TROVA LE DIFFERENZE

no balls no playArt. 5 Costituzione italiana: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”.
Art. 2 Costituzione spagnola: “La Costituzione si basa sulla indissolubile unità della Nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli”.
Ebbene, Artur Mas, premier della Catalogna, ha indetto per il 2014 il referendum per l’indipendenza dalla Spagna.
Invece Luca Zaia, governatore del Veneto, nonostante sia stato impegnato dalla Risoluzione 44 (concepita, scritta e sostenuta da Indipendenza Veneta) ad avviare il percorso referendario ed abbia il consenso dei Veneti, dorme ed, anzi, va in televisione – senza contraddittorio – per dire che l’indipendenza non si può fare, smentendo se stesso.
Domanda: quel’è la differenza?

Luca Azzano Cantarutti
Presidente – Indipendenza Veneta

27 risposte a “TROVA LE DIFFERENZE”

  1. I veneti si ricorderanno di Zaia e dei suoi compari alle prossime elezioni…..
    Luca , Luca ….. sarà quello che cercherà di portare il veneto al collasso …. ma gli sarà
    impedito da chi al veneto e ai veneti vuol bene veramente.

    wsm

      1. Se Zaia fosse interessato all’indipendenza avrebbe già avuto tutte le risposte ai problemi.
        Affermare poi che la costituzione italiana non permette il referendum per l’indipendenza, cosa è se non mancanza di rispetto verso i veneti?
        Luca, ma cosa credi che siamo tutti imbecilli in Veneto?
        Nessuna costituzione è al di sopra dei diritti dei popoli.

  2. Direi che potendo scegliere preferisco di gran lunga aver scoperto adesso da che parte sta Zaia.
    Spero che tutti i cittadini della imminente Repubblica Veneta si ricorderanno bene da chi e come sono stati governati e non mi riferisco solo a Zaia, anche se devo dire che il nostro governatore mi aveva già abbondantemente deluso in precedenza. Mi sarei aspettato una presa di posizione molto più forte già durante l’emergenza per alluvione nel 2010, come pure quest’anno, alla notizia che il governo avrebbe prelevato gli introiti dell’IMU lasciando le amministrazioni comunali a secco. Una timidissima protesta verbale e nulla più. E’ ora che con la polenta cominciamo a mangiare anche un po’ di spinaci. WSM

  3. ma se Zaia blocca il percorso verso il referendum, a chi e da chi può essere chiamato a rispondere?
    la risoluzione 44 non prevede tempi, e obbligatorietà?

    non si può stare ad aspettare che gli scada il mandato…
    se anche le delibere consiliari possono con lui diventare aria fritta, bisogna pensare ad altre strade.

  4. La differenza è che Zaia deve render conto ai suoi compagni di coalizione che sono “veneti” devoti a Roma e che potrebbero minacciare la caduta della Giunta regionale. Eppoi se, come diceva don Abbondio, uno il coraggio non ce l’ha…

    1. Ma cosa vi aspettate da un partito come la lega? la lega non può consentire il radicarsi in Veneto di un sentimento da piccola patria che alla lombardia è negato in forza di ragioni storiche. In tal senso le parole di Zaia su Catalogna e Scozia sono state più che eloquenti. Catalani e scozzesi hanno partiti loro, non hanno affidato la loro azione politica a movimenti transregionali (a parole naturalmente, in realtà il partito è sempre stato e continuerà ad essere tutto lombardo) legandosi mani e piedi come ha fatto la liga veneta con Bossi. A volte mi sono chiesto cosa ne sarebbe stato della liga se avesse continuato la sua strada da sola, se avesse coltivato meno folklore e più lungimiranza poitica intorno alla necessità di sviluppare il movimento nel resto del nord est. Ma leggendo la storia dell’autonomismo in Veneto mi sono imbattuto nella teoria vertiginosa di scissioni, ripicche, musi duri che hanno sempre impedito il crescere di una forza unitaria e strutturata senza la quale non si combinerà mai alcunché, con buona pace di chi si ostina a non cercare alcuna forma di collaborazione tra IV e VS.

  5. Zaia,una delusione epocale.
    L’ho visto anch’io giorni fà in tv dire che la Costituzione italiana impedisce il referendum sulla questione indipendentista,e quindi la strada è bloccata,chi dice il contrario mente.
    Volevo buttare la tv dalla finestra,lui poverino fà parte dei questuanti che vanno a roma a mendicare le briciole,ma quale prima i Veneti Zaia,a te mancano sai cosa…..

    1. Poverino????
      Caro Aldo qui secondo me il problema è che la NOSTRA povertà fa la loro ricchezza…
      Ricchezza di pochi e poi per il telegiornale sento i nuovi rincari per 2013 mentre un presidente di una repubblica che che ci vuole fagocitati e inerti si aumenta la pensione di 8000 euro….
      La rinascita della nostra repubblica fondata finalmente su valori e non sui loro interessi li spaventa a morte… sarebbe la fine di agi stipendi e vita da favola costruita sul sudore e sacrifici di persone con la schiena ormai troppo curva per poterli sostenere e non se ne vogliono rendere conto…
      dico LORO stavolta includendo anche zaia ,(senza maiuscola), ho atteso abbastanza per farmi una opinione e ora temo il responso sia uno solo:
      VENETO VENDUTO!!!!
      Il nostro scudo ora è iv e la loro preparazione se fallisero mi domando il crescente sdegno anzi ira delle persone a cosa potrebbe portare…

    2. A Zaia non mancano le palle, infatti sta andando contro il volere della maggior parte dei veneti prendendoli in giro, quindi di palle ne ha abbastanza, anche per noi che da buoni creduloni crediamo a ciò che dice.
      Si dovrebbe mettere da parte l’orgoglio personale e unire tutti i movimenti indipendentisti per una grande manifestazione da fare prima di febbraio, ed invitare i veneti a non votare.
      Solo uniti vinceremo. Basta protagonismo, il Veneto prima di tutto.

      1. Giustamente insiste su questo tasto, egr.Adriano Giuliano, ma sondando ho potuto constatare che l’umore dei vari promotori dei numerosi movimenti non è in sintonia con la sua proposta, da questo orecchio non ci sentono; d’altronde mi sembra dimostrato anche dai commenti, in altri post, a me indirizzati.
        Quando mediamente si confrontano le donne con le galline si reca un danno a quest’ultime.

  6. Zaia, come governatore “italiano” della Regione Veneto, non è tenuto e nemmeno autorizzato a dedicare risorse al referendum: si tratta di qualcosa al di fuori del suo mandato (allo stesso modo non è tenuto e neppure autorizzato a dedicare risorse al ponte sullo Stretto di Messina).

    Ma qui sta il punto: non serve che sia Zaia a indire un referendum. Qualunque associazione come Indipendenza Veneta o addirittura qualunque privato cittadino può far partire una consultazione popolare, scegliendone i tempi e i modi. Si tratta semplicemente di raccogliere le firme della maggioranza dei veneti maggiorenni a favore dell’autodeterminazione, anche se questo dovesse avvenire nell’arco di molti mesi invece che in un fine settimana. Raccolte le firme, il popolo Veneto si è espresso, e l’Unione Europea e in generale ogni Stato che riconosca il diritto all’autodeterminazione non può che riconoscere il Veneto come Stato indipendente.

    Ovviamente raccogliere le firme di oltre due milioni di persone richiede risorse dell’ordine di svariati milioni di Euro, per cui “farebbe comodo” che queste risorse venissero dalla Regione. Ma la Regione non può legalmente giustificare questa spesa, perché non rientra nelle sue competenze. Ed è per questo che se aspetteremo che il referendum venga indetto dalla Regione, aspetteremo per sempre.

    Bisognerebbe invece cercare di creare la raccolta firme “dal basso”, sfruttando volontari (che non si limitino ai gazebo, ma contattino amici, parenti e sconosciuti), sponsorizzazioni industriali, donazioni (anche piccole, magari al momento della firma — 10 Euro a testa dal 2% dei Veneti sono piu’ di 1 milione di Euro) etc.

    1. sono convinta anch’io che sarà questo che alla fine si dovrà fare, a parte che già mi sembra che la famosa deliberazione regionale escluda costi a carico della regione, o forse ho capito male…
      Oggi come oggi, la maggioranza della popolazione non sa niente di questo appuntamento e di questa opportunità, per questo, se fosse possibile profittare della propaganda per le prossime politiche per informare sulla prospettiva del referendum e dell’indipendenza, sarebbe una buona cosa.

    2. Ma io, senza neanche pensare a Zaia o altri, l’avevo detto che sarebbe stata una cosa difficile. E non voglio neppure discutere ora che cosa succedera’ esattamente se il Veneto diventera’ indipendente; questo e’ un argomento ancora piu’ complesso. Pero’ fate bene a cercare di raccogliere firme eccetera; potrete sempre dire che avete tentato tutte le vie legali e pacifiche. Ma secondo me l’Unione Europea non riconoscera’ niente, o riconoscera’ un’autonomia del tutto fittizia. Gli unici ai quali recentemente e’ stata concessa l’autodeterminazione sono il Kosovo, grazie ai bombardamenti dei suoi alleati americani, e l’Ossezia, grazie all’intervento dell’esercito russo. Non voglio distruggere tutti i vostri progetti, sono solo un po’ pessimista (ma dicono che in genere i pessimisti siano intelligenti)

      1. Condivido i suoi timori, sig.ra Marzia, il Veneto indipendente, ma mi spingo fino alla Serenissima, incute timori non solo all’Italia ed all’Europa ma al mondo intero.
        Sono tautologico ma come facciamo con le basi yankee che soggiogano il nostro territorio?
        Forse una nostra delegazione si reca, con bandiera bianca issata, ai loro comandi chiedendo se gentilmente sgombrano il campo?
        Con simpatia.

        1. io invece sono ottimista perchè l’indipendenza non ce la regala nessuno, ma se un popolo consapevole di esserlo la vuole riesce a prendersela perchè è nel suo diritto, ed è uno di quei diritti che non sono disponibili: ce l’abbiamo, sta a noi farlo valere.
          Il problema è vincere l’indifferenza dei più, e soprattutto la non conoscenza delle possibilità che abbiamo di cambiare le cose: dobbiamo volerla veramente l’indipendenza per ottenerla.

          1. Non si tratta di essere pessimisti od ottimisti, sig.ra Caterina, ma pragmatici.
            Essendo stato un costruttore edile ho iniziato ad innalzare i miei fabbricati sempre partendo dalle fondamenta, quindi sono propugnatore dell’apertura di ogni singola coscienza umana con la conseguente consapevolezza.
            Nessuno ti regala nulla, ogni cosa te la devi conquistare, quindi d’accordo con lei.
            Buona fine e buon inizio d’anno.

    3. caro anonimo indipendentista:
      Il referendum per essere legale e quindi riconosciuto dall’europa deve essere indetto da un’organismo italiano,(e quindi riconosciuto e leggittimato a livello internazionale),regolarmente votato quindi che abbia mandato per governare
      IV ha identificato questo organismo nella regione veneto, in definitiva quella persona che lo deve portare avanti nella veste di governatore del veneto, votato dai veneti è appunto zaia,(sempre con la minuscola)
      altrimenti tu puoi raccogliere anche tutte le firme di tutti i veneti ma esse non avrebbero valore legale,sarebbbero poco più che un sondaggio…
      altrimenti la Catalogna o l’irlanda del nord sarebbbero già libere da un pezzo!
      Abbi fiducia nel direttivo di IV,sanno bene quello che fanno…
      Anzi guarda, fa come ho fatto io,(anche io prima avevo un sacco di dubbi o idee),trova una riunione vicina a dove abiti e va a fare un giro potrai fare molto di più che avere notizie come quella che ti ho dato io ,potrai fare tante domande e ricevere tutte le risposte che ti serviranno per fare stare zitti tutti quelli che sentenziano contro l’indipendenza senza un minimo di cognizione di causa con i quali abbiamo tutti a che fare 😉

      1. PERCORSO VERSO L’INDIPENDENZA:
        il Popolo Veneto non può intraprendere un sano percorso verso l’indipendenza finchè sussiste la dicotomia tra la aspirazione popolare che pare in Veneto orientata in senso indipendentista e la vocazione filo centralista dei rappresentanti volontariamente e liberamente eletti al Consiglio Regionale.
        Una volta che il Popolo Veneto abbia eletto i suoi rappresentanti in maggioranza di indirizzo indipendentista costoro possono dichiarare unilateralmente l’indipendenza.
        E tale atto non viola il diritto internazionale come ha stabilito la corte di giustizia dell’Aja sentenza del 22 luglio 2010 sul caso Kossovo.
        Naturalmente bisogna eleggere dei rappresentanti non a vocazione filogovernativa e disposti a fare la dichiarazione di indipendenza non solo a parole ma soprattutto nei fatti.
        Nel caso del Kossovo l’Italia lo ha riconosciuto come stato indipendente, senza tener conto degli argomenti della Serbia, e coerentemente dovrebbe applicare questa regola anche in casa propria.
        L’idea della petizione proposta dall’anonimo indipedentista è ottima, ma ancor meglio è pretendere che i propri rappresentanti si orientino in quel senso non riellegendoli se tradiscono la volontà popolare.
        E’ comunque opportuno continuare con la raccolta firme anche per mesi ciò dimostrerà non a parole ma nei fatti che il Popolo Veneto esige, reclama e si merita L’INDIPENDENZA.

  7. Canterutti ma di cosa ti meravigli ? Zaia e Tosi (presidente del Veneto e segretario il 2° della Lega in Veneto) passeranno alla Storia come i fautori della miseria e della deindustrializzazione del Veneto.
    Il minimo come degli incapaci per non aver saputo prevedere e capire dove andavano a parare.E’ odiosamente troppo comodo dire sempre che è colpa degli altri.
    Bisogna scalzarli . Preparino le loro valigie.Il leone ha chiuso il libro e alzato la spada segno che il tempo
    dell’attesa è finito. W S.Marco

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