APPELLO AGLI INTELLETTUALI VENETI: VENITE CON NOI!

paolo_bernardini_2_websiteHo letto l’invito di Anna Durigon a considerare la possibilità di uno sciopero della fame per attirare l’attenzione dei media verso la nostra proposta referendaria, e accelerare l’inevitabile decisione del Consiglio Regionale. Apprezzo il coraggio di Anna. Personalmente, credo che lo sciopero della fame sia una forma di protesta irrispettosa nei confronti di chi la fame la soffre davvero, sia nel mondo sia in quella piccola, splendida porzione di mondo sofferente anch’essa che è il Veneto. Ci sono molti milioni di essere umani che lo sciopero della fame sono costretto a farlo ogni giorno, e purtroppo non possono interromperlo.

Personalmente, vorrei lanciare un appello agli storici, ma in generale agli intellettuali veneti. Sposate la nostra causa, partecipate alle nostre riunioni, date il vostro contributo!  Lancio questo appello perché sono uno storico e dunque mi rivolgo per dir così alla mia “categoria professionale”. Per prima cosa, occorre ribadire l’importanza di quanto fatto dagli amici milanesi, Marco Bassani, Carlo Lottieri, e Alessandro Vitale, e alla presenza online di un sito, www.risoluzione44.org, che ha l’appoggio esplicito del meglio del pensiero liberale classico internazionale, da Hoppe a Raico a Pascal Salin. Si tratta di un “endorsement” non da poco, superiore anche, quantitativamente e non qualitativamente certo, a quello dato da due economisti veneti, e sottolineo veneti, quali Michele Boldrin e Luigi Zingales, ad un movimento come “Fare per Fermare il Declino” che ha avuto, purtroppo, una battuta d’arresto fatale, per una vera e maldestra ingenuità.

Credere nell’indipendenza del Veneto è in un certo senso facile, facile perché le premesse sono due: 1100 anni di felice autogoverno, dal punto di vista della Storia, e la prevalenza del benessere nei piccoli Stati nel mondo contemporaneo dal punto di vista della Scienza Politica. Sono due realtà auto-evidenti, e per questo innegabili. Un intellettuale che sposi la causa di Indipendenza Veneta non dovrà inventarsi sogni confusi ed essere poi costretto a difenderli istrionicamente. Uno storico è, per usare un linguaggio giuridico, una “persona informata dei fatti”. Per questo invio a tutti i miei colleghi storici e appassionati del passato di Venezia un mio piccolo “avviso di garanzia”.

Purtroppo, nelle università venete, gli storici dell’età medievale e moderna sono pochi, purtroppo, anche se si tratta di eccellenti studiosi. Forse meno di dieci gli ordinari del mio settore, la Storia moderna, e tra loro la metà prossima alla pensione. Tuttavia a loro mi rivolgo per primi, ché sanno molto della Storia di Venezia e sanno anche quanto grande sia stata, quanto unica. Il loro apporto sarebbe essenziale, e, come ripeto, non dovrebbero in un certo senso inventarsi nulla. Fanno surf su un’onda di 1100 anni.

Lo stesso vale, e a maggior ragione, per gli economisti. Con l’eccezione degli USA, che però sono dall’origine uno stato federale, il maggior benessere al mondo è nei piccoli stati. Il Veneto sarebbe uno stato tra i più ricchi e felici al mondo.

Se dunque ho parlato agli storici e agli economisti – e mi rivolgo a tutti coloro che pratichino queste discipline, indipendentemente dal fatto che lavorino o meno nelle università – non meno gradito sarebbe l’apporto dei giuristi. Sappiamo bene come complesse siano le interpretazioni della Costituzione stessa, che è violata in primis, e costantemente, da coloro che poi si fanno suoi paladini quando si tratta di negare ai veneti non dico la libertà, ma la possibilità di esprimersi circa il loro destino, la loro appartenenza o meno alla compagine statuale italiana.

Per cui mi rivolgo a tutti gli uomini e le donne di penna: la causa della libertà in ogni epoca e per ogni popolo si declina in maniera diversa. Sono sempre più convinto che qui ed ora si declini nell’indipendenza, per il Veneto, e non solo per il Veneto. Coraggio! Contrariamente a quanto diceva Don Abbondio, uno il coraggio se lo può dare

In questo momento in Italia si stanno sognando mondi possibili, ma molto vaghi, per uscire dall’inferno sulla terra che si è venuto a creare, non tanto per la nequizia degli uomini, ma per l’impotenza strutturale di un sistema. Di fatto, la reale assenza di un governo mostra la verità della Storia: anche quando vi sono stati governi, non si è mai potuto governare davvero. Il re è nudo. Eppure non dico solo il Veneto, ma tutte le regioni d’Italia meriterebbero di più, vi è un potenziale umano immenso. E da ogni parte, sia nel privato sia nel pubblico. Ma il sistema non funziona.

IV non insulta, non impreca, non si improvvisa comico davanti alla tragicità del momento. Neanche la più salace barzelletta porta al riso i condannati nel braccio della Morte.

Per cui sarei davvero felice se coloro che svolgono il mio stesso mestiere, che sanno assai più di me della storia di Venezia, che sanno bene in quale situazione siamo, diventassero dei nostri. Il silenzio, ancorché dettato dalle migliori ragioni, si traduce spesso in complicità. Vi è certamente un brivido anche piacevole nell’esser testimoni di una rovina. Ma vi è anche un’istanza morale che ci obbliga ad individuare vie d’uscita.  Nelle persone di buona coscienza, la seconda deve prevalere sul primo.

Paolo L. Bernardini

40 risposte a “APPELLO AGLI INTELLETTUALI VENETI: VENITE CON NOI!”

  1. Baravissimo! Spero che l’appello venga accolto. Purtroppo però la gran parte degli intellettuali è di sinistra, per ragioni che in questa sede sarebbe troppo complesso sondare. E vediamo che molta sinistra italiana, che pur si dice progressista, rimane in realtà ancorata ad un’idea obsoleta di stato ottocentesco.
    Dovrebbe passare con chiarezza il messaggio- non solo rivolto agli intellettuali, ma a tutti i veneti- che il movimento indipendentista è rivolto a chiunque, indipendentemente dal suo orientamento politico. Troppi confondono indipendenza con autonomia, con federalismo, e ci confono con la Lega. Non è facile convicere persone con saldi pregiudizi.

    1. Grande persona il professor Bernardini.
      Intellettuali di sinistra, destra o centro, la questione referendaria del Veneto la può comprendere solo colui che rispetta il prossimo, la libertà altrui.
      Chi non riesce a comprendere cosa significa l’indipendenza per il popolo veneto, o è ignorante o estremamente fascista; non vi sono vie di mezzo.
      Puppato, Cortelazzo ed altri contrari al referendum(non all’indipendenza)per l’indipendenza,hanno la scuola di Stalin e disonorano il nome del partito del quale fanno parte, oltre ad offendere i veneti.
      IV deve pretendere dal consiglio regionale al più presto una risposta:.
      – si può fare il referendum?
      -si? bene.
      -no? perché?
      Basta perdere tempo, non possiamo più permettercelo.

  2. A mio modesto parere, se sperate che sbrindellandovi un pezzetto di questa marcia Italia (presso la quale non trascurate di ricoprire tuttavia incarichi ufficiali e addirittura “accademici”) le Banche, quelle vere, vi rinnoveranno crediti, vi sbagliate di grosso.
    Avete vissuto a credito fino ad ora, adesso ho l’impressione che sia tempo, come diceva Celine, di morire a credito.
    Il vostro mito del NordEst si mostra per quello che è sempre stato, una locomotiva costruita da altri e alimentata da carbone altrui. Voi ne siete stati i macchinisti, del tutto incuranti di dove andava e di chi trasportava.
    Bene, capolinea. La locomotiva andava in fonderia, e c’è da sperare che ci rimaniate sopra con tutti i demagoghi appena un poco più furbi di voi.

    1. scusa ma non capisco cosa intendi dire.
      che ci abbiano mangiato in testa si sà, ma chi?
      gli indipendentisti?
      conosci qualcosa che non vuoi o non puoi dire?
      gradirei una tua motivazione più chiara, più esplicita (se possibile) altrimenti, uno come me, non riesce a fare 1+1.
      grazie.

      1. … Ogni 10 ore di lavoro ne dono ben 7 chi è a credito?
        Ma le banche hanno elargito credito con il lavoro di chi ?
        Qual’è il lavoro delle banche attuali se non quello di creare pezzi di carta, ovvero ricchezza virtuale in cambio di beni prodotti e quindi ricchezza reale?

        1. Il commento di Sartori e’ sprezzante e non interessa, pero’ solleva un problema, che non so se e’ stato esaminato a fondo. Che cosa succedera’ con il sistema bancario, crediti, risparmi eccetera se il Veneto diventera’ indipendente?

          1. Marzia, le banche seguiranno sempre il denaro e staranno dove il denaro c’è. Le banche non guardano confini nè guardano governi, piuttosto influenzano i governi

    2. Del tuo intervento apprezzo che ci metti la faccia, nel senso della foto, sul resto un mare di farneticazioni che denotano una difficolta’ di mettere a fuoco ed analizzare la realta’ . In bocca al lupo.

    3. Sartori,

      Ma tempo fa, non dicevi che a Venezia eravamo poche centinaia in corteo, che avremmo fatto un flop elettorale, perchè il futuro indipendentista appartiene in esclusiva a Veneto Stato ( 8.900 voti contro i nostri 33.000 ).

      Adesso scomodi impropriamente Celine, per ripetere il tuo mantra psicotico, nel palese e nel contempo patetico tentativo d’intaccare il diamante, rappresentato dal nostro Movimento, che forse non avrà 5 stelle, ma ne ha sicuramente una in più, dei decani del fallimento politico che tu rappresenti ambiguamente a corrente alternata.
      Riduci il tuo livore impotente, che rappresenta esclusivamente i tuoi palesi fallimenti esistenziali e non il percorso di IV !!!

      Penso proprio che sia tu quello arrivato al capolinea, fosse non altro per il binario morto che ti sei creato autonomamente, con i tuoi esangui tentativi d’accreditare il fallace.

      Riposa in pace caro Sartori, di simulacri giurassici ne vediamo già abbastanza a roma, senza cercarne altri di ruspanti del rigenerato territorio Serenissimo.
      Il nostro percorso è comunque in crescita e disperati come te, dovranno farsene una ragione.

      Ad Maiora

      CrisV

      https://www.youtube.com/watch?v=pQnopYnyDyg

    4. Guarda che le banche hanno fatto soldi a palate con i veneti, finanziandoli, facendosi pagare interessi al di sopra del tasso massimo consentito dalla legge.
      Chi si è accorto di ciò si è fatto risarcire facendo causa alla banca; purtroppo le banche sanno che la maggior parte delle persone non contesterà mai i loro estratti conto e ne approfittarono.
      Per non parlare dello stato italiano che con il 70% di tasse sta distruggendo la locomotiva nord est.
      Noi veneti non siamo inferiori ai tedeschi,non abbiamo niente meno di loro, abbiamo qualcosa in più; abbiamo l’italia, della qual dobbiamo disfarcene al più presto se non vogliamo fare la fine della Grecia.
      Purtroppo sembra che IV stia dormendo, permettendo a Zaia &co. di distruggere il nostro tessuto economico.
      Ma Zaia, è andato a prendere la mancia in Austria perché sta favorendo il trasferimento delle piccole imprese venete in Carinzia?
      Cosa è andato a fare in un paese che ci frega le imprese?
      Governatore, scusa ma cosa dovrei pensare!

  3. grazie Paolo Bernardini.
    spero che almeno voi storici riusciate ad unirvi ed essere compatti dando, quindi, a molta gente l’esempio e la conoscenza perduta.

    personalmente sono convinto che la presa di coscienza della propria identità possa venire solamente attraverso lo studio della propria storia in quanto nostra genitrice (cronologia dei nostri avi).
    altre forme d’approccio par l’indipendenza servono solo a tamponare (ovvio meglio che nulla e da non sputarci sopra) ma non pongono purtroppo solide basi per il futuro e non aiutano certo nel riappropriarci della nostra coscienza (=apprendere assieme=dal vecchio al giovane=storia).

    per me voi siete la vera struttura portante. le auguro (e “ci”) auguro che altri storici colgano il suo invito.

    1. Ieri passeggiavo per Treviso. Mi son fermato davanti alla stele di un leone scalpellato dai Francesi. Se un popolo conosce la propria storia è in grado di leggere il presente e progettare il proprio futuro. Non aviga a vista ma segue una rotta ben precisa. Il despota di turno lo sa bene. Per questo calunnia, deride, traccia squadra e compasso alla mano nuovi confini, cala dal proprio Olimpo nuovi valori e a quelli il popolo di sè stesso dimentico piega le ginocchia. Egli ne disprezza, ne nasconde, ne mistifica le memorie. Anzi le riscrive, a proprio arbitrio, dimostra come gli eventi ne giustificassero il potere, necessariamente. Offre al popolo quei mitologemi che lo rendono servo di un eterno presente.

  4. Per accogliere l’invito del Prof.Bernardini bisogna essere spiriti liberi, e non asserviti alle culture dominanti costruite per sostenere regimi e…carrozzoni! Ci vuole onestà interiore e coraggio, che spesso manca a chi si è adagiato alla comodità di assecondare chi può appoggiarti nella carriera o ti spiana la strada della considerazione sociale…
    E’ triste, ma è così che si sostiene un mondo falso, costruito per illudere le masse ed assoggettarle a propri disegni…eppure abbiamo visto come sono finiti i regimi del novecento.. e gli imperi si sono sgretolati, prima l’uno poi l’altro, ma i prodromi ci sono ancora qua e là: coi miti del passato sta in piedi l’Italia di oggi, ancora per un po’…
    E si tende a costruirne un altro di impero, su basi economiche, se non saremo noi, piccoli, a contrastarlo e a vigilare perchè non accada sulla nostra pelle, sulla nostra identità.
    Veneti siamo, e vogliamo rivendicarlo! e costruire sul vero del nostro essere, e non su astratte mortifere ideologie!
    Speriamo che l’appello lanciato dal Prof. Bernardini sia accolto! non si può stare a guardare, essere indifferenti o distratti, non si deve!
    Voi che contate, perchè sapete, perchè studiate, perchè capite, non lasciateci soli a combattere…

  5. Prof. Bernardini,
    ha tutta la mia stima e la mia gratitudine!
    Sarebbe bello che la Sua lettera trovasse il giusto rilievo sui giornali nazionali..
    ma credo che sia difficile al momento.. giusto?
    Ho sottoscritto la risoluzione 44 con grande gioia e convinzione, spero che persone di “spessore accademico” facciano altrettanto. Ho notato con enorme meraviglia che diversi firmatari sono della mia provincia, mi rincuora vedere che alcuni miei concittadini sentono ancora vive le loro radici venete.
    D’altra parte l’enorme leone marciano sul nostro castello é una testimonianza ineludibile..
    Mi sono permesso di scrivere un commento su Wikipedia riguardo la scelta della Serenissima di non colonizzare le Americhe… devo ammettere che mi ha mosso più l’amore per Venezia che solide conoscenza storiche… comunque mi piacerebbe conoscere cosa ne pensa! il link é qui (ultimo commento) http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Giovanni_Caboto
    La saluto con grande riconoscenza, con l’augurio di poter sentire un giorno una Sua conferenza nella mia città su quanto Brescia sia profondamente Veneta.

    Matteo da Brescia

    1. Matteo, sono andata a leggermi la citazione la cui lettura così gentilmente ci hai facilitato e ti ringrazio… ho provato anch’io un grande sentimento di orgoglio per poterci dire eredi di cotanta civiltà e grandezza umana e sapienza!… quanti motivi avremmo a far conoscere nelle nostre scuole, almeno quelle venete, la storia della Serenissima, e speriamo che sempre più futuri nostri insegnanti si preparino e approfondiscano…
      Venezia, terra di libertà, anche per questo atteggiamento confermata… con l’uomo considerato al centro di ogni comportamento politico… grande!
      Grazie!
      caterina

      1. Grazie a Te, Caterina 🙂
        Mentre l’occidente industrializzato boccheggia, l’oriente sta risorgendo.. e a mio modestissimo parere si sta per certi versi riconfigurando una situazione simile al ‘600: La globalizzazione dei commerci e delle transazioni nelle quali Venezia giocherà un ruolo chiave quale ponte tra la produzione orientale ed il consumo occidentale.
        Credo che il futuro della Repubblica Veneta sarà davvero fulgido, se saprà valorizzare nei paesi orientali, soprattutto la Cina, i successi del passato. Verso l’Africa e le Americhe poi, non essendosi macchiata di soprusi, predazioni e violenze, troverebbe a mio avviso una apertura maggiore rispetto agli altri Paesi europei, che sono stati ex colonizzatori.
        Se ciò dovesse accadere, sono certo che la mia città deciderà di abbandonare Milano per riabbracciare la sua cara Venezia.

        Matteo da Brescia

    2. Ciao Matteo, sono andato sul sito e ho letto con piacere le notizie sulla Serenissima.
      Mentre gli altri popoli commerciavano schiavi la Serenissima li liberava.
      Che differenza culturale tra noi e altri popoli. Siamo troppo miti, ecco perché è difficile fare scendere in piazza un milione di persone come in Catalonia.

      1. Grazie Adriano Giuliano 🙂 ,
        più che notizie, sono mie considerazioni… non a caso chiedevo conforto a chi è competente in materia!
        Comunque essere miti non è un segno di debolezza, se alla mitezza si accompagna la determinazione!
        W S. MARCO!!!

        Matteo da Brescia

  6. Mi dispiace Paolo, ma non sono assolutamente concorde con quanto affermi.
    Chi deve sopportare la fame non ha scelta, chi invece per scelta decide di sottoporsi allo sciopero della fame deve comunque decidere.
    All’inizio è una scelta relativamente semplice, ma dopo il secondo giorno, devi scegliere in ogni momento di riconfermare la tua lotta pacifica.
    Io non so se i tuoi colleghi accoglieranno l’ivito, certo è che più persone potranno “sbattere” contro il problema, meglio sarà.
    Ci sarà un fuoco di sbarramento politico e mediatico. Useranno anche la tua affermazione per dire: “anche il proff. Bernardini non è concorde”.
    Mi dispiace, ma questo non lo ritengo assolutamente intelligente, fare il gioco degli italiani intendo.
    E’ comunque una scelta importante che può portare anche a spiacevoli conseguenze, quindi avrai in futuro la cortesia quantomeno di rispettarla.
    Nessuno ti ha chiesto di condividerla, stanne fuori.

    1. Insisto, lo sciopero della fame se portato avanti con la massima serieta’ puo’ diventare un suicidio, e quindi e’ sbagliato, qualunque sia la motivazione.

      1. hai ragione, Marzia… fatto da adulti e navigati, Gandi, Pannella, può sortire effetti perchè c’è tutto un apparato che si mette in moto… ma una giovane donna, noo! col rischio che si dica poi che è anoressica… io l’abbraccio con tanto affetto l’Anna Durigon, è generosa, è coraggiosa, ma le dico anch’io: non devi farlo!

  7. In molte occasioni avevo lasciato commenti in cui ritenevo l’iniziativa risoluzione 44 un’opportunità formidabile per creare consenso sul tema del referendum . Mi fa molto piacere che Paolo ne dia il giusto rilievo e spero che il movimento continui a pubblicizzarla . Risoluzione 44 è a mio avviso un passo in avanti nel cercare di aggregare il consenso, anche di chi non fa parte del nostro movimento , su un tema universale come il referendum .

  8. A commento dell’iniziativa di Anna Durigon avevo sottolineato che quanto fatto da Gandhi era un unicum nella storia e che noi veneti abbiamo un compito ben più facile in quanto a differenza dell’ india di quel tempo comunque possiamo votare . Inoltre si corre il rischio che l’iniziativa venga ridicolizzata e paragonata agli scioperi della fame di Pannella ( pensate alla satira italiana ).Non mi piace invece quando Giannarcixo dice a Paolo ” Nessuno ti ha chiesto di condividerla .. stanne fuori . Mi permetto di dire che io rivendicò il diritto di tutti di esprimersi anche in senso contrario a qualsiasi iniziativa e poi sarà il movimento a fare la sintesi in modo democratico e a prendere una decisione.

    1. Concordo eccetto che su un punto: non e’ vero che ora per il Veneto la situazione e’ piu’ facile. Infatti ai tempi di Gandhi l’Inghilterra era indebolita e era incominciata l’era delle decolonizzazione, mentre ora il mondo purtroppo e’ dominato da potenze e poteri forti, che tendono a un vero totalitarismo, e le elezioni popolari valgono poco.

  9. Paolo, non ti offendere se ti dico che dovresti essere il nuovo Presidente della Repubblica (ahimè, quella italiana…). Dai, scherzavo! Ce ne fossero di persone come te!
    Ti ho conosciuto ad una riunione di Veneto Stato nel lontano (si fa per dire…) Ottobre 2011, se non sbaglio, a Mestrino (PD). Sapendoti ligure e non veneto di origine, ho sentito un piacevole contrasto (Genova e Venezia erano nemiche quando non avevano i Turchi da battere).
    Ero ancora bambino (undicenne) quando masticavo i primi libri di Storia (Giulio Bedeschi – Nikolajewka: c’ero anch’io – sesta edizione 1973), roba difficile per i miei coetanei del tempo, oggi, praticamente impossibile… ma da quel lontano periodo, capii che la Storia mi dava le risposte a tante domande.
    Ma la Storia insegna una cosa: non insegna, perché gli uomini ripetono gli stessi errori.

    Ebbene, sono passati oltre 35 anni da quel primo approccio alla Storia (sono sempre stato attratto dagli eventi bellici storici) ma non riesco a guardare avanti senza uno specchietto retrovisore. Per questo il passato è sempre qualcosa da ammirare. Chi invece vuole coprire il passato, sbatterà in qualche muro. Anche questo, la Storia, insegna.

  10. Caro Paolo ( Bernardini ),

    E’ raro che io non sia concorde con te, ma questo è uno di questi casi anomali.

    Anna ha proposto un digiuno di liberazione di confronto, non una dieta d’aggressione o di disgregazione, sul profilo Pannelliano.
    Anna ha causato oltre 100 commenti con la sua saggia provocazione.
    Solo il fatto che tanti abbiano discusso questo argomento, è di per sè un successo.

    Non ci scandalizziamo mai, quando nel piatto di gente oltremodo benestante, si trovano aragoste, ostriche e champagne, oppure se costoro possiedono Ferrari e Rolls Royce.
    Lo consideriamo semplicemente un sinonimo dei nostri tempi.
    Ma tu lo invochi come un’offesa verso chi non possiede, un digiuno forzato, un atto peraltro contemplato da molte religioni del pianeta, quale percorso purificatorio dello spirito, non ultima la religione Cristiana.

    Io conosco il mondo, ho visitato 52 nazioni nell’intero globo, in ogni continente eccetto l’Australia e non come turista passivo.
    Vedi anche nei Paesi del terzo mondo il questuante vestito di stracci, a fianco dell’auto di lusso parcheggiata, quartieri poverissimi, prossimi a quelli sfarzosi ( le favelas di Rio ad esempio ) eppure tutto ha un equilibrio e anche in quei luoghi, nessuno pensa che il ricco passi a fianco al poverissimo per affronto.

    Anna ha stabilito una provocazione costruttiva e non bellicosa, per smuovere con maggior impeto le acque chete regionali, che, a causa di Zaia e compari, stanno assumendo un tema soporifero nonostante la nostra azione dirompente, precisa e oltre gli schemi della politica giurassica.

    Caro Paolo, lasciamo lavorare i giovani come Anna, esortiamoli a cercare strade inedite, altre forme di lotta legale, che ci portino al più presto verso i nostri orizzonti di gloria.
    Non è imponendo i nostri schemi e le nostre esperienze, che favoriremo la libera espressione dei nostri giovani.
    Sono al 200×100 con Anna, perchè ha il coraggio di oltrepassare il limite, senza per questo ledere terzi.
    Il digiuno di massa è un marcato atto di protesta civile, che offre visibilità nel mondo, senza danneggiare nulla e nessuno, a parte i patimenti personali per la mancata immissione di cibo nell’organismo.

    Gandhi prima del digiuno di massa, effettuò la corsa verso il mare per l’acquisizione del sale, al tempo monopolio inglese.
    Cercò strade nuove, alternative, inesplorate per la sua lotta di liberazione.
    Anna, con i suoi giovani del movimento, cercano strade inesplorate, al solo fine di consentirci una più rapida indipendenza.
    Anzichè glorificare questa loro consapevole e coraggiosa scelta, noi ” vecchi ” tarpiamo loro le ali, sulla base delle nostre congetture presuntive.
    Anna fa parte di quella generazione che ha portato al Parlamento italiano circa 160 parlamentari come lei, giovani, inesperti, ma con tanta voglia di cambiare finalmente le cose.
    Vero è che una prima compagine del giurassico mondo politico è stata scacciata dalle Camere, dopo vent’anni di predominio interno.

    Lasciamo che i giovani si esprimano, che realizzino, che cerchino i punti di svolta che noi per varie ragioni non siamo riusciti a conseguire.
    Anna ha perfettemente ragione.

    Viva Anna !!!

    Ti saluto con rinnovata amicizia e infinita stima.

    CrisV 🙂

    PS : Perdonate se verificherete errori, ma per ragioni di tempo ho scrito di getto, senza rileggere.

    1. Ti ringrazio per le parole d’elogio Vero Veneto, che spero di meritare.

      In questo momento i veri Grandi, Grandissimi, sono Anna e Maurizio.
      Sosteniamoli con ogni nostra forza e senza nessuna riserva.

      Riguardo il conoscerci sarò, più che onorato d’incontrarti.
      Se ci saranno occasioni comuni, chiedi pure di me, a qualche membro del direttivo.

      Arrivederci a presto.

      CrisV 🙂

  11. Stimato Prof. Paolo L. Bernardini,
    Le scrivo perchè sono concorde con lei riguardo il dissuadere dall’usol del digiuno usato per qualsivoglia motivo, giusto o sbagliato, come ricatto per le proprie motivazioni. Per Quanto riguarda invece il suo appello agli intellettuali a supporto della causa Indipendentista veneta io proporrei una “due giorni” di Convegno sul tema dell’ Indipendenza coinvolgendo tutte le voci del Veneto in rappresentaza dei movimenti indipendentisti e degli intellettuali italiani ed internazionali che tengono a pronunciare il loro pensiero sulla autodeterminazione dei popoli (ricordiamoci che, a parte la proposta di leggeper il referendum di Indipendenza Veneta non esiste a tutt’oggi una via legale univoca tracciatas a livello internazionale, cioè si riconosce il diritto alla autodeterminazione ma non si dice “come” realizzarla). Potrebbe scaturirne un “Manifesto” comune che sarebbe una pietra miliare verso l’indiperndenza, ridando slancio alla causa, sia nazionale che internazionale…
    Un luogo secondo me ideale per l’evento potrebbe essere La sala Filarmonica di Camposampiero (600 posti) che si trova a due passi da Villa del Conte (PD) dove I.V. ha ottenuto il suo più largo consenso elettorale: 11% e dove c’è un hotel “Al Leone D’ Oro” che è consono ad ospitare coloro che venissero da fuori con cucina tipica veneta.
    Cordiali saluti,
    Roberto Roman di Padova

  12. Ni scusi, professore, dimenticavo ma lo davo per scontato, tutti i rappresentanti della indipendenza dei popoli della penisola italica (ad es. Il prof. Storti ha dato la sua disponibilità) e dei movimenti internazionali di Scozia, Catalogna, etc. sarebbero i benvenuti….

  13. Bernardini, impeccabile, il mio morale era basso per i pochi voti presi, e dopo questo scritto mi ritrovo sempre più convinto che l’unica strada possibile per dare un futuro credibile ai veneti e all’Europa e l’indipendenza dei popoli .
    Per Paolo, quando non sai cosa fare ! fai uno scritto.

    1. 33mila pochi voti ? :-O

      Tu forse non eri presente, quando i partiti indipendentisti riuniti, ne riassumevano un terzo di questa cifra.

      Siamo solo all’inizio, IV ha solamente alcuni mesi di vita.
      Tempo al tempo e la gente ci apprezzerà, sopra ogni altra forza politica del Veneto !

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