INFORMARE LE PERSONE SUL PROGETTO DELL’ INDIPENDENZA VENETA

Molte persone non si rendono nemmeno conto dell’erosione di libertà in atto nell’occidente democratico, ad opera di governi che tutelano gli interessi forti poiché il processo viene attuato per gradi. È il modello della rana nell’acqua bollente. Se si getta una rana viva in una pentola piena di acqua bollente, questa balza subito fuori dalla pentola. Ma se si introduce la rana nell’acqua fredda e lentamente la si porta ad ebollizione, la rana non si accorge di cosa accade e si ritrova lessata.

Quando ti accorgi di quanto sta accadendo è oramai troppo tardi. La democrazia viene smantellata per gradi e sostituita da governi tecnici che armati del potere ipnotico del terrorismo mediatico, manipolano le persone inconsapevoli e distratte, portandole verso il precipizio della miseria mentre la casta si mette al riparo.

Nell’Italia dell’incompetenza e della corruzione dilagante, credo serva reagire con più vigore che in altri paesi. Serve subito un progetto concreto, sostenibile e realizzabile, che parta dalle persone che sono state ingannate, prima che le stesse esauriscano le risorse per opporsi a questo abuso.

Premetto che teorizzare l’indipendenza di un popolo non significa essere fuori tempo o nostalgici, ma al contrario, significa avere la lucidità mentale per valutare nel qui e ora tutti i vantaggi di una diversa organizzazione politico-economica di quei territori che attualmente, sono amministrati secondo principi superati, inefficaci e fallimentari.

Il progetto del movimento Indipendenza Veneta non ha nulla a che vedere con gli atteggiamenti di intolleranza e discriminazione verso gruppi di persone che si identificano per cultura, religione, etnia, terra di provenienza ed accento dialettale diversi. Al contrario, chi opera per una maggior tutela del territorio partendo dalla coscienza di base e dagli interessi del cittadino, esercita un’azione civica volta a riunire le persone, al di la dei pregiudizi.

L’obiettivo che ci prefiggiamo e che vogliamo condividere con tutti i residenti del Veneto, è quello di una politica equa e partecipata, di sviluppo economico sostenibile e di solidarietà civica, in altre parole, un buon governo del territorio. Quando la politica mette al centro delle proprie azioni i bisogni primari dei cittadini, è lo stesso cittadino che inizia a governare con coscienza il paese, appassionandosi e facendosi coinvolgere nelle attività.

Conditio sine qua non perché tutto ciò avvenga, è che le risorse economiche delle famiglie e delle aziende restino in quota maggiore a disposizione delle stesse. Le tasse e le imposte rimangono entrate necessarie per il buon funzionamento della macchina amministrativa, da cui conseguono servizi pubblici efficienti. Certamente, queste non devono servire a finanziare uno stato governato da politici corrotti che spremono i cittadini oltre il limite dell’umana sopportazione, senza peraltro erogare servizi adeguati ai reali bisogni di un paese.

Ogni persona di buonsenso, sa che quando una qualsiasi cosa non funziona più come dovrebbe e non è nemmeno riparabile, è più conveniente sostituirla. Anche nelle aziende, quando un amministratore non rende il servizio per il quale riceve un lauto compenso, è più sensato allontanarlo affinché non faccia fallire l’azienda.

Purtroppo, lo stato italiano è governato da persone che non rispondono del proprio operato con umile accettazione del loro fallimento e contestualmente, il popolo è stato manipolato a tal punto da essersi convinto di non poter fare nulla per porre fine a questa situazione, ma non è così.

Una parte dell’art. 1 della costituzione italiana recita: “La sovranità appartiene al popolo”

Pertanto, con un referendum popolare sotto monitoraggio internazionale, i cittadini del Veneto possono esprimere il proprio dissenso e mettere fine a questa offensiva forma di governo, uscendo pacificamente dall’Italia e formando un nuovo stato, più moderno ed efficiente. Pacificamente, perché per andarsene non serve far la guerra a nessuno. Basta essere uniti.

Smettiamola di pensare che la nazione sia come una malattia incurabile dalla quale non possiamo liberarci. E’ stata costituita da persone come noi! Oggi possiamo e dobbiamo, migliorare l’organizzazione dei nostri territori, perché sono mutati i tempi e di conseguenza i bisogni.

Infine, lo dico soprattutto ai romantici, nessuno ha il potere di modificare la conformazione geografica della penisola italica, se non madre natura con eventi catastrofici. La penisola è una terra bellissima ed i rapporti tra le persone che la abitano possono soltanto migliorare se i popoli imparano ad amministrarsi in nuovi modelli di stati indipendenti rendendo pertanto inutile un governo centrale, a maggior ragione quello attuale.

Vi lascio con un augurio:

Ben arrivata Indipendenza Veneta.
Da parte mia l’augurio più sincero.
Sono certo che finalmente riuscirai ad unire i cittadini del Veneto nella
collaborazione, nella comunione degli intenti e nella progettualità.
Apri le tue porte a chiunque si adopera per l’indipendenza con generosità e
chiudile alla meschinità ed alla pochezza.
Sarai più forte delle misere frustrazioni personali, sarai il fuoco che accende la
passione per la giustizia e l’equità.
Sarai il germoglio della consapevolezza nel popolo Veneto, sarai la fonte di
ispirazione per chi è alla ricerca di serenità e di identità.
Sarai custode delle tradizioni, dei talenti, delle eccellenze della terra e delle abilità
del tuo popolo.
Lo terrai unito e la responsabilità sarà il principale valore civico che ogni genitore
trasferirà ai propri figli.
Ben arrivata Indipendenza Veneta.

Davide Pozzobon

20 risposte a “INFORMARE LE PERSONE SUL PROGETTO DELL’ INDIPENDENZA VENETA”

  1. Ma come fate a dire queste cose, e tutti i morti per l’italia e per la patria, volgiamo lavarci le mani?

    Dobbiamo essere solidali, dobbiamo essere italiani. Io non mi tiro indietro nel momento difficile, ma tengo la posizione. Io sono italiano.

    E poi non capisco voi che razza di storia avete, l’Italia ha 2500 anni di storia, una lingua antica piena di letterati come Dante e Manzoni.

    Ma che cosa sarebeb il Veento senza l’Italia? sareste tutti immigrati se non vi costruivamo le fabbriche, le centrali elettriche.

    Che cosa sareste se l’italia non vi avesse salvato dall’invasione austriaca?
    Vi abbiamo liberato dalla dominazione degli Austriaci.
    Invece di ringraziare adesso che dobbiamo aiutarci voi mollate tutto?
    Vigliacchi, sfruttatori, questo siete. Avete sfruttato l’Italia e adesso ci salutate, grazie.

    1. Luca Tonon, per piacere calmati e rileggi quello che hai scritto, dopo prendi un libro di storia e ripassa per un attimo qualche capitolo, probabilmente ti renderai conto da solo che hai scritto esattamente il contrario. Scusa se non entro nello specifico delle tue affermazioni, ti chiedo solo di continuare a seguirci e probabilmente comprenderai meglio le nostre ragioni, abbi fiducia, cordiali saluti.

    2. A tutte le persone che in questi giorni continuano a dire che la bandiera e l’Italia non si possono mettere in discussione, vorrei far notare che da sempre tutto è destinato a cambiare e scorrere nella vita, pena la stagnazione e la morte.
      Nonostante mio nonno si sia preso le mitragliate su un Piave di acqua rossa per l’Italia (N. 1894- M. 1968), se fosse qui, come molti altri “bocia del 99”, sarebbe con noi nel direttivo di Indipendenza Veneta.
      Non permettiamo quindi alla nostalgia ed alla paura del cambiamento di sostituirsi al buonsenso!
      P.S.
      Oramai da tempo ho notato che chi ci attacca ed insulta si è sempre dovuto ricredere ammettendo di aver peccato di superficialità.
      D’altro canto, come può essere credibile chi insulta?

      Buona riflessione a tutti.

  2. La retorica patriottarda dello stato italiota fa degli assunti quantomeno ridicoli: da per scontato che tutti i morti in guerra fossero tutte fotocopie del “tamburino sardo” o del “milite ignoto”, sacri guerrieri di una patria che era “sulla carta”… “da costruire nel laboratorio delle trincee”.
    Quante migliaia di persone crediamo che abbiano avuto tali idee mentre venivano strappati dai campi, dalle loro famiglie già in miseria nera?
    Erano tutti ignoranti e probabilmente incapaci di scrivere un libro su quanto poco gli importasse dello stato italiota.
    Quindi “qualcun altro” ha scritto libri per loro, e hanno inventato il mito del soldato senza macchia con la patria nel cuore.
    Quante persone ci credevano davvero?
    E, soprattutto, vogliamo cominciare a fare davvero un esame di coscienza e chiedersi “era proprio necessario?”
    Se un’idea è sbagliata, fallimentare o idiota, che a questa ci credano 10,100 oppure 100.000 persone, le cose non cambiano: l’idea rimane comunque sbagliata, fallimentare o idiota.
    Quanti sostenitori aveva il fascismo?
    E berlusconi?
    Quindi di conseguenza dovrebbero essere nel giusto?

    Il primo istinto che viene al “suddito italiano” è quello di dire “cambiamo le cose, rivoluzioniamo tutto!”.
    Ultimamente si fa un gran casino e stigmatizzazione verso la cosiddetta “casta”.
    Il populismo illude che basti cacciare via “i politici cattivi” per risollevare i mali, l’asfissiante cancrena che ha fatto marcire lo stato italiota.
    Ovviamente non è così.
    Non basta “ripulire il parlamento”, perché lo stato italiota è marcio, corrotto e in metastasi nella sua stessa struttura portante.
    La merdocrazia parassitocratica italiota ha dimostrato più e più volte di essere come l’Idra di Lernia, di essere autorigenerante, tagli una testa e ne rispuntano due!!!!!
    Dai Saboia, alla timida democrazia sprovveduta, al fascismo fino alla DC corrotta e al PSI clientelista, Berlusconi, il leghismo venduto e sconclusionato fino addirittura al golpe di un governo non eletto che deve fare il lavoro sporco di raschiare il barile.

    Finiamola di prenderci in giro! Lo stato italiota è palesemente irriformabile, è sordo e strafottente verso la sovranità popolare, è un leviatano spiaggiato in una rete di burocrazia, ridicole contraddizione e penosi bizantinismi!!!
    E’ corrotto, corruttore e coercitivo!

    Uno stato ha l’unica funzione di garantire la coordinazione tra i suoi cittadini-sovrani, non è una fottuta divinità dogmatica da idolatrare con ridicole e fanfarone parate, soprattutto quando si fanno per quattro mummie rincoglionite che si compiacciono nel giocare con i soldatini mentre dei poveri cristi che in teoria dovrebbero assistere, muoiono sotto le macerie di uno stato che crolla anche, per assurdo, nel vero senso della parola!!
    E’ un diritto naturale pretendere un’altra forma di stato costruito su una comunità più omogenea come quella del popolo veneto!

    PS: parli di 2500 anni di storia, di Dante e di Manzoni.
    Rifletti su quello che ti rende “fiero di essere italiano”.
    Poi traccia una riga che divida le “glorie” dell’italianità pre unitaria rispetto a quelle post unitarie.
    Scoprirai che questa penisola ha dato tutto al mondo prima che arrivasse la sciagura unitaria.

    Il filo conduttore della “comune italianità” che lega i popoli italici è dovuta agli scambi di vicinanza geografica, alle frequentissime guerre e la girovagare di poeti e scienziati in cerca del posto adatto a loro.

    L’unica unità possibile era quella dove tutti i popoli italici avrebbero potuto mantenere la libertà di essere loro stessi, magari dentro un contenitore che li tutelasse senza ostacolarli nell’essere “tante nazioni libere”.
    Questa era L’UNICA POSSIBILE SOLUZIONE, applicata nei più efficenti stati federali.

    Invece ora osserviamo lo sfacelo, l’esondazione di una misura ormai irrimediabilmente colma.

    Era già colma anche diversi anni fa, quando lo stato italiota autorizzava prelevamenti notturni improvvisi nei conti correnti dei sudditi italioti (Amato), poi arrivò l’euro e l’agonia è stata prolungata, posticipando di un po’ il collasso.

    La Grecia aveva, supponiamo, un potenzialità di 1000 ed è arrivata a 0

    Lo Stato italiota aveva una potenzialità di 1000000 ed è arrivata a 10

    Facendo una semplice proporzione, qual è lo stato più inefficente?

    Come si fa a buttare nel cesso un potenziale così enorme?
    Viviamo in un benessere fittizio e drogato, le classifiche hanno visto lo stato italiota alla sesta posizione nelle potenze economiche.

    Ok, parliamone!

    E’ un po’ come avere un libro su una mensola altissima:

    una persona seria può arrivarci prendendo una una robusta sedia, togliendosi le scarpe e montandoci sopra.

    Un perfetto idiota, può accatastare un mucchio di cartacce, riviste e ciarpame, montarci sopra pungendosi i piedi e tagliandosi un dito e afferrare il libro, magari prendendolo male facendolo scivolare dalla mano e cadere dritto in faccia.

    Il problema è che la persona seria non rischia di rompersi il collo, non mette a soqquadro la casa, non sporca il pavimento non fa baccano.
    L’idiota invece molto probabilmente cade, si spacca la schiena e combina un gran casino difficile poi da rimettere in ordine. Senza contare che cadendo si potrebbe aggrappare alla libreria e far rovinare a terra anche quella.
    Un disastro.
    Ecco la tua gloriosa italia, l’aborto di un sogno di pochi, la tomba della speranza dei tanti.

  3. PS: Gli Asburgici avevano già levato le ancore e in accordo con la Francia, avevano inserito l’obbligo al regime italiota di indire un plebiscito con la domanda: “o stato veneto indipendente o regno d’italia”.
    Su come è stato fatto questo plebiscito trovi ampie descrizioni in rete, neanche a dirlo fu una carognata, in linea con gran parte delle “consultazioni popolari” (quando sono state fatte) che venivano “concesse” all’epoca (vedi “il Gattopardo” e il tizio che disse “ma io avevo votato no!” mentre il funzionario Saboiardo esultava per il 100% di voti positivi).
    Chi semina vento…

    Riguardo allo “sfruttamento” la tua è una supposizione che ha anche dell’assurdo e della distorsione della realtà.
    Mettiamola così: quanto ancora dobbiamo andare avanti con la zavorra e il freno a mano tirato, prima di considerare “ripagato” quei quattro soldi che lo stato ci ha passato (o meglio: quei quattro soldi che ha deciso di lasciarci quando negli anni 60-70 hanno diminuito quel poco di tasse che serviva per il boom delle Venezie)?

  4. -basta mettere dei giovani onesti incensurati, loro cambieranno tutto

    -dobbiamo avere fducia nell’esercito, sono gente onesta, diamo a loro i poteri per gestire l’economia

    -per gestire la burocrazia e la spesa eccessiva prendiamo i notai e i prefetti che sono superpartes e affidiamo a loro la gestione, loro hanno le capacità e studi per gestire questi problemi

    -per le controversie possiamo prendere neolaureati in lettere e latino, perche loro hanno la capacità di districarsi con la complessità cartacea, loro accelerrerebbero i ritardi burocratici

    -se la scuola non funzioan bene, è perchè si insegna pòco l’italiano, ormai questi smidollati di studenti non sanno più parlare. Per fare strada nella vita e nel mondo serve una buona conoscenza dellalingua e letteratura italiana

    -se tutti studiassero a menadito la storia d’Italia e gli eroi del risorgimento, si accorgerebebro che razza di colossi ci hanno preceduto e solo sulle loro spalle ed esempio potremo riformare l’Italia

    -questa crisi ridarà forza agli smidollati e rinasceremo più grandi di prima, protagonisti incontrastati dell’economia e storia del mediterraneo. la storia di roma è un esempio virtuoso del nostro passato.

    1. C’è ancora tanta confusione e c’è anche un gran lavoro da fare per ottenere la lucidità necessaria affinché le persone possano osare scelte coerenti.
      Le frustrazioni e le paure dominano ancora le menti dei più.
      Seguiteci con sana curiosità amici e… tranquilli, va tutto bene.

  5. Bisogna invece salvarel’Italia e lavorare tutti facendo sacrifici e vedrete che la ripresa arriverà entro metà estate come i nostri politici ci hanno promesso, ma spetta a noi lavorare duro!

    1. Spiace Luca ma l’unità d’italia esiste quanto la padania…
      furono i poteri massonici inglesi ad appoggiare Garibaldi che indisturbato con un grappolo di uomini passeggiava scimmiottando una falsa guerriglia.In realtà nessuno poteva opporsi,pena l’intervento dell’esercito inglese che di certo non scherzava.Questo sopratutto perché lo stato della chiesa minacciava di istigare le colonie inglesi alla rivolta contro lo sfruttamento di Londra,con l’unità d’italia si sarebbe ridimensionato di molto il potere dello stato vaticano.Stai difendendo una bugia,una patria che nessuno sente propria,nata dai poteri della massoneria e oggi governata da un massone.C’è molto da leggere in materia,tutto quello che ricordiamo dai libri di scuola è stato accuratamente distorto da chi ci nega la libertà.

    2. luca,
      devo dire che di primo achito ti avrei risposto per le rime. ma siccome io stesso sostenevo l’italia, farei un grande torto a me stesso sentenziando giudizi su di te.
      le enormi scempiaggini che hai scritto sono identiche a quelle che avevo anch’io (scempiaggini frutto dei programmi di storia, che la scuola italiana fa studiare in una versione tutta sua -molto manipolata-).
      spero che non tu non ti senta offeso: “scempiaggini” non è riferito alla tua persona, ma quello che ti è stato instillato sottilmente dall’istituzione italiana.

      poi vennero i serenissimi nel 1997.
      mi chiesi cosa pretendessero questi personaggi.
      ripristinare una “società”… o contea… o qualcosa di “medioevalmente” ammuffito? in quale ganglio mentale si erano impigliati costoro?

      così, prima di affermare e convalidare il mio “patriottismo italiano” (se sapessi con che orrido disgusto lo sto scrivendo ora…) contro questi figuri, cominciai a sfogliare qualche articolo riguardante antonio bragadin (uno dei nomi con cui i serenissimi si presentarono in piazza s.marco).
      non ti posso esplicitare le emozioni che provai in quelle letture.

      mi accorsi della mia grande ignoranza storica. la mia sete di sapere aumentò e continuai ad informarmi.

      ti assicuro che quanto hai scritto ha una sola cosa buona:
      la voglia di “fare quadrato” e superare lo sclglio delle crisi.
      quello che invece è scorretto è la storia e il concetto di “patria-patriota”.

      che tu sia veneto o meno non conta, sarebbe invece più conveniente rapportarci con chiarezza riguardo i fatti storici, perchè alla fine sono i soli a rappresentare l’anima e l’evoluzione tradizionale-culturale dei popoli.
      accanirsi nel valorizzare un’istituzione nazionale piuttosto che l’altra motivando il tutto con “sacrifici” e “fiducia”… vedi anche te che in 150 anni di “unità” nulla si è risolto.

      è vero che molti ragazzi sono morti in guerra, ma non confondere il tuo sentimento verso quei poveretti con la manipolazione italiana che si è servita di cose molto profonde oltre al “versamento del sangue per fare l’italia”.

      io, dopo essermi informato circa lo svolgimento dei veri fatti storici in tutta la loro cronologia, mi sento tradito da questa istituzione tricolore e per giunta ho la netta sensazione di vivere in un lager.
      non c’è scritto “arbeit macht frei” ma “kolonisiert den Willen” (colonizzare la Volontà).

  6. anche io parlo veneto ma mi vergogno scriverlo, capisci che è questo che siamo inferiori che ci mancano in veneto le parole per dire certe cose, siamo limitati, non fraintendermi, è che non ci arriviamo, simamo pratici non teoretici.
    Non so è un momento strano, io voglio che tutto funziona e non voglio che ci isoliamo. E difficile spiegare. Ma non è possibile che tutto questo finisce, insomma l’italia è che abbiamo la musica in comune, i film, gli scrittori, parliamo la stessa lingua, insomma quando sei in Cina se trovi uno da Bari incominci a parlare con lui mica con un tedesco, capisci? E’ nel sangue, è genetico.
    Boh non so. E poi quando arrivi in aeroporto a Venezia ti viene da dire sono a casa sono in italia e la gente ti capisce quando parli e non sei li che gesticoli per bere un bicchiere di acqua. E chi non sa l’inglese si sente a casa quando passa il confine italiano, capiscimi. E’ nella pelle. E Sanremo, e il calcio la domenica sportiva, i mondiali, e cazzo come faccio a rinnegare tutto questo? E gli spaghetti, il pane, e poi questa voglia di figa che abbiamo nel sangue. E’ inutile io quando vedo un pallone o un piatto di pasta mi sento italiano. Vi saluto meglio che vado a mangiare.

    1. Se par ti essar italiano vol dir ” questa voglia di figa che abbiamo nel sangue, quando vedo un pallone o un piatto di pasta”, vol dir che te si solo en poareto.
      Complimenti a Davide, una persona con la faccia pulita e con le idee chiare. Ti te rapresenti el Veneto che me piaxe. Quando tornaremo indipendenti me piaxarea averghe politici come ti. WSM

    2. luca tonon, ma ti hanno fatto il lavaggio del cervello? E poi hai letto bene la presentazione di Pozzobon? E’ vero chi fa commenti come il tuo non si è informato e non ha la mente aperta al cambiamento. Io guardo oltre alpe dove le gestioni sono a pro del cittadino, è quello l’esempio da seguire. Poi se altre regioni vorranno seguire il nostro esempio ben venga. Un sistema piccolo è più facile da gestire, meno corruttibile perchè c’è più controllo e più solidale perchè vedi le persone che vai ad aiutare. Io vedo solo un cambiamento in positivo anche perchè che alternativa c’è? Peggio di così si muore…anzi no stanno già morendo, sì i nostri imprenditori e la gente perbene!

  7. Ma dobbiamo avere fiducia, la ripresa è vicina forse per l’estate.
    La Lega Nord ha pronto il federalismo e zaia promette il federalismo municipale e anche ha detto dell’autonomia. Dobbiamo crederci, questi 20 anni di Lega Nord sono serviti a preparare il grande salto del federalismo. Abbiate fiducia almeno per qualche anno ancora. Dobbiamo crederci, la Lega Nord ci aiuta.

  8. Ok Luca ma…babbo natale non ce lo metti?Ho capito che tutti possono esprimere le loro opinioni senza essere bannati,ma stendiamo un velo pietoso,per favore.

  9. Dovete avere pazienza, lo dice anche Zaia, dovete crederci e aspettare.Ne abbiamo aspettati 20, cosa sono a confronto altri 5? Lo dice anche Guadagnini di aspettare fino al 2017. Cosa sono 5 anni di fronte ai 20 che avete avuto fiducia e fede? date a zaia a Maroni a Tosi e Bossi altri 5 anni, lasciateli che ci guidino e dategli il potere come avete sempre fatto. Zaia io gli ho parlato, lui lo dice che è per l’indipendenza e per l’autonomia e anche il amico Ciambetti Roberto, loro sono autonomisti indipendentisti e se necessario anche epr il federalismo e fiscale se serve.

  10. Ce la faremo vedrete ci sarà la ripresa e l’italia ritorna grande e faremo l’indipendenza autonomico federale con il municipalismo attivo. Solo chi ha fede vedrà quest’alba dell’autonomia. Voi dovete ascoltare i discorsi di Luca Zaia e poi capite, io non ho le sue capacità. Anche Roberto Ciambetti sa spiegarsi e lui si che è autonomista fa tanto per i Veneti, non lo fa per i soldi lo fa perchè è federalista. Quelli della Lega lo farebbero anche da volontari perchè ci credono al federalismo.

  11. E’ inutile non sapete aspettare, se adesso insistiamo con l’indipendenza, mandiamo in fumo il lungo lavoro della lega nord e l’italia ci porterà via anche quello che grazie alla lega nord abbiamo guadagnato in questi 20 anni.

    1. Mah, sul fatto che la Lega Nord abbia guadagnato qualcosa non ci piove, che abbia fatto guadagnare quolcosa ai suoi elettori…Solito discorso: vai con lo zoppo e impari a zoppicare. Un governo più piccolo ha solo vantaggi, soprattutto in Italia che non si sa mai dove vanno a finire i soldi. Poi ci sarà da valutare bene chi mettere al governo perchè anche in Veneto non è che si fanno tutte le cose per bene. Abbiamo anche noi le nostre magagne date proprio dall’estremo spirito “de far schei” anche a scapito della salute. Altra storia tutta da trattare.

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