Il treno dell’indipendenza veneta

Ciao a tutti,

parte del congresso (domenica 27 maggio alle ore 9 presso l’hotel Maggior Consiglio di Treviso) sarà dedicato a inevitabili questioni organizzative, tipo le elezioni delle cariche operative e le scelte grafiche sul simbolo. Però questi sono argomenti secondari rispetto all’azione politica che stiamo facendo, ed è questo che rende doveroso per tutti partecipare. La situazione sta cambiando molto velocemente ed è questo il momento di rimanere focalizzati sull’obiettivo per agire con determinazione verso la svolta dell’indipendenza.

Voglio anticiparvi l’argomento politico di domenica che riguarda il nostro percorso verso un referendum per l’indipendenza, e i risvolti della recente presentazione delle firme in Regione. Prima però ci tengo a riassumere i passi da gigante che abbiamo fatto assieme. Intanto ricordiamoci che solo qualche anno fa era totalmente tabù parlare di indipendenza veneta come percorso fattibile e serio, ed era solo concesso come urlo di protesta da deridere. Non sono stati degli slogan vuoti, ma è stata la forza delle nostre idee e dei nostri argomenti a rompere il ghiaccio. Il lavoro di divulgazione che stiamo facendo ai gazebo, e anche tramite gli appuntamenti elettorali, ha avuto un impatto forse spesso silenzioso, ma di durata permanente nella convinzione dei veneti.

Ricordiamoci poi che fino a gennaio 2012 (5 mesi fa) si pensava che l’indipendenza veneta fosse solo il sogno di una minoranza. Siamo stati noi indipendentisti a commissionare un sondaggio scientifico che ha svelato, con nostra stessa meraviglia, che il 53,3% dei veneti voterebbe SI in un referendum per l’indipendenza veneta. Questo ha rivoluzionato la nostra azione politica. Non siamo una minoranza che deve convincere una maggioranza, ma esiste già una maggioranza e noi dobbiamo incanalare questo consenso politico per far valere la sovranità popolare. Questi sono soddisfazioni che non sono piovute dall’alto ma ce le siamo guadagnate noi con un lavoro continuo e determinato. Questo traguardo lo abbiamo raggiunto assieme raccogliendo nelle piazze in poche settimane 20 mila firme per l’indipendenza veneta. Un sondaggio si può ignorare, ma la volontà concreta dei cittadini no, e grazie al nostro formidabile lavoro di squadra stiamo obbligando i rappresentanti istituzionali veneti a dover prendere una posizione sulla questione dell’indipendenza veneta. Mentre il governatore Luca Zaia ci salutava dirigendosi verso il suo ufficio con lo scatolone di firme sotto braccio, si scherzava sul peso del migliaio di moduli al suo interno. Lì dentro però c’era il peso di 20 mila persone, 1400 tonnellate depositate a Palazzo Balbi.

Il prossimo passo sarà fare pressing perché l’interrogazione in Consiglio Regionale per indire un referendum per l’indipendenza veneta avvenga il prima possibile. Sul come ne discuteremo domenica, ma intanto non facciamoci distrarre dai dinosauri che paragonano questa nostra iniziativa con le firme per l’autonomia mandate ad ammuffire a Roma. Qui non stiamo parlando di domandare permesso ad una capitale distante, perché la nostra azione mira a far valere la sovranità del popolo. Queste sono settimane importanti perché l’assetto politico veneto sta velocemente cambiando. Cresciamo in maniera esponenziale perché siamo visti come catalizzatore dell’azione politica necessaria per uscire da questa crisi. Siamo una squadra che ha dimostrato di ottenere risultati, e domenica vi aspetto tutti a riempire la sala congressi da 500 persone. Sarà il giorno che cambieremo marcia strutturandoci come movimento che coinvolgerà la maggioranza dei cittadini veneti e che ci porterà all’indipendenza veneta.

Il treno per l’indipendenza veneta non aspetta, e domenica è il momento di salire a bordo. Non perdiamo questa occasione storica.

Lodovico Pizzati

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