Il processo indipendentista dell’Azerbaijan

Il processo indipendentista dell'Azerbaijan

Sarà che l’Italia rimane il paese delle contraddizioni, ma mentre ci si ostina a non voler prendere in seria considerazione all’interno dello stesso stato italiano tematiche che riguardano l’autodeterminazionee l’indipendenza di parte di territori italiani che inglobano popoli con una propria storia e tradizione come i veneti e i sardi, in alcune università italiane si affrontano proprio queste tematiche.
Infatti il 18 novembre del 2011 in collaborazione con il Dottorato in Storia d’Europa, l’università La Sapienza ha organizzato una conferenza intitolata “Azerbaijan, la doppia indipendenza” in cui sono intervenuti i maggiori esperti del settore e un gruppo di professori dell’università di Baku.
Il tema rientrava sulla nazionalità ed autodeterminazione dei popoli nel XX secolo.
L’Azerbaijan fa parte insieme all’Armenia e alla Georgia di quella parte del vasto territorio del Caucaso che per millenni ha visto confluire ed intrecciarsi popoli di tutto il mondo che hanno dato vita ad una straordinaria testimonianzadelle popolazioni nomadi dell’area, documentate attraverso la diffusissima pratica della tessitura che hanno dato vita a veri documenti storiografici di quegli stessi popoli creando opere uniche. Un esempio ne è la progettazione architettonica che ha dato vita alla futuristica sede del museo del tappeto a Baku, opera che attira migliaia di turisti da tutto il mondo. L’area Caucasica ha attraversato profonde scorribande di popoli, l’ultimo fu quello persiano che nel 1831 dovette ritirarsi dopo un conflitto con la Russia durato più di 30 anni. L’Azerbaijan raggiunge l’indipendenza nel 1918, ma ha durata di soli due anni, fino al 1920. Con la Rivoluzione Russa bolscevica l’area caucasica viene occupata e entra a far parte del blocco delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, ritroverà la propria indipendenza con il crollo del muro di Berlino e la dissoluzione del Comunismo. 
Vi è ancora una zona calda che comprende la regione del Nogorno-Karabagh e altre 7 province dell’Azerbaijan sud-occidentale contese e occupate dall’esercito Armeno, contesa sfociata con una guerra tra il 1992-93. Ora sono in corso relazioni diplomatiche internazionaliper cercare di risolvere la situazione.
L’Azerbaijan comunque sta attraversando uno sviluppo economico molto dinamico della propria società che va dallastoriografia, alla medicina, all’architettura, all’ingegneria, all’informatica, alla cultura. Diverse delegazioni italiane sono già andate ad aprire rapporti economici commerciali con il paese e oggi molte aziende italiane lavorano in Azerbaijan.
Negli ultimi anni la capitale Baku sta vivendo un vero proprio boom dell’edilizia. Questo boom ha portato inevitabilmente ai drastici cambiamenti nello sviluppo urbano della città, trasformando la vecchia città sovietica in un hub di grattacieli. I nuovi sviluppi nel settore immobiliare hanno spianato la strada per altri progetti dell’infrastruttura come la costruzione dei nuovi ponti e strade per ridurre la congestione del traffico. Negli ultimi due anni, il Comune sta effettuando la ristrutturazione diffusa dei vecchi edifici, viali e parchi.
L’economia della città è fondata sul petrolio. L’esistenza del petrolio è nota fin dall’VIII secolo e a partire dal XV secolo venne utilizzato per l’illuminazione ricavandolo da sorgenti affioranti in superficie, poi si passo all’estrazione da giacimenti in mare. Il 25 maggio 2005 viene inaugurato l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan lungo 1.760 km. Insomma l’Azerbaijan fonda la propria forza sulla propria identità culturale ma proiettata in un futuro dinamico, non senza difficoltà, ma con la speranza che un popolo ha di guardare dritto alla costruzione della propria nazione interfacciandosi con una società globalizzata ed in continua evoluzione. Il Veneto una volta indipendente può sicuramente offrire alla comunità internazionale ampie possibilità di investimenti nel proprio territorio, con una vocazione manifatturiera, con la creazione di poli tecnologici e con il potenziamento dell’arte e dell’indotto turistico può sicuramente diventare una delle regioni più floride d’Europa.

Alessandro Panto

5 risposte a “Il processo indipendentista dell’Azerbaijan”

  1. L’articolo e’ molto impreciso. Innanzitutto un movimento che sostiene l’autodeterminazione dei popoli non dovrebbe parlare del Nagorno Karabach come di una “zona calda, ancora occupata dall’esercito armeno”, dato che l’autodeterminazione dovrebbe essere concessa anche ai cittadini del Karabach, per lo piu’ di etnia armena e che hanno combattuto per ottenerla. Altro discordo e’ l’Azerbaijan vero e proprio, che pero’ e’ riuscito a raggiungere l’indipendenza anche perche’ faceva parte dell’URSS, Stato poco democratico, ma federale. Il suo sviluppo economico ora, come ricordato nell’articolo, e’ dovuto molto alla presenza di giacimenti petroliferi, che sembrano del tutto assenti nel Veneto. Con questo non voglio gufare contro l’indipendenza; il Veneto e’ certamente piu’ civile e avanzato in molti settori. Pero’ si devono dare le notizie in modo esatto.

    1. Gentile Marzia, non basterebbero dei libri interi per raccontare le vicende storiche che hanno influenzato le aree del Caucaso, in quanto nel passato si sono avvicendati diversi popoli, imperi, ed incrociate diverse potenze straniere in quest’area geografica. So benissimo che il Nogorno-Karabagh rivendica la propria identità storica a maggioranza Armena, ma attualmente la situazione è irrisolta, tanto che pure l’Azerbaijan si sente di rivendicarne i territori. Ogni popolo ha diritto di trovare la sua giusta via verso l’autodetreminazione, diritto sancito dalla carta dell’ONU, vedremo come andrà la storia:
      http://www.levanteonline.net/index.php/esteri/mondo/7157-nagorno-karabakh-armenia-arzebajian-guerra-armeno-azera-antonio-ammirati.html

  2. Immagino che Alessandro scriva per sentito dire.
    Il Karabagh di oggi è a tutti gli effetti uno stato indipendente con un parlamento un esercito un territorio ben delimitato e con un popolo ben definito. Non è una provincia dell’Azerbaijan, assolutamente, anzi dall’Azerbaijan ogni tanto arrivano colpi di mortaio.
    Il Nagorno Karabagh non è internazionalmente riconosciuto perciò i suoi abitanti adoperano passaporto Russo od Armeno. Il Karabagh comunica con l’Armenia e la popolazione karabagha è culturalmente e linguisticamente dello stesso ceppo.
    La storia ultima?
    Durante il collasso Sovietico a Baku iniziarono i bagni di sangue dove ebrei ed armeni furono costretti a fuggire (non era la prima volta). Per le strade vennero sgozzati centinaia di armeni civili. Il nazionalismo Azero mieteva vittime. Nella regione di Karabagh iniziavano scontri etnici e le popolazioni Karabaghe e armena iniziavano diatribe sfociate in una guerra in cui l’Azerbaijan ha preso le parti della popolazione azera in Karabagh e l’Armenia ha aiutato quella di ceppo armeno in Karabagh.
    Politicamente il Karabagh faceva parte dello stato azero (lo aveva deciso Stalin attraverso le deportazioni!), e questo autorizzava gli azeri a sgozzare gli armeni! Ricordo che le popolazioni di origine “turca” (azeri, kurdi, turchi) hanno effettuato genocidi di armeni a partire dalla seconda metà del 1800, e solo l’Unione Sovietica aveva messo fine a questi massacri. L’odio che l’elite militare e politica musulmana nutre contro gli armeni è storicamente nota. Mi riferisco a quella sunnnita e non sciita che invece rispetta gli armeni.
    Invito Alessandro ad informarsi e non solo, ma anche a viaggiare e vedere con i suoi occhi.
    L’Azerbaijan è uno stato totalitario governato dal terrore e forte grazie al supporto Usa e Turco che sognano di fare un corridoi geopolitico fra Turchia e Azerbaijan.
    Il diritto all’esistenza del popolo armeno credo vada supportato visto e considerato che le popolazioni di origine “turca” hanno ridotto l’Armenia di 30 volte e compiuto una serie di genocidi documentati anche fotograficamente!
    Informati, studia caro Alessandro e viaggia.
    saluti

    1. Gentile Venetian Wisdom…….spero tu abbia anche un nome e un cognome oltre allo pseudonimo, comunque prima di altre argomentazioni ti pregherei di informarti sugli interlocutori che hai di fronte, di conoscerli, di chiedere perchè hanno scritto un determinato testo, il rispetto delle persone per me viene prima di qualsiasi altra cosa. Per tua conoscenza fra le molte cose io mi occupo di arte tessile e antiquariato orientale, penso di avere imparato qualcosa fra viaggi e amici che abitano o provengono dalle aree del bacino del Mediterraneo, dalle aree dei Balcani, dal Caucaso, dal Medio Oriente e dall’Asia, io sono umile, studio e apprendo progressivamente. Ho tenuto numerose mostre ed eventi sull’arte tessile e sulle popolazioni dell’Asia Centrale, ho partecipato a diversi congressi di studiosi sull’evoluzione delle popolazioni orientali. Ti invito a venirmi a trovare in galleria a Treviso, sarà un piacere conoscere un esperto in materia come presumo tu sia.
      Cordialità
      Alessandro Panto
      per informazioni
      http://www.pantotextileart.com
      info@pantotextileart.com

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