INFERNI

Conclude così il suo articolo nella Tribuna di oggi, naturalmente a confutazione della possibilità di Indipendenza Veneta, Mario Bertolissi:

Non c’è alcun spazio, invece, per opzioni che hanno di mira l’indipendenza, in quanto esse contraddicono l’essenza della Repubblica. Che è quella che è, non quella che ciascuno di noi può immaginare e preferire.”

Sono queste ultime due frasi ad avermi colpito maggiormente. Il resto dell’articolo cita ed enumera articoli della costituzione, leggi di ratifica di trattati internazionali, sentenze della corte costituzionale, che qualsiasi buon militante di Indipendenza Veneta, grazie al sapere giuridico che i massimi rappresentanti del movimento hanno saputo elaborare e condividere, saprebbe contrastare con valide contro-argomentazioni, citazioni e contro-deduzioni.

Ma quelle parole….subito mi hanno riportato alla mente  queste qui:

“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ’l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.

Son parole definitive, assolute. Schiacciano il lettore che vi si soffermi un po’, come una lastra di  marmo freddo.

L’eternità, l’immutabilità del dolore, l’assenza totale di speranza ti stringono la gola. Ti senti soffocare. Il tuo destino è segnato per sempre e nulla lo potrà cambiare. Costituiscono la celeberrima iscrizione che Dante Alighieri pone alle porte degli inferi (Inferno Canto III).

Ma torniamo a Bertolissi.

“La repubblica italiana è quella che è, non quella che ciascuno di noi può immaginare e preferire.”

In forza di cosa è quella che è? In forza di decisioni prese da uomini, voglio sperare. O forse anch’essa è stata creata da Dio in persona e perciò “etternamente dura”?

Ma se è stata pensata e voluta così da uomini, perché altri uomini non potrebbero decidere di essa in modo diverso? Perché dovrebbe esser preclusa loro questa opportunità?

Forse perché si violerebbe l’essenza della repubblica? E qual è l’essenza di questo stato? L’unità? Ma dico, stiamo scherzando? L’unità è un valore di per sé? O non è forse vero che assume importanza se finalizzata a produrre mutuo vantaggio ai soggetti che la compongono?

Due persone possono sciogliere il vincolo matrimoniale, dopo averlo liberamente contratto. Invece una comunità umana non potrebbe sciogliersi da legami di appartenenza ad uno stato che la sta asservendo? Bel ragionare questo.

La repubblica italiana è diventata l’inferno per noi veneti. Su questo non ci piove. Ed è un inferno IMMERITATO, si badi bene, in cui gli aguzzini aumentano di giorno in giorno la ferocia e l’intensità delle pene inflitte ai dannati.

E voglio sottolineare che se quello dantesco ha ragion d’essere nella volontà, nel potere, nella saggezza, nella giustizia divina, quello italiano trova i suoi fondamenti nell’ingiustizia, con un quarto del territorio e della popolazione in mano all’antistato mafioso  (con il quale la cara repubblica sembra essere più volte scesa a patti tradendo la sua funzione – questa sì essenziale – di assicurare la legalità),  il quale, non mi stancherò mai di ricordarlo, vanta patrimoni superiori a quelli di questo stato da avanspettacolo; nella protervia della corruzione dei suoi politici e della sua burocrazia; nella cultura dilagante del demerito e della raccomandazione; nello spregio delle libertà e della privacy delle persone; nell’aggressione al diritto di proprietà; nella sottrazione definitiva di sovranità al cittadino; nel saccheggio sistematico e progressivo del frutto del lavoro di milioni di persone laboriose, fino a distruggere quelle scorte minime indispensabili a mantenere in vita un tessuto produttivo e sociale. Perché questo sta succedendo qui in Veneto! Non sulla luna! Qui stanno chiudendo le aziende. Qui sta cominciando una quarta emigrazione. Dall’inizio dell’anno da un paesino del trevigiano sono emigrate all’estero 70 persone sotto i trent’anni! 70 dico! Per sopravvivere, perché qui le opportunità si stanno azzerando!

E secondo Bertolissi non si potrebbe immaginarne un’altra Italia con un bel buco nella sua carta politica a nord-est? Ha ha ha. Si rassegni.

L’Indipendenza del Veneto è inevitabile. E sa perché? Perché anche noi Veneti

consideriamo verità evidenti per sé stesse che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono stati dotati dal loro Creatore di taluni diritti inalienabili; che, fra questi diritti, vi sono la vita, la libertà e il perseguimento del benessere. Che per garantire questi diritti, vengono istituiti fra gli uomini dei governi che derivano dal consenso dei governati il loro giusto potere. Che ogni qualvolta una forma di governo diviene antagonistica al conseguimento di questi scopi, il popolo ha diritto di modificarla e abolirla, e di creare un governo nuovo, ponendo a base di esso quei principi, e regolando i poteri di esso in quelle forme che offrono la maggiore probabilità di condurre alla sicurezza ed alla felicità del popolo medesimo. La prudenza consiglierà, in fatto, di non cambiare per motivi tenui o transitori governi stabiliti da tempo; l’esperienza dimostra, invero, che gli uomini sono più inclini a sopportare i mali, finché sono tollerabili, che a riprendere la giusta direzione, abolendo forme alle quali sono adusati. Ma quando una lunga serie di soprusi ed usurpazioni, volti invariabilmente ad un unico scopo, offrono prova evidente del disegno di un governo di assoggettare il popolo a condizioni di dispotismo assoluto, é diritto e dovere del popolo di abbattere quel governo e di creare nuove salvaguardie per la sua sicurezza futura.
Tale é stata la paziente sofferenza di questa COLONIA; e tale é la necessità che la costringe a mutare il proprio  sistema di governo.

Gianfranco Favaro
nessialismo@yahoo.it

Una risposta a “INFERNI”

  1. sicuramente qualche giurista l’avrà scomodato anche giorgio iii, quando le tredici colonie volevano liberarsi…sicuramente costui avrà detto ‘ no no non si può mica fare…è contro la legge….’. ma la legge è fatta per l’uomo, come il sabato, non il contrario — parole di CRISTO che sicuramente superano quelle di tutti i giuristi del mondo…

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