolire!

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