“il Veneto”: Indipendenza Veneta unica salvezza dall’Italia che precipita nel baratro

E’ uscito in edicola l’inserto “il Veneto”, inserto pubblicato nell’edizione de il Piave di marzo 2013 e dedicato interamente ad Indipendenza Veneta. Di seguito ne riportiamo la copia digitale.

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13 risposte a ““il Veneto”: Indipendenza Veneta unica salvezza dall’Italia che precipita nel baratro”

  1. Io nel mio piccolo però credo che se la regione approverà il referendum, la data del 6 ottobre è troppo vicina. Non occorre vederlo come un rallentamento o dilungarsi burocratico, ma penso con tutta onestà che sarebbe un fallimento. Sei mesi netti sono troppo pochi per “inculcare” nelle teste dei veneti la necessità dell’indipendenza. Occorre che ne sentano un bisogno quasi fisico perchè il risultato sia efficacie. Il tempo da qui ad ottobre volerà, IV avrà modo di farsi conoscere alla gente su tutto il territorio, ma non sarà sufficiente per cambiare l’attitudine del nostro popolo. Ho seriamente paura che il risultato possa essere bruciato dalla fretta, ed allora saremmo spacciati. Vincolati per sempre alla necrosi italiana. La data scelta dai catalani ne è un esempio chiaro. In una regione dal spiccato senso indipendentista generale, dove le bandiere catalane sono appese fuori da ogni finestra, dove se provi a pronunciare la parola “spagna” la gente ti guarda storto, hanno scelto di fare il referendum a due anni quasi dalla decisione. E’ una data calcolata, serve perchè la gente metabolizzi e crei un vero sentimento di indipendenza.
    Temo che ad ottobre sarebbe una disfatta. Anch’io bramo dal desiderio di staccarmi da questo paese morente, ma la fretta potrebbe essere il peggiore dei mali. Considerando che nel poco tempo di propaganda occorre gestire anche chi farà opposizione, per questo o quel interesse, con mezzi di comunicazione decisamente superiori a quelli di IV

    1. Capisco il tuo timore, ma sono sinceramente convinto che anche se la data fosse fissata tra due settimane, il popolo risponderebbe in massa. L’esasperazione e la paura del futuro crescono di ora in ora, e il risultato della consultazione potrebbe andare ben oltre i più rosei auspici. Il giorno in cui il popolo Veneto vede i seggi aperti per decidere sul suo futuro, li inonda all’istante.

      Oltretutto non c’è assolutamente più tempo per tergiversare. Tra solo un paio d’anni il nostro tessuto economico e sociale sarebbe talmente devastato e inaridito da risultare difficilmente recuperabile in un arco temporale ragionevole, e proprio per questa urgenza immane bisogna cercare di salvare il salvabile prima che il lavoro di generazioni si dissolva in una nuvola di polvere. Bisogna per forza fare presto, appena dietro l’angolo c’è il disordine e la disperazione vera.

      1. Klaus, l’anno scorso parlai con molta gente riguardo l’indipendenza: non ci crede .OCCORRE LA CONFERMA DEL REFERENDUM, perché la lega con le sue false promesse ha diffuso pessimismo.
        E non dimentichiamoci la grande invasione di meridionali che la stato italiano organizzò negli ultimi anni, proprio per distruggere la cultura veneta.
        Ancora adesso arrivano postini meridionali mentre i veneti stanno emigrando,lega nord permttendo naturalmente.

        1. Fra poco il giocattolo si spacca Adriano. Le viti e i bulloni marci che tengono insieme questo mostro fetente e criminale sono strappate via una a una da forze contro cui non possono più opporre la minima resistenza, e il crollo è già in atto. Tra 12 mesi sarà un campo di battaglia, e le regole saranno cambiate radicalmente, forse anche quelle democratiche. E allora in qualche modo ci sfileremo per sfinimento da questo infame lager di popoli a causa della rottura interna del sistema che non sarà più in grado di tenere uniti sentimenti e modi di vivere diametralmente contrapposti. Per questo è di importanza capitale riuscire a liberarsi prima che la nave vada a picco, per salvare il salvabile.

    2. Sono d’accordo con Tini. Il tempo per far sì che il movimento indipendentista diventi veramente un vasto movimento popolare è poco. Perché c’è molta gente dura di comprendonio! Cerco di semplificare al massimo, indicando i principali nodi intellettuali da sciogliere:

      1) Far comprendere che IV non è uno dei tanti partiti in lizza per qualche poltrona, ma un movimento popolare apolitico che ha come unico fine l’indipendenza del Veneto, e non l’autonomia amministrativa. La Lega è in questo il principale ostacolo, perché IV viene superficialmente assimilato ad essa. Il simbolo della Liga Veneta poi è un vero trabocchetto ideologico, col leone di San Marco e la dicitura “repubblica veneta”.
      2) Far chiarezza sul fatto che IV è un movimento e non un partito, e che vi possono aderire anche persone con orientamenti politici diversi.
      3) Unificare i diversi movimenti indipendentisti veneti. Il fine è uno solo e il movimento dev’essere uno solo, altrimenti il rischio è che il messaggio venga travisato e venga appunto confuso con un partito.
      4) Far comprendere la totale estraneità del movimento dallo stato italiano, e che gli impedimenti costituzionali all’ottenimento dell’indipendenza possono costituire un problema ma non insormontabile.
      5) Far comprendere che chiedere l’indipendenza non è un atto eversivo che possa condurre a scontri sociali o guerra civile, ma un legittimo diritto ottenibile pacificamente.
      6) Far comprendere che si chiede l’indipendenza non per chiudersi all’nterno di angusti confini geografici ma per aprirsi all’Europa e al mondo. L’Italia è espressione di un’idea statalista obsoleta che porta, essa sì, all’emarginazione.
      7) Far comprendere che l’indipendenza è l’unica soluzione possibile per la sopravvivenza e la valorizzazione del Veneto e nostra.

      Per diffondere questi messaggi effettivamente il tempo è poco, e non bastano le pur tante e importantissime serate organizzate. Non metto in discussione l’entusiasmo e la bravura dei relatori, ma serve maggior incisività comunicativa, serve uscire nelle piazze, trovare altri canali informativi. Serve maggior visibilità in Internet (quasto sito è troppo poco e scarsamente visibile), poi volantinaggio, presenza nei media di maggior diffusione (ci vuole denaro…)

  2. Infatti qualora approvassero il referendum lo faranno il più tardi possibile ed impediranno a stampa locale e giornali di dare risalto.
    In Catalonia non si suicidano come da noi; credo che siamo messi peggio di loro.
    Ecco perché va bene il 6 ottobre, ciò che non va sono i fetenti della regione che remano contro.
    E’ il consiglio regionale il problema, specialmente le falsità che continuano a divulgare affermando che non si può fare il referendum.
    Non occorre conoscere IV per votare un referendum perché la lega,anche se ci prese in giro, negli anni fece una buona pubblicità contro il mal costume italiano.
    Basta parlare con la gente per sentire se sarebbero favorevoli all’indipendenza e formare una nazione come la Slovenia.
    Bisogna fermare quei politici che diffondono la notizia che non si può fare il referendum, altrimenti neanche nel 2015 arriveremo all’indipendenza.

  3. sono pienamente daccordo 6 mesi sono pochi per far capire alla gente che lindipendenza è lunica salvezza, la verità è che molti stanno ancora bene e non sentono lesigenza.

    1. Alla fine dell’anno il residuo fiscale del Veneto sarà zero, e vedrai che l’indipendenza ce la regaleranno senza fare alcun referendum.
      Non penserai che il sud cominci a pagare le tasse e mantenerci, vero?
      Che sono,degli imbecilli loro?
      Bisogna fare in fretta prima di essere tutti disoccupati perchè le aziende vanno in Carinzia o Svizzera.
      Salviamo il salvabile prima che sia troppo tardi.

  4. Fermare quei politici che remano contro,oppure attivare quei sindaci che potrebbero chiedere a Venezia il referendum.Facciamo il possibile per avere alle serate informative nei comuni i nostri sindaci!Sono loro che vivono la frustrazione ogni giorno di non poter rispondere alle esigenze dei cittadini,sono loro che avrebbero i vantaggi maggiori con l’indipendenza ed è nostro dovere informarli.

  5. Ragazzi..se continuiamo di questo passo..chissa’ fra sei mesi come saremmo messi..sicuramente ancora senza un governo in grado di fare qualche decente riforma..BASTA..NON C’E’ ASSOLUTAMENTE PIU’ TEMPO.. La data per il referendum ci vuole o le persone non crederanno a questa reale possibilita’…

  6. Le isole Falkland hanno scelto tramite un referendum sull’autodeterminazione se rimanere territorio d’oltremare del Regno Unito!
    Dobbiamo anche noi poter decidere il nostro futuro!
    WSM

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