Indipendenza Veneta: la scelta del cuore e della ragione

manifesto_44 STAMPAOggi si conclude una fase di impegno civico di migliaia di volontari che è coincisa con una straordinaria partecipazione, mai vista fino ad oggi, per l’Indipendenza Veneta. Il culmine è stato raggiunto sabato 16 febbraio, grazie a oltre 10.000 veneti che si sono recati a Venezia per sottoscrivere il testo di legge regionale che convoca il referendum per l’indipendenza veneta per il prossimo 6 ottobre 2013. Tutte le giornate prima e dopo il 16 febbraio sono state un grande successo di pubblico e di entusiasmo.
L’appuntamento per la chiusura della campagna elettorale è per oggi pomeriggio a Mestre, in piazza Ferretto dalle ore 18 alle 19.30. Nella serata ci saranno poi altri due incontri nel trevigiano, a Istrana e a Segusino, che concluderanno il nostro “allenamento” per l’indipendenza veneta. È infatti da lunedì prossimo che scatterà il grande impegno che per il nostro movimento coincide con la conquista dei municipi del Veneto, per portare a compimento la straordinaria cavalcata verso la creazione della nuova Repubblica Veneta.
E non preoccupiamoci troppo se i consiglieri regionali dovessero aver timore di fare il loro preciso dovere di nostri rappresentanti politici strapagati, perché grazie alla vittoria elettorale in 10 comuni in tutto il Veneto, come previsto dall’art. 20 c. 2 dello statuto regionale, Indipendenza Veneta porterà all’approvazione del consiglio regionale la legge referendaria per indire il referendum che porrà ai cittadini veneti un quesito molto semplice: “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana? Si o no?”.

Domenica 24 e lunedì 25 febbraio prossimi finalizziamo questo straordinario impegno che abbiamo dimostrato, dando il turbo all’unico progetto concreto per la tutela del nostro benessere.

E da lunedì tutti al via per la fase due, il completamento dell’opera con la conquista dei municipi veneti, perché non può esserci alcun vero cambiamento se non parte dai nostri comuni.

Non permettiamo che i vecchi e nuovi (e con gli stessi difetti originali dei vecchi) partiti italiani oltre al furto delle nostre risorse, 20 miliardi di euro di ogni anno, ci rubino anche solo la speranza di poter continuare a vivere con la dignità che spetta nella nostra terra.

Indipendenza Veneta è l’unica scelta di responsabilità: nel momento più importante in cui tutti si chiedono come uscire da questa situazione diamo fiducia a chi ha tracciato la strada, i tempi e gli strumenti concreti per agganciare il Veneto all’Europa e al mondo civile, da cui l’Italia è ormai uscita.

Votiamo e facciamo votare Indipendenza Veneta, una scelta del cuore e della ragione, per noi e per le persone che amiamo.

Gianluca Busato
Portavoce – Indipendenza Veneta

4 risposte a “Indipendenza Veneta: la scelta del cuore e della ragione”

  1. Ho 65 anni e mi piacerebbe morire veneta. Voterò senz’altro IV e spero che davvero si possa fare qualcosa. Quando dico che voterò IV, mi guardano come fossi un fenomeno strano, una vecchia matta e basta.
    Temo che, se ci sarà il referendum, avremo amare sorprese. Intanto, in bocca al lupo!

    1. Abbi fiducia incrollabile Emanuela, 😉

      Quando verrà formulato il referendum, il popolo Veneto si libererà dalle pastoie del regime centralista, di questo sistema baro e ignobile.

      Ogni giorno che scorre, sempre più Veneti aderiscono al progetto e palesano il loro favore all’Indipendenza del Veneto dall’Italia.

      Presto sarai tu, a trattare i tuoi sarcastici detrattori, quali poveri visionari giurassici, che sperano ancora in una formula di governo marcia fino alle fondamenta, grazie alla sua politica corrotta e ignobile.

      Guarda ad esempio, quella che dovrebbe ottenere prossimamente il ministero della sanità italiano ( se vincerà Bersani, ma non è per nulla scontata la vittoria delle sinistre ), una certa Rosi Bindi, che da quanto mi risulta, si è mantenuta praticamente da sempre con la politica, come si comporta disgustosamente, quando una trasmissione d’inchiesta come ” REPORT ” ( RAI 3 e non certo Mediaset ) le formula delle domande scomode, citando i loschi ingranaggi insiti nel suo PD.
      Questa è l’ITalia, e questi sono quelli che ci hanno governato e che ci governeranno finchè non saremo indipendenti.

      Segui sino in fondo il filmato.

      http://www.corriere.it/inchieste/reportime/interviste/rosy-bindi-contro-report/5c0f2f1a-7c63-11e2-9e78-60bc36ab9097.shtml

    2. Emanuela, siamo stati presi in giro per 20 anni dalla lega, è logico che siano molti i pessimisti, ma quando si avrà la data certa del referendum, i veneti festeggeranno, specialmente gli attuali scettici.

  2. Caro Adriano Giuliano, certo che se si fa il referendum, questo viene vinto al 70% di sicuro ma e’ solo dopo allora che viene il bello. Con la vittoria del sì non abbiamo concluso ancora nulla.

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