I FRUTTI DELL’AZIONE POLITICA DI INDIPENDENZA VENETA

Pubblichiamo di seguito una lettera inviata dal presidente di Indipendenza Veneta ai giornali che hanno pubblicato il dibattito sull’indizione del referendum di indipendenza del Veneto

Egregio Direttore,

leggo sul Suo giornale le notizie riportanti l’iniziativa del Governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha trasmesso al Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato la richiesta di indire il referendum per l’indipendenza del Veneto.
Tale richiesta del Governatore prende le mosse dalla raccolta di firme che il movimento INDIPENDENZA VENETA ha svolto con successo in nemmeno due mesi, consegnando al Governatore oltre 20.000 firme e chiedendo formalmente l’avvio dell’iter referendario.
Luca Zaia ha rispostoal Segretario politico di INDIPENDENZA VENETA, Prof. Lodovico Pizzati, comunicando la necessità di approfondimenti legislativi che rientrano nella competenza del Consiglio Regionale. Un plauso va al Governatore che ha compreso l’istanza che sale dai cittadini Veneti, dando l’avvio al doveroso approfondimento.

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L’azione politica di Indipendenza Veneta è proseguita incessante durante l’estate, con migliaia di lettere predisposte dal movimento e sottoscritte dai cittadini veneti che le hanno inviate ai Consiglieri regionali, a sostegno della campagna referendaria.
Spetta ora ai Consiglieri regionali del Veneto dichiarare la loro posizione in ordine all’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto, in conformità al Diritto internazionale che, dal dopoguerra ad oggi, ha consentito che il numero degli Stati indipendenti passasse da 60 a quasi 200. Nel 2014 la Scozia voterà il referendum per diventare indipendente dal Regno Unito: INDIPENDENZA VENETA propone al Veneto di seguire il percorso, pacifico, legale e democratico, della Scozia.
Quanto ai dubbi di incostituzionalità riportati dal Suo giornale, sono fuorvianti.
Se questa non è la sede per una discussione tecnica, giova comunque ricordare per sommi capi che se è vero che l’art. 5 della Costituzione dichiara la Repubblica “una e indivisibile”, è altrettanto vero che l’art. 10 stabilisce che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”.
Tra le norme del diritto internazionale riconosciute dall’Italia si annovera anche il Patto di New York, fatto proprio con legge 881 del 1977, che all’art. 1 recita “Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.”
Quello Veneto è un popolo: lo dice la coscienza, lo conferma la storia e lo ribadisce la legge italiana (art. 2 L. 340/1971) e come tale ha diritto all’autodeterminazione qualora la chieda.
Il referendum chiesto da INDIPENDENZA VENETA mira proprio ad accertare se la volontà del Popolo veneto è quella di governarsi da sé, di essere indipendente, ovvero di rimanere nell’ambito dello Stato italiano.
Chi ha qualcosa da temere dal Popolo che si esprime?
Non certamente INDIPENDENZA VENETA, che si prefigge esclusivamente di dare la parola ai Veneti attraverso un’azione pacifica, legale e democratica.

Avv. Luca Azzano Cantarutti
Presidente di INDIPENDENZA VENETA

9 risposte a “I FRUTTI DELL’AZIONE POLITICA DI INDIPENDENZA VENETA”

  1. Il presente statuto, approvato con legge 22 maggio 1971, n. 340, ha cessato di avere efficacia a decorrere dal 18 aprile 2012, data di entrata in vigore della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 “Statuto del Veneto”
    http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2012/12st0001.html
    Che strano proprio adesso a distanza di mesi dalla cessazione di questa norma si prendono i cittadini per fare referendum?( che nessun giornale e televisione ha avvisato della modifica e che nessuno conosce i richiedenti della stessa e chi e con quali autorità l’ha modificata senza il parere dei veneti? e senza spiegarne pregi e difetti ai diretti interessati appunto i veneti)

      1. L’articolo di legge citato è rimasto immutato anche nella nuova versione in vigore:

        “Art. 2 – Autogoverno del popolo veneto.

        1. L’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e alle tradizioni della sua storia.
        2. La Regione salvaguarda e promuove l’identità storica del popolo e della civiltà veneta e concorre alla valorizzazione delle singole comunità. Riconosce e tutela le minoranze presenti nel proprio territorio.”

          1. andate in centro a Treviso e ditemi quanti trevigiani vedete, (a colpo d’occhio si noteranno prima le persone di colore dal piu scuro al meno abbronzato, senza dimenticare i visi pallidi di altri stati tipo est o altro.. che comunque sia di sabato pomeriggio come anche di martedi cambia di poco e cioè dal 30/40% stranieri, ci sarà anche qualche REALE turista ma gli altri? come mai piu c’è crisi di lavoro e piu arrivano a flotte a Treviso? perche non assumono, se assumono ancora, i trevigiani?) sono forse razzista se faccio questo commento? ho il diritto in quanto trevigiano da 42 anni e da generazioni veneto di sapere se dovrò finire come gli indiani d’america? io disoccupato dal 2006, il Veneto stato indipendente dall’italia cosa contempla per questo fenomeno che registra quotidianamente atti ignobili di cronaca perpetrati da queste “brave persone che ci spediscono da lampedusa o arrivano autonomamente da tutto il mondo?” c’è crisi di lavoro per i veneti e chi li chiama questi? che vantaggi portano? se avessimo lavoro noi del posto avremmo anche noi soldi da spendere e famiglie e figli quindi? visto che la maggiorparte vive fuorilegge, visto che quotidianamente i telegiornali riportano queste notizie se le persone straniere non hanno intenzione di integrarsi con le nostre leggi perche mai dovremmo tenerci sia i nostri di fuorilegge che aggiungerne altri di nuovi e peggiori? ma ci siamo o ci facciamo? il potere e guadagno di pochi deve calpestare i nostri diritti (dei piu) in questo modo? chi da lavoro a tutti questi stranieri? ma lavorano tutti qui a Treviso? o sono tutti turisti qui a Treviso? come mai in una citta che non è mai cambiata se non in peggio in 50 anni improvvisamente si trasformano tutti in turisti? centra forse la droga prostituzione e malaffari vari? no? aumenta la crisi e il bisogno di soldi da parte di tutti, gente che si suicida un giorno si e uno no e il “nero”e non solo… avanza in tutti i sensi….cosa ne pensate e cosa fareste voi in un nuovo veneto stato indipendente?
            grazie

      2. credo che questo abbia molta piu importanza in mancanza di democrazia rispetto alla sua domanda di popolo veneto credo? è come se le danno l’automobile ma le dicono che non la puo usare… che se la tengano allora che senso ha?

  2. E’ questione di tempo.
    Noi indipendentisti informati, oramai lo diamo per scontato. Il percorso è sostenibile, chiaro, pianificato e relativamente facile.
    Per chi non è sufficientemente informato, c’è ancora bisogno di un po’ di tempo. Pertanto ben vengano i dibattiti, le notizie ed i confronti sul referendum per l’indipendenza nei quotidiani, a patto che vi sia la possibilità di replica, anche per gli esponenti di Indipendenza Veneta.
    Ai disinformati che si schierano sempre e comunque contro, beh, fatico a definire “concittadini” dei veneti dall’agire tanto irresponsabile.

    Davide Pozzobon

  3. Concordo pienamente con davide, e mi spiace per il nostro amico disoccupato nelle sue parole si sente la frustrazione lo provata anch’io e so cosa significa, ma chiedo a lui uno sforzo per credere nel cambiamento. Il passaggio politico che cerchiamo di fare non vuol altro che riportare la ricchezza e la serenità in noi veneti e sopratutto ai nostri figli.
    un consiglio che posso dare al nostro amico di venire ad una delle nostre riunioni si convincerà che il percorso è fattibile e poi…. perchè no potrebbe far parte di questa nuova e sana famiglia.
    Anche a Verona non credere il centro è pieno di extracomunitari
    in bocca al Lupo Gottardo – Verona

    1. infatti stasera a Treviso ci sarebbe stato un invito per la presentazione a S.Angelo dove avrei partecipato volentieri ma all’ultimo minuto ho letto su facebook che è stato rinviato alla prossima settimana 🙁 purtroppo la stessa persona che mi ha licenziato nel 2006 per mancanza di lavoro è la stessa che mi ha detto:-“chi visse sperando mori …..” le cose da fare sono tante io Vi ascolterò con interesse, ma se i soggetti preposti alla modifica della regione veneto sono i primi ad averne svantaggio dubito fortemente che si applichino seriamente per fare questo loro dovere, è sempre una mia considerazione che spero sbagliata; ma dal momento che oltre le mie disgrazie la stessa regione veneto si impunta ad infierire nella ferita contestandomi continuamente spese che non le devo per mancati pagamenti di bollo su mezzo distrutto nel 1996 e che con foto e documentazione speditagli con raccomandata spiegando che nel codice della strada c’è scritto che il bollo non pagato per 3 anni consecutivi da invio da aci a pratica di radiazione automatica e continuano invece a chiedermi il certificato di radiazione…!?(oltretutto ci sono fior di sentenze che dicono che anche se LORO avessero avuto ragione le pratiche inviate da equitalia prima e regione poi sarebbero nulle perche non spedite con messo comunale ma da semplice postino quindi non dovrei nulla in ogni caso alla regione veneto casomai dovrei io chiedere loro i danni di spese e morali) mi prendono letteralmente per i fondelli col vecchio gioco dei bussolotti….quindi quando si tratta di chiedere soldi sono lesti anche quando non gli spetta un bel niente e poi dicono che l’Italia non è credibile? e una regione cosi che fiducia da a Voi?

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