Il consiglio regionale rallenta il percorso verso l’indipendenza veneta

La situazione economica del Veneto è drastica. La disoccupazione è aumentata del 2% rispetto all’anno scorso e oggi 162 mila veneti sono disoccupati. Ogni mese 2500 veneti perdono il lavoro. Nei primi 9 mesi del 2012 sono 20 i suicidi riconducibili alla crisi economica. Vuol dire che in media ogni mese 2.2 veneti si suicidano per colpa della crisi economica, in rapporto 1 veneto ogni mille nuovi disoccupati al mese. Questa è una proporzione allucinante. Chi pensa che questa sia una recessione ciclica non ha capito nulla, perché quello che il Veneto sta attraversando non è una perturbazione meteorologica. Non è questione di tenere duro facendo nulla perché dopo la pioggia arriva sempre il sole. Questo è un declino dovuto al sistema Italia che gradualmente sta impoverendo noi veneti portando i giovani all’emigrazione ed il resto ad un futuro misero con pensioni penose.

Per questa ragione la priorità assoluta nell’agenda politica del Veneto è trovare una soluzione tempestiva che non aspetta favori improbabili da chi ci colonizza. Il movimento Indipendenza Veneta un percorso realizzabile lo ha individuato, e si chiama referendum per l’indipendenza del Veneto con monitoraggio internazionale. E’ una via d’uscita fattibile in tempi brevi perché non richiede elemosinare consensi a Roma, e già collaudata con successo in diversi altri paesi in tempi recenti. Non a caso migliaia di veneti il 6 ottobre si sono recati a Venezia a sottoscrivere una Risoluzione di iniziativa popolare proprio di fronte al consiglio regionale veneto. Di fronte ad una crisi economica seconda solo all’annessione del Veneto al regno sabaudo nel 1866, quello che i veneti pretendono dai propri rappresentanti istituzionali, i consiglieri regionali, è molto semplice: appellatevi alla comunità internazionale perché garantisca la tutela di un eventuale referendum per l’indipendenza veneta. E’ una azione politica di assoluto buon senso, che non solo dovrebbe ottenere l’assoluta unanimità in consiglio regionale, ma deve anche essere prioritaria alla routine amministrativa che impegna il consiglio regionale. Per ogni mese che la Regione Veneto rallenta inutilmente questa unica nostra via di scampo, i consiglieri hanno sulla coscienza 2000 veneti che perdono il lavoro e 2 veneti che si suicidano.

Il 17 ottobre 2012, 42 consiglieri su 60 hanno sottoscritto la convocazione del consiglio straordinario per discutere e votare un coinvolgimento ufficiale dell’Unione Europea per monitorare il referendum per l’indipendenza veneta. Bene, oggi 8 novembre 2012, il consigliere regionale Sandro Sandri non ha ancora ufficialmente presentato le firme di convocazione all’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Appena le firme sono presentate la Regione Veneto, secondo l’.Art. 49 comma 3 del suo stesso statuto, ha il dovere di fissare questo consiglio straordinario entro 10 giorni. Se le firme non vengono presentate il consiglio regionale non si fa.

Caro consigliere Sandro Sandri, un conto è avere pazienza per coordinare la convocazione senza creare attriti inutili. Un’altra cosa è tergiversare dando priorità alla prassi amministrativa anziché a questa doverosa azione politica. I veneti non hanno uno stipendio di 10 mila euro al mese, e ogni mese che si perde inutilmente ha un costo atroce sulla testa di ogni veneto. Non si può predicare la pazienza stando a pancia piena all’interno dei giardini del palazzo quando la gente fuori sta morendo di fame.

Le 42 firme devono essere presentate entro domani, e il consiglio straordinario deve essere fissato entro 10 giorni. Non è questione di fretta, perché stiamo parlando di approvare una cosa banalissima e di assoluto buonsenso. Quello che il consiglio straordinario deve approvare è semplicemente un contatto ufficiale alla comunità internazionale,una letterina (vedi bozza qui sotto) all’Unione Europea che Indipendenza Veneta ha già preparato. Ci mettiamo anche il francobollo a spese nostre, non serve altro.

Lodovico Pizzati
Segretario – Indipendenza Veneta

60 risposte a “Il consiglio regionale rallenta il percorso verso l’indipendenza veneta”

  1. Caro Lodovico, se il consiglio regionale non farà niente bisogna portar a Venezia tutti i veneti di tutti i movimenti e di qualsiasi partito politico.
    Se non fanno niente, ebbene i consiglieri regionali sono responsabili del disastro economico veneto.
    Se riusciremmo ad ottenere l’indipendenza in altri modi, una volta fondata la Repubblica, dovremmo agire come fece Israele contro i nazisti.Questi consiglieri dovranno essere arrestati e processati per istigazione al suicidio dei nostri concittadini veneti. Bisogna essere criminali, dopo 40 anni, pagare ancora tasse a Roma mentre la nostra gente è alla fame. Bisogna essere criminali favorire la colonizzazione da parte di gente dal sud italia,in tutti gli apparati dello stato italiano in Veneto, mentre i nostri giovani stanno emigrando.
    Zaia e consiglieri regionali, ricordatevi che nulla è più facile che raccontare il passato, e se voi non vi date una mossa nel dare la possibilità al popolo veneto, in questo momento così duro per i veneti,di decidere se affondare con l’italia o salvarsi rifondando la Repubblica Veneta, i veneti lo ricorderanno!
    Indipendenza vuol dire scollarsi definitivamente da un’italia irriformabile perchè culturalmente mafiosa.
    Solo i veneti potranno salvare il Veneto, o pensate cari consiglieri che sia l’italia a salvarlo. Per favore, per il vostro bene, abbandonate i partiti dei quali fate parte e pensate al popolo veneto una volta per tutte. Ora IV vi ha dato la possibilità di scollarvi dalle organizzazioni criminali(i vostri partiti) delle quali siete schiavi ed indire il referendum per liberaci da un paese che nella P.A. è al 67° posto nel mondo come onestà. Se non approvate tale risoluzione proposta da IV non fate altro che dare la prova ai veneti che anche voi fate parte della feccia italiana che opprime i veneti e ne favorisce la colonizzazione territoriale da parte delle mafie meridionali! Nulla è più pericoloso di un popolo alla fame. Consiglieri pensate ai veneti una volta per tutte perchè il Veneto non può più permettersi il lusso di mantenere i terroni!

  2. Ma questo consigliere non è quello che con gran entusiasmo, ha per primo sottoscritto la richiesta di convocazione ?
    Forse ha avuto una amnesia dovuta a stress da referendum,
    in ogni caso è bene ricordargli che gli accordi vanno rispettati!!!

  3. ai consilieri,
    me xe drìo scanpar la parola: MAFIA.

    cossa se drìo spetar?
    che vegna vanti na scadensa o inpedimento, che naturalmente no savemo, pa’ ver la scuxa de tirarve indrìo?

    “lungimiranti” consilieri, sarìa sta coà la vostra serietà?
    la vostra parola?
    el vostro onor?

    tratè cusì anca i vostri familiari?
    no savè che on populo el gà PI’ valor dei parenti?

    o pensè che el populo veneto el ve gapia fato dimanda pa xugar a borèe?

    pizzati el xe sta anca masa diplomatico, e vialtri dovaresi (se ciama DOVER soto VOLONTA’) dimostrar de far onor a la vostra parola ancor de pì de la parola che lodovico gà respetà.

    TUTI i consilieri che i se descanta fora, che i sa che intanto el tenpo’l pasa. i gà da farse vanti e cavar fora le bae ai pìe.

    o forsi se drìo tirarla in longa parchè gavì n’aso inte la manega? 8)
    beh, farghelo saver sol che ai vertici de IV no sarìa mia dixonesto.

    mi go xa vergogna pa vialtri.

    1. Per fortuna abbiamo un Lodovico molto bravo, un capitale per il Veneto.
      Gianluca e Alessio che si danno continuamente da fare per il nostro paese, informare la gente. E’ eccezionale ciò che continuano a fare.
      Anche se saremmo fregati non molliamo mai!

    1. scuxime bernardini, ma da come ti dixi pararìa che i dovese decider lori de darne l’indipendensa.

      ma lori i dovarìa far sol che da “ponte” se go capio ben sto pasajo:
      “Quello che il consiglio straordinario deve approvare è semplicemente un contatto ufficiale alla comunità internazionale”.

      coindi a sto punto che semo me par de capir che’l scopo de la decixion el sipia chel de no voler far na inbrutìa.
      o me scanpa calcossa so “l’inportansa” che ti che ti gà acenà?
      grasie 😉

      1. Non intendevo questo. Intendevo solo dire che anche questo è un tassello importante, non certo esclusivo, non certo decisivo, e che dunque ci penseranno fino all’ultimo (sono un ottimista!)

        1. Una persona normale non perderebbe un solo minuto nel decidere. Cosa stanno discutendo? La possibilità di perdere la sedia?
          E’ un loro dovere dare ai veneti la possibilità di decidere, tramite referendum se diventare autonomi, liberi o no! Si tratta di fare un referendum, non di decidere la secessione, perchè quella decisione spetta al popolo non a loro! Chi si credono di essere, in questo periodo così duro per i veneti, di non lasciare al popolo questa decisione?

  4. Vorrei fare una breve riflessione.
    Questa falla nel consiglio regionale mi ha lasciato alquanto deluso.
    Noi Veneti siamo ridotti all’osso.. Una tassazione folle, la disoccupazione ai massimi storici, la nostra cultura e le nostre tradizioni denigrate, la nostra lingua ridotta a un “simpatico” dialetto per bifolchi, la storia Veneta cancellata, ci vietano perfino il 25 Aprile di festeggiare in piazza San Marco il nostro patrono. Dove sono i Veneti?? In Irlanda del nord, paesi Baschi e Corsica hanno fatto una guerra.. In Catalonia e in Scozia scendono in migliaia perfino in milioni nelle piazze a manifestare per l’indipendenza.
    Ma noi Veneti? Voi di IV avete fatto un grandissimo lavoro il 6 Ottobre a portare una o due mila persone in piazza ma purtroppo, secondo me, non è abbastanza. Dobbiamo unirci tutti.. Fissare una data (secondo me proprio il 25 Aprile 2013 a Venezia) e andare in migliaia solo con la bandiera Veneta a far sentire la nostra voce.. a far sentire la voglia di Indipendenza. Solo così riusciremo a farci prendere seriamente dal consiglio regionale, far parlare tutti i giornali e a mettere un bel po’ di timore a questo stato mafioso e corrotto che ci governa. W il Veneto!

    1. Giusto Carr93,
      tutti assieme con un unica bandiera.
      Che senso ha continuare a dividerci in partiti politici, perchè ricordiamo che IV e VS sono tutti partiti politici, avere idee diverse per arrivare a un unico obiettivo.
      Rimbocchiamoci le maniche e rimboccatevele anche Voi a capo dei partiti e cercate di capire che da soli non si va da nessuna parte.
      L’unione fa la forza. Un unica bandiera e tutti a sventolare quella.
      Se poi ognuno vuole continuare per la propria strada mi viene il dubbio che lo faccia per interessi personali (vedi poltrone ben stipendiate). Spero e non volgio credere che sia così.

      1. La divisione per il momento è necessaria !
        IV ha comunque le caratteristiche del ” cavallo di razza “, per farci coronare il nostro sogno indipendentista.
        Credo nessuno abbia il buonsenso di negare, le epocali iniziative, varate dal nostro direttivo, con l’eccellente contributo di militanti e sostenitori.

        Con la parte .org di VS, troppe cose che non dovevano accadere, sono invece accadute. Questioni tristissime, che per qualcuno, sono ancora ferite aperte. 🙁

        Sarei comunque concorde con l’idea di una grandisssima manifestazione unitaria, per il 25 aprile 2013.
        Mi viene chiesto di sollecitare questa data, per una riunione solidale tra tutti i movimenti indipendentisti Veneti, anche da parte di parecchi militanti d’IV.
        Si tratta comunque, di stabilire precedentemente le condizioni per la marcia comune.
        Se il buon Guadagnini desiderasse parlarmene, potrei provare a coinvolgere i vertici di IV, nel tentativo di una strategia comune, sostanziale e condivisa.

        Probabilmente è il caso di trovarsi attorno un tavolo di trattative, per un fronte comune, durante date che contano.

        Chiaro che questa strategica decisione, non dipende certamente dalla mia volontà.
        Diciamo che il comportamento tenuto ad Asiago, dalla militanza presente di VS, non mi è piaciuto affatto e, quel che è peggio, non è per nulla piaciuto a chi conta molto più di me, all’interno d’ Indipendenza Veneta.
        Certe mancanze di tatto e buonsenso, che sfociano nella provocazione non dichiarata, non fanno altro che pregiudicare in modo sostanziale, il percorso unitario e monolitico dell’indipendenza della nostra Naxion.

        Io la proposta l’ho lanciata, staremo a vedere se a qualcuno può interessare.

    2. Se si tireranno indietro e ci faranno perdere l’occasione del referendum, tutti i consiglieri vanno schedati per crimini contro il popolo veneto! E’ diritto dei veneti decidere se continuare a far parte dell’italia, non vostro signori consiglieri.
      Cosa hanno i veneti meno dei Serbi o Croati per non avere una loro nazione? Due secoli di oppressione non cancellano oltre 1000 anni di storia. Spero che IV, qualora non si facesse il referendum, si dia da fare per l’unità nazionale veneta. Guardate che la nostra divisione in gruppi è la forza del nemico!

    3. el 25 de april xe massa in là.
      chel evento se GA’ da far sicuro, ma no dovemo mis-ciar chela intension co la necesità de deso.

      el tenpo no speta nisuni.

    4. Pensate che nei forconi siciliani non vi siano anche mafiosi?
      Ebbene,se non si farà il referendum tutti a Venezia subito, non perdere tempo, che di quello ne abbiamo perso abbastanza.

  5. RIPORTO UN ARTICOLO CHE HO APPENA TROVATO IN RETE.
    Veneto: Consiglio, avviata collaborazione con Catalogna
    08 Novembre 2012 – 15:15
    (ASCA) – Venezia, 8 nov – Veneto e Catalogna insieme per l’autonomia. Nasce un nuovo rapporto di collaborazione tra le due regioni accomunate da una forte identità territoriale e culturale e da un condiviso anelito a forme di autonomie e di federalismo. Lo comunica, in una nota, il vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani, reduce insieme all’assessore Maurizio Conte e al consigliere Nicola Finco, dall’incontro a Barcellona con il primo vicepresidente del parlamento catalano Llui’s M. Corominas e il responsabile del servizio giuridico Antoni Bayona.

    ”E’ stato un confronto tanto utile quanto interessante – raccontano i tre esponenti della Lega Nord – che ha confermato le molte analogie tra questi due territori, che sono tra i più ricchi e produttivi d’Europa ma che ora si trovano a dover affrontare i pesanti contraccolpi della crisi economica in presenza di governi nazionali che tentano di risanare i conti pubblici chiedendo loro nuovi insopportabili sacrifici. Sotto la regia di Bruxelles, Roma e Madrid stanno infatti attuando un progetto centralista che mira a svuotare il potere delle autonomie locali”.

    ”Di fronte a questo attacco alla propria autonomia – sottolinea il vicepresidente dell’assemblea veneta Matteo Toscani – i catalani hanno reagito con una storica manifestazione promossa dalla società civile che, l’11 settembre scorso, ha portato in piazza un milione e mezzo di persone, confermando come l’insofferenza nei confronti di Madrid sia condivisa dalla stragrande maggioranza della popolazione. In Veneto questo sentimento non e’ così radicato e diffuso, ma le cose sono destinate a cambiare. Da questo punto di vista, Monti e il suo governo, con il loro atteggiamento neo-colonialista, si stanno rivelando formidabili attivisti nella promozione della causa autonomista”.

    1. ” (ASCA) – Venezia, 8 nov – Veneto e Catalogna insieme per l’autonomia. ( AUTONOMIA )”

      Autonomia ???????? 😮

      Ma la Catalogna è GIA ‘ AUTONOMA.
      Ha uno statuto speciale che prevede l’autonomia da Madrid !
      Tuttavia l’autonomia è una cosa talmente ridicola e per certi versi ignobile, perchè non rispetta comunque i parametri di autodeterminazione del popolo assoggettato, che la Catalogna come il Veneto, chiede assolutamente l’INDIPENDENZA dalla Spagna .

      La Sicilia è autonoma, privilegiatissima in termini di contributi da parte del governo centrale, eppure le ultime elezioni hanno dimostrato che neppure i siciliani sono soddisfatti della loro autonomia.
      Peggio ancora i sardi, che rivendicano a loro volta l’indipendenza, perchè la loro autonomia è assolutamente inadeguata alle loro esigenze.

      Mi sembra la classica boutade leghista, oppure legaiola, come la definiscono i detrattori di questo partito romano-longobardo.

      Per il VENETO : INDIPENDENZA E NULL’ALTRO !!!

      1. Guarda che i consiglieri sanno già che se faremmo il referendum, la maggior parte dei veneti è favorevole all’indipendenza. I veneti non sono esibizionisti, non amano le piazze come gli italiani, però sono bravi nel fare! Indire la data del referendum sarà il più bel regalo che si possa fare al popolo veneto che è stufo di essere invaso e governato da cultura italica che è l’opposto della cultura veneta!

          1. Credo che la finestra la decidiamo noi quando è il caso di aprirla… e indirlo nella primavera 2013 non è poi così utopistico… anzi !! un Referendum con monitoraggio UE non deve attenersi alle regole di un paese che giorno dopo giorno dimostra sempre più la sua illegittimità !

          2. E’ già tardi nel 2013, se lo farmo nel 2014 quasi nessuno andrà a votare perchè saremmo morti di fame o emigrati credimi! Bisogna assolutamente farlo prima delle politiche italiane. E’ tardi e non possiamo perdere ulteriore tempo.

  6. Primo: ringraziamo Lodovico per la fermezza dimostrata e il riaffermare (se mai ce ne fosse stato bisogno)che solamente Indipendenza Veneta ha come primo interesse il bene dei Veneti senza se e senza ma, punto.
    Secondo: non credo che i nostri “eroi” fossero tanto ingenui da pensare che sarebbe stata una passeggiata e che i consiglieri regionali non avessero tentato in qualche modo di appropriarsi dell’iniziativa (in qualche misura sono politici romani, non dimentichiamolo) per il solo scopo di avere visibilità.
    Terzo: sulla scorta di quanto sopra anche il buon Sandri evidentemente sta “usando” le 42 firme per chi sa quale scopo (a pensar male si fa peccato, ma molto spesso si indovina).
    Quarto: calma e gesso, lasciamo decidere a chi ha dimostrato fino ad ora di non essere supino a nessuno e di avere la forza morale ed intellettuale per baipassare le putride melme romanocentriche e……. quando avrete deciso fate un fischio i Veneti saranno pronti

  7. Mi concordo con silvia, provaria a mandare na mail anche se sicuramente non la lexe gnanca lu ma na so segretaria.. mi digo soeo na roba, spero con tutto el cuore de ndar fora da sta italache me fa proprio schifo e comunque se el prossimo anno ghe sara’ da ndar votare ve invito tutti a mandarli tutti a chel paese e non presentarse gnanca ai seggi, no i se merita gnanca on minuto del nostro tempo

  8. Stanno tergivisando in funzione a quello che succederà in catalunya , non hanno le palle per metterci subito nome e cognome nella delibera che sicuramente avverrà dopo che il consiglio straordinario sarà indetto ! l’articolo in cui si parla di panzanate varie trattate a barcellona è solo un paliativo per i diversamente – cerebrati , il timone è dritto , qui si parla di INDIPENDENZA , chi allude ad autonomie impossibili fategli notare questi articoli : http://www.bellunopress.it/2012/08/20/i-professionisti-della-finta-autonomia-la-proposta-di-legge-dozzo-per-lautonomia-del-veneto-e-quella-volta-che-bossi-fermo-lautonomia/
    http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/04/Veneto_Speciale_BOCCIATO-IN-PARLAMENTO-DAI-LEGHISTI.pdf

    NON PENSINO DI CAVARSELA ANDANDO A TRATTARE A ROMA AUTONOMIE IMPOSSIBILI , OLTRE A NON AVER PIU’ MARGINI DI TRATTATIVA (c’è il governo tecnico ) TRA NON MOLTO LOR SIGNORI ASSISTERANNO AD UN “COMMISARIAMENTO” FMI E I TAGLI NON GUARDERANNO IN FACCIA NESSUNO , ANCHE SE SARANNO GLI ULTIMI A SENTIRE IL PESO DEL DISASTRO ECONOMICO STAVOLTA IL CONTO SARA’ SALATISSIMO ANCHE PER LORO ! UNICA POSSIBILITA’ E’ L’INDIPENDENZA VENETA

        1. Ma scolteme qua.Me pare imposibile ke no gavì gnancora capìo ben con ki ca gavemo a ke fare.Ma secondo valtri, cossa ghe guadagnei i “nostri” consilieri a Venesia a nar via da l’italia ?? Credìo sul serio ke i sìa na par el ben del popolo??? O xei na par la carega e par i skei ke i gavarìa ciapà ??Firmando par discorare la “mossion” i ga solo ciapà altro tempo!! Domandèghe a Sandro Sandri ke mossion ke i ga da discorare !De sicuro no su l’indipendensa……No i pol gnanca farlo!!!!

          1. Se Zaia no se dimete e non se và a nove elession no riussimo a far gnente.E ki ke lo sà el dovarìa dirlo !!! Par cossa credìo ke fin desso la nostra regio no la sìa mìa sta “travolta” da cualke scandalo. Posibile ke in Veneto i sìa tuti brai,tuti boni e tuti bei??? No i vol ris-ciar ke caske el consilio regional e ke se vaga ale elession!!! Xe tuto pilotà.Parkè sucedarìa come in Catalogna. Ela xe na roba ke no i pol permetarse, parkè narìa xo tuta la baraca.Mi spero ke ale elession de stà primavera no reste su ‘cora monti ma vae su uno dei tanti macaki dei altri partiti parkè el el par totno ma el xè drìo incularne davanti e dedrìo.

          2. Monti sta raccogliendo soldi dove sono disposti a darli! La Sicilia ha pagato il 10% di IMU rispetto a ciò che ha pagato il Veneto; abbiamo lo stesso numero di abitanti……….
            Se noi siamo tonti è solo colpa nostra………

          3. Sì e adesso ci saranno le nuove addizionali comunali, perchè l’aguzzino ha stabilito che devono essere ridotti i gettiti di ritorno agli enti locali, ma non per esempio la restituzione dei mancati scatti d’adeguamento economico e dei contributi di solidarietà per qualche ultracasta che ci costa miliardi di euro in più ogni quinquennio.

            Siamo in un vicolo cieco, con un buco nero, che fagocita ogni nostra risorsa senza offrirci praticamente nulla in cambio.
            Le nostre energie e sacrifici quotidiani, servono solo al mantenimento di un enorme parassita informe, sempre più inutile e famelico, che sfrutta ogni risorsa del popolo per aumentare le proprie dimensioni e la propria inefficienza elefantiaca.

          4. La mancata riduzione degli stipendi dei magistrati perchè hanno fatto ricorso, altro non è che la prova dell’egoismo che vi è in quella gente che fa durare i processi molti anni, che non è veneta. Basta frequentare i tribunali per vedere chi vi lavora come magistrati e giudici!!!

          5. Ho un caso limite in casa.

            Una vertenza civile di mia madre, conclusasi in appello dopo 28 anni di giudizi e appelli di primo e secondo grado.
            Credo che nel merito, si saranno sostituiti all’incarico, una decina di giudici diversi nel corso del tempo.

            Ecco i tempi reali della giustizia italiana.

            I costi ? secondo quanto scrive il giornalista Livadiotti su ” magistrati l’ultracasta “, il bilancio dello Stato per la giustizia è pari a quello della Germania ( Italia 61 milioni di residenti ; Germania 82 milioni ) solamente che in Italia quasi l’intero bilancio, viene destinato al pagamento di stipendi di magistrati e personale dei tribunali e procure.
            Chiaro che dopo, il magistrato di turno, si lamenta che non è più disponibile neppure la carta per fotocopie e chiede agli avvocati di portarla dai loro uffici.

            http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/09/26/news/manca-la-carta-per-fotocopie-il-tribunale-chiede-un-prestito-1.5760746

            L’unica parte che pare funzionare in tempi ragionevoli, sono i giudici di pace ( sostituirono la figura del giudice conciliatore ), che costano poco allo Stato e vengono pagati a sentenza e qualcuno nei ministeri vorrebbe abolire, o limitare questa istituzione.
            Forza Iddalia ! 😀

          6. In Italia si complica tutto per far prendere soldi a politici,dirigenti pubblici ed avvocati.
            Ho sentito dire che il numero di avvocati che ci sono a Roma,la stessa quantità vi è in tutta la Francia. Francamente anche nei piccoli paesi vi sono troppi avvocati, di che vivono? Per forza debbono far leggi e complicare la vita alla gente, per poter lavorare! Da ciò la burocrazia tutta italiana.

          7. Guarda Adriano,

            proprio ieri sera ero ospite, in un nuovo ristorante in centro Vicenza ( Si chiama ” Oste sconto ” e fanno delle degustazioni squisite e preparate con grandissima competenza culinaria, anche i vini sono all’altezza del prelibato menù http://www.lostesconto.it/ )

            Assieme a me dei professionisti, tra cui un avvocato che mi sedeva a fianco.
            Dopo avergli esternato le mie riserve sull’apparato della giustizia italiana, mi ha risposto in modo sconsolato :
            ” Siamo tutti d’accordo, la giustizia potrebbe funzionare molto meglio di così, ma, parlandone con i colleghi, parecchi di loro mi risponderebbero che alla fine, non conviene a nessuno di noi migliorare questo stato delle cose ”

            In pratica caro Adriano, i ritardi nelle sentenze, garantiscono pane e lavoro per molti avvocati e maggiore relax per diversi giudici.

            A mio avviso c’è comunque un problema di fondo.
            Nessuno ha mai considerato, che se si ottenesse una sentenza al massimo a un anno dalla presentazione dell’atto di citazione in giudizio, migliaia di persone in più ricorrerebbero all’avvocato per vedere riconosciuti i propri diritti ?
            Molta gente anzichè incorrere nelle sabbie mobili della giustizia italiana, preferisce lasciar perdere l’ottenimento del proprio diritto, non adendo al giudice.
            Questa lentezza da primato mondiale a parer mio, sembra favorire soprattutto il professionista mediocre e non l’avvocato capace che in poco tempo svolgerebbe molte più pratiche a sentenza.

          8. Nel parlamento italiano vi era un bel 37% avvocati, poi commercialisti e liberi professionisti i quali fecero leggi favorevoli a loro creando burocrazia. Così l’italia è un paese pino di avvocati e commercialisti, naturalmente intasando tribunali per fare stupidi processi che in paesi civili da decenni si risolvono con il giudice di pace. Comunque speriamo si diano una mossa i consiglieri per il referendum. W la libertà del popolo veneto!

          9. Come volevasi dimostrare … è bastato “moralizzarlo” un attimino e si è ripigliato ! Se serve ulteriore moralizzazione sian qui per questo !

  9. Credo sia interessante leggere l’articolo di Annamaria Greco che copioincollo sottostante, per comprendere i paradossi di questo ” carrozzone italiano “, che risulta debole con i forti ( l’onnipotenza dei giudici ) e forte con i deboli ( i cittadini della fascia medio bassa compresi i pensionati a 400 euro al mese ).

    Intanto questo ” scherzetto ” costerà quasi un miliardo di euro in 5 anni per il contribuente ( pantalone ) e tutto per soddisfare l’ultracasta ( come la definisce lo scrittore Livadiotti nel suo libro ), di 9.000 dipendenti dello Stato.
    ————————————————————————————-

    Lo Stato non paga le imprese ma rimborsa subito i giudici

    I cittadini aspettano anni prima di riscuotere dalla pubblica amministrazione. E il governo decide di restituire ai magistrati le somme decurtate dagli stipendi
    Anna Maria Greco – Mer, 07/11/2012 – 11:30

    Mario Monti ha firmato il provvedimento prima di partire per il Laos, via Afganistan. I magistrati, e con loro gli alti dirigenti pubblici, otterranno nei prossimi mesi gli arretrati dovuti secondo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimi i tagli sui loro stipendi decisi dalla Finanziaria 2010.

    Serve solo il via libera della Corte dei conti, per registrare il provvedimento e renderlo esecutivo. A Palazzo Chigi confermano che è pronto il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che impone la restituzione del «maltolto», come lo chiamano le toghe, per tre quarti entro il 2012 e per un quarto nel 2013. Meglio di così non poteva andare. E non c’è voluta neppure una battaglia, è bastata una sapiente e discreta trattativa con il governo. La vittoria è arrivata a tambur battente, perché nemmeno un mese è passato da quell’11 ottobre in cui il verdetto della Consulta è stato depositato. Ma si sa, se gli imprenditori possono aspettare anni per incassare i pagamenti dalla Pubblica amministrazione e magari nel frattempo falliscono o licenziano centinaia di lavoratori, i magistrati è meglio non inimicarseli.

    Crisi o non crisi, il governo si è mosso subito. È bastata solo la minaccia di una marea di cause, ricorsi ai Tar, diffide e ingiunzioni di pagamento per ottenere di recuperare gli arretrati, con interessi e rivalutazione monetaria. Mentre gli Avvocati dello Stato aprivano la strada con aggressività, bussando ai tribunali amministrativi di tutt’Italia per chiedere l’immediata esecuzione della sentenza, i 9mila magistrati preferivano puntare sulla trattativa, cercando un accordo senza far troppo rumore. È in momenti come questi che si misura l’importanza di aver piazzato i tanti «fuori ruolo» nei gangli vitali del potere, nei Palazzi centrali della politica, nei ministeri e in parlamento. Anche stavolta loro hanno certo manovrato bene.

    In attesa del risultato, le toghe si consultavano e compattavano, pronte a partire con le cause individuali. In 3mila si erano già rivolteal legale indicato dall’ufficio sindacale dell’Anm, ma non c’èstato bisogno di partire con migliaia di istanze individuali, perché a Palazzo Chigi si è trovata la soluzione, malgrado si aprisse una nuova voragine nei conti dello Stato.

    Il Dpcm stabilisce che con «tagli lineari » alle spese di tutti i ministeri bisogna trovare nel bilancio i soldi in questione, rivendendo anche le previsioni di spesa per il futuro che sono già state messe nero su bianco. Le risorse, quando si vuole, si trovano. Sono 190 milioni per ognuno degli anni 2012, 2013 e 2014,più 60 milioni per l’anno 2015 e altri 30 milioni per l’anno 2016. Questo, per il pagamento degli arretrati dovuti sia al taglio del 2,5 per cento all’indennità giudiziaria e che a quello del 5 per cento sulle retribuzioni superiori ai 90 mila euro e del 10 per cento su quelle oltre i 150 mila. Mentre è ancora da quantificare la somma, ben più rilevante, dovuta per il mancato adeguamento triennale degli stipendi. Non è ancora chiaro se l’atto amministrativo firmato in questi giorni da Monti sia onnicomprensivo, oppure se seguirà a breve un altro Dpcm per completare l’operazione.

    I magistrati festeggiano: hanno ottenuto che sia ripristinata l’intera base retributiva per il futuro e che sia restituito il pregresso tagliato e hanno scongiurato il rischio concreto che, data l’emergenza economica che richiede a tutti lacrime e sangue, i tagli fossero invece estesi anche all’anno 2014.

    Dalle prossime buste paga, a partire da novembre e dicembre, cominceranno dunque a recuperare decurtazioni e contributi di solidarietà, che le hanno alleggerite negli ultimi anni, più conguagli e anticipi. Per ripristinare gli scatti automatici delle retribuzioni si raschierà il barile: secondo l’Istat l’incremento medio del pubblico impiego nel triennio in questione sarebbe complessivamente di circa il 6,8 per cento e l’aumento de­gli stipendi, che per legge doveva arrivare entro aprile,in questo caso partirà prima della fine dell’anno. Se qualcosa non dovesse funzionare le toghe, indirizzate dall’Anm, sono pronte a riprendere la guerra, organizzate per produrre un contenzioso imponente, intasando i Tar e sommergendo di diffide i ministeri dell’Economia e della Giustizia, oltre che la Ragioneria dello Stato. In questi casi, sanno bene come muoversi.

    1. Con tutti i giovani laureati disoccupati si potrebbero licenziare tutti questi giudici e magistrati egoisti, e ti ricordo che il 90% sono del sud, ed assumere tutti giovani, e credo che la giustizia funzionerà meglio.
      Regan negli U.S.A quando i controllori di volo bloccarono gli aeroporti, dette ordine all’aviazione militare di fare il loro lavoro.
      Con lo stipendio così alto che hanno i magistrati, con la gente alla fame, hanno il coraggio di lamentarsi, oltre a far funzionare male la giustizia.
      Sarò razzista ma se la giustizia va male è colpa loro, della loro pigrizia che non fa parte della cultura veneta. Abbiamo decine di motivi per pretendere l’indipendenza primo tra i quali oltre al motivo economico è di riappropriarci della nostra libertà e della nostra dignità di popolo!

    2. Ma che simpatici i signori giudici.
      Pretendono di essere chiamati vostro onore e dopo guadagnano 100-200-300.000 euro all’anno e da quello che si legge in questo articolo, non accettano neppure di versare il 5% del contributo di solidarietà a favore dei cittadini poveri, che paga chiunque abbia uno stipendio superiore ai 90.000 euro l’anno.La vedova nullatenente con 400 euro al mese non avrà neppure la soddisfazione di vedere che chi guadagna molto lavorando per lo Stato,offre il suo contributo per aiutare i più bisognosi.Funziona veramente male questa Italia.

      1. Quando vivevo all’estero alcuni anni fa, avevo un caro amico che diceva sempre che non si può generalizzare sulle persone. Invece è proprio il comportamento sociale dei popoli che ne fa la differenza, altrimenti non vi sarebbe un nord e sud italia così diseguali! Con questo discorso ti invito ad informarti da dove provengono i magistrati e giudici che lavorano nel tribunale della tua città! Sono stufo di sentire parlar di razzismo contro Matteo Salvini quando denuncia le realtà del sud riguardo il trattamento dei malati negli ospedali del meridione. Se nel sud tutto funziona male è forse colpa di noi veneti? O è colpa dell’egoismo dei loro politici che appena possono si fregano tutti i soldi destinati a fare funzionar gli apparati pubblici? Ecco da dove viene l’egoismo dei magistrati italiani e la distruzione dell’italia. Ecco il motivo per l’indipendenza. Quando non si va d’accordo, ognuno per conto suo, perchè, vedere tutte le litigate che avvengono da anni tra nord e sud hanno schifato quasi tutti oramai, e l’unica soluzione è la separazione.

  10. Ho letto alcuni commenti piuttosto pepati, che dimostrano come il tema sia sempre molto caldo ….
    Allora, tanto per rinfrescare la memoria a qualcuno, se il sottoscritto non si prendeva la briga di andare a fare il giro di tutti i consiglieri regionali chiedendo loro di apporre la loro firma sulla richiesta di convocazione di un consiglio straordinario, ben difficilmente ne avreste trovato un altro che ‘ste firme le raccoglieva … E se l’ho fatto non è stato certamente per darmi una pubblicità di un giorno sui giornali, ma perché pensavo e penso tuttora che se migliaia di cittadini veneti vogliono iniziare un percorso indipendentista, è giusto che di questa cosa si dibatta all’interno del consiglio regionale.
    Detto questo, una volta raccolte 42 firme (e non solamente le 15 che sarebbero bastate per chiedere la convocazione del consiglio, ho rallentato deliberatamente la consegna delle firme all’Ufficio di presidenza del consiglio regionale. Ho atteso qualche settimana per un motivo ben preciso, che ho tra l’altro fin da subito spiegato ai segretari dei vari movimenti indipendentisti del Veneto. Speravo che voi utilizzaste queste settimane per vedervi, trovarvi, magari darvi qualche carega sul muso, ma che alla fine trovaste un accordo affinchè in Veneto ci sia solo un movimento indipendentista e non 4 o 5 o più che tra l’altro si guardano abbastanza in cagnesco tra loro. Voi non vi rendete nemmeno conto di che male vi state facendo da soli ed al vostro ideale (che potrebbe essere anche il mio) essendo divisi e talvolta anche litigiosi. Ora mi tirate per la giacca perchè io depositi le firme. Bene, martedì 13 saranno depositate, ve lo garantisco, ed entro dieci-quindici giorni si farà questo Consiglio Regionale straordinario. Però, ve lo dico da amico ed anche con tanta simpatia per l’ideale che volete portare avanti, fin quando non ci sarà un movimento unico difficilmente potrete essere ritenuti credibili. Mai come in questa occasione l’unione fa la forza …

    1. PAROLE SANTE!!! ma quanto ad unire le forze in un solo movimento questi fanno una gran fatica ad accettare consigli da chi avrebbe intenzione di sostenerli e di votarli.
      Tutti gli ripetono la stessa cosa: che si devono unire, ma Veneti parlano una lingua e loro ne intendono un’altra.

    2. io sono uno di quelli che ha commentato in maniera pepata.

      sinceramente non ero sapevo quanto da lei scritto:
      “Ho atteso qualche settimana per un motivo ben preciso, che ho tra l’altro fin da subito spiegato ai segretari dei vari movimenti indipendentisti del Veneto.”
      alla luce di questo devo porgere le mie scuse.

      tuttavia spero che lei capisca che tanta pepaggine (sommo la mia a quella di altri) è la ovvia reazione del popolo veneto che, preso per il collo, scalpita tanta è la forza che possiede per affermare la propria sopravvivenza e il voler lasciare un futuro sereno ai propri figli.

      i tempi sono duri.
      le delusioni nate dalle promesse italiane inevase sono salite oltre misura.
      l’italia fa orecchie da mercante.
      il rispetto italiano verso il nstro popolo e i nostri avi, la storia, la cultura, lascia molto a desiderare.
      in poche parole, la corda è molto tesa.
      qualche “pepata”, anche se spiacevole lo ammetto, penso sia da mettere in conto. ormai c’è una paura diffusa d’essere gabbati.

      personalmente ho avuto piacere nel leggere il suo commento (positivo o negativo che sia).
      credo non ci sia cosa peggiore della mancanza di dialogo da parte di una istituzione verso il suo popolo.

      la ringrazio di essere intervenuto con il suo commento.

    3. Grazie per aver risposto signor Sandri. Dovrebbe sapere che la cultura individualista fa parte del nostro carattere veneto. Ciò non toglie che tutti i movimenti vogliono solo una cosa:l’indipendenza, la libertà dall’oppressione italiana che ci sta dissanguando! Se alcuni di noi sono pepati è perchè la situazione è critica ed intollerabile. Lei che ha perso tempo a raccogliere le firme, merita più degli altri un caloroso grazie, ma sappia che ha fatto ciò che ogni consigliere veneto dovrebbe fare. Se la Sicilia, Calabria, Campania etcc.,avessero il reddito Veneto, sarebbero indipendenti da un pezzo, mi creda. Comunque meglio tardi che mai. Liberiamoci una volta per tutte da un paese irriformabile perchè culturalmente mafioso.

  11. lodovico, deso xe venare de sera.
    inte’l to articolo te dixi che le firme le gà da essar prexentà entro ancùo (venare,9 novenbre 2012):

    “Bene, oggi 8 novembre 2012, il consigliere regionale Sandro Sandri non ha ancora ufficialmente presentato le firme di convocazione all’ufficio di presidenza del consiglio regionale. (…)
    Le 42 firme devono essere presentate entro domani, e il consiglio straordinario deve essere fissato entro 10 giorni.”

    che ti sapi, i se gà dà na mosa? (no par gnente, ma nantro fine setimana el xe ‘ndà in xoxo).

    sarìa ben che metì in goardia chei consilieri dixendo che tegnì informà el populo veneto de ogni paso, o no-paso, che i fà.

  12. A mio avviso il consigliere regionale Sandri ha bisogno che qualcuno gli metta “pressione” psicologica legale ovviamente. Forse ne sta subendo da altre parti con promesse di denaro, come si usa fare nella republica italiota. cerchiamo di contattarlo e di capire quale è la sua reale posizione.

Lascia un commento