TRISSINO APPROVA REFERENDUM INDIPENDENZA ALL’UNANIMITA’

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La sera del 29 aprile tutti i soci di Indipendenza Veneta delle valli dell’Agno e di Chiampo si sono recati al consiglio comunale di Trissino, paese di importanza storica a cavallo delle due vallate, per assistere al voto sul progetto di legge per indire il referendum sull’indipendenza del Veneto.

E’ il quarto comune veneto ad approvare il progetto di legge regionale numero 342, ed il primo ad avere la totale unanimità da parte di tutti i consiglieri comunali e sindaco. Questo è lo spirito che deve lanciare il resto dei comuni veneti a fare altrettanto. Non può esserci opposizione ad un’iniziativa di buonsenso che vuole dare voce ai cittadini del Veneto, perché non c’è azione più trasversale di voler  dare la parola al popolo.

Indipendenza Veneta ringrazia il sindaco di Trissino, Claudio Rancan, e tutti i consiglieri comunali. Finalmente ecco degli amministratori che rispondono alle esigenze dei propri elettori, anziché tergiversare aspettando ordini dalle scuderie di partito. Finché i nostri rappresentanti rimangono servi di un apparato centralista, non potremo mai uscire da questa crisi perché nessuno ci regalerà nulla. Aspettare vuol dire perdere tempo e peggiorare la situazione.

Che Trissino serva da esempio per tutti gli altri comuni!

Lodovico Pizzati
Segretario – Indipendenza Veneta

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10 risposte a “TRISSINO APPROVA REFERENDUM INDIPENDENZA ALL’UNANIMITA’”

    1. Ma le altre province?
      O si dorme o si hanno sindaci estranei al territorio( quest’ultimo è un dato di fatto, che ci farà fare la fine della lombardia)e non interessati all’indipendenza.

  1. tutti i soci ci son andati.
    io che son a 10minuti d auto l ho scoperto oggi e qui. ottimo :-(((
    ringraziamo anche Ramina per aver portato all ordine del giorno.

  2. io ho già proposto al mio sindaco col quale ho un buon rapporto mi ha risposto negativamente con mia grande sorpresa…
    Ora sto cercando di raggiungere i consiglieri uno già mi ha risposto affermativamente parallelamente poi pensavo di raccogliere le firme …
    Così magari si sentirà più al “sicuro” se il suo elettorato glielo chiede. Che schifo…non si rendono conto che rifiutando di fare quell’assemblea non vanno contro a nessuno se non alla libertà di espressione delle persone che amministrano dicendo poi alle stesse persone che il prezzo e il taglio dei servizi non è colpa loro …
    L’omissione non è forse una colpa?

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