Autonomia è chiedere, Indipendenza è decidere

Le 20 mila firme raccolte per indire un referendum sull’Indipendenza Veneta hanno conquistato il corretto interesse istituzionale e la meritata attenzione mediatica per una un’iniziativa partita dal cuore di migliaia di cittadini. È fondamentale fare un paio di precisazioni sia sull’obiettivo che sul percorso di Indipendenza Veneta, per informare correttamente i cittadini sul perché questa azione politica è stata presa seriamente.

Sull’obiettivo è importante precisare la completa differenza tra autonomia e indipendenza, perché questi due termini non sono affatto sinonimi. Tentativi passati, anche supportati da iniziative popolari, che avevano come obiettivo l’autonomia, il federalismo, lo statuto speciale, la macroregione, sono in sostanza delle proposte di riforma dello stato italiano. Queste giustamente sono delle proposte di competenza esclusiva del parlamento italiano. Al contrario l’indipendenza politica, sebbene più dirompente come alternativa, nel caso veneto è di competenza del consiglio regionale, in quanto assemblea di rappresentanti eletti nel territorio in questione. Questo è quanto detta il diritto internazionale sottolineato di recente dal presidente della Commissione Europa, José Barroso, in riferimento alla situazione in Scozia e in Catalogna. Quindi, autonomia vuol dire chiedere qualcosa ad un parlamento distante dalle esigenze del nostro territorio. Indipendenza invece vuol dire decidere qualcosa qui in Veneto. In un momento di notevole crisi l’Indipendenza Veneta rappresenta una notevole risoluzione che consente ai nostri consiglieri regionali di non essere dei semplici amministratori, ma di fare un’azione politica propria in risposta alla prolungata depressione economica.

Sul percorso è importante precisare che un referendum consultivo su questo tema non è una provocazione politica, ma un percorso giuridico tutelato dall’Unione Europea e al di sopra di leggi italiane che contrastano trattati internazionali. La democrazia è una cosa seria, e interpellare la cittadinanza sull’Indipendenza Veneta non ha il valore di un sondaggio d’opinione, ma corrisponde ad un mandato ad agire di conseguenza. I recenti avvenimenti in Catalogna, e l’imminente referendum per l’indipendenza in Scozia, ci costringono a dare anche qui in Veneto una seria valutazione all’Indipendenza Veneta, come unica azione politica fattibile qui in Veneto in alternativa alla stagnazione economica e politica dello stato italiano. La questione del referendum sull’Indipendenza Veneta non deve assolutamente essere interpretata come un’opportunità elettorale, ma deve essere intrappresa in maniera trasversale da tutte le forze politiche, favorevoli o contrarie, perché far valere la sovranità dei cittatini, tramite i propri eletti rappresentanti in Regione, è un principio fondamentale che non può essere calpestato da norme anacronistiche. Ne va della nostra libertà, e di conseguenza del nostro benessere.

Lodovico Pizzati
Segretario – Indipendenza Veneta

L’Indipendenza Veneta è inevitabile

Dopo un weekend di attenzione mediatica sulla fattibilità del referendum per l’Indipendenza Veneta una cosa non viene messa in dubbio: la stragrande maggioranza dei veneti la vuole. Il Corriere del Veneto pubblica questo martedì a pagina 3 il risultato del proprio sondaggio online: l’84% dei veneti è favorevole. È stato grazie ad un notevole lavoro sul territorio fatto da parte di tutti noi, con la raccolta firme e le lettere ai consiglieri, che siamo riusciti a forzare il tema dell’Indipendenza Veneta e a costringere i nostri attuali rappresentanti istituzionali a prendere seriamente la questione.

La soluzione dell’Indipendenza Veneta non potevano ignorarla perché abbiamo reso noto a loro che il loro datore di lavoro siamo noi, e non Roma. L’Indipendenza Veneta è l’unica azione politica fattibile qui in Veneto, e le fibrillazioni autonomiste  con proposte di macro regioni varie, che abbiamo sentito come reazione alla nostra schiacciante mossa, sono dei rigurgiti di una classe dirigente che dimostra di non avere idee. Basta insultare l’intelligenza dei veneti con le solite sirene federaliste o macroregionaliste che auspicano un impossibile consenso da parte di Roma.

Tra le varie ipotesi autonomiste sparate in tutta fretta da uno status quo preso in contropiede, i quotidiani hanno anche cercato di far passare il concetto di impossibilità legale del referendum per l’Indipendenza Veneta. Non occorreva scomodare costituzionalisti per farci dire che Roma aggrotta le ciglia alla soluzione di autodeterminazione. Quello che i giornali non dicono è che in contrasto all’ufficio legale della Regione Veneto c’è stata l’opinione di avvocati consulenti della stessa Regione Veneto esperti in diritto internazionale. Infatti, il nocciolo della questione sta proprio qui: parte della costituzione italiana è in netto contrasto con il principio di autodeterminazione tutelato dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea.

Il problema è che lo stato italiano non sta violando i trattati internazionali perché non esiste prova di repressione democratica fintantoché sono i rappresentanti politici veneti ad essere autolesionisti e a non esercitare il proprio sacrosanto diritto, e il volere della propria cittadinanza. Se il consiglio regionale decide di fare l’ulteriore passo e discutere la questione (costituzione italiana vs. diritto internazionale) allora la patata bollente passerà veramente nelle mani dello stato italiano. E se lo stato italiano reprime la sovranità popolare allora avremo tutte le carte per imporre una tirata d’orecchie da parte della comunità internazionale, e ottenere così un monitoraggio internazionale per il referendum sull’Indipendenza Veneta. Se invece il consiglio regionale del Veneto si sottrae a questo dovere rappresentativo, allora ne pagheranno inevatibilmente le conseguenze elettorali. In questo momento di crisi economica, dove il Veneto viene spremuto peggio di una colonia africana, l’Indipendenza Veneta è l’unica alternativa al declino italiano. Noi veneti non ci meritiamo di impoverirci per colpa di una classe dirigente che si rifiuta di rappresentare i nostri interessi. La maggioranza dei veneti è sempre più a favore dell’Indipendenza Veneta. Ed è per questo che il referendum è inevitabile.

Lodovico Pizzati
Segretario – Indipendenza Veneta

INDIPENDENZA VENETA : lo stimolo alla reazione

Ogni giorno ,attraverso i mezzi di comunicazione, abbiamo conferma di quanto lontana sia dai cittadini la classe dirigente politica della penisola. I festeggiamenti imposti per il 2 giugno ne sono l’ esempio eclatante.

L’anziano al potere , da troppo tempo, e chi gli sta attorno sono sordi alle richieste di devolvere le spese di parate e banchetti , ma soprattutto di impegnare le forze per aiutare i terremotati. A guardar bene ,se si ha anche un minimo di senso civico , l’aiuto serve pure ai disoccupati , agli esodati,
ai cassaintegrati, ai piccoli imprenditori in crisi, ai commercianti strangolati dalle tasse, a coloro che non riescono a pagare il mutuo della casa e a chi è costretto a vendere la nuda proprietà delle proprie abitazioni per pagare tasse e bollette.Tutti problemi che non toccano i privilegiati al comando.

Ottusamente vogliono palesare una forza centralista, ma in realtà hanno superato da tempo la soglia del declino finale. La classe dirigente politica sta annaspando alla luce del tramonto sperando che i fatti che i cittadini conoscono non portino a reazioni efficienti. Contano sull’abulia popolare e tendono ad assecondare l’ inerzia con tutti i mezzi di distrazione di massa che conoscono.

Cosa spinge noi di Indipendenza Veneta invece ad agire con tale determinazione tanto da condizionare evidentemente la politica veneta ? Abbiamo nostalgia di una vita libera ma entro regole di giustizia sociale, vogliamo percepire il Veneto come la nostra terra ma anche la terra di tutti coloro che ci lavorano qualsiasi sia la loro provenienza, vogliamo essere attivi ,secondo le nostre straordinarie capacità e valori, senza dover pagare il tributo in vite umane ed
in denaro al mostro della penisola.

La nostra conoscenza non è futile, la nostra mente non si spegne al comando dei prepotenti ma è attiva perchè noi di Indipendenza Veneta abbiamo la chiarezza del percorso.L’indipendenza della nostra terra renderà la nostra vita più semplice, terrà assieme le famiglie e ci farà sentire più sicuri agli altri lasciamo banchetti e parate a volontà !

wsm

Teresa Davanzo
Consiglio Direttivo Indipendenza Veneta

Indipendenza Veneta su Antenna Tre

Riportiamo di seguito il link al servizio di Antenna Tre sul congresso fondativo di Indipendenza Veneta celebrato domenica scorsa.

Clicca per visualizzare il servizio di Antenna Tre sul congresso di Indipendenza Veneta