Dopo il sì al referendum per l’indipendenza, il Veneto potrà essere come la Finlandia

La nuova Repubblica Veneta potrà investire nell’istruzione e nella formazione per farci entrare nella moderna società dell’informazione

Gianluca BusatoPer quanto qualche pastoia burocratica rischi di far slittare di qualche settimana l’approvazione della legge referendaria da parte del consiglio regionale rispetto al 27 giugno, è importante portare avanti l’opera di informazione su cosa ci aspetterà dopo la vittoria dei sì nel referendum di indipendenza del Veneto che si terrà il prossimo 6 ottobre 2013.

Gli enormi vantaggi che come cittadini veneti avremo con la nascita della nuova Repubblica Veneta sono innumerevoli e meritano infatti di essere raccontati per testimoniare quale grande opportunità rappresenti l’ottenimento della nostra indipendenza.

Il mondo che conosciamo non è stato dipinto sulla cartina geografica in modo immutabile, ma è frutto proprio delle dinamiche umane che nell’ultimo secolo hanno visto la nascita di un enorme numero di nuovi Paesi che hanno conquistato l’indipendenza. Tutti noi siamo oramai abituati, per esempio, a considerare del tutto normale che uno stato come la Finlandia sia indipendente. Eppure non è così da tanto tempo. Da meno di cento anni per la precisione.

Con poco più di 5 milioni di abitanti, la Finlandia ha praticamente la stessa popolazione dell’attuale Regione Veneto. È il più grande arcipelago europeo e il paese della famosa azienda di telefonia mobile Nokia.
La Finlandia ha conquistato la propria indipendenza nel 1917. Da allora, il paese è passato di successo in successo. Nel 1917, infatti, la Finlandia era una delle economie più arretrate d’Europa. Oggi è una delle nazioni più ricche e di successo d’Europa e del mondo. A dimostrazione di ciò, il World Economic Forum (Forum Economico Mondiale) dichiara che la Finlandia ha una tra le 4 economie più competitive del mondo.
Il segreto del successo finlandese è negli altissimi investimenti in istruzione e formazione. Il sistema scolastico finlandese è uno dei migliori al mondo e permette agli studenti che ne fruiscono di acquisire le conoscenze corrette per avere successo nell’economia moderna basata sulla conoscenza.
Un particolare studio che analizza l’istruzione dei cittadini nelle nazioni dell’area OCSE (progetto PISA, Programme for International Student Assessment), classifica gli studenti finlandese come i più bravi. Sotto tale aspetto, il caso della Finlandia ha molte analogie con la Venetia. Infatti, lo stesso progetto PISA ha fornito anche i dati degli studenti scorporati per aree substatali da cui emerge che gli studenti della Venetia hanno raggiunto punteggi molto vicini a quelli degli studenti finlandesi. In Finlandia il 65% degli studenti dell’obbligo accedono a livello di istruzione più elevata. In Finlandia non esistono tasse scolastiche.
I finlandesi considerano una priorità politica l’investimento in nuove tecnologie e nell’innovazione. Per tale ragione la Finlandia investe in ricerca e sviluppo la più alta percentuale sul proprio PIL, garantendo la scoperta e l’introduzione di nuove tecnologie a velocità sempre maggiori. La Finlandia è anche uno dei paesi del mondo con la maggiore sostenibilità ambientale. Essa ha ridotto al minimo l’inquinamento di aria e acqua e riesce a mantenere ai minimi livelli le emissioni di gas ad effetto serra.
Il successo economico della Finlandia gli ha permesso maggiori investimenti in servizi pubblici di alta qualità e un sistema previdenziale generoso, che minimizza la povertà e le ineguaglianze. La Finlandia ha il più basso tasso di povertà infantile al mondo. Solo il tre per cento dei ragazzi finlandesi crescono in famiglie povere. La Finlandia gode inoltre di un bassissimo tasso di povertà nella popolazione anziana.
La Finlandia è sicuramente una delle storie di maggior successo dell’Europa moderna. Cos’ha la Finlandia che manca alla Venetia? L’indipendenza. L’indipendenza ha dato alla Finalndia il potere di competere secondo le proprie capacità e la possibilità di perseguire i propri interessi nel mondo. L’indipendenza è stata la miglior cosa che sia avvenuta alla Finlandia. E sarà la cosa migliore che avverrà anche alla Venetia con la vittoria dei sì nel referendum di indipendenza del prossimo 6 ottobre.

Gianluca Busato
Portavoce – Indipendenza Veneta

35 risposte a “Dopo il sì al referendum per l’indipendenza, il Veneto potrà essere come la Finlandia”

  1. la votazione della regione se slitta di poche settimane puo ancora andar bene ma se si va a settembre(dato che agosto la giunta e chiusa) la cosa puzza..dobbiamo spingere per farla il prima possibile

  2. Se vincono i “SI” allora significa che siamo coscienti di cosa vuol dire indipendenza e siamo pronti e convinti di affrontare tutte le sfide che questa strada ci riserva, consapevoli di poter autogestirsi e confrontarsi con dignità ed eleganza con gli altri popoli europei e oltre…
    Se non si raggiunge il quorum o se non dovesse vincere il “SI”, significa che non abbiamo gli attributi per farlo e sopratutto non si ha capito cosa vuol dire realmente “indipendenza”, che non significa “chiudersi” o “diventare piccoli” o ancora essere “razzisti o egoisti” o addirittura “vigliacchi o primitivi” (alcuni stereotipi che si sentono in giro), ma liberi di esprimersi ed essere protagonisti del proprio futuro e dei propri figli, sicuri di avere le capacità per vincere le sfide della modernità…
    “Veneto è chi il Veneto fa”
    Questa è una mia personale opinione sull’ipotetico risultato del referendum, naturalmente ipotizzando una equa e capillare informazione mediatica a tutto il popolo veneto votante…

  3. Si terrà il 6 ottobre 2013??. Ma questo è vero?.
    Mi sa che i politici veneti non vogliono questo, sono solo servi del potere romano. Una vergogna che esiste grazie ai veneti che hanno votato questi stronzi!.

  4. Il problema VERO del nostro Veneto sono i Veneti stessi, almeno una buona parte di loro…………….
    mi devo trattenere !! Signori non avete ancora capito che lo stato italiano e’ baro, corrotto e vi prende sistematicamente per il culo. Criminali non fanno nulla per il suo popolo. Non ne freghera’ mai na mazza di noi ! Ma quanto dobbiamo andare avanti in questo modo?? Passare per Treviso e vedere questi idioti che festeggiavano la vittoria del pd credetemi da vomitare…….. Quanta ipocrisia. Aria nuova il cambiamento e’ arrivato. CHE SCHIFO SAREBBE IL PD IL CAMBIAMENTO GENTE VENETA SVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Bravo Gianluca scumisiemo a ciamarla sempre col so nome ea nostra grande Nasion!

    * * V E N E T I A * *

    El veneto el xe soo el nome de na rejon aministrativa italiana temporanea.

    Questa xe la VENETIA nostra.

  6. Per me il veneto sarà come i Veneti: una nazione all’avanguardia seppur gelosa custode delle proprie tradizioni, aperta agli stranieri che decideranno di stabilirsi qui per lavorare, con regole semplici ma certe, un futuro al centro del mondo conosciuto.

    1. Ma ti sei mai chiesto il perchè di questa “gelosia” e/o diffidenza verso il prossimo?
      Credo che le radici di tali sentimenti siano dovuti al fatto di essere stati razziati nelle nostre terre in tempi non lontani, proprio da questo stato che ancor oggi procede in tal senso.
      ma la verità non si sopprime, prima o poi esce.
      Tutti quelli che oppongono l’indipendenza incessantemente con mille motivi, sono solo parole al vento.
      RIcordate tutti, il percorso di IV è unico e inviolabile, in quanto si applica alle leggi in maniera ben più che esauriente. Parlino i difensori del demonio, parlino pure, è solo questione di tempo.

      Oggi più che mai W San Marco!!

  7. Le capacità di apprendimento degli studenti veneti sono simili a quelle dei finlandesi ma le possibilità offerte “dal sistema” sono infinitamente minori .
    Su tutte le disponibilità dei posti in numeri chiusi offerti per le facoltà di medicina da Roma al Veneto : 492 posti contro gli oltre 800 dati alla regione Sicilia ( stessi sbitanti) ed ai 1257 dati a Roma per il Lazio ( pochi abitanti in più) .
    Solo l’indipendenza potrà salvare i nostri figli

  8. Il tuo ottimismo Giane è disarmante. Io invece sono incazzato nero, perchè e lo voglio dire fuori dai denti, mi sembra sempre più evidente che la commissione giuridica sia solamente una bufala. Per il mio lavoro ho avuto bisogno più volte di pareri legali anche su questioni molto coplesse e non mi è mai capitato che questi pareri mi venissero forniti oltre una settimana. Se questa commissione, voluta e nominata da Zaia (non dimentichiamolo) avesse avuto veramente la volontà di essere una facilitazione al nostro percorso, penso che un mese potesse essere più che sufficiente, vogliamo essere buoni e considerare le attenuanti del caso e metterne due di mesi, ma ancora non sono stati sufficienti? ! Ne sono passati tre e questa commissione offre il fianco e diviene una giustificazione per spostare il consiglio straordinario. Le pastoie, come le chiami tu, divengono sempre più sabbie mobili. Lodovico è molto positivo sbilanciandosi anche in una previsione molto ottimistica, fino ad oggi non ne ha sbagliata una e questo mi fa ben sperare, ma restiamo vigili e pensiamo al referendum. La Finlandia può attendere.

    1. sono d’accordo con te che la commissione, benchè passaggio burocraticamente previsto, sia stata l’escamotage per prendersi tutto il tempo che al tentenna signor Zaia faceva comodo… per un parere che una volta espresso non sarà neppure vincolante, non si capiscono i tempi senza limiti che le sono stati concessi, al punto di dover spostare il dibattimendo sul referendum richiesto dai consiglieri firmatari… questi non contano niente e sono alla mercè della fantomatica commissione, il cui verdetto pende sulla testa? Se un calendario ha delle regole (firme-data), come mai queste non hanno vincolato anche il lavoro della commissione?
      Vatti a fidare dei cadregari di stato…

    2. Calma Giannarciso, calma,

      La commissione era un atto dovuto, verso il quale sarebbe stato irrispettoso non conformarsi.
      Se affermi che è lenta, sono esattamente del tuo parere, se sottendi che potevamo scavalcarla o boicottarla, la mia opinione è che non potevamo farlo.

      Le azioni non vanno mai risolte d’impulso, bensì con intelligente strategia.
      Lodo come sottolinei, non sbaglia mai, proprio perchè ci consulta quasi quotidianamente.
      Da uomo intelligente, qual’è, comprende che altre teste altrettanto intelligenti, formulano meccanismi realizzativi strategicamente più paganti per il nostro movimento.

      Il nostro non è un lavoro d’esclusivo vertice, bensì di squadra e ogni impulso, ogni segnalazione, viene trasmessa e vagliata con doverosa pertinenza.
      Per noi non vale un grado o una qualifica, bensì la validità attuabile di quel pensiero, che può pervenire anche dall’ultimo dei militanti e/o sostenitori.

      Ti assicuro che quando la commissione dimostrerà la propria incapacità a realizzare, ciò per cui è stata proposta, segnaleremo questo fallimento come un danno per l’intero popolo Veneto e anche in regione, qualcuno ne risponderà di fronte ai cittadini Veneti.
      Poco importerà l’attenuante, d’avere un nostro legale nella commissione stessa, in quanto un solo individuo conta un solo voto in un gruppo contrario, che forse mira a insabbiare una questione.

      T’invito molto cordialmente a raccogliere questa mia precisazione, in un contesto di suggerimento e non certo come una ” tirata “.
      Sai che ottieni la mia stima e il mio apprezzamento in quasi ogni contesto in cui t’esprimi e non manco spesso di sottolinearlo per iscritto, anche in sedi diverse da questa.
      A volte però ( perdona la sincerità ), mi offri l’impressione di raccogliere le sfide con un eccesso d’impeto.
      Oggi invece è il momento della riflessione e della pazienza.
      Giane è ottimista, perchè vede gli interni oltre la stanza chiusa, possedendo elementi che glielo consentono.

      Con stima e fratellanza in San Marco,

      CrisV 🙂

  9. Xe ciaro ke i xe drio tentar de torne pal cu£o. Bixon vedare se i podarà. No bixon darghe tregua. Intanto £e adexion de i comuni al projeto independentista xe estremamente poxitivo e i sarà senpre de pi. Ghemo da farse sentir forte! In tute £e posibi£i ocasion. Se i Veneti fuse informai a dover se risolvaria tuto presto. No vedì mia con quanta cura i tien sconto tuto! I ga na paura boja de noaltri!

  10. domanda:ma dal giorno successivo il SI chi sarà veneto?intendo dire chi aveva la residenza in precedenza oppure chi è veneto da generazioni?
    io adotterei il criterio dell alto adige,chi non è autoctono non avrà MAI la residenza.
    Attendo lumi,grazie

    1. Deciderà la maggioranza del popolo. DEMOCRAZIA DIRETTA (DD).

      E’ probabilmente la miglior formula democratica esistente, anche se non totalmente immune d’errori, visto che il voto della persona a modo, retta, erudita, consapevole, vale quanto quello del galeotto.

  11. A mio parere è veneto ogni residente attuale che si rispetta le regole di civiltà.
    Non vedo perchè debbano andarsene persone operative solo per il fatto di essere nate altrove. Questo è razzismo.
    I primi che non si adegueranno o che continuano con le malefatte saranno presi provvedimenti e valutate espulsioni, ma ciò deve avvenire come ultima fase.

    Simone

    1. Si, sono anch’io concorde con te.

      Il bravo immigrato, rispettoso e onesto,……..magari naturalizzato con la propria famiglia.
      Perchè privarsi di questa benefica risorsa ? A mio parere sarebbe illogico.

      Comunque deciderà la maggioranza dei Veneti per mezzo della DD. Anche questa è democrazia e civiltà.

      WSM

      CrisV 🙂

      PS : Sei poi andato alla conferenza di Barbarano ? Ero presente anch’io.

      1. Ciao CrisV, sì a Barbarano c’ero, e stavo scrivendo anch’io un riassunto della serata, allo stesso tempo ho visto il tuo … molto più ben descritto 😉 ed ho lasciato.
        Ho preso contatti con Barocco e ci troveremo magari la prossima settimana per conoscerci e con l’intento di organizzare un incontro qui ad Orgiano-Vi- coinvolgendo giovani soprattutto, visto che anche un mio compaesano è di forza indipendentista (Leone di San Marco da anni che sventola fuori casa!).
        Finora ai convegni che sono stato (2) ho visto troppi pochi giovani. Vediamo cosa riesco a fare…

        Ciao

        Simone

    2. Mi permetto di aggiungere: solo un Paese che è fiero delle proprie tradizioni e le sostiene senza timore di offendere nessuno può favorire l’integrazione.
      L’approccio itagliano è invece quello di affogare le proprie radici nell’oblio pur di non creare tensioni con i popoli migranti.
      A mio avviso è proprio nella capacità del reciproco rispetto e della condivisione dei valori fondamentali che si rileva l’effettiva integrazione tra autoctoni e nuovi cittadini.
      Chiunque vorrà definirsi Veneto avrà il dovere di conoscere la lingua, la storia e la cultura Veneta, oltre al sacrosanto diritto di arricchire il nostro Paese con il proprio bagaglio culturale attraverso la condivisione delle proprie esperienze e tradizioni, nel rispetto della Legge Veneta.
      Condividete?

      Matteo da Brescia

        1. per me possono essere sia l’italiano che il veneto, tutt’e due, o una …
          a me piace molto sentire bimbetti o genitori diciamo “abbronzati” parlare in veneto…quanto alla storia e alla cultura veneta, ahimè sono scarsi anche i nostri…vittime dell’insana burocrazia scolastica messa in atto da questo stato che si è prodigato a uccidere le identità con l’illusione di, si fa per dire, “formare gl’italiani” e farne una indistinta massa di consumatori di televisione.

          1. Sono d’accordo Cati, il bilinguismo è un gran vantaggio, non un demerito.

            Inoltre nelle future scuole Serenissime per come la vedo io, verrà dato un grande impulso alle lingue straniere specie l’inglese.
            In gioventù dovetti rivolgermi alla scuola privata a pagamento, per apprendere un discreto inglese. Alle medie e superiori imparavo forse a scriverlo l’inglese, ma non certo a parlarlo fluentemente e con la corretta pronuncia.
            Docenti statali di lingue, che non erano stati neppure una volta nella vita in Gran Bretagna o negli USA, ma laureati a pieni voti in qualche università del Sud.
            La scuola di Stato, a mio avviso, insegna poco o nulla e si nota macroscopicamente la differenza di preparazione e d’efficacia d’insegnamento metodologico, tra insegnanti privati e statali.

            In Germania hanno già risolto il problema del bilinguismo e sono in dirittura d’arrivo per il trilinguismo, mentre in Italia, a malapena si conosce l’italiano, specie in certe regioni.

            Ad maiora

            CrisV 🙂

          2. è quel è la lengoa veneta?
            gia in provincia di Vi (dove son io) a distanza di 5km cambian accenti,cadenze, e tante parole… in tutto il veneto , mha
            imho se si trovan , per dire, un veneziano un veronese e un vicentino che parlino il loro dialetto… è un caos.
            esempio http://lmo.wikipedia.org/wiki/Lengoa_Veneta io qui non mi ci trovo per nulla, raixe veneta và meglio.

          3. Eppure Gianni, nonostante queste differenze di pronuncia e con definizioni anche dissimili di alcuni oggetti, tra Veneti nei nostri rispettivi idiomi locali ci si comprende benissimo.

            Si tratterà solamente di semplificare, un patrimonio linguistico già alla portata di tutti.
            Il 70% dei residenti parla Veneto, di consuetudine e in ogni dove.

      1. Certo Matteo che condivido.
        E’ l'”omogeneizzazione” cialtrona dell’Italia, che mi dà più fastidio di tutto.
        A me dispiace, quando ci accusano di volerci chiudere. Basterebbe guardare la nostra architettura: abbiamo accolto ed elaborato il meglio dal MONDO. Siamo un crocevia, ma abbiamo una consapevolezza, e l’Italia proprio questo vuole svilire e distruggere.

    1. Davide Guiotto, per chi non lo conosce, è stato presidente di Raixe Venete per moltissimi anni.

      Un’associazione di cui ha fatto parte lo scrivente per tre anni.
      Oggi la presidenza è passata ad Alberto Montanier, che è anche il capitano della milizia Veneta, Reggimento Veneto Real.

      CrisV 🙂

  12. Non vi pare un pò troppo vicina la data del referendum?non credete che sarebbe meglio aspettare ancora un pò e magari accorparlo per dargli visibilità a qualche elezione importante?
    Credo che ancora troppi pochi Veneti conoscano il vostro movimento e la data del referendum..
    Detto questo buona fortuna,da Lombardo sono con voi e vi seguo sempre con immenso interesse,siete una speranza per tutti i popoli oppressi da questa repubblica.

    1. per me il referendum con la sua domanda secca non dovrebbe esser contaminato da nessun’altra consultazione politica… già tanto a votare per i soliti partiti politici che ambiscono solo a conquistare quallche cadrega ci va a votare sempre meno gente…
      il referendum è un’altra cosa e tutti i veneti sicuramente vorranno dire la loro quando ne saranno a conoscenza, e questo avverrà speriamo quanto prima, stando alla preanninciata riunione straordinaria del consiglio regionale.

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