SPESA PUBBLICA, IL VENETO IL MIGLIORE!

La presente analisi ha come scopo principale quello di porre in evidenza come il Veneto, già oggi, sia in grado di distinguersi, dalle altre regioni, nella gestione della pubblica amministrazione.

Questo grazie soprattutto alla capacità di applicare quella necessaria efficacia e efficienza gestionale e che si riflette positivamente nella spesa pubblica.

Pur essendoci certamente molto da migliorare non possiamo comunque negare che il Veneto riesce anche ad erogare buoni servizi ed anche servizi di eccellenza.

Con riferimento ad esempio alla spesa complessiva regionalizzata (al lordo degli interessi sul debito pubblico) – anno 2010 rileviamo che la spesa per abitante in Veneto è stata la minore rispetto a quella delle altre regioni.

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Tali dati pubblicati (fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – Garantire la corretta programmazione e la rigorosa gestione delle risorse pubbliche – la spesa statale regionalizzata 2010) rilevano appunto la spesa per abitante (in euro) di ciascuna regione come riportato nella tabella che segue (col. 1).

Se si considera ora la spesa per abitante sostenuta nell’anno 2010 dalle singole regioni considerate e la si moltiplica per gli abitanti della regione di riferimento rilevati dall’istat all’1.1.2010 (col. 2), si determina la spesa complessiva che le singole regioni hanno sostenuto nell’anno 2010 (col. 3).

Se si considera invece la spesa per abitante sostenuta nell’anno 2010 dal Veneto (col. 4), come costo standard, e la si moltiplica per gli abitanti di ogni singola regione (col. 5) si determina quanto le regioni avrebbero speso se avessero osservato il parametro di spesa per abitante dei Veneti (col. 6).

Come si può rilevare il risparmio di spesa complessiva sarebbe stato, in un solo anno enorme, pari a circa euro 77 miliardi; se si confronta con il debito pubblico di circa 2.000 miliardi di euro tale dato permette di fare molte considerazioni.

Considerazioni del tipo che non avremmo certamente il debito pubblico attuale e quindi la situazione disastrosa in atto e che comunque i risparmi di spesa avrebbero potuto essere utilizzati, ad esempio, per una spesa pubblica produttiva tale da creare effettiva crescita economica ma anche per la diminuzione delle imposte dirette e dell’iva al fine di evitare la fuga delle aziende, per erogare incentivi alle imprese e alle famiglie, praticamente per un sostegno concreto all’economia reale e quindi di riflesso con enormi benefici anche di carattere sociale.

Comunque una politica economica esattamente opposta a quanto fatto fin’ora soprattutto con riguardo alle modalità dei tagli della spesa pubblica che hanno sempre premiato i tagli lineari portando le amministrazione che hanno amministrato bene (Veneto), che hanno rispettato il patto di stabilità (Veneto), che hanno rispettato i limiti relativi alle assunzioni già in linea con paesi europei (Veneto)… in condizioni di non poter più garantire neppure i servizi essenziali se non con enormi difficoltà.

Al riguardo vediamo ad esempio come un taglio percentuale del 10% della spesa pubblica per abitante in Veneto anno 2010 vede diminuire l’importo da euro 7.756 ad euro 6.980 mentre la spesa pubblica per abitante in Valle d’Aosta vede diminuire l’importo da euro 17.351 ad euro 15.615!

Certamente tale analisi è basata su una rigida applicazione matematica ma certamente è molto vicina a come dovrebbe essere la situazione reale. Tuttavia con l’aiuto di modelli statistici si sarebbero potuti, da sempre, apportare le eventuali correzioni.

La distribuzione delle risorse sarebbe da sempre dovuta avvenire non con riferimento alla spesa storica, che ha premiato e continua a premiare solo chi ha sprecato e spreca, ma con riferimento alla migliore spesa e il migliore servizio erogato.

Praticamente sarebbe stato sufficiente copiare con un po’ di necessaria umiltà dai Veneti anche il modello gestionale pubblico visto che il Veneto è riuscito a coniare “le pratiche migliori” con riferimento continuo ad indici di efficienza ed efficacia gestionale.

Tutto questo “non fare” per troppi anni è stato invece la concausa della disastrosa situazione economico, sociale e di impoverimento continuo che stiamo vivendo e che avrà presto fine con l’Indipendenza Veneta.

Dott. Alessandro Vidale

4 risposte a “SPESA PUBBLICA, IL VENETO IL MIGLIORE!”

  1. Di fatto la spesa evidenziata non ci favorisce . Accanto ad una sanità che nel Veneto da anni è in peggioramento dobbiamo anche “subire” l’immigrazione dei sanitari addetti e le difficoltà per i nostri figli all’ingresso nel mondo del lavoro pubblico.
    Giova ricordare a tal proposito che il parametro più importante per il calcolo dei numeri chiusi per l’accesso alle facoltà di medicina è su base regionale e si basa sul numero dei posti letto.
    Alle facoltà di medicina del Veneto ( Padova e Verona) sono riservati un totale di circa 490 posti all’anno ( richiesta di 7-800 medici all’anno nel Veneto) contro gli oltre 800 dati alle facoltà di medicina della Sicilia ed i 1257 a Roma per il Lazio.
    I conti non tornano a i veneti , considerato che la Sicilia ha circa gli stessi abitanti ed il Lazio pochi di più. Risparmio le altre regioni per motivo di brevità.
    Di certo la pratica del risparmio virtuoso nelle spese sanitarie attuato dalla nostra regione con la conseguente riduzione dei posti letto non giova nè ad una sanità migliore ( per i veneti) nè alla possibilità di laurea in medicina per i nostri figli e trattandosi di una professione “protetta” dal sistema pubblico non mi pare poco….
    Essere virtuosi può andar bene ma non mone !!!!

  2. D’accordo, ma due considerazioni: 1-La spesa media per abitante del Veneto e’ molto vicina a quella delle altre principali regioni del Nord. Il problema principale forse e’ sempre quello della differenza con il Sud e il Lazio.
    2-Mi era sembrato di capire che in un eventuale futuro Stato veneto si vorrebbe comprendere anche il Friuli e il Trentino, e qui le cifre sono tra le peggiori.

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